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Confessioni di un'escalation
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Titolo: Confessioni di un'escalation
Autore: Elisa
Contatto:
Racconto n° 553
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Quella che riporto è una successione di racconti che, di volta in volta. ho inserito in un sito web al quale accedono moltissimi e sconosciuti amici e nel quale ciascuno, apertamente, si confessa. Usiamo pseudonimi per mantenere l'anonimato, il mio è Elisa.
Da Elisa agli amici sconosciuti: 10 ottobre
Quando stavamo insieme, il mio ex fidanzato mi ha chiesto più volte di fare sesso orale su di lui ma io mi sono sempre rifiutata perché lo ritenevo sgradevole. Ultimamente ho assistito ad un episodio che mi ha fatto cambiare completamente opinione e da alcuni giorni sono assalita dal desiderio di succhiare il membro ad un uomo. E' una sfortuna che in questo periodo sia single e che il mio desiderio non si possa avverare. Così, quasi ogni notte, faccio un sogno ricorrente ed ossessionante. Per andare in ordine racconterò prima l'episodio e poi il sogno.
Avevo accettato di andare ad una festa, invitata da un gruppo di amici di vecchia data. Non ne avevo troppa voglia. Il mio fidanzamento era naufragato da poco. Alla festa erano quasi tutti accoppiati e non mi divertivo molto. Ad un certo momento ho deciso di recarmi in bagno per aggiustare il trucco. Mi hanno indicato il percorso all'interno dell'appartamento. Ho aperto la porta che ritenevo fosse quella del bagno, ma non era quella giusta e quello che ho visto all'interno mi ha fatto rimanere di stucco.
La mia amica intimissima Irene stava facendo un pompino al suo ragazzo Adriano (I nomi non sono questi, li ho cambiati per evitare che si riconoscano in questo racconto in quanto sono lettori di questo sito).
Adriano, che era stato anche un mio filarino quando eravamo ragazzini, era appoggiato schiena al muro, le braccia alzate sopra il capo, si afferrava ai pomoli di un attaccapanni da parete, in una posizione di quasi crocifissione. I pantaloni slacciati calati assieme ai boxer a metà coscia. Gli ultimi bottoni della camicia sbottonati. Irene era in ginocchio davanti a lui, incurante di stropicciare il suo abito lungo di velluto nero fornito di un'ampia scollatura. Irene è una ragazza splendida, con un fisico ed un seno eccezionali. Anche Adriano è un bellissimo uomo, con un corpo longilineo e muscoloso.
Irene con la mano destra teneva i testicoli del suo ragazzo. La mano sinistra era avvolta attorno alla base del membro, proteso in tutta la sua erezione. Ho potuto osservare la dotazione di Adriano apprezzandola, rispetto a quella del mio ex. Erano talmente intenti che non si sono accorti del fatto che ero entrata nel locale e li stavo osservando. Elisa succhiava il glande di Adriano a piena bocca, con vigore, lo si capiva da come erano incavate le guance. Il sesso di Adriano scompariva ed appariva tra le sue labbra, in un movimento alternato, rilucente di saliva. Sono rimasta a guardare affascinata.
Ho percepito l'orgasmo di Adriano dai gemiti che ha cominciato improvvisamente ad emettere e dal fatto che in un attimo le guance di Irene si sono gonfiate. Appena questo è accaduto lei si è staccata da lui ed ha sollevato la testa per poterlo guardare in viso mentre era in preda al piacere. Adriano inarcava la schiena, gemeva e scuoteva la testa avanti ed indietro con un movimento ossessivo. Irene aveva uno sguardo felice come di chi è consapevole di dare alla persona amata un grande godimento e continuava, con la mano, a manipolare il sesso del ragazzo, per prolungargli il piacere, intanto non si stancava di guardarlo in viso con espressione amorevole. Adriano ha completato l'eiaculazione spruzzandole sul mento e nella scollatura. Il vestito di velluto non è stato risparmiato. Irene continuava a massaggiarlo anche quando la tensione ha cominciato ad allentarsi, poi, una volta completamente ammosciato, ha preso a leccarlo con delicatezza e tenerezza, esattamente come fa una gatta con i suoi micetti.
A questo punto mi sono allontanata senza essere vista. Lo shock subito è stato tale che da allora, durante il giorno, sono continuamente distratta sul lavoro ed assalita dal desiderio di fare un pompino a qualcuno nel modo che avevo visto fare ad Irene e, quasi tutte le notti, affronto il sogno che ora vi descrivo.
Nel sogno ho davanti agli occhi un pene maschile in erezione. Non so chi sia l'uomo perché non ne vedo il viso ma so che con lui ho un rapporto emotivo importante. Sento che lo amo.
A mani unite gli sorreggo i testicoli mentre, con la punta della lingua scorro nel solco che delimita il bordo del glande. Percepisco le sue pulsazioni di piacere e, allora, lo imbocco fin dove posso e comincio a succhiare con vigore. In breve sgorga il suo liquore. E' una situazione entusiasmante.
La sensazione è di possesso completo del mio uomo, ormai ridotto alla più completa sudditanza dagli spasimi che non gli lasciano altre possibilità, ed io mi rendo conto di svuotarlo di tutta la sua energia vitale. La sensazione è così intensa che mi sopraggiunge un orgasmo violento che incrementa il mio stimolo a succhiare.
A questo punto del sogno di solito mi sveglio, in preda agli ultimi spasimi dell'orgasmo e succhiandomi ferocemente il dito pollice della mano sinistra che ora, dopo circa dieci giorni, è arrossato e gonfio.
Da Elisa agli amici sconosciuti: 28 ottobre
Il mio sogno ossessivo non ricorre più. Ne ricorre uno nuovo a seguito di quanto è accaduto e che vi vado a raccontare.
Due giorni fa ho ricevuto la telefonata della mia amica Irene, quella di cui vi ho parlato nella precedente confessione, che mi preannunciava che lei e Adriano sarebbero venuti a trovarmi perché dovevano parlarmi. Come vi ho già raccontato Irene ed io siamo in grande confidenza da moltissimi anni (ma non ci siamo quasi mai confidate in tema di erotismo) e con il suo ragazzo Adriano ho avuto una breve storia da adolescenti, che non ha mai travalicato le barriere della castità.
