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Sogno interrotto
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Titolo: Sogno interrotto
Autore: Personal Lewinsky
Contatto:
Racconto n° 548
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L'originalita' e' una dote che non mi appartiene, lo so.
Ma che volete voi da me ?!
Mica voglio vincere l'Oscar per la miglior sceneggiatura originale!
E poi sono sicuro che c'e' qualcosa che non vi aspettate. Sono sicuro che pensate che la collega in questione sia quella della scrivania di fronte alla mia (e che solo per tale fatto attira su di me un po' d'invidia da parte dei maschietti miei colleghi). E invece no! Quella proprio, vi sembrera' strano, ma non mi scalda per nulla. La immagino "sciapa", senza sapore.
Di quei sapori che dico io, s'intende!
No. La collega in questione lavora nell'ufficio piu' lontano da me, e dal giorno che l'ho conosciuta, ormai cinque anni fa, mi fa un gran sangue!
Sara' per il suo sguardo, sara' il suo portamento da strafica o anche il suo accento veneto. Il fatto e' che m'intriga come poche altre volte mi e' capitato.
Io cerco di trattenermi per non apparire invadente, ma ogni giorno sento il bisogno di andare nel suo ufficio, anche senza motivi di lavoro, per vederla nella sua appetitosa bonta'. Devo confessarvi che qualche sbirciata nel decolte', in cerca delle sue tette, o qualche leggero contatto me lo concedo e questo mi basta per sognare ad occhi aperti, come fossi un ragazzino. E sogno , naturalmente, di inebriarmi del suo odore e di gustarne i suoi sapori piu' intimi.
Si' perche' , dovete sapere, io ho una specie di fissazione, una predilezione innata per il cunnilingus ed in generale adoro gratificare oralmente la mia compagna e , indirettamente, trarne anch'io piacere.
Forse e' l'effetto del fatto che il mio primo contatto ravvicinato con l'universo femminile fu di questo tipo, ma sinceramente non riesco ad immaginare un incontro amoroso che non contempli un tale omaggio al sesso femminile.
Ma con lei, lo so, non ci potra' mai essere nulla. Troppo impegnati entrambi.
Percio' , caro mio, metti il cuore in pace e.buonanotte e sogni d'oro!
Che strana sensazione.
Mi sento etereo ed un po' stordito.
E poi, questa luce blu ?!
Mah!
Sono in archivio anche se non ricordo cosa sono venuto a fare.
Ma c'e' anche lei!
Mi ha visto e mi sorride maliziosa.
L'estate e' vicina e comincia a fare caldo.
Posso sentire l'odore della sua pelle accaldata che si amalgama col suo profumo fresco.
E' come un'esca per me. Mi attira, m'inebria, mi cattura.
Non posso che avvicinarmi, nella penombra. Sono a pochi centimetri da lei e la mia mano si posa delicatamente sul fianco.
La sento sinuosa.
Scendo lungo i fianchi sodi e rotondi e poi la stringo mentre la avvicino a me. Mi aspetto che lei mi respinga , lo temo.
Ma non accade.
Ho la sensazione che anche lei si avvicini e sento il suo respiro sul mio viso.
Non so piu' trattenermi.
Appoggio le mie labbra sul suo collo e con la lingua comincio a disegnare lievemente sulle spalle, le mordicchio il lobo dell'orecchio, la assaporo, la succhio con quanta piu' dolcezza sono capace. Scendo lungo la scollatura seguendo quelle efelidi che bacio ad una ad una, quasi le volessi contare.
Sono sul suo seno, che il respiro intenso rende ancora piu' prominente e si offre generoso a me. Mi sento quasi stordito, non capisco se e' reale quello che mi accade o se e' un'allucinazione prodotta dal mio desiderio di lei.
Passo con delicatezza la lingua su di un capezzolo e quindi chiudo le labbra iniziando a succhiare lentamente ma con decisione, in un crescendo d'intensita' fino a mordicchiarlo teneramente.
Lo sento turgido ed eretto tra le mie labbra. Ci gioco, torturandolo soavemente mentre massaggio con delicatezza le tette ma qualcosa accade d'improvviso.
Non capisco cosa.
Ora pero' siamo a terra.
Lei e' sdraiata.
Vedo la sua schiena, le sue gambe divaricate, il suo bacino leggermente proteso verso me, che mi trovo tra le sue cosce senza rendermi conto di come sono arrivato fin li'.
Mi chino sopra di lei leccandole la schiena risalendo verso il collo. Sento il sapore salato del suo sudore.
Mi eccita.
