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Nuove emozioni
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Titolo: Nuove emozioni
Autore: Ladygeorgie
Contatto:
Racconto n° 531
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Era la prima volta che Eva andava in vacanza senza i suoi, ormai aveva 19 anni, ed era libera di partire con gli amici. Era molto emozionata di fare quell'esperienza, anche perché nella comitiva c'erano un paio di ragazzi che l'avevano sempre fatta fantasticare.
La sera prima di addormentarsi, pensava a cosa le sarebbe piaciuto che succedesse e la mano scendeva piano sotto le coperte, dentro lo slip e massaggiava il pube, infilando il dito in quella caverna umida, dapprima dolcemente e poi sempre più forte, finchè non raggiungeva l'orgasmo e provava un senso di calore e un leggero brivido.
In effetti sperava che questi giorni passati assieme sotto lo stesso tetto potessero favorire degli incontri erotici.
C' erano con lei: Glenda, Clare, Mark, e Robert. Erano tutti amici e single.
La prima sera girarono per il paese e passeggiarono al chiaro di luna; tornarono a casa molto tardi e si misero tutti nel salone raccontandosi storie e bevendo alcolici.
Eva non aveva per niente sonno, anzi la situazione e l'aver bevuto l'avevano alquanto eccitata.
Per tutta la sera aveva lanciato delle occhiatine a Mark, i suoi occhi verdi e quel fisico scultoreo la facevano impazzire. Eva aveva già indossato gli abiti per la notte; era estate e lei aveva preso per l'occasione una sottanina nera molto corta e aderente, che lasciava ben intravedere le curve di quella ragazza magra, alta e con una 5° misura, i capelli castani e lisci le arrivavano a metà schiena e profumavano come il miele. Certo era difficile restare indifferenti!
Arrivati ad una cert'ora, alcuni iniziarono a mostrare segni di stanchezza e ognuno andò nella sua camera. Eva rimase sola con il bel ragazzo ed era molto imbarazzata, non sapeva che fare e l'eccitazione era visibile. Aveva dei capezzoli cosi turgidi che la veste era tutta tirata e quando vide lo sguardo fisso del ragazzo su quei seni avidi, arrossì di colpo, ma poi si fece coraggio e iniziò a toccarli mugolando. Mark non si perse l'occasione, si alzò dalla sedia e si avvicinò alla ragazza che aveva gli occhi chiusi e con una mano si accarezzava i seni, e poggiò su di lei il cazzo duro, facendole capire quanto fosse eccitato.
Lei emise un gridolino compiaciuto, lui avvicinò la bocca all'orecchio della ragazza e le disse di seguirlo.
Andarono in camera da letto, chiusero la porta, si guardarono un attimo e poi si baciarono con passione. Lei sentiva la lingua di lui scenderle fino in gola, mentre gli sbottonava i pantaloni per permettere a quell'animale grosso e pulsante di uscire.
Eva era ancora vergine, non aveva mai avuto un ragazzo fisso, era uscita con dei ragazzi a scuola, ma non era mai andata oltre qualche bacio o carezze, anche se molto intime.
Certo un cazzo così grosso non lo aveva mai visto, era cosi largo che le fece quasi paura, ed era tutto bagnato; subito staccò la bocca da quelle labbra voraci e si inginocchiò ai piedi del ragazzo per assaporare la sua eccitazione. Eva poggiò delicatamente la lingua sulla testa, dove iniziava già ad uscire del liquido, Mark sussultò dal piacere, chiuse gli occhi e le accarezzò i capelli così morbidi al tatto; la prese con forza e la spinse infilandole il cazzo fino in gola, gridando. Fece fare alla sua testa avanti e indietro per un po', mettendole una mano dietro la testa. Eva era al culmine dell'eccitazione, la sua fighetta era bagnatissima e fece come per toccarsi, ma lui la fermò, la fece alzare e la buttò sul letto. Iniziò a baciarle i piedi e saliva con la lingua su per le cosce, le sollevò la sottana e scoprì quella piccola foresta vogliosa. Affondò la lingua in quel lago mugolando, mentre lei gemeva. Le aveva preso le gambe sulle spalle e la manteneva per i glutei sodi, affondando con gusto tutta la faccia in quella meraviglia. Lei venne gridando, tremò e strinse le gambe, lui continuò a leccarla e continuò a salire lungo il corpo che si contorceva dal piacere. Succhiò i seni caldi, le sfilò del tutto la sottana e affondò il viso sul suo ventre nudo. Continuò a salire e le montò sopra. Si baciarono appassionatamente, lei gli accarezzava le larghe spalle; lui la penetrò con dolcezza, Eva sentì un leggero dolore, ma passò subito, era troppo eccitata, e poggiò le gambe sui suoi fianchi. Il movimento dapprima lento diventò sempre più forte, ad ogni spinta lei sussultava e si eccitava sempre di più sentendo lui ansimare.