Sono arrivati a sera dopo cena. Irene ha affrontato subito l'argomento. "Sei tu che hai scritto sul sito di Adriano e me?". Non potevo certo negare. Anche se i nomi erano diversi la situazione era tale da riconoscervisi benissimo. Ho tentato di schernirmi un po' in imbarazzo. " Guarda che non c'è niente di male, ma siamo preoccupati per te. Non puoi continuare con questa ossessione. Ci siamo consultati, Adriano ed io, e siamo venuti a farti una proposta". Adriano assentiva e la cosa cominciava ad incuriosirmi. "Adriano è disposto a farti fare l'esperienza che desideri, vuoi provare?".
La proposta era sconveniente tanto quanto il mio desiderio era folle. Ho posto un immediato diniego ma Irene, che mi conosce in profondità, si è subito resa conto della mia poca convinzione. Ha deciso di travolgere le mie reticenze, si è avvicinata ad Adriano, che sedeva sul divano, e gli ha aperto la lampo dei pantaloni. Adriano era già pronto, a dimostrazione che ancora ha qualche attrazione verso di me. Io ero rosa dal desiderio e, contemporaneamente, in imbarazzo. Ha superato tutto Irene che mi ha detto: "Sono anni che siamo in confidenza, io voglio che la mia migliore amica stia bene e anche Adriano lo vuole. Non c'è niente di sconveniente o pericoloso. E' una semplice esperienza erotica senza strascichi. Il mio rapporto con Adriano e con te non ne viene modificato. Prendila come un nostro dono di amicizia perché è proprio così".
Detto questo, sorridendo, mi ha messo una mano dietro la nuca, avvicinandomi il viso e la bocca al sesso sguainato del suo ragazzo, che vibrava ed emanava una calda fragranza. Non ho potuto più porre freno al mio desiderio. Sono solo riuscita a sussurrare, emozionata, ad Adriano: "Non l'ho mai fatto prima, non so se ci riuscirò". Lui ha sorriso e mi ha messo le mani dietro la nuca.
Poi il mondo esterno è scomparso.
Tenevo con una mano i testicoli e con l'altra la base del pene, come avevo visto fare a Irene. Ho percorso con la lingua il bordo del glande, vellutato e teso. Ho imboccato quanto più potevo del sesso di Adriano, succhiandolo con voracità. Lui vibrava e palpitava ma mi resisteva.
Io succhiavo più forte che potevo e scorrevo con la lingua tutte le sue concavità e convessità, ma lui mi resisteva. Poi, finalmente, ha cominciato a godere.
Era una straordinaria sensazione di potenza quella che provavo. Stringendogli con le braccia le cosce percepivo la sua tensione estrema, tutti i muscoli contratti e tremanti, mi sentivo fiera di riuscire a dargli un così intenso piacere. Il sapore del suo liquore era diverso da quello del sogno ma, non per questo, meno piacevole. Era una fontana che sgorgava in continuazione. Adriano mugolava e si agitava.
Cresceva in me, fortissimo, il desiderio di godere, così come mi accadeva nel sogno, ma capivo che questo non poteva avvenire nella realtà, senza una stimolazione diretta. Al termine del suo delirio io ero al massimo dell'eccitazione: avevo un insostenibile desiderio di orgasmo.
Irene se ne è resa conto, aiutata dalla sua sensibilità femminile, ed ha parlato in un orecchio ad Adriano. Lui stava rinvenendo con difficoltà dalla tempesta sensoriale che gli avevo appena procurato ma con solerzia ha infilato una mano dentro le mie mutandine, mi ha preso il clitoride fra l'indice ed il pollice prendendo a stuzzicarlo. Avrei preferito qualcosa di più sostanzioso ma, dopo quel terremoto, ad Adriano non si poteva chiedere di più. Le sue dita si muovevano esperte nella mia intimità e, dopo non più di venti secondi, gli sono venuta in mano.
Quando ho ripreso il controllo di me stessa avevo di fronte Irene che sorrideva. Mi ha accarezzato teneramente su di una guancia e mi ha allungato un bacetto tenero. "Sei stata brava" mi ha detto.
Anche Adriano ha annuito sorridendo.
Io ero ancora intontita dall'emozione e Adriano era esausto, testa all'indietro, sul divano.
" Grazie di tutto, ragazzi." ho detto, poi mi sono resa conto che Irene era stata fuori dal gioco e forse avrebbe voluto godere anch'essa. "Noi ci siamo appagati ma tu no, posso fare qualcosa per te?".
In quel momento per riconoscenza sarei stata anche disposta ad un rapporto saffico che ho sempre detestato.
Lei ha sorriso poi mi ha risposto: "Quando ne avrò bisogno io sarai tu ad aiutarmi. Questa è amicizia". Subito dopo Irene si è accinta ad occuparsi di Adriano. Ha preso il suo sesso, ormai completamente rilassato, tra le mani, lo ha ripulito con un asciugamano di spugna bianco che teneva in borsetta, gli ha anche asciugato la mano, ancora madida dei miei umori, poi ha baciato con delicatezza ed amore il membro esausto del suo ragazzo e lo ha riposto dentro la lampo dei pantaloni, con tenerezza, così come una mamma mette a nanna il proprio bambino.
Da quella sera il sogno ricorrente riguarda Irene. La vedo con il suo sorriso tenero e materno e mi chiede l'aiuto che le ho promesso. Dice che muore dalla voglia di un rapporto con me e che Adriano non è d'accordo, per questo è venuta da sola. Poi comincia ad accarezzarmi la gola scendendo fino al seno. Mi sbottona la camicetta e mi bacia i capezzoli.
Io, che non mi sono mai sognata di fare l'amore con una donna, anzi, solo l'idea mi ha sempre nauseato, comincio ad essere eccitata. Irene si spoglia e spoglia me, poi infila la testa tra le mie cosce e comincia a leccarmi l'inguine, nel fare questo mi scavalca ed assume la posizione del sessantanove. Ho il suo sesso umido davanti agli occhi e sotto il naso. Il lavoro della sua lingua tra le cosce mi sta facendo venire. Assalita dall'orgasmo affondo la mia lingua nella sua fessura bagnatissima. Di solito mi sveglio a questo punto.
La curiosità su come possa essere il rapporto con un'altra donna mi perseguita per tutto il giorno fino al riproporsi puntuale del sogno notturno.