Ricomincio a baciarla da basso. Prima la caviglia e poi salgo lentamente. I polpacci, le cosce, i glutei.
Sono percorso da un brivido, quasi uno spasmo di delirio.
Sono ad un nulla dalla sua massima intimita'.
Sono in preda all'istinto animale. Mi fermo ad annusarla , come un animale annusa una femmina.
Respiro profondamente, colgo i suoi effluvi in maniera avida. Devo imprimerli nella mia mente, mi devono ricordare di lei.
Mi piacciono, mi eccitano, mi attirano inesorabilmente verso la loro fonte.
Con entrambe le mani prendo i suoi glutei ed inizio un lento movimento rotatorio, una cadenza che li allontana leggermente e poi li riavvicina. Sento che lei mi segue col bacino.
Le piace.
Dapprima e' un movimento minimo ma poi la distanza si allarga sempre di piu', ed ogni volta lo scrigno contenente il tesoro si apre un po' di piu' e posso sbirciare all'interno.
Ecco. Ora lo scrigno e' completamente aperto.
L'estasi s'impossessa di me e stento a mantenere il controllo.
Vedo il suo sesso. Frutto carnoso, succulento, odoroso. Straordinariamente attraente ed invitante.
E vedo anche, poco sopra, il fiore piu' proibito, il tabu' impronunciabile, il bocciolo di morbida carne.
Sono stordito, come ubriaco e penso che nulla di quello che accade e' vero e reale ma non m'importa.
Quello scrigno e' aperto. Quel tesoro e' lì per me. Lei me lo sta offrendo.
Ora e' il momento.
Mi avvicino e per un attimo tentenno.
Non so decidermi quale gemma devo cogliere per prima e poi, in un istante, mi trovo a sfiorare con la lingua il bocciolo proibito.
Lei mi sente, sospira.
Affondo con leggerezza e chiudo le labbra per baciarla profondamente. Sto facendo la cosa che, nel linguaggio quotidiano, e' considerata la piu' umiliante e sinonimo di massima sottomissione ma al contrario mi sento pienamente gratificato.
Sento che le sta piacendo, sento che preme il suo corpo sulla mia bocca per prendere maggior piacere e questo mi esalta perche' sono IO che le sta dando piacere.
Senza pensarci mi ritrovo a baciarla e succhiarla con piu'grande intensita'. Quel fiore sta sbocciando e con la lingua mi spingo in profondita', provocandole nuovi gemiti.
Ora pero' devo rallentare.
Piu' piano.
Piu' piano e con leggerezza.
Sto di nuovo semplicemente accarezzandola con le labbra, con un velo di saliva.
Piano.
Lentamente.
Ora si e' girata. Vedo il suo volto.
Ha gli occhi socchiusi, i seni ed il ventre coperti di piccole, brillanti goccioline di sudore che, come fossero diamanti, scintillano colpite dalla luce che filtra dal lucernaio.
Vedo il suo sesso nella sua completezza.
Mi avvicino.
La sua pelliccetta mi sfiora il volto.
Inspiro quell'odore intimo di femmina.
Ci sono quasi.
Lei mi aspetta.
Ora.
Intingo la lingua nella parte piu' bassa di quel frutto e subito il suo succo comincia a colare nella mia bocca. Sento il nettare entrare copioso, caldo, denso.
Affondo ancora di piu'.
Socchiudo le labbra nel sublime assaggio di quella cremosa essenza che si allarga, mi invade, mi rapisce.
La bevo.
Nella mia bocca c'e' sapore di dolce, di spezia, di carne.
In una parola, di fica.
Le sue gambe sono sulle mie spalle e con le mani spinge il mio viso contro il suo sesso.
La bacio, la lecco, la succhio, la mangio, la bevo, affondo il mio volto in quel paradiso.
L'amplesso incatena i nostri corpi. I nostri respiri sono piu' affannati. Entrambi gemiamo per il piacere che proviamo, che riceviamo, che ci diamo l'un l'altra.
Ci muoviamo ritmicamente, il suo sesso contro la mia bocca, il suo essere femmina contro il mio essere goloso.
Ma di nuovo qualcosa succede! Sono sempre piu' stordito, evanescente.
E questa luce blu che sta svanendo!
Tutto si sta dissolvendo, si sgretola inesorabilmente e non c'e' nulla che io possa fare per impedirlo. Ora ho la certezza!. Lei era solo un sogno ed io sono solo un sognatore.
Buongiorno, sognatore.
Sono le sette e mezza.
Hai bisogno di una doccia. Fredda.
Oggi la rivedrai.