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How deep is your love
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Titolo: How deep is your love
Autore: Spietata
Contatto:
Racconto n° 5174
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Ho le mestruazioni. 

Mortificata e ubriaca, con lo sguardo basso era la prima frase che le era venuta in mente di dire. Lui era sulla porta, davanti a lei e la guardava.  Si sentiva sicuro, perché lei era bella, ma non ne aveva la minima consapevolezza e si rimetteva continuamente nelle sue mani, era diventata nel tempo il suo gioco preferito, e quando abbassava lo sguardo...be' quando succedeva, lui sentiva un potere grande, una sensazione che solo il suo farsi piccola, tremante, gli faceva sentire il cazzo grosso, pronto a farsi beffe di schiere di donne! Lei dava l' input ad amplificare tutte le sue arti amatorie, perverse; davanti a lei potevi sentire prepotente odore di sesso, immaginare buchi viscidi fatti per essere chiavati allo stesso tempo ingenuità e voglia di amore. 

-Fammi entrare, tienimi con te stanotte, ma ho le mestruazioni!

Lo diceva senza tentennare, mestruazioni! Aveva l' aria fiera quando pronunciava la parola oscura, solitamente aveva sentito dire, ciclo, le mie cose, le rosse, ma questo termine tecnico lo metteva in allarme. Una donna che non ha paura di dichiarare la sua età e di parlare senza remore del suo sanguinamento mensile è  da temere. Eppure non è una femminista, si fa inculare senza opporre resistenza, si eccita se le propongo di farsi scopare la bocca con la testa all' indietro, è una donna piena di tormenti e parole  che non riesco a decifrare. 

-Fammi entrare, allora? Mi fai entrare? E dammi da bere!

-Ti presenti alla mia porta e la prima cosa che ti viene in mente è dirmi che hai le mestruazioni?  Ma pensi che questo possa fermarmi? Sono mesi che ci rintaniamo nei nostri giochetti e ancora non hai compreso che io una donna me la faccio e basta? Navigo in qualsiasi mare senza il bisogno di fare previsioni su quale tempesta arriverà. La tempesta sono io.

-Dai fammi bere, e lo so che sei senza regole, ma avevo fatto altri programmi per noi, ci vediamo poco, non voglio catene che limitino il mio voler fare la troia, voglio essere libera, non voglio sanguinare! Scriviamo un racconto.

-Mi fai ridere, sei buffa! Un racconto? E cosa vuoi scrivere, di noi? Come ti faccio il culo mentre mi preghi di non farti troppo male? Uno di quei racconti di serie b per sfigati segaioli che non la vedono neanche in cartolina?

-No. Un racconto d amore! Dove tu mi inculi sì, ma io chiudo gli occhi pensando che dopo poco la tua sbora calda e appiccicosa rimarrà dentro me e tu in qualche modo sarai mio. Ne abbiamo già parlato giusto?  Tu, la tua vita del cazzo, il mio essere sboccata, no, no, meglio tua moglie, fa più figura lei con te...io sono la troia, quella che si fa fottere dopo un giorno che si conosce, quella che fai fatica a decifrare, ma ti lecca profondo il culo perché ha bisogno di andare a prendere la tua essenza in posti dove nessuna donna è arrivata mai. E ora dammi da bere, cazzo!

-Pensi di conoscere le verità assolute tu, solo perché fai la sentimentale, ma io ho sofferto come te, la mia essenza, quella che vuoi avere è fatta della stessa materia di cui sei fatta tu. Ti ho riconosciuta sai? Anima Calamita. Subito, dalle prime parole che ci siamo scambiati, sentivo il tuo odore di figa a distanza, un odore che non aveva paura della sua natura ispida e selvaggia, acre, da femmina, un odore libero di una che mentre fotte si fa prendere per i fianchi e si dà, mescolando con sapienza il suo corpo con quello del suo amante di turno. Tu porti in un mondo parallelo fatto di amnesie, il concreto si annulla e nella mente rimani solo tu. 

-Scriviamo un racconto ti dico. Come facciamo a scopare così? Non sarei libera, sento il sangue che scende, che mi tiene in catene. 