Da Elisa agli amici sconosciuti: 4 novembre
Non poteva che essere che così.
Irene ed Adriano hanno letto la mia ultima esternazione sul sito ed io sapevo che lo avrebbero fatto.
D'altra parte ora siamo un po' complici e la cosa non mi preoccupa. Adriano mi ha telefonato dicendo che sarebbero venuti a trovarmi. Sono così accadute cose nuove ed il mio sogno ricorrente si è di nuovo modificato.
Irene è arrivata vestita in modo elegantissimo indossando un soprabito leggero sopra un abito lungo e nero. E' una creatura stupenda, bionda con gli occhi azzurri, un seno abbondante ed un fisico da calendario.
Io non mi sono ancora descritta, dirò solo che non sono male. Sono mora, ho la pelle chiara e gli amici dicono che ho una bellezza aggressiva. Adriano era vestito casual, con jeans ed una giacca a vento marrone.
"Siamo venuti a fare avverare il tuo sogno" mi ha detto con uno sguardo ed un sorrisetto maliziosi.
Io ho guardato imbarazzata prima lei poi Adriano. "Non ti preoccupare di lui, non è contrario, ha solamente detto che gli piacerebbe stare a guardare". La mia eccitazione era salita alle stelle ed il cuore pulsava forte. Non vedevo l'ora di soddisfare la mia curiosità. Adriano ci ha accompagnato in camera da letto poi ha cominciato a spogliarmi. Nel togliermi gli indumenti ad uno ad uno ha indugiato sfiorando con le mani le mie parti più sensibili. Mi ha accarezzato il ventre in maniera prolungata ed ha fatto scorrere l'indice sulle labbra della mia vagina facendo crescere a dismisura in me l'eccitazione. Quando sono rimasta completamente nuda mi ha fatto sdraiare sul letto, a gambe leggermente divaricate. A fondo del letto stava Irene, in piedi, ancora completamente vestita,
solo a questo punto ha cominciato a spogliarsi, con gesti lenti e studiati. E' apparso in tutto lo splendore il suo seno perfetto e, poi, il ventre vellutato, con il ciuffetto biondo del pube e le cosce ben tornite. Irene si è messa sopra di me, nella posizione del sogno, il sesso direttamente davanti ai miei occhi iniziando a brucare nel mio inguine, facendomi impazzire. Ho chiuso gli occhi e cominciato a baciarla tra le cosce, giungendo con la lingua ad accarezzarle il clitoride e la fessura bagnata, la sentivo gemere di piacere ed io ero al massimo del desiderio. Poi ho avvertito un cambiamento di situazione che mi ha costretto ad aprire gli occhi per guardare: davanti al mio naso, vicinissimo, c'era ora il membro di Adriano, in completa erezione, che stava penetrando la vagina di Irene da tergo. I suoi testicoli mi sfioravano la fronte ed io, continuando a leccare il clitoride della mia amica, potevo scorrere con la lingua anche la base del pene del ragazzo. Lui si impegnava in movimenti lenti, introducendosi ed ritraendosi alternativamente. Ogni volta che affondava le grandi labbra di Irene si introflettevano e quando si ritraeva si estroflettevano. La verga era bagnatissima e gocciolava degli umori della mia amica. Potevo sentire la fragranza ed il calore delle loro intimità congiunte.
Irene doveva godere come una pazza perché la sua attività tra le mie cosce era cresciuta e si era fatta parossistica. I testicoli di Adriano si erano rassodati e lo scroto corrugato e contratto; stava per avere l'orgasmo. Anch'io ero al limite della resistenza, ho cominciato a perdere il controllo ed a leccare entrambi i sessi, a cominciare dal clitoride di Irene per passare ai testicoli di Adriano ed arrivargli fino al solco tra le natiche, per poi tornare indietro e ricominciare. Credo che si sia arrivati tutti insieme al culmine del piacere che, per quanto mi riguarda, è stato intensissimo e prolungato.
Quando ho ripreso i sensi eravamo tutti spossati.
Adriano è uscito da dentro Irene gocciolandomi sul viso e cadendo riverso sul letto alla mia destra, con il pene che si stava contraendo e ripiegando da un lato. Irene è scivolata sull'altro fianco ansimante ed abbandonata. Siamo rimasti così in silenzio per alcuni minuti.
La prima a riprendersi è stata Irene che si è sollevata, ha estratto dalla propria borsetta il suo asciugamano bianco di spugna morbidissima ed ha preso ad asciugarmi prima il viso e poi l'inguine, poi ha asciugato il membro ormai rilassato di Adriano ed i suoi testicoli che avevo leccato, quindi si è asciugata lei stessa la bocca ed il sesso infradiciato dalla mia saliva, dai suoi umori e dall'eiaculazione di Adriano.
Ha fatto tutto con i gesti amorevoli con cui fa le faccende di casa una buona madre di famiglia.
"Pensavo che Adriano volesse solo stare a vedere" ho detto tentando di scherzare. "Volevo farlo ma poi non sono riuscito a trattenermi, la mia ragazza mi eccita tantissimo" ha detto Adriano. Irene ha dato due schiaffetti teneri sulle guance di entrambi e poi ci siamo rivestiti.
Questo menage a tre e la mia scoperta propensione e predilezione per il sesso orale, comunque praticato, mi sta molto intrigando ed ora le mie notti sono agitate.
Mi sembra impossibile di esser arrivata a questi punti mentre fino a pochi giorni fa ero piuttosto inibita sessualmente. Ora non vedo più limiti al mio erotismo, che non credevo fosse così spinto e così latente, ma che sono contenta di avere liberato.
Nel nuovo sogno ricorrente assisto ad intricate posizioni erotiche nelle quali si alternano Irene, Adriano ed un suo gemello che non avevo mai conosciuto prima e che non sapevo che esistesse.
Io non partecipo ma loro si accoppiano nelle situazioni più acrobatiche e più complicate dando al sesso orale un grande spazio. Tra me e loro c'è come una barriera impenetrabile e trasparente che non riesco a superare e che non mi permette di unirmi a loro che, tuttavia, mi chiamano e mi invitano.
L'eccitazione sale tanto più quanto più mi si impedisce di avvicinarmi.