Lui si fermò, "non voglio venire cosi" disse, si alzò e la fece girare. Inizio a giocare con il suo culetto, prima le leccò i fianchi e i glutei, mordicchiandoli, poi provò ad infilarle un dito nel sedere. Eva era molto spaventata. "Quella cosa" aveva sempre sentito che facesse molto male e non voleva farlo. Cercò di rigirarsi, ma lui la tranquillizzò e le disse che non le avrebbe fatto male.
Iniziò con un dito, dopo averlo bagnato con la saliva, poi con due. Lei emetteva dei piccoli gemiti, non si sa se per piacere o dolore. Mark si eccitava sempre di più, il suo cazzo era caldo e bagnato; lo avvicinò al buchetto della ragazza e provò ad infilarlo. Era così eccitato e bagnato che scivolò con facilità e prima che se ne rendesse conto era dentro.
Il suo pene venne risucchiato e spinto dentro con violenza, tanto da farlo gridare molto forte, era un piacere indescrivibile. Iniziò a muoversi piano avanti e indietro, e ancora tirando a sé i fianchi della ragazza, che non aveva sofferto molto e mugolava.
Cominciò a pompare sempre più forte, gridando "SI", "SI", il letto cominciò a tremare e andava sempre più forte, e ancora,ancora, quando finalmente esplose!
La ragazza sentì un calore avvolgerla, il seme caldo era uscito e le aveva riempito il sedere. Quasi piangeva dalla gioia. Mark cacciò il suo pene ancora caldo, da quel buchetto che lo aveva accolto ed emise un gemito.
Si stesero sul letto, ma nessuno dei due era stanco, anzi avevano ancora molta voglia.
Ormai Eva aveva superato la paura della prima volta e non potè resistere a quel cazzo ancora cosi grosso. Gli montò sopra, apri bene le gambe e si lasciò cadere su quell'asta dura; cominciò a cavalcarlo e lo sentiva crescere dentro di sé, si muoveva sempre più forte, ormai stava perdendo il controllo, voleva lasciarsi andare completamente. Eva iniziò a sentire un calore che le percorreva tutto il corpo e raggiunse l'orgasmo; continuava a gridare quando lui la inondò nuovamente con il suo seme. Rimasero per un po' uno dentro l'altro, accarezzandosi, poi lei si staccò dal cazzo che nonostante tutto era ancora in buona forma. Si adagiarono sotto le coperte, completamente nudi; Eva esplodeva di gioia, non aveva mai passato una notte così ed era ancora la prima sera, già si immaginava il resto del viaggio.
Mentre stavano lì abbracciati, Eva confessò che aveva già immaginato una scena simile ed era contenta che fosse successo e confessò a Mark che non era l'unico a farle questo effetto.
La mattina dopo i ragazzi uscirono dalla stanza cercando di non farsi vedere dagli altri, per non far girare strane voci. Per tutto il giorno Eva ripensava a quello che era successo la notte prima, le immagini le si stampavano chiare in testa insieme ai rumori e ai profumi di un notte indimenticabile. Anche Mark ogni volta che posava gli occhi sul corpo di Eva non poteva non pensare al piacere che aveva provato nell'esplorare ogni centimetro di quel corpo ancora vergine. L'aveva avuto tutta per sé, nessun altro prima aveva penetrato quei buchi ancora così stretti.
Il pomeriggio i ragazzi uscirono per fare una gita, e Mark si accorse di quanto Glenda fosse bella in tenuta da trekking. Gli shorts corti scoprivano delle gambe perfette e aderivano ad un sedere non perfetto, ma corposo al punto di suscitare strane voglie e la canotta aderente lasciava libero un seno enorme, che lo eccitava molto, e più camminavano, più il sudore le scendeva lungo la schiena e le bagnava la maglia, senza lasciare nulla all'immaginazione.
In un momento in cui Mark e Glenda rimasero indietro rispetto al gruppo, lui la baciò e le passò una mano sotto la canotta; toccando quei capezzoli così duri, si sentì stringere nei pantaloni, gli shorts gli tiravano da un lato, l'eccitazione era molto evidente e lui non resisteva più dalla voglia di affondare il suo pene in quel sedere.
Mentre si abbracciavano e baciavano con passione, si sentirono chiamare dagli altri e subito corsero verso gli amici, lanciandosi uno sguardo imbarazzato.
La sera tutto filò normale, erano tutti molto stanchi e andarono a letto presto.
