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Marina
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Titolo: Marina
Autore: Copenaghen4
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Racconto n° 562
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Nei primi collegamenti in chat conobbi una ragazza, il discorso sfociò quasi subito sul piccante, e non ebbe alcuna remora a dichiararsi amante degli spogliarelli.
Questo racconto narra un ipotetico incontro fra noi, ed è appunto un tentativo di accontentare con la fantasia questa sua passione.
Questa è la bozza originale
Il racconto vero e proprio avvenne direttamente in chat.
Nella storia lei mi conosceva con uno dei primi nick usati, "OMEGA1", e un nome, "Marco"

Drinnnnnn............................
La sveglia
Sono le otto
Domenica mattina
Ti alzasti in fretta, avevi un appuntamento che aspettavi da tempo, un'occhiata alla finestra per vedere se era bel tempo... perfetto, pensasti, il sole era gia caldo in quella bella mattina di fine marzo.
Una doccia veloce e via a vestirti, sapevi già cosa mettere. Avevi scelto con cura gli indumenti che avresti indossato, il tempo ti permetteva di esibire la tua gonna più corta abbinata a una camicia finemente lavorata, appena coperta da una giacca leggera comprata per l'occasione.
Il trucco ti portò via più tempo del solito, risaltasti gli occhi da te considerati il tuo punto forte, appena una spolverata di fondotinta, d'altronde l'abbronzatura che esibivi dava già al tuo viso il giusto colore.
Il rossetto?... Pesca? si...! un pesca chiaro sarebbe stato perfetto con il tuo abbigliamento.
Non facesti neanche colazione, eri in ritardo, non volevi far tardi.. non sarebbe stato un buon inizio.
Il luogo lo avevi scelto tu, avresti giocato in casa.
Il paesino della riviera ligure non era molto distante da dove abiti, abbastanza però per non correre il rischio di incontrare qualcuno di tua conoscenza.
Arrivasti all'appuntamento in orario, la spilla col tuo segno zodiacale sulla giacca ti avrebbe fatto riconoscere. In un attimo ti trovasti a passeggiare per le viuzze del centro storico con il tuo accompagnatore, il sole era già alto e le strade erano affollate di gente che come voi passeggiava tranquillamente, chiacchieravate del tempo, del luogo, un po' di tutto insomma.
A un certo punto lui ti prese la mano, e con calma entrò in un portone a fianco della via, ebbe un attimo di esitazione e poi imboccò la scala che saliva nel cortile interno; giunti sull'ultimo pianerottolo,si girò verso di te e ponendoti le mani sulle spalle ti invitò a appoggiarti al muro.
Sentivi il sole scaldare le tue gambe e il vociare della gente giù in strada, il profumo delle spezie messe a seccare sulla ringhiera di fronte a te.
Il tuo accompagnatore era ancora con le mani sulle tue spalle, ti guardava tranquillo, tu facesti per avvicinarti alle sue labbra, ma lui... molto lentamente si abbassò, facendo scorrere le sue mani fino ai tuoi fianchi, rimase fermo per un attimo e disse: "Alzati la gonna" le tue mani si mossero subito dopo, raggiunsero le sue e insieme alzaste la gonna già cortissima.
Lo guardasti, e rimanesti stupita nel vedere che un secondo prima di scoprirti chiuse gli occhi, le sue mani scavalcarono le tue e avvolgendo i lacci delle tue mutandine iniziò a sfilartele; giunto ai piedi ti aiutò a toglierle, si alzò, ti fece abbassare la gonna, ti infilò le mutandine nella borsa e con un sorriso prendendoti per mano ti invitò a ridiscendere, in attimo eravate di nuovo in strada.
Riprese a parlarti, come se niente fosse, tu eri raggiante di questa situazione, la tua gonna non era abbastanza corta da svelare ciò che non avevi, ma il pensiero ti eccitava moltissimo.
Decideste di bere un aperitivo. Il bar era affollato, tu avresti preferito un tavolino affacciato sulla via, per goderti quel tiepido sole primaverile, ma alla fine trovaste posto solo in una saletta interna,molto graziosa per la verità.
Le pareti erano di un giallino chiarissimo, il pavimento in cotto e i divani color salmone pastellato, delle tendine bianche alle finestre rendevano l'insieme molto intimo e romantico, ti sentivi a tuo agio.
Le tue gambe erano accavallate le une sulle altre come si conviene ad una brava ragazza, nessuno dei presenti avrebbe potuto scoprire il vostro piccolo segreto dato che l'unico tavolino dal quale era possibile vederti le gambe era vuoto.