Mi sveglio con un grande desiderio di partecipare a quei giochi e questo desiderio mi accompagna, senza darmi tregua, per tutto il giorno, distraendomi anche dal mio lavoro.
Da Elisa agli amici sconosciuti: 11 novembre
Dunque, come prevedevo, e come speravo, Irene ha letto sul sito il mio racconto del nostro incontro a tre e del relativo nuovo sogno ricorrente e mi ha telefonato dicendo che sarebbe venuta a trovarmi con una sorpresa che avrebbe mitigato la mia ossessione. La cosa mi ha reso molto agitata e curiosa stimolando enormemente le mie aspettative erotiche, visto che le mie barriere culturali inibitorie sul sesso sono ormai cosa superata.
Con Irene ed Adriano è arrivato a casa mia un amico di lui che chiamerò Giacomo, anche se non è il suo vero nome. Adriano mi ha detto che Giacomo aveva letto i racconti dei miei sogni e ne era rimasto molto turbato e stimolato e desiderava conoscermi personalmente. Giacomo è un bellissimo ragazzo, ben vestito, di modi gentili e raffinato nel parlare, una persona di quelle che a me piacciono. Irene mi ha detto che quando Adriano le aveva detto che avrebbe voluto farmi conoscere Giacomo lei aveva subito approvato perché riteneva che fosse un tipo di quelli che piacciono a me, ed infatti così è.
Irene era vestita ancora elegantemente, con un'ampia scollatura che metteva in evidenza il suo seno ed una gonna lunga con uno spacco laterale che, accavallando le gambe, generosamente evidenziava le sue cosce affusolate. Splendida creatura.
Anch'io mi ero vestita in modo elegante per l'occasione. Un abito lungo tubolare in raso con una scollatura posteriore che arrivava abbondantemente sotto la vita (mi dicono tutti che ho una bellissima schiena ed anche il fondo).
Abbiamo iniziato la serata chiacchierando di noi e delle preferenze erotiche di ciascuno. La conversazione è stata sempre lineare, delicata, sincera e mai volgare. Sono rimasta sorpresa nell'apprendere che Irene, Adriano e Giacomo avevano già esperito rapporti erotici a tre tra di loro e la cosa era per loro del tutto naturale. Questi rapporti non incidevano sulla relazione di amore che esisteva tra Irene ed Adriano ne sui rapporti di amicizia tra gli stessi e Giacomo.
Non stentavo a crederlo visto che io stessa avevo vissuto sessioni erotiche a tre con i due miei amici e ciò non aveva modificato i nostri rapporti interpersonali.
La predilezione di tutti e quattro per il sesso orale è apparsa presto evidente. In un momento di stanca della conversazione Irene ha iniziato la festa, avvicinandosi a Giacomo e sbottonandogli i pantaloni. E' bastata questa operazione per eccitarlo, il suo membro ha cominciato a crescere rapidamente ed a inturgidirsi mostrando, in breve, una erezione prorompente e imponente.
Irene l'ha imboccato per pochi attimi, per portarlo al massimo della tensione, poi si è rialzata ed ha iniziato uno spogliarello molto coinvolgente. Adriano ha preso a spogliare me, come aveva fatto la volta precedente ed io a spogliare lui, siamo rimasti, in breve, tutti e quattro nudi.
I maschi erano entrambi in piena erezione, io ero, per parte mia, già eccitata e guardando l'inguine di Irene mi sono accorta che anche lei lo era.
Giacomo ha proposto di fare il "quadrivio". Non sapevo cosa fosse. Lui si è sdraiato sul tappeto, con la schiena sul pavimento. Adriano si è sistemato a fianco a lui sul tappeto, sempre con la schiena rivolta al pavimento ma in direzione opposta rispetto a quella di Giacomo. Irene ha preso in bocca il membro del suo ragazzo e si è messa in trasversale in modo che Giacomo potesse leccargli la vagina ed a me è stato chiesto di imboccare Giacomo, scavalcando il corpo di Irene e portandomi in modo che Adriano potesse leccarmi il sesso. Abbiamo fatto presto ad essere tutti in posizione. Io ho cominciato a lavorare su Giacomo e contemporaneamente ero stuzzicata dalla lingua di Adriano.
Sentivo a fianco a me Irene che godeva della lingua di Giacomo e contemporaneamente succhiava il membro di Adriano. La pratica che stavamo attuando e la vicinanza stretta di tutti i corpi hanno fatto aumentare, in tutti contemporaneamente, l'eccitazione e la tensione erotica. Da parte mia provavo un enorme piacere a succhiare Giacomo, era la prima esperienza di un uomo diverso da Afriano.Il suo membro era leggermente più grosso di quello di Adriano, il testicoli più rugosi. La pelle del glande era liscia con un gusto leggermente salino.La prima a cominciare a godere è stata Irene. Ho sentito il suo orgasmo crescere fino a farle irrigidire tutti i muscoli. Subito dopo ha cominciato Adriano, stimolato dalla spasmodica suzione orgasmica di Irene. Questo ha accelerato la sua stimolazione su di me portandomi a mia volta sull'orlo dell'orgasmo e costringendomi a succhiare con maggiore lena il membro di Giacomo che pulsava e vibrava dentro al mia bocca. Lui a sua volta era stimolato dal percepire l'orgasmo di Irene, reso evidente dalle sue contrazioni inguinali. Ne è seguita una reazione a catena travolgente.
I nostri quattro corpi fremevano e si contraevano quasi all'unisono.
Io ho perso il controllo proprio nel momento in cui Giacomo ha iniziato a venirmi in bocca riversandovi alcuni fiotti di liquido caldo. Il mio contemporaneo orgasmo non mi lasciava altro da fare che continuare a suggere ed a deglutire. Aveva un sapore pungente e gradevole. Le nostre convulsioni sono durate alcune decine di secondi poi ci siamo trovati abbandonati ed esausti gli uni sugli altri e ci siamo districati con qualche difficoltà.
La prima a riprendersi è stata Irene che ha tirato fuori il solito asciugamano di spugna morbida bianca ed ha asciugato i nostri sessi e le nostre labbra, prima di fare la stessa operazione su se stessa, poi ha dato a tutti un bacio tenero sulla guancia ed ha ricoperto con un plaid i nostri corpi nudi perché non prendessimo freddo, con un atteggiamento simile a quello di una maestra di asilo nido che accudisce ai suoi piccoli allievi.