Glenda però non riusciva a dormire, quel bacio con Mark la aveva molto eccitata e anche dopo alcune ore, la voglia di scopare non le era passata. Allora prese coraggio e corse verso la stanza del ragazzo che si stava vestendo per andare a dormire. La vista di Mark in boxer e a petto nudo la fece sussultare, non aveva mai visto delle spalle cosi perfette. Lei entrò piano, cercando di non fare rumore e indossava una vestaglia chiusa da un laccio e che le arrivava fino al ginocchio. Lui si girò di scatto quando sentì aprirsi la porta e quando la vide fece cadere il pigiama e rimase lì fermo completamente nudo, solo con i boxer che ormai non riuscivano più a nascondere la sua eccitazione.
Mark non si mosse, restò con lo sguardo fisso verso la porta e accennò un sorriso alla ragazza che camminava verso di lui.
Glenda si avventò subito sul cazzo duro del ragazzo, e gli fece cenno di non dire neanche una parola. Lui ubbidì, nella stanza non si sentiva nulla a parte i suoi mugolii. Lo leccava con molto gusto e lo spingeva fino in gola,sempre più veloce a con la mano gli stringeva i testicoli, finchè lui non ha raggiunto l'orgasmo. Glenda accolse quel liquido caldo nella sua bocca e lo lasciò scivolare lungo la gola, leccandosi avidamente le labbra e guardando intensamente quel ragazzo sconvolto dal piacere. Si rialzò e cominciò a strofinarsi lungo i fianchi del ragazzo che le slacciò la vestaglia, scoprendo che sotto c'era il corpo completamente nudo. Glenda si girò e poggiò le mani sulla ringhiera del letto, incurvando le spalle, e incitava l'amico a penetrarla da dietro. Mark non rimase immobile a quella richiesta, prese la ragazza per i fianchi e la penetrò violentemente, la sbatteva a sé con molta voga ansimando dal piacere e facendo delle smorfie sul viso.
Nello stesso instante, in casa, c'era un'altra persona che non riusciva a dormire, ripensando alla notte precedete. Eva.
Si alzò di scatto dal letto e corse verso la stanza di Mark, sapendo che se non fosse andata lì di corsa senza pensare, le sarebbero venuti mille dubbi e avrebbe rinunciato.
Quando la ragazza aprì la porta di Mark, vide una scena che la lasciò sbigottita, ma anche molto eccitata. Glenda e Mark scopavano violentemente davanti ai suoi occhi; lei si manteneva al letto e lui la penetrava da dietro. Non si accorsero che Eva era entrata nella stanza, ma poi la videro e continuarono,come se nulla fosse.
La ragazza si spogliò e si avvicinò agli amici sudati e in preda al piacere. Si inginocchiò per terra e si mise sotto a Glenda e iniziò a leccarle il clitoride, l'amica emise un grido di piacere, quando Mark venne, il liquido caldo fuoriuscì dalla vagina e gocciolò nella bocca di Eva che leccava con gusto. Anche Glenda venne, con un doppio piacere datole dai due amici, che la stavano esplorando nelle sue zone erogene. Eva si alzò e baciò Mark, l'amica si girò e comincio a palparle il seno e la tirò a sé. Mark le lasciò fare, lo eccitava molto guardare due donne che godevano. Le ragazze iniziarono a baciarsi, Glenda affondò la lingua nella bocca calda dell'amica e la sentì piena dei suoi umori e dello sperma di Mark, che prima le avevano riempito la bocca.
Stese l'amica sul letto e strofinò il suo pube contro il suo, mentre le leccava i capezzoli turgidi. Le "labbra" di entrambe erano affamate di sesso; Glenda si muoveva prima lentamente, poi si strofinò velocemente all'amica, che gridava di piacere, e infilando il dito in quella "bocca" assetata, la fece gridare. Eva raggiunse l'orgasmo quasi subito, tanto era eccitata. A sentire quelle grida Mark non ce la fece più a resistere e si mise tra le due. Eva non perse tempo e gli montò sopra, mentre l'amica guardava eccitata la scena.
Eva lo cavalcò violentemente, poi si alzò e mostrò all'amico il buco del sedere che lui aveva sverginato la sera prima.
Si mise in ginocchio e poggiò i gomiti x terra. All'inizio l'amica corse a leccare la vagina completamente a perta e bagnata, poi fece spazio a Mark che si avvicinava, accarezzando con un mano l'asta dura e sugosa.
Si avvicinò ad Eva e la penetrò emettendo un gridolino di piacere, nel frattempo Eva aveva affondato il viso nel sesso dell'amica che si era messa davanti a lei con le gambe aperte.
Né Eva né Glenda avevano mai avuto rapporti con una donna. Certo ognuna di loro aveva scoperto nel corso degli anni il piacere nell'esplorare il proprio corpo, ma non avevano mai dimostrato interesse per altri corpi femminili. Quella sera però era diverso, erano talmente eccitata che non avevano neanche pensato a quello che stessero facendo.