Eri ancora molto eccitata dall'iniziativa presa dal tuo accompagnatore che a sorpresa ti aveva spiazzata, in quella giornata eri convinta che saresti stata tu a dominare il gioco, il tuo orgoglio e la tua esuberanza erano state battute sul tempo.
Guardavi il tuo accompagnatore, non l'avevi mai visto prima di allora, non avevi neanche voluto sapere come fosse fatto fisicamente; le nottate passate a conoscersi ti erano bastate a capire che volevi passare quella giornata con lui, e gli ultimi avvenimenti lasciavano presagire che ci avresti passato anche l'intera notte.
D'altronde era un ragazzo carino, niente d'eccezionale, lo sguardo era dolce, i suoi modi garbati.
Mentre pensavi a come potevi riprendere le redini del gioco, alzando lo sguardo vedesti entrare nella saletta un ragazzo di circa la vostra età, in mano teneva con molta cura un pacchetto regalo di colore rosso con un fiocco rosa; anche lui era un ragazzo carino, il suo sguardo come il suo passo era deciso e sicuro.
Il pacchetto, pensasti, non deve essere per la mamma; probabilmente era lì per un appuntamento, come tutte le donne eri curiosa di scoprire a chi era destinato quel regalo cosi amorevolmente confezionato.
Si sedette proprio nel tavolino di fronte a voi, si guardò un attimo in giro e quando ti scorse il suo sguardo si fermò, anche tu lo guardasti negli occhi per un attimo poi girasti la testa verso il tuo accompagnatore non prima di notare che il suo sguardo si era posato sulla tua gonna corta e ancor di più sulle tue gambe delle quali data la sua posizione godeva di un'ottima visuale.
Il tuo accompagnatore non aveva ignorato la scena, continuava a guardarti fissa negli occhi senza dire una parola, sembrava ignorare i tuoi discorsi; iniziavi ad avere qualche sospetto su cosa gli passasse per la testa ma non potevi credere che intendesse proprio quello, finchè lui ti pose dolcemente una mano sulla bocca facendoti smettere di parlare e con voce calma e rilassata ti disse: "vuoi".
Un brivido ti fulminò per tutto il corpo, non rispondesti; passò qualche secondo poi lui ti prese la mano destra, la appoggiò alle tue gambe e ti invitò a metterle unite, era ciò che sospettavi, potevi ancora fermarlo.
Lui ritirò la mano appoggiandola ora al tuo volto girandolo dolcemente verso di se e con voce tranquilla ti mormorò: "Apri le gambe"
Le tue gambe si aprirono piano piano senza quasi che tu te ne accorgessi, il desiderio di essere vista e desiderata da entrambi quegli uomini non ti lasciava scampo; quando la tua gonna stava per scoprirti, lui chiuse gli occhi come aveva fatto sul pianerottolo poco prima, lasciandoti in balia dell'altro.
Sapevi che ti stava guardando, sentivi che provava la tua stessa eccitazione, non osavi guardarlo in viso.. rimanesti pietrificata in quella posizione, quei secondi ti sembrarono un'eternità, lui allora ti girò il viso verso l'altro costringendoti a guardarlo.
La tua eccitazione era al massimo, non avevi mai provato un'emozione cosi forte; l'uomo seduto di fronte a te ti penetrava con lo sguardo, eri nuda davanti a lui, ad uno sconosciuto, e ne provavi un immenso piacere; passarono alcuni istanti prima che il tuo accompagnatore girandoti verso di lui e chiudendoti con decisione le gambe ponesse termine a quella situazione.
"Brava" ti disse porgendoti da bere "ora devo presentarti un amico" e girandosi verso il ragazzo seduto di fonte a te, disse:
"Marina ti presento Marco, ma credo che tu lo conosca meglio come.... OMEGA1.... Ora devo andare, credo abbiate molte cose da dirvi"
Si alzò e passando a fianco di Marco uscì dalla stanza senza voltarsi.
Rimaneste in silenzio, tu eri stordita, era successo tutto cosi in fretta... Marco ti guardava fisso negli occhi, il suo sguardo era dolce e tenero.
"Sei bellissima Marina", disse con voce rilassata, e appoggiando il pacchettino sul tuo tavolino aggiunse: "Questo è un pensierino per te".

Sei curiosa, come lo fu Marina, di sapere cosa conteneva il pacchettino cosi amorevolmente confezionato ?.
Non lo dico a te come non lo dissi a lei.
Indovinalo, è più facile!.