Ci siamo poi rivestiti ed abbiamo ripreso la conversazione con piacevolezza, commentando l'azione precedente: io mi sono complimentata con Adriano, Adriano si è complimentato con Irene, Irene si è complimentata con Giacomo che si è complimentato con me.
Da quella sera il sogno ricorrente è un rapporto con due uomini, uno che mi penetra da tergo mentre io succhio il sesso dell'altro. Ogni volta ho un orgasmo notturno che mi fa svegliare.
Le persone sono diverse, alcune volte sono Adriano e Giacomo, con ruoli alterni, altre volte è uno di loro ed uno sconosciuto. Ultimamente due sconosciuti ed uno di loro che mi penetra analmente.
E' un'esperienza che non ho mai provato e che mi incuriosisce molto anche se ne ho un po' paura.
Come sempre il desiderio di queste nuove esperienze mi assilla di giorno oltre a ricorrere come un incubo ogni notte
Da Elisa agli amici sconosciuti: 16 novembre
Dopo l'apparizione sul sito della mia ultima confessione mi ha telefonato Irene che aveva letto il racconto e mi ha detto che Giacomo mi aveva molto apprezzato, che era molto attratto da me e che gli sarebbe piaciuto esaudire i miei desideri, specialmente quello dell'ultimo mio sogno ricorrente, e che le aveva fatto capire che gli sarebbe piaciuto penetrarmi analmente.
"Io ho un po' di timore, non ho mai fatto esperienze di questo genere. Tu ne hai fatte?"
"Si, l'ho fatto diverse volte, è abbastanza piacevole anche se non ti provoca orgasmo, almeno a me. Però è bello sentire lui che ti gode dentro anche se non riesci a vederlo". "Ma ad Adriano piace?"
"No, Adriano lo trova volgare e brutale" "Allora perché lo fa?" "Ma non lo fa, io non l'ho fatto con lui, l'ho fatto con Giacomo ed anche con qualche altro". "Ma non fa male?". "Bisogna usare delle creme adatte e bisogna che il partner sia molto delicato. Giacomo lo è. Ci possiamo vedere stasera?".
Ho risposto di si e si è scatenata in me una grande eccitazione. Ho atteso la sera con ansia. Mi sono preparata bene. Ho indossato un abito molto attillato, la gonna cortissima, che esaltava la curva della schiena. Sotto, nessun indumento intimo. Mi sono colorata vivacemente le labbra (le ho molto carnose) e questo faceva risaltare la mia pelle bianca in contrasto con i capelli nerissimi.
Sono arrivati tutti e tre verso le nove. Io non avevo neppure cenato dall'emozione.
Anche Irene indossava sotto la pelliccia una minigonna vertiginosa ed una camicetta con la solita generosa scollatura. I ragazzi erano entrambi in jeans, maglione e giacca a vento.
Ci siamo accomodati sui divani, uno di fronte all'altra e viceversa. Irene ed io abbiamo accavallato contemporaneamente le gambe, in modo abbastanza sensuale. Mi sono accorta che neanche lei indossava, per l'occasione, le mutandine. Il mio accavallamento ha provocato molta eccitazione in Giacomo, a giudicare dal gonfiore all'altezza del cavallo dei pantaloni ed anche Adriano mi guardava non senza interesse.
La conversazione è iniziata e, presto, è scivolata sul mio sogno riportato sul sito. Giacomo mi ha detto francamente di essere attratto spasmodicamente dal mio fondo schiena. Adriano ha ribadito la sua contrarietà ai rapporti di questo tipo che ritiene poco raffinati. Irene, sorridendo, gli ha aperto la cerniera dei jeans scherzando sulla sua predilezione per i rapporti orali, gli ha estratto il membro e lo ha fatto inturgidire con brevi ma esperte manipolazioni poi mi ha chiesto di mettermi in ginocchio sul pavimento e di prenderlo in bocca. Io mi sono inchinata ed ho cominciato a succhiarlo, poi Irene è passata dietro di me, mi ha sollevato la minigonna scoprendo completamente le natiche. Ho sentito che mi ungeva l'interno dei glutei e lo sfintere con una crema scivolosa. Lo faceva con l'amorevole e tenera cura di una madre. Durante la deposizione della crema mi accarezzava il sesso mandando alle stelle la mia eccitazione. Ho sentito il suo dito scorrermi attorno all'ano e penetrarmi leggermente introducendo un po' di lubrificante. Si è soffermata qualche secondo roteando il dito in tondo in questa posizione prima di ritirarsi. Io continuavo a pompare ed a succhiare Adriano di cui sentivo crescere, man mano, l'eccitazione rimanendo in allerta per le mosse successive dietro di me.
Finalmente ho sentito il sesso di Giacomo che si introduceva tra le mie natiche appoggiandosi sull'orifizio. Era caldo, scivoloso e durissimo, probabilmente Irene lo aveva ben preparato con la bocca prima di lubrificarlo.
Ho chiuso gli occhi attendendo il dolore ed accentuando automaticamente la suzione sul membro di Adriano. Giacomo è stato molto delicato. La spinta è stata graduale e dopo una difficoltà iniziale in cui mi sono sentita quasi spaccare in due, ma senza dolore, lo ho percepito scivolare in profondità, quasi con dolcezza. Ho aperto gli occhi e lasciato per un attimo il membro di Adriano, per respirare, così ho potuto vedere che Irene, tiratasi su la minigonna fino alle anche, era a cavallo del divano con il suo sesso sul volto di Adriano che vi immergeva la lingua avidamente.
Mi sono anche accorta di avere tinto, con il rossetto che avevo sulle labbra, gran parte della verga di Adriano che ora era di un colore innaturale. Dietro di me Giacomo scivolava avanti ed indietro, dolcemente, tra le mie reni.
Contemporaneamente mi abbracciava il bacino e, con la punta delle dita, mi stimolava il clitoride e l'interno della vagina. Ero al limite della sopportazione, sentivo l'orgasmo arrivare in maniera irreversibile. Non mi sono opposta a questa sensazione pregustando il delirio dei sensi che è giunto imperiosamente, provocandomi forti contrazioni anali e spasmodiche suzioni. Queste contrazioni hanno scatenato l'orgasmo di Giacomo e le suzioni quello di Adriano. L'orgasmo di Adriano era inoppugnabilmente evidente, quello di Giacomo, lo percepivo attraverso i suoi convulsi tentativi di spingere sempre più a fondo ed un senso di calore interno dovuto, probabilmente, all'eiaculazione.
