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Titolo: Potere
Autore: Cartabianca
Contatto:
Racconto n° 5131
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Lo sento, in mio potere. Completamente.
Lo sento contorcersi sotto di me, mentre lo sovrasto con il mio corpo e con il mio essere.
La visione di lui, legato alla testiera del letto e sottomesso al mio volere, mentre mi scongiura di averne pietà, mi fa provare un piacere mentale ed un'estasi non paragonabile a nessuna cosa mai provata, amo vedere il suo fisico, divino e potente, i suoi muscoli costruiti in palestra completamente inutili di fronte al mio potere, completamente sottomessi al mio volere di Donna, a disposizione di ogni mio capriccio.
È imbarazzante quanto la potenza di un uomo e la sua ostentata virilità, nulla può di fronte alla bellezza ed alla perfezione di una donna.
Mi prega di avere pietà, ma è una supplica falsa, di circostanza, a lui piace vedermi dominante e priva di scrupoli, d'altronde è la sua natura di sottomesso.
Lo sovrasto e guardo i suoi occhi completamente soggiogati dai miei, mentre mi domando come soddisfare i miei bisogni di dominio, e i suoi bisogni di essere usato.
Oggi ho deciso di invertire i ruoli, di osare, di violare il più remoto tabù maschile, di azzerare l'essenza stessa del maschio, di vederlo contorcersi mentre il potere è nelle mie mani.
Mentre lo sovrasto non perdo mai il suo contatto visivo, baciandogli la pelle, le labbra, il collo e i suoi potenti e gonfi muscoli, completamente in tiro mentre le corde ne contengono gli sforzi vani.
Intanto infilo la cintura strapon, faccio inondare dal lubrificante tutto il suo corpo, oliandone gli addominali scolpiti, i bicipiti gonfi, i glutei di marmo.
E' bellissimo, scintillante e sottomesso, mentre implora le mie labbra che sfiorano le sue ma non si lasciano andare a baci e tenerezze, deciderò io quando sarà il momento di assecondarne gli impulsi, ma solo se ne sarà meritevole e degno.
Mi posiziono all'altezza del suo bacino mentre lui giace disteso, così mi offre suoi glutei, pian piano lo avvolgo in un abbraccio e sento il suo dolore mentre mi insinuo nel suo corpo.
In un attimo siamo uniti in un solo essere, mentre sento il dildo farsi spazio dentro di lui, ed ad ogni mio movimento ne risponde uno suo, come in un effetto di azione e reazione, intanto mi implora di accelerare il ritmo, è così tenero mentre mi prega di continuare e di accontentarne la lussuria, mentre urla e geme, esprimendo una totale mancanza di freni inibitori.
Ad ogni mio movimento di bacino il suo piacere non fa altro che accrescere il mio, mentre osservo le sue spalle inarcarsi nel cercare di accogliere il più possibile dentro di sé il giocattolo sessuale legato alla mia vita.
Il letto cigola e sembra assecondare i miei movimenti che ormai sono costanti e ritmici, scanditi dalle urla di piacere emanate da entrambi.
Quando vedo il suo sesso scoppiare di piacere ed inondare i suoi lucidi addominali mi fermo e ne guardo l'espressione di piacere e di estasi, mentre si gode il suo orgasmo, premio di tanta obbedienza.
Torno sopra di lui che intanto giace legato e dolorante legato al letto e gli sfioro le labbra regalandogli un bacio con sua grande sorpresa, avidamente lo assapora, intanto mi libero dalle sue labbra e mi allontano dal letto, ma non prima di avere contemplato l'immagine di tanta potenza muscolare legata ed ingabbiata al mio volere.
Lo lascio lì, solo e nudo, mentre esco dalla stanza con ancora negli occhi il suo viso e il suo corpo scultoreo, mi accendo una sigaretta, pensando alla prossima voglia da soddisfare, al prossimo capriccio da regalarmi.