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Fiammetta
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Titolo:
Fiammetta |
Autore:
Bruno 19 |
Contatto:
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Racconto
n° 566 |
Altri
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Sono sola, nel buio della mia stanza, sdraiata sul letto, tengo le dita incrociate sotto la nuca e guardo il soffitto. Domani sarà il grande giorno, finalmente Alvise ed io ci sposeremo, ma non è questo pensiero che occupa la mia mente, sto ripensando a quella sera della scorsa settimana, quando con alcun'amiche sono uscita per festeggiare, e sono ancora sconvolta da quei ricordi. Non avrei mai pensato che delle giovani donne, alcune delle quali sposate e già madri, di buona famiglia e d'eccellente reputazione, cosa non facile in quest'angolo della marca trevigiana, dove tutti si conoscono e sanno tutto di tutti, potessero abbandonarsi a