-Povero amore, ma quali froci hai incontrato in vita tua? Chi ti fa pensare che con il sangue che viene giù io non possa averla umida in bocca! Ti faccio vedere piccola, tu bevi, ecco ti verso del vino, bevi amore....e vedi? Le mutandine le tiriamo giù, no non ansimare ancora, ti voglio far vedere che chi ha provato a farti godere in passato è stato solo la brutta copia di un vero uomo. 

Un sapore di vita e morte era in bocca di lui, gliela assaporava senza alcuna timidezza, senza avere schifo del suo sangue. Lei a gambe larghe appoggiata a un muro si faceva penetrare la figa con la lingua. Lei sapeva giocare giochi perfetti per solleticare e far tacere voglie e perversioni,  lui, sapeva fin troppo bene che non tutte avrebbero acconsentito, questo lo eccitava, sentiva di averla in suo potere, nonostante con il  suo modo di farsi fottere avrebbe potuto avere qualsiasi uomo. 

Il suo essere animale gli faceva avvertire che lei avrebbe voluto solo lui, in questo modo riusciva a sottometterla a leggerle i pensieri, le voglie, decifrava tutto attraverso i suoi occhi affamati e i suoi racconti erotici smaliziati e un poco  ingenui dove lui, attraverso quelle parole che lei buttava giù di getto, ritrovava gli atteggiamenti da bambina che tanto la rendevano a volte indigena a volte addomesticata. 

Domanda lei, mentre sbattuta su un muro lui la leccava: -Mentre si scopa duro si può essere romantici?

Risponde lui alzando lo sguardo, con la bocca appena strisciata di sangue :- Non saprei dirti!

Secoli di analisi comportamentale tra uomo e donna racchiusa in un botta e risposta. Il dono della sintesi. La parola data solo al piacere, perché poi alla fine è l'unico modo per incontrarsi, per farsi un male che fa bene. Quando godi ti metti nelle mani dell altro e le domande senza risposta trovano pace tra i sensi agitati. 

-Va bene amore, anche stanotte sarò la tua puttana che ti succhia l' uccello, che si fa scopare profonda la bocca, che si prende il tuo cazzo in gola, le labbra frementi, nervose che avvolgono le palle, la lingua calda e impertinente che si insinua man mano nel tuo culo, che ti scava sicura nel buco e ti lascia senza fiato, perché io la puttana so farla davvero. E poi bacio su bacio, leccando senza tregua tornare sulla tua cappella, spompinarti ancora e guardarti mentre aspetti che io beva dolce e lenta il tuo sperma che trabocca, esplorando le mie labbra per non sprecare neanche una goccia. 

Fammi superare questo dolore per non poterti avere sempre, forse se sarò ubbidiente mentre mi tieni ferma, chinata e impalata nel culo in qualche modo l'anima si farà le sue ragioni...ma ti prego amore, ti prego, prima di allargare con le dita il buco e scivolare dentro senza pensare a quanto male e miele mi farai fammi girare nell aria "how deep is your love" perché immagina la scena, tesoro; le tue palle che sbattono contro il mio culo mentre mi scopi da animale, il mio dolore e il mio piacere ad ogni colpo ben assestato, piegata, tirata per i miei ricci che selvaggi ti sfuggono dalle mani un po' violente. Ecco così in trance ho voglia di mescolare una canzone che mi gira in testa, alla tua voce roca e spezzata che mi sussurra nell' orecchio che sono una troia sfacciata. 

-Ti concedo tutto, il mio amore profondo, e non pensare che non ci sia significato ad arrivare fin lì giù, se ti sfondo a dovere, non credere che non ti sappia amare. La mia parte che castiga ha sempre avuto un ruolo attivo nella mia emotività che ha il suo modo di tenerti protetta, di volerti vicino. Quando ti scopo il culo, sono in posti che non tutti sanno curare e soddisfare a dovere. Rimango con te, non ti abbandono, mi muovo all' interno si spazi ristretti e so come fare per farti restare. Il mio amore profondo si spande in una canzone leggera, il cazzo che gioca col culo spinto profondo fra le tue tonde natiche e tu che ora capisci quanto ti amo.