|
|
|
Sogni e pensieri
|
|
|
Titolo:
Sogni e pensieri |
Autore:
Ladygeorgie |
Contatto:
|
Racconto
n° 543 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
|
|
Faceva molto caldo, ma il vento soffiava forte e le folate improvvise che urtavano la pelle facevano venire i brividi. Si sentiva un odore nell'aria di miele e di pane caldo, qualcuno stava sfornando un dolce da qualche parte, forse in una di quelle case laggiù, oltre la strada. C'era uno strano silenzio, in effetti era primo pomeriggio, a quell'ora è facile che ci sia poca gente per strada e poi i piccoli rumori non arrivano fino al settimo piano di un palazzo. Marika era stesa sul divano e aveva lo sguardo fisso puntato al di fuori della finestra, scrutava il cielo che sembrava proprio voler regalare un po' d'acqua alla terra, ma in realtà i suoi occhi non stavano vedendo nulla, era come ipnotizzata dai suoi stessi pensieri. Quella mattina non aveva proprio voglia di uscire. Le piaceva restare in casa, quando fuori il tempo non era dei migliori; si metteva sul divano con ancora gli abiti per la notte (amava indossare le sottovesti in raso, anche nei giorni più freddi) e poggiava un lenzuolo sulle gambe. La sua mente stava ripercorrendo il sogno che aveva fatto quella notte. Le capitava raramente di provare un orgasmo durante il sonno, e quando si svegliava era ancora tutta eccitata. Era ad una festa in maschera, la musica era molto forte e la stanza era piena di festoni colorati. C'era molta gente, tutti avevano dei costumi molto belli, lei era vestita da cappuccetto rosso, sentiva il cappuccio che le copriva la testa e il mantello che le cadeva sulle spalle. Camminava per la stanza, guardandosi intorno, senza sapere cosa stesse cercando, finchè non si accorse, guardandosi allo specchio, che il suo costume era molto particolare. Aveva solo un perizoma rosso e gli stivali; le lunghe trecce che le sfioravano i capezzoli turgidi e la mantella abbastanza corta da lasciar scoperto il culetto sodo. Anche gli altri avevano costumi un po' particolari ed erano tutti accoppiati; personaggi famosi, animali. Ad un tratto qualcuno la prese alle spalle. Marika non si voltò, chiuse gli occhi e inarcò la schiena; lasciò che quella persona dal membro abbastanza consistente, la scopasse fino in fondo. Lui la teneva per una spalla e la tirava a sé; nessuno sembrava accorgersi della scena, poiché tutti erano intenti nelle stesse operazioni. Quando il pene lasciò quel buchetto ancora bagnato, Marika si girò e vide il suo compagno della festa, un uomo alto e dal fisico massiccio, vestito da lupo. Ebbe appena il tempo di guardarlo, che lui si stese a terra e la tirò a sé. Marika iniziò a cavalcarlo; all'inizio era forte l'imbarazzo, si muoveva piano e in silenzio, poi l'eccitazione si fece sempre più forte e si lasciò andare completamente. Cavalcava sempre più veloce e gridava; le sue mani erano ancorate a quei pettorali scolpiti e duri come la pietra e sentiva quel cazzo grosso e largo che si muoveva dentro di lei. Nel momento in cui raggiunse l'orgasmo, si svegliò! Ora era lì seduta su quel divano, da ormai molte ore e non riusciva a non bagnarsi di nuovo, ripensando a quel sogno cosi forte. Distrattamente teneva la mano negli slip e infilava prima uno, poi due dita in quella fessura morbida e calda, ma neanche infilando tutta la mano poteva provare le sensazioni di quella notte. Ad un tratto le rivenne in mente quando andò a studiare da quella sua compagna di università, Laura, che era molto intrigante. Ogni volta che la guardava arrossiva e abbassava lo sguardo; era bella da far paura, tutti i ragazzi le correvano dietro e lei provava un forte senso di ammirazione. Si sentiva molto agitata e la eccitava vedere l'amica seduta sul letto con le gambe incrociate, riusciva ad immaginare da sotto la gonna la sua fighetta. Non aveva mai avuto rapporti con una donna, ma la cosa l'aveva sempre stuzzicata, spesso si eccitava guardando le belle ragazze per strada. L'amica la guardò e iniziò a ridere, Marika non capiva che le fosse preso, poi si accorse che dalla maglia attillata spuntavano due capezzoli grossi e duri. Laura smise di ridere e il suo sguardo era serio e malizioso, iniziò a mordicchiarsi il labbro inferiore, si avvicinò