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Le mie due facce
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Titolo: Le mie due facce
Autore: Oxy
Contatto:
Racconto n° 530
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Mi alzai stancamente dal letto, mi sollevai i capelli e istintivamente mi diressi verso la toilette. Allo specchio potei osservare due occhi inespressivi e un desiderio sessuale insoddisfatto. Non comprendevo, ma intuivo dovesse trattarsi di un problema di non facile approccio. Quando, rialzatami, vidi un lembo di lenzuolo cadere sul pavimento, lasciando scoperto un polpaccio del mio compagno, mi soffermai a squadrarne il fisico ed a intuirne le linee psicologiche.
Due anni di convivenza, altri due di fidanzamento. Lui alto, moro, bel fisico, discretamente intelligente, geneticamente a posto. Portai le mani al volto, esclamando a bassa voce:
- Che razza di ragionamento.
E già! nulla di lui riusciva veramente a colpirmi, eppure poteva considerarsi a pieno titolo un bel ragazzo.
- Non sono innamorata! domandai a me stessa.
- ma no! non è questo - mi risposi.
Lentamente feci scivolare un dito sul seno, rigirando il polpastrello attorno al capezzolo. Pensavo a lui che mi afferrava con decisione da dietro, ma il puntino rosa in corrispondenza del mio cuore rimase lì, immobile e imperterrito.
Udìì la chiave girare nella toppa.
- La donna di servizio - pensai.
Si chiamava Lorenza e veniva da un paesino vicino a Perugia. Italiana di origini venezuelane. Senza rendermene conto, lo stesso dormiente puntino rosa, ebbe un sussulto.
Mi voltai di scatto fissando i miei occhi che a loro volta mi guardavano attraverso lo specchio.
Scivolai cautamente fuori dalla stanza.
Lorenza era solita cambiarsi, trasformando il suo bel corpo di ventenne in un soldato pronto a colpire di ramazza, con camice rosa pallido o uniforme bianco latte.
Usava uno stanzino, raramente il bagno. Alle otto del mattino noi si dormiva, quindi non aveva necessità di preoccuparsi che qualcuno la vedesse. Ma io stavolta ero lì, pronta a spiare, a carpire un attimo fuggente, volevo capire e gioire, oppure deludermi consapevole di un capriccio mal costruito.
I capelli corti a caschetto, neri, un corpo afrodisiaco, due o tre chili più in carne di me, ma messi in punti strategici.
Si tolse i jeans e la maglietta, fortunatamente senza fretta. Con mio somma sorpresa notai un reggicalze, rosato con mutandine leggermente ricamate e un bosco bavarese leggermente sbiadito dalla distanza. Il reggiseno fu tolto. Mi spostai lievemente usando lo spiraglio come fosse un cannocchiale. I seni meravigliosamente ritti formavano un circolo perfetto e quando afferrò il camice, inarcò la schiena mandando i suoi capezzoli sulla luna, almeno a me così parve. Rimasi immobile per un'altra ventina di secondi, nonostante Lorenza fosse già in un'altra camera. La mia mano aveva inconsciamente indugiato su una delle mie labbra. Fu come svegliarsi da un magnifico sogno, avvertivo la piacevole sensazione dell'essere umida, pronta e consapevole. Potevo tornare a sognare il reale, a immaginare situazioni a inventarmi trabocchetti. Tornai a letto.
Lui avvertì la mia presenza e mi abbraccio', ignaro del futuro.
- Uhmmm cara come sei gelata, vieni qua sotto che ti riscaldo.
Roboticamente gli andai vicino e lui tentò di fare sesso, anzi lo fece e io.. io.. stavo con Lorenza.