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AL sole, con te.
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Titolo: AL sole, con te.
Autore: Lily
Contatto:
Racconto n° 5102
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La sensazione della lingua sulla pelle, di denti che mordono, labbra che baciano.
Nuda, coricata sulla stuoia, completamente esposta. Il terrazzo è immerso nel sole, nonostante sia protetto da sguardi indiscreti, grazie al pergolato. Mi ha chiesto di mettermi supina, con le gambe piegate e divaricate, e le braccia dietro la schiena. E' davanti a me, inginocchiato. Mi osserva come un cacciatore osserva la sua preda, ma allo stesso tempo il suo sguardo lancia una supplica. Appoggia le mani a terra e si muove verso di me, avvicinandosi e poi sedendosi sui talloni. Prende il mio piede destro e se lo porta alla bocca. Inarco i fianchi, non riesco a stare ferma. Mi rivolge il suo sorriso divertito e soddisfatto che conosco molto bene, e per punizione mi mordicchia la punta dell'alluce. Bacia dolcemente il collo del piede, poi la caviglia, salendo lungo al polpaccio fino all'incavo del ginocchio. Mi guarda e so cosa vede. Sono fremente, eccitata a dismisura, adorante e arrabbiata. Perché mi fa aspettare cosi tanto? E ricomincia partendo dal piede sinistro, arrivando fino al ginocchio e poi fermandosi.
-Basta, ti prego. Dammi sollievo. Posso toccarti?
Non oso muovere le mani senza il suo permesso. Dopotutto, ieri ha lasciato condurre il gioco a me, ed è stato assolutamente perfetto, un vero sottomesso.
-No. Lo sai. Voglio farti soffrire ancora un po'.
Le sue mani salgono sulle mie cosce, stringendo quel tanto che basta da lasciare i segni. Mi bacia l'interno coscia, come prima, destra e poi sinistra. Si avvicina al mio sesso, inspira forte, e chiude gli occhi, inebriato dall'odore della mia eccitazione. E inizia a torturarmi, con la lingua, con i denti, con i baci, e poi anche con le dita. Mi dimeno, cerco di avvicinarmi ancora di più, inarcando il bacino, e lui infila le sue mani sotto di me e mi stringe i glutei, e mi fa eccitare ulteriormente. E il mio mondo è tutto lingua, denti, labbra, mani, sole accecante, rumore di macchine in lontananza, il mio respiro. Puro istinto carnale, puro desiderio. Sa quando rallentare per non farmi venire, per prolungare l'attesa. Lui sa come mandarmi fuori di testa, sa cosa può farmi.
-Ti prego, basta. Basta!
Solleva gli occhi, ignora la mia supplica, aumenta il ritmo. Toglie una mano da il mio sedere, e inizia a stimolarmi di nuovo con le mani, in profondità. E aumenta ancora, io non mi trattengo, ansimo sempre di più, incurante di chi potrebbe sentirmi. Inizio a sentire il calore salire su per la schiena imperlata di sudore, allungo il piede per sentire la sua erezione. E' duro, forte, turgido, e sento le vene pulsare. E lui in tutta risposta aumenta il ritmo, e il calore nel mio corpo si espande al ventre, al petto. Sono vicina, molto vicina all'orgasmo. Sono tutta sensazioni, le mani che iniziano a diventare insensibili, piegate dietro la schiena, il sole sulla pelle, la sua lingua, le sue mani, il desiderio di affondare le dita nei suoi capelli. Ed esplodo. Il mondo diventa un posto meraviglioso, sono travolta dal piacere, e lui si protende su di me, per chiudermi la bocca con un bacio, e soffocare i gemiti. Sa di me, di sesso, e di qualcosa di più profondo, quella connessione totale e sincera che c'è tra noi. Continuando a baciarmi, mi penetra. E mi sento così piena, così venerata. Lo fa dolcemente, poi esce da me e spinge forte. Mi scappa un gemito.
-Zitta.
E di nuovo, esce lentamente e rientra con forza, quasi con brutalità. Si sta trattenendo.
-Di più. Fammi male.
Si lascia andare, un ritmo forsennato, colpo su colpo, sempre più in profondità, sempre più forte. Di nuovo, mi sento sull'orlo di un pozzo, profondo ma luminoso, tentatore ma che porta un ammonimento.
-Sei mia.
-Tua, sempre.
E a queste parole, il suo orgasmo erompe in me, trascinandomi con se e facendomi cadere in un orgasmo ancora più potente del precedente. Si accascia su di me, senza fiato, ad occhi socchiusi.
-Puoi togliere le mani da dietro la schiena.
Finalmente. Appoggio le mani sulle sue spalle, e lo guardo negli occhi. Sono sempre così accesi, come se fosse sempre felice. E io sono così triste. Quest'uomo è la mia cura.
Gli prendo il viso tra le mani, e lo bacio. Un bacio dolce, tenero, pieno di quello credo sia amore.
Si stacca da me, e appoggia la sua testa sul mio seno. L