all'amica e iniziò timidamente a toccarle i seni. La reazione di Marika la sorprese e la eccitò, perché la spinse con forza, la gettò sul letto e cominciò a baciarla dappertutto. Le sbottonò la camicetta facendo uscire quei seni palpitanti, la spogliò completamente e rimase a guardarla nuda e indifesa sul letto, con lo sguardo di chi non aspetta altro che esplodere di piacere. Le succhiò i capezzoli e con la mano iniziò ad esplorare le sue parti intime, che erano lisce e morbide; per lei era strano infilare le mani in una fighetta che non era la sua, provava un sensazione strana, che però la eccitava enormemente. Iniziò e scendere con la lingua fino ad arrivare al pube, annusò fortemente l'odore del sesso che emanava, si fece spazio tra la folta foresta e posò la lingua sul clitoride dell'amica. Laura iniziò a gemere, con una mano si toccava i seni, con l'altra accarezzava la chioma dell'amica, immersa completamente tra le sue gambe. Solo di tanto in tanto Marika sollevava la testa per guardare il viso dell'amica contorcersi dal piacere. Con la mano libera cominciò a toccarsi anche lei, e non tardò molto l'orgasmo, che anticipò di qualche istante quello dell'amica. Da allora aveva rivisto spesso Laura, quando aveva bisogno di tirarsi un po' su, chiamava l'amica, passava da lei e trascorreva una notte si puro sesso liberatorio. Anche l'amica faceva lo stesso, ogni tanto la chiamava e la invitava a passare la notte da lei. Nessuna delle due aveva intenzione di tuffarsi completamente in una relazione con una donna, continuavano tranquillamente la loro vita e speravano di trovare il ragazzo giusto; per loro, quello, era solo un gioco. Mentre era lì, su quel divano, travolta dai ricordi, Marika sentì squillare il telefono, si alzò lasciando cadere il lenzuolo e corse a rispondere. Era Luca, un tizio che le rompeva le scatole da mesi con le scuse più assurde, ma Marika sapeva che tanto voleva solo scoparsela. Stava per rispondergli come al solito, quando si accorse che i ricordi delle sue esperienze e quel sogno che aveva fatto la notte precedente, l'avevano eccitata come non mai e non sapeva che fare per farsela passare. Allora disse a Luca di raggiungerla a casa sua e di fare in fretta, perchè era pronta a fargli provare delle sensazioni uniche. Quando Luca arrivò a casa di Marika, trovò la porta aperta e sentiva una musica provenire da una camera in fondo al corridoio. Il ragazzo chiuse la porta dietro alle sue spalle e s'incamminò verso la musica e la luce soffusa. Marika era stesa sul letto, con le gambe incrociate e fece cenno all'amico, con la mano, di avvicinarsi. Si alzò e cominciò a togliergli gli abiti di dosso; Luca si eccitò subito e il suo cazzo duro premeva per uscire dai pantaloni. Marika lo aiutò a liberarsi e iniziò a succhiarlo. Dopo un pò si stacco da quel cazzo tutto bagnato, poggiò le mani sulla spalliera del letto e disse a Luca di scoparla. Il ragazzo, ancora perplesso per quello che stava succedendo, non se lo fece ripetere, prese Marika per i fianchi e cominciò a spingere. Delle goccioline di sudore gli scendevano dalla fronte, il suo respiro si fece sempre più affannoso, finchè non emise un sospiro di sollievo e cominciò a muoversi sempre più piano. Aveva raggiunto l'orgasmo. Marika non era ancora soddisfatta, ricominciò a leccare il cazzo dell'amico, fino a farlo tornare della consistenza giusta per montargli sopra e scoparlo. Iniziò a cavalcarlo proprio come era successo nel sogno, anche se le dimensioni del pene erano un po' diverse. Quando raggiunse l'orgasmo la ragazza emise un grido liberatorio, ma non si alzò subito, le piaceva sentire ancora dentro di lei quel che rimaneva di un cazzo duro e voglioso. Ormai Luca non ce la faceva più, era sfinito, e anche Marika aveva ottenuto quello che voleva. Fece rivestire in fretta l'amico, che ancora non credeva a quello che gli fosse successo. Lo accompagnò alla porta e lo salutò, dicendogli che difficilmente sarebbe ricapitata una cosa del genere e che era meglio che non si facesse più sentire. Marika si sentiva meglio, si era liberata da quel peso che la opprimeva; si rimise la sottana, si stese sul divano con un lenzuolo sulle gambe e cominciò a sognare e ricordare.....................
|
|
|
|