Non ho fatto caso ad Irene ma dai gemiti si capiva che anch'essa stava godendo. E' seguito, per tutti, il rilassamento dovuto allo sfinimento post orgasmico. Giacomo ha lasciato che il suo membro si sgonfiasse dentro di me prima di estrarlo con delicatezza e crollare supino sul tappeto. Adriano era riverso con la testa abbandonata sulla spalliera del divano e respirava forte. Il suo membro si era ammosciato e ripiegato su se stesso. Irene era anch'essa esausta e coricata su di un fianco sullo stesso divano, la gonna raggomitolata fin sopra l'ombelico, le gambe aperte, lasciava vedere il suo sesso bagnato.
Io ero ancora inginocchiata in terra ma con il busto appoggiato sulle ginocchia di Adriano, la testa appoggiata tra le sue cosce. Giacomo era riverso all'indietro sul tappeto, dietro di me, con il sedere tra i miei polpacci e le ginocchia ripiegate a circondarmi i fianchi.
Siamo rimasti così per qualche tempo finchè non è comparso il solito asciugamano di spugna di Irene e finchè lei non ci ha tutti accuditi con cura. Ci siamo riassestati e rivestiti, i miei amici si sono accomodati sul divano ed anch'io mi ci sono accomodata ma solo dopo aver fatto una capatina in bagno, cosa che, mi hanno detto, è fisiologica dopo esperienze di questo genere.
Giacomo mi ha detto che per lui è stata una cosa fantastica. Adriano ha confermato che lo ritiene volgare ma che ero stata fantastica nei suoi confronti, probabilmente proprio per lo stimolo provocato dalla penetrazione anale. Irene ha detto che Adriano era stato fantastico nei suoi confronti probabilmente stimolato in maniera eccezionale della mia azione su di lui, anch'essa dovuta alla penetrazione anale.
Poi mi hanno chiesto cosa me ne fosse parso. Non ho risposto ed ho sorriso dando un bacetto sulla guancia ad Irene e ad Adriano ed uno, più sensuale, sulla bocca, a Giacomo.
Adesso, quello che mi capita in sogno, in modo ricorrente, è qualcosa di molto più banale.
Sogno di fare l'amore con Giacomo e solo con lui, in tutti i modi ed in tutte le posizioni, sogno di farlo godere e di godere con lui.
Qualche volta nel sogno compaiono anche Irene e Adriano. Quelle volte facciamo dei giochi incrociati ed io faccio godere tutti loro, in tutti i modi possibili. Il sogno non mi perseguita più di giorno perché quasi ogni sera viene a trovarmi Giacomo e, qualche volta, vengono anche Adriano ed Irene.
Da Elisa agli amici sconosciuti: 12 dicembre
Irene si è lasciata con Adriano ed ora sta con un ragazzo di colore, mi pare si chiami Aled. Non me lo ha ancora presentato e sono curiosa di conoscerlo. E' una curiosità a sfondo erotico tanto che nelle ultime tre notti ho fatto sogni nei quali facevo l'amore con un uomo nero di pelle.
Non ho mai visto un nero nudo ed i sogni stimolano la mia curiosità. Nell'ultimo di questi sogni Irene mi telefonava dicendo che sarebbe venuta a trovarmi e che aveva una sorpresa per me. Arrivava puntuale dopo cena accompagnata da Giacomo e da uno splendido ragazzo di colore, nero come la notte, alto e dai movimenti felpati, di nome Aled. Ci sedevamo sui divani contrapposti e, prima ancora di cominciare la conversazione, Irene estraeva il membro di Giacomo, già in tiro, e prendeva a succhiarlo. Giacomo toglieva gli slip ad Irene, si posizionava sul sessantanove e cominciava a ricambiare il favore. Aled guardava incuriosito e dal gonfiore crescente del davanti dei pantaloni si capiva che si stava eccitando. Con discrezione gli toglievo la camicia mettendo a nudo un corpo statuario, dalla pelle liscia e lucida ed i muscoli compatti ben in evidenza. Sembrava un bronzo di Riace. In preda ad una eccitazione crescente gli sbottonavo la camicia, slacciavo la cintura ed aprivo la cerniera. Ne usciva, in maniera prorompente, qualcosa di spettacolare. L'erezione era già al massimo: una mazza color ebano, solo leggermente più chiara sulla punta, di dimensioni notevolissime, lucida e rigida come un pezzo di marmo nero. L'avvolgevo nelle mia mano, accarezzandola con delicatezza. La mia mano bianchissima faceva uno strano contrasto con il suo membro nerissimo. Sotto la pelle liscia percepivo una ruvidezza compatta. Stavo ancora compiacendomi di questa carezza che, improvvisamente Aled ha iniziava i fuochi d'artificio, schizzando all'impazzata da tutte le parti.
Colta di sorpresa dal suo precoce orgasmo cercavo di aiutarlo in questa sua fase critica masturbandolo vigorosamente. La cosa gli era gradita perché mugolava e sospirava continuando ad eiaculare per tempi lunghissimi.
Poi, sentito che la sua tensione stava calando e mi fermavo. Gli schizzi del suo sperma bianchissimo risaltavano in maniera evidente sul suo addome scuro e sulle cosce. Io, al colmo dell'eccitazione, ero molto delusa da questa sua performance. Irene, che aveva seguito la scena, interrompeva i suoi giochi con Giacomo e si avvicinava con dei fazzolettini di carta per asciugare e pulire Aled, come fa sempre in questi frangenti. Io avevo un bisogno estremo di orgasmo e puntavo la mia attenzione su Giacomo che era ancora in piena tensione. Mi toglievo tutti i vestiti. A questo punto, con sorpresa, notavo che Aled stava riprendendo le forze. Non erano passati nemmeno cinque minuti. Per non perdere l'occasione mi precipitavo ad eccitarlo prendendoglielo in bocca. Nel succhiarlo qualche goccia residua di seme mi perveniva sulla lingua. Aled riprendeva a crescere , dopo pochissimo tempo, aveva riassunto le dimensioni precedenti, non riuscivo più a tenerlo in bocca, potevo solo leccarlo sui bordi del glande.
