I migliori Racconti di RossoScarlatto
Racconto del mese
Autore del mese
RossoScarlatto Community
Taxi
Biblioteca
Titolo: Taxi
Autore: Lady Chatterley
Contatto:
Racconto n° 513
Altri racconti dello stesso Autore:
Uscii dal portone e maledissi mentalmente il cielo che stava scaricando su di me tutta la pioggia che non aveva fatto nei mesi precedenti, calcolai che ad attraversare la città con i mezzi pubblici e con quel diluvio ci avrei messo una vita e per di più non avevo neanche l'ombrello per ripararmi... decisi quindi di chiamare un taxi. Lo aspettai cercando di ripararmi alla meglio sotto un balcone e quando arrivò, dopo un periodo che a me sembro lungo quanto una vita, mi ci tuffai letteralmente dentro, mandai l'ennesima imprecazione al tempo e mi accasciai sul sedile.
Sentii la voce calda del taxista che mi chiedeva la destinazione, gli risposi meccanicamente tutta presa ad osservare lo scempio che la pioggia aveva fatto su di me: la camicetta bianca era fradicia e mi si era incollata al corpo come una seconda pelle lasciando ben poco all'immaginazione, i miei capelli freschi di parrucchiere erano ormai senza vita : maledissi la mia abitudine di non portare il reggiseno e mi legai i capelli sperando così di ottenere un effetto un po' più decente.
Fu in quel momento che, oramai rilassata , incontrai il suo sguardo... scuro, penetrante, mi fece venire in mente la canzone della Nannini ". con gli occhi neri e col sapor medio orientale ." chiesi gentilmente e con voce calda se potevo fumare e al suo assenso mi accesi una sigaretta adagiandomi mollemente sul sedile, pensai tra me che non ci sarebbe stato male un drink , qualcosa di forte che accentuasse i sensi che già cominciavano a svegliarsi dentro di me.
Guardai distrattamente fuori dal finestrino la città impazzita sotto il diluvio e sentii il suo sguardo scrutarmi dallo specchietto retrovisore mentre lo sistemava in modo da poter osservare meglio quello che la mia camicia lasciava trasparire, i capezzoli già tesi per il freddo si inturgidirono ancora di più all'idea della sua eccitazione, ma fu quando gli vidi la mano così forte e ben curata afferrare con forza il cambio che la mia mente si perse dentro una voragine di pensieri pieni di lussuria che non fui più in grado di arrestare.
Immaginai quella mano stringersi con forza il membro duro e teso, masturbarsi eccitato all'idea di avermi e quell'immagine sconvolse i miei sensi già sovraccarichi di desiderio, sentii le labbra in mezzo alle mie cosce gonfiarsi e pulsare mentre il mio umore sgorgava come un torrente in piena.
Sapevo che lui non si stava perdendo una mossa, che mi spiava dallo specchietto, immaginavo il rigonfiamento nei suoi pantaloni, immaginavo i suoi slip bagnati, riuscivo a sentire persino il profumo e il sapore del suo nettare; piano piano feci scivolare la mia mano in mezzo alle gambe e presi ad accarezzarmi, le mie dita scivolavano in quel lago dolce e lievemente appiccicoso come il miele, mi infilai dentro le dita spingendo con forza desiderosa di sentirmi posseduta ansimando e mugolando, sentii che si stava slacciando i pantaloni, non potevo vedere ma dai movimenti capii che aveva preso a masturbarsi, vedevo il suo braccio andare su e giù lentamente senza fretta, avrei voluto che fosse il mio calore, e non quello della sua mano ad avvolgergli il membro, lo implorai di entrare dentro di me, di sbattermi ma lui mi rispose di continuare da sola, che ero molto brava, lo supplicai di nuovo gli dissi che le mie dita non mi bastavano, che volevo sentirmi sfondare ed allora lui armeggiò nel cassetto del cruscotto per un attimo e poi senza voltarsi mi disse "prova con questo" e mi passò una bottiglia vuota dal collo lungo ed invitante, la afferrai ormai presa da quella follia che solo l'estremo desiderio ti può dare, e cominciai ad infilarmela dapprima piano e poi sempre più in fondo desiderosa solo di sentirmi finalmente posseduta e arrivare a quell'attimo senza anima e senza tempo che è il godimento, lo sentivo incitarmi e gemere di piacere allo stesso tempo mentre la sua mano stringeva e sfregava il suo cazzo sempre più in fretta anche lui desideroso di sfogare tutta la sua voglia, urlai mentre godevo e lo sentivo godere immaginandomi tutto il suo succo riempirgli la mano e inondargli il ventre.
Guardai fuori dal finestrino, ero arrivata a destinazione, mi ricomposi, lui fermò il taxi e senza voltarsi mi disse quanto gli dovevo per la corsa, gli diedi i soldi "tenga il resto" gli dissi" e grazie . Di tutto".