Glenda stringeva le gambe intorno al viso di Eva, che aveva un'espressione mista di dolore e piacere, con Mark che le penetrava violentemente il sedere; le piaceva quando lui la prendeva per i fianchi e la tirava a sé con forza.
Mentre Mark sodomizzava Eva, Glenda raggiunse di nuovo l'orgasmo e inondò il viso dell'amica con il suo liquido; era bellissima quella lingua calda e vogliosa che le esplorava il sesso.
Glenda si alzò, aveva le vertigini dal piacere, guardava i muscoli di Mark rigidi che tenevano stretto il sedere di Eva. Si inginocchiò dietro l'amico e cominciò a leccarlo tra i testicoli e il buco del sedere. Mark emise un grido e continuò a penetrare Eva ormai esausta. Si stacco dal quel buchetto rosato e cominciò a toccarsi l'asta sempre più rossa, che stava per esplodere.
Le ragazze si contendevano il lauto pasto e lo leccavano voracemente in tutta la sua grandezza, a volte le due lingue si incrociavano, a volte i due corpi si sfioravano. Quando Mark fu al culmine spostò le bocche delle due ragazza e le inondò con il suo getto caldo.
Eva e Glenda accolsero con piacere il liquido del loro amico che ansimando si avvicinò a loro e leccandole le ripulì del suo seme. I tre ragazzi esausti si salutarono con un bacio passionale e le ragazze tornarono nelle loro stanze.
La notte fecero dei bellissimi sogni erotici che li accompagnarono fino al mattino.
Il giorno dopo i ragazzi si salutarono con un certo imbarazzo, soprattutto Glenda non riusciva a guardare Eva senza arrossire, ma erano felici per quella meravigliosa esperienza.
Nessuno dei tre sapeva però che quella stessa notte, non furono i soli a provare delle emozioni cosi forti.
Mentre tutti erano andati a dormire, Clare era rimasta sul divano, cercando di prendere sonno, ma senza riuscirci. Anche Robert aveva lo stesso problema ad addormentarsi e l'aveva raggiunta, stendendosi anche lui, su un divano adiacente.
I due avevano un'attrazione reciproca, ma non lo avevano mai ammesso, neanche a loro stessi.
Quando Robert si mise vicino a Clare, i due iniziarono a parlare del più e del meno; la ragazza era molto nervosa ed emozionata, tanto che le tremava la voce. Robert per tranquillizzarla le passava una mano sul viso mentre le parlava. Pian piano quella mano iniziò ad accarezzarle la guancia e tutto il viso, finchè non le sfiorò le labbra che emettevano quei piccoli suoni delle parole che stava pronunciando.
Robert le passava il dito sulle labbra, Clare iniziò a sentirsi molto eccitata e le batteva forte il cuore, ma si fece coraggio e cominciò a leccare il dito dell'amico. Lo prese in bocca con voracità, il ragazzo sussultò e fu inevitabile l'erezione. Mentre Clare succhiava il suo dito, Robert cominciò ad esplorare il corpo dell'amica con l'altra mano. Prima la le sfiorò i fianchi poi pian piano la mano salì sul seno caldo per poi riscendere lungo i fianchi e finire sul pube riccio, infilandosi in quella caverna umida. Bastarono pochi minuti per farle raggiungere l'orgasmo, che venne con un piccolo grido, tra i brividi e un leggero tremore.
La ragazza con un sorriso di soddisfazione si alzò e andò incontro al ragazzo; i due si baciarono appassionatamente, poi lei staccò le labbra da quelle di Robert e affondò la mano nel suo boxer. Aveva un cazzo duro e bagnato, così bello che non potè resistere dall'alzarsi e prenderlo in bocca. Lo leccò con gusto, movendo la lingua intorno alla testa e in tutta la lunghezza, mentre Robert gemeva dal piacere, con gli occhi chiusi e una smorfia sul viso.
Clare lo mise tutto in bocca e cominciò e muoversi velocemente, ma un rumore li interruppe. Erano Glenda e Eva che tornavano nelle loro stanze. Clare lasciò quel cazzo duro e voglioso, l'imbarazzo fu grande, anche se nessuno si era accorto di quello che stessero facendo,e decisero quindi di darsi la buonanotte e mettersi a letto, ognuno nel suo.
Quella mattina ognuno aveva un'espressione diversa sul volto, ma tutti per motivi simili, avevano un bel sorriso, anche Robert, nonostante non avesse raggiunto l'orgasmo, era compiaciuto di aver scoperto di piacere a Clare,e forse per loro due da quel momento sarebbe potuta iniziare una nuova vita fatta di sesso e amore. Mentre per gli altri tre restava un bel ricordo, di un'esperienza nuova e poi, mancavano ancora alcuni giorni alla fine della vacanza!!!