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Menta fredda
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Titolo:
Menta fredda |
Autore:
Pablito |
Contatto:
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Racconto
n° 547 |
Altri
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Il sole cominciava ad entrare tra le fessure delle imposte delle finestre, quando mi svegliai lentamente, ritrovandola dolcemente addormentata al mio fianco. Rimasi per qualche istante ad osservare affascinato le curve sinuose del suo corpo, appena delineate dalla debole luce mattutina. Adoro fare le sorprese, e quella mattina volevo stupirla. Così mi preparai in fretta, senza svegliarla, e uscii di casa. L'aria era particolarmente gelida in quegli ultimi giorni di settembre, quasi come se le cime delle montagne lì intorno fossero già coperte di neve. Corsi verso il bar, stretto nella mia giacca, per prendere un caffè e riscaldarmi un poco. Diedi un'occhiata ai titoli del giornale, e mi avviai verso la cassa per pagare, osservando i cornetti appena sfornati e fumanti di calore nella vetrinetta vicino al bancone. Me li sarei fatti incartare, per portarli a casa e svegliarla con quella gustosa colazione tra il morbido tepore delle coperte. In quel momento qualcuno aprì la porta del bar e fui avvolto da una corrente gelida che mi distrasse da quei tiepidi pensieri. "Allora, io pago un caffè... e poi vorrei un ghiacciolo, alla menta!", dissi. Lasciai la manciata di monetine al barista, che mi guardò stranito, e mi diressi verso casa. Le mie fantasie correvano più svelte delle mie gambe, e pregustavo già quello che sarebbe successo di lì a breve.
Entrai in casa senza fare rumore e misi il prezioso ghiacciolo in freezer. Fortunatamente la ritrovai ancora addormentata quando entrai in camera. Iniziai a baciarla sul collo e sulle guance per svegliarla. La cosa non fu molto semplice, visto il suo sonno marmoreo, ma dopo qualche minuto sorrise. Era di buon umore. Aprii un poco le imposte, e tornai subito a baciarla nel letto. Quando capii che stava per alzarsi ed andare a fare colazione le dissi :"No, no, dove vai? aspetta qui, ho una sorpresa...". La bendai e le chiesi di non muoversi di lì. Poi andai in cucina, mi tolsi i vestiti e presi il ghiacciolo dal freezer.
Cominciai a baciarla con passione ed accarezzarla, senza lasciarle intendere quello che stava per accadere. Poi le tolsi il reggiseno e il perizoma, e mi soffermai un secondo ad osservarla nella sua bellezza. Scartai il ghiacciolo e cominciai a sfiorarla sulla bocca. Lei cominciò ad assaporare il ghiacciolo, ma non glielo lasciai per molto. Il calore della sua bocca era esaltato dal freddo intenso della menta. Scesi quindi verso il collo, per lasciare una gelida traccia che correva fino all'ombelico, risaliva verso le sue rotonde tette e circondava i capezzoli ormai durissimi. Inseguii lentamente questa traccia con la lingua, mentre mi riempivo del profumo estasiante del suo corpo. Staccai un pezzo di ghiacciolo con i denti e cominciai a giocare con i suoi capezzoli. I suoi respiri si facevano sempre più eccitati e intensi. Mentre sprofondavo ipnotizzato nella dolcezza del suo seno, lasciai che gustasse il ghiacciolo. Iniziò a succhiarlo avidamente e a leccarlo come se stesse facendo un pompino. Era eccitantissimo vederla abbandonarsi in quel modo... Il ghiacciolo cominciava a sciogliersi e assottigliarsi. Ripresi a tracciare la linea fresca, scendendo più in basso... lo passai delicatamente sulle labbra e intorno al clitoride, la sensazione di freddo intenso le fece inarcare la schiena di piacere. Fu meraviglioso scoprire, baciando e leccando le sue labbra, come quel rivolo di menta si sposasse alla perfezione con l'inebriante gusto della sua eccitazione. La mia lingua si abbandonò nel calore del suo sesso, la mia eccitazione saliva sempre più.
Rimaneva ancora un piccolo pezzo di ghiacciolo, e le dissi: "Ora fai tu la stessa cosa...". Prese l'ultimo tocco freddo che restava, e lo accompagnò con la bocca giù per il mio petto, esitando un momento sui capezzoli... fino a quando sentii la scia gelata scendere fino alla base del mio sesso, e la sua morbida bocca cominciare a succhiare e leccarne la punta, in una commistione di gelido e bollente. Il ritmo alterrnato dei suoi movimenti era sconvolgente, riusciva a trovare ogni singolo punto che mi facesse impazzire, mentre ero trasportato dal piacere e dalla sua calda lingua che mi massaggiava la punta, prendendo pian piano il posto del freddo del ghiaccio. I miei respiri si facevano sempre più affannosi, mentre sentivo il mio sesso pulsare di eccitazione sempre più nella profondità della sua bocca.
Eravamo entrambi ansiosi di abbandonarci all'estasi, e quindi risalì con teneri baci fino alla mia bocca, le sue mani mi accarezzavano il petto dolcemente. Le chiesi di sdraiarsi sulla pancia ed iniziai a baciarla sul collo, tenendole le mani. Ansimava di desiderio, adorava essere baciata in quel punto. Mi adagiai sulla sua schiena, sentendo il suo sedere rotondo premere sul mio ventre. Lei allargò piano le gambe, ed entrai piano nel suo fiore caldo ed avvolgente. Ci muovevamo entrambi con lenti movimenti, i nostri corpi erano avvolti da un calore incredibile. I respiri si fecero sempre più intensi, i movimenti più profondi, sprofondavo sempre di più dentro di lei, avvolto dalla sua eccitazione. Inarcò la schiena in un gemito di soddisfazione che accompagnava i miei, e la sentii contrarsi intorno a me, e la mia eccitazione bollente fluire dentro di lei, ed entrambi fummo circondati e trascinati in un intenso orgasmo.
Restammo ancora sotto le coperte a scaldarci, del resto era una mattina molto gelida in quegli ultimi giorni di settembre...
"Alice avrebbe conservato nei suoi anni maturi il cuore affettuoso e semplice dell'infanzia e avrebbe raccolto intorno a sè altre fanciulle e avrebbe fatto loro risplendere gli occhi, beandole con molte strane storielle e forse ancora col suo sogno di un tempo: le sue avventure nel Paese delle Meraviglie". Lewis Carrol
Dedicato ad Alice in Wonderland... per tutto quello che c'è stato, per quello che ci sarà ancora e per quello che non ci sarà più.
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