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Titolo: Web-Cam
Autore: Shaara
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Racconto n° 524
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Il tecnico del computer aveva fatto un ottimo lavoro, le tre telecamere piazzate in casa avrebbero permesso al cliente di osservarmi sia in camera che nella vasca idromassaggio.
In più sono ruotabili a centottanta gradi e possono esser azionate con il mouse, dall'altra parte del pianeta. Sono costate una cifra ma conto di ripagarmele in breve tempo, so già a chi farle usare.
.."Ciao.. caro; sai, ho una novità per te, la prossima volta che ti collegherai alla mia alcova, avrai più armi per spiarmi e comandarmi.. ti aspetto, leggi presto questo messaggio. Tua Sascha".
Non dovetti attendere molto, la sera successiva infatti, puntuale arrivò per primo Ernesto.. lui amava vedermi toccare ed era uno dei miei più assidui ammiratori.. mentre parlavo con lui, chiese di entrare anche Livio.
Ernesto acconsenti all'ingresso, non per risparmiare denaro.. egli è ricco, è stato primario per una vita in un grande ospedale, ma perché è uno sporcaccione di prim'ordine.
Feci le presentazioni come richiesto dai due partecipanti... Livio lo conosco di meno ma anche lui credo non se la passi male, almeno non economicamente, visto che mi elargisce duemila euro al mese di connessioni, però egli è più misterioso.. non mi ha ancora detto che cosa faccia nella vita... lui parla poco.
Di solito, Ernesto mi chiede di utilizzare giochini hard, ne sono ben fornita e a lui piace vedermi sodomizzata dall'enorme uccello nero in lattice, oppure con delle molle ai seni e candele accese che lasciano gocciolare sulla mia pelle cera fusa.
Livio invece preferiva essere più delicato, amava vedermi mentre mi facevo scivolare le calze a rete poi le culottes e poi gli parlavo e gli roteavo la lingua sin dentro la cam.
Certo che adesso, con le cam rotanti, vedremo cosa pretenderanno, tutti due insieme poi.
Ognuno di loro, persero almeno un po' di tempo per capire come usare le cam, vedevo i led rossi accendersi convulsamente, freneticamente.
Iniziò Livio a parlare e a chiedermi di spogliarmi, non riusciva a sciogliersi, era timido e chiese l'assenso all'altro. Ernesto invece ordinò subito di sdraiarmi sul letto e prendere i soliti arnesi.
Io non rispondevo loro con parole, cercavo di trovare un punto di incrocio tra quelle menti tormentate dalla cupidigia. Iniziai a spogliarmi, lentamente, come se andassi a letto, sentivo i motori di quelle web cam che ronzavano continuamente (non oso pensare cosa accadrebbe se mettessi mani meccaniche al mio pc); ...
"Brava, fammi uno spogliarello in diretta, a tutto campo", disse Livio.
Ernesto invece: "Forza che aspetti ad infilarti quel coso", continuai normalmente ed ogni indumento tolto, lo ripiegavo e lo sistemavo nei vari posti della stanza.
Salii in piedi sul letto, grande, romboidale, con un copriletto di seta rosso, la luce diffusa, creava sulla seta sprazzi di tonalità di colore scarlatto, veramente incantevoli.. iniziai a togliere il reggiseno, lo lanciai in direzione di una cam.. poi infilai le dita sotto l'elastico delle mutandine di pizzo rosso, all'altezza dei fianchi ed iniziai a farle scendere lentamente, girando un poco le dita attorno alla vita all'inizio, poi sui fianchi... poi sulle cosce ed infine le lasciai cadere... mi chinai un pochino per poter vedere i miei piedi e senza cadere tolsi un piede dall'indumento, con l'altro lanciai gli slip verso l'armadio.
Rimasi con le autoreggenti a rete, mi inginocchiai... frammenti di voci e grugniti uscivano dalle casse acustiche.. lo spettacolo sembrava di godimento.
Sciolsi i capelli e feci sguardi languidi in direzione delle due camere, Livio si lasciò sfuggire un lungo gemito.. mi accarezzai i seni poi toccai i due lamponi che intanto erano divenuti durissimi e turgidi, mi scapparono dei gemiti di piacere che provocarono la prima vittima... infatti Livio, già provato, lo sentivo agonizzare nel suo liquido seminale, mentre Ernesto, notoriamente più resistente, mi mandava messaggi "ehmm"... audaci ed indecenti.
Mi toccai ancora un poco per aumentare anche la mia eccitazione.
A fianco del letto, in un lato, tengo due cassettiere colme di "giocattoli", ne presi due tra quelli più grandi, uno lo appoggiai ritto al centro del letto, iniziai a strofinarlo nelle labbra carnose del mio sesso, inumidendolo.
"Dai.. spingilo dentro!!", gridò Ernesto... iniziai a farlo entrare, pian piano, quando fui a metà mi fermai, presi l'altro, lo bagnai con la saliva, languidamente, lo appoggiai all'ingresso del retto e mi abbassai.... il dolore era forte, anche se non era la prima volta, tornai indietro..
"Ma cosa fai.. spingi!!" gridò l'altoparlante.
Un trucco che avevo imparato da una mia amica per sopportare il dolore, era quello di nasconderlo con dell'altro dolore, come quando ti fa male un dente e per non sentirlo mordi la gengiva, quindi presi due mollette, di ferro, le appesi ai capezzoli non senza farmi scappare smorfie di dolore, poi riprovai.. iniziai a ondeggiare il sedere per farlo arrivare dritto all'ingresso, ripresi ad abbassarmi sui due falli, piegando le ginocchia, l'attimo dell'ingresso è doloroso, devo farlo uscire poi riprovare, se smetto, poi il dolore delle molle diviene troppo forte, quindi è un gioco di sofferenza contro sofferenza che mi provoca un piacere immenso, a me e ad Ernesto.
Noto che Livio è ancora connesso ma non lo sento più... inizio ad ansimare e prendo a salire e scendere sopra quelle due aste perennemente solide... le sento entrare a fondo, oramai, rotti gli... indugi, il movimento diviene più frenetico, un colpo troppo assestato mi provoca un urlo..
"Strilla puttana... cosii... eccomi!!", Ernesto era all'apice del piacere e lo ero pure io.
Senza accorgermene, era passato il tempo massimo di connessione e si spensero i led... continuai ancora per qualche minuto fino a che, spossata e completamente bagnata, tolsi in fretta le molle e feci uscire i due falli dagli orifizi. Solo allora mi accorsi di essere... sola.
Feci una piccola smorfia di disappunto poi mi distesi sul lungo letto.
Senza aver sonno chiusi gli occhi, pensai: "Non so se faccio cose sbagliate o immorali.. ma quando mi sento cosi spossata dal sesso, anche se virtuale in parte, mi sento completamente appagata e felice. Cosa potrei desiderare di più? "