Lo facevo sdraiare schiena a terra e mi ci avventavo sopra a cosce aperte. Affondato nelle mie viscere con prepotenza, rigido come bastone. Nessuno mi aveva mai penetrato così a fondo ne mi aveva riempito con tale efficacia. Finalmente arrivavo all'orgasmo, così intenso da quasi perdere conoscenza. Pensavo che anche lui fosse venuto ma, invece, resisteva. Riprendevo la mia cavalcata fino al secondo, più terribile, orgasmo, questa volta insieme a lui.
Purtroppo a questo punto mi sono svegliata ansimando. Era tutto un sogno, ma gli orgasmi erano autentici perchè Giacomo, che questa notte dormiva con me, si era accorto del mio turbamento inconscio e, per aiutarmi, mi aveva penetrato nel sonno e stava andirivenendomi nella vagina .
Ora muoio dalla curiosità di incontrare un Aled.

Da Elisa agli amici sconosciuti: 21 dicembre
Irene, che, come ho già detto, da qualche tempo non sta più con Adriano, ma con un ragazzo di colore, uno studente di medicina del Mali che si chiama Hamin (e non Aled come nel mio sogno e naturalmente il vero nome è diverso) mi ha telefonato. Aveva letto il mio sogno e voleva farmi conoscere questo suo nuovo ragazzo. Ho invitato entrambi a cena e, naturalmente, anche Giacomo.
Giacomo era già a casa quando sono arrivati. Irene splendida, con un abito blu, molto fasciante che risaltava le sue belle curve e contrastava vistosamente con la sua pelle chiarissima ed i capelli biondi. Hamin vestito casual, con jeans e maglietta bianca, questa anche molto contrastante con il colore scurissimo della sua pelle.
Hamin è un bel ragazzo, con un fisico statuario e, per questo ho fatto i complimenti ad Irene. Lei per tutta risposta mi ha detto che non avevo ancora visto la cosa più importante e, senza indugi, ha aperto la cerniera dei jeans di Hamin. Non indossava indumenti intimi. Ne è uscito un sesso che, pur in condizioni di riposo risultava apprezzabile. Hamin non mostrava nessun imbarazzo, anzi sorrideva.
Ho rinnovato i complimenti ad Irene ed Hamin. Giacomo stava un po' in disparte, disorientato. Irene mi ha invitato a toccargli il sesso per rendermi meglio conto della qualità del suo ragazzo, cosa che ho cominciato a fare. L'avevo appena preso tra le mani e, con una rapidità inconsueta, si è prodotto in una erezione sontuosa. Molto di più di quello che avevo sognato, una barra lucente, bruna, solamente un po' più chiara sulla corona del glande, pulsante e prepotente. Aveva una forma particolare, piuttosto appuntita e poi massiccia alla base, lunga abbondantemente più di un palmo, una vera arma impropria. Questa vista mi ha messo addosso una grande eccitazione.
Ho guardato verso Irene con un'occhiata che voleva dire "posso?" e lei mi ha risposto con un ammiccamento che significava "accomodati". L'ho preso in bocca, era eccellente, con un leggero sapore selvatico. Date le dimensioni riuscivo a contenere solo la parte terminale, che è tuttavia la più pregiata, mentre con le mani ne afferravo la base.
Lo succhiavo con desiderio, volevo farlo godere, volevo che mi esplodesse in bocca, ma mi sono accorta di una sua certa distrazione; non sembrava partecipare con trasporto. Con la coda dell'occhio sono riuscita a vedere cosa lo distraeva. Giacomo, preso da una piccola crisi di gelosia, si era spogliato ed aveva spogliato Irene.
Si era sdraiato supino sul divano. Irene penetrata da lui, lo cavalcava standogli sopra, le ginocchia piegate a lato dei suoi fianchi, il busto piegato in avanti, il suo seno abbondante appoggiato sul petto di lui e lo baciava sulla bocca con passione. Giacomo la penetrava con forti spinte e, ad ogni spinta il bacino di lei si sollevava di una ventina di centimetri facendo aprire, per poi richiuderlo, il solco tra le natiche.
La cosa deve aver ingelosito Hamin ed aver acceso la passione per la sua ragazza perché si è staccato da me, si è accostato da tergo ad Irene, ha puntato il membro, ben lubrificato dalla mia saliva, contro lo sfintere e si è appoggiato con il peso del corpo. Dopo un minimo di difficoltà iniziale è penetrato tutto, con la facilità di una lama nel burro.
Ma non è stata una cosa ne violenta ne veloce, dava l'idea di un grosso serpente bruno che scivolava lentamente e maestosamente nella sua tana. Il contrasto tra il colore della sua pelle e quella di Irene era notevole.
Durante la fase diella prima penetrazione di Hamin Giacomo ha fermato i suoi movimenti e Irene ha emesso un "oooh" che si è prolungato per tutta la durata dell'introduzione.
Poi, con me completamente in disparte, è cominciata una danza armonica condotta dai due uomini, che alternativamente ed in maniera coordinata affondavano ed estraevano, con un movimento articolato e ritmico. Dopo pochi cicli Irene, con le guance arrossate da un inequivocabile segnale di orgasmo, ha urlato. La danza è continuata con questi ritmi per alcuni minuti ed Irene ha urlato più volte. Poi è iniziata una fase più concitata. Come per un segnale convenuto i due uomini hanno cominciato ad aumentare e cambiare il ritmo, perdendo in sincronismo. Presto i movimenti sono divenuti parossistici. Irene veniva sballottata tra di loro come un guscio di noce in un mare in tempesta. Gli uomini hanno preso a rantolare e a respirare in maniera affannata. Irene ha cominciato di nuovo ad ululare, questa volta, più a lungo.
Poi, quasi improvvisamente, la tempesta è cessata. Hamin si è sfilato fuori, con la regalità precedente ed è caduto sfinito all'indietro, riverso sul tappeto. Giacomo è scivolato via uscendo da sotto le gambe divaricate di Irene, accovacciandosi anch'egli sul tappeto. Irene è rimasta sul divano, appoggiata a quattro zampe, affannata e con un po' di tremore alle gambe, esausta. Aveva subito (beata lei) una successione quasi disumana di orgasmi. Gli orifizi erano dilatati ed arrossati, trasudanti sperma ed umori che colavano lentamente sull'interno delle cosce. Quei due l'avevano letteralmente sderenata.
Hamin si è accorto solo allora che mi avevano lasciata eccitatissima in disparte. Si è avvicinato, con le sue labbra carnose da africano, al mio sesso ed ha inserito una lingua ruvida e calda. Sono arrivata immediatamente ma con poca soddisfazione. Quando ho ripreso il controllo Irene si era riavuta, ha estratto dalla borsetta il suo piccolo asciugamano di spugna ed ha cominciato il solito rito dell'asciugatura di tutti.
Cominciando da me, poi se stessa, poi Giacomo ed infine, con materna tenerezza, trattandolo come un bambino, il membro di Hamin ormai a riposo. Alla fine della pulitura lo ha preso tra le mani e lo ha sfiorato con le labbra in un bacio tenero che ci ha fatto ridere tutti. La risata collettiva è servita a stemperare le tensioni che si erano create prima. Ci siamo accomodati a tavola così come eravamo, senza rivestirci.
Irene accusava una certa difficoltà nella posizione seduta ma nel giro di una mezz'ora è tornata alla normalità e per tutta la cena non abbiamo parlato di sesso. Al termine, chiaramente sollecitato da Irene, Hamin si è scusato per come mi avevano trascurato in precedenza e si è detto disposto a riparare nel modo che avrei preferito.
Mentre lo diceva il suo membro ha avuto un piccolo sussulto, ed era chiaramente pronto ad erigersi. La cosa mi risultava eccitante. Ero pronta ad accettare ma si è intromesso Giacomo dicendo di non preoccuparsi, che ci avrebbe pensato lui quando fossimo rimasti soli. Infatti, una volta accomiatati i nostri amici, mi ha posseduto analmente, accarezzandomi contemporaneamente il clitoride con entrambe le mani e mi ha fatto venir, proprio nello stesso momento in cui mi godeva nell'intestino. Ma si è trattato di un misero surrogato rispetto alla pantagruelica doppia penetrazione di cui aveva beneficiato Irene in precedenza.

Da Elisagli amici sconosciuti: 27 marzo
Salve, sono Elisa, vi ricordate di me? E' un po' che non mi faccio viva. Qualche tempo fa vi avevo raccontato di miei sogni, poi avveratisi, per merito dei miei amici Irene, Adriano e Giacomo.
Mi sono messa stabilmente con Giacomo e nelle mie notti non sono più comparsi sogni importanti, probabilmente perché appagata emotivamente e sensualmente da questo rapporto.
Per molto tempo non abbiamo più incontrato ne Irene ne Adriano che, come sapete, non stanno più insieme.
Lei mi ha telefonato alcuni giorni fa ricordando con nostalgia i nostri giochi erotici un po' perversi consumati nelle serate assieme. Mi ha raccontato di essersi lasciata anche con Hamin e che aveva voglia di un po' di compagnia. Volentieri l'ho invitata a cena.
Quando è arrivata è apparsa splendida come sempre, aveva un abito aderente ed una scollatura generosissima. Giacomo ne è rimasto visibilmente colpito.
Ci ha raccontato della sua nostalgia delle nostre serate e, così, dopo poco, ci siamo trovati tutti e tre nel letto ed abbiamo costretto Giacomo ad un superlavoro nel quale non se la è cavata male.
Ci siamo addormentati ancora abbracciati e, qui, è iniziato il mio sogno.
Eravamo sdraiati nudi su di un grande spazio erboso, col vento che soffiava e mi accarezzava il sesso. Da lontano si è avvicinata una figura. Quando è stata più vicina mi sono accorta che si trattava di Adriano. Era triste e piangeva. Irene e Giacomo stavano giocando sull'erba, incuranti di me e del nuovo venuto. Tanto incuranti che avevano cominciato a scambiarsi tenerezze e Irene aveva iniziato a sollecitare l'erotismo di Giacomo con una delle sue formidabili imboccate. Giacomo gemeva e sospirava in preda al piacere.
Ho capito che Adriano soffriva a quella vista, probabilmente travolto da ricordi passati, ed ho deciso di consolarlo. Gli ho aperto la cerniera dei pantaloni e ne ho estratto il sesso. Non era il sesso di Adriano che avevo conosciuto, era molto più grosso, di una durezza incredibile e fremente di eccitazione. Il glande era violaceo sui bordi e la pelle tesa e lucente.
Ho cominciato a massaggiarlo con le mani, scorrendo lungo tutta l'asta, stringendolo forte nell pugno, percorrendo lentamente con il polpastrello il bordo infiammato. Vibrava ed emanava calore, sentivo che stava per esplodere. Lo ho afferrato con entrambe le mani ed ho massaggiato con estremo vigore.
In pochi secondi le mani sono state irrorate dal suo seme caldo e vischioso.
Ho dato un'occhiata ad Irene e Giacomo. Irene aveva una lunga colata di sperma che le attraversava il viso dalla fronte alle labbra e sorrideva. Giacomo stava allentando la tensione che aveva preceduto l'orgasmo e stava rilassandosi disteso sul prato. Con le mani stracolme dello sperma di Adriano ho accarezzato la fronte di Irene mescolando il mio liquido con quello che lei aveva già sul viso. Ho detto che con quel gesto avevo riunito tutti e quattro e che non ci saremmo separati mai più.
Adriano sorrideva, Giacomo sorrideva, Irene sorrideva ed io ero felice. Ma purtroppo a questo punto mi sono svegliata.
Accanto a me Irene, che si era svegliata, stava facendo un altro pompino a Giacomo che era ancora addormentato ma che aveva recuperato le forze dal superlavoro anteriore al sonno. Mi sono avvicinata anche io con le labbra e con la lingua ho preso ad aiutare Irene nel suo lavoro alternandomi a lei.
Si succhiava cinque o sei secondi a testa, era una specie di gioco per vedere chi avrebbe fatto venire Giacomo. Alla fine ho vinto io meritandomi un fiotto caldo di seme sul palato.
Ma rimaneva la nostalgia di Adriano. Purtroppo alcuni sogni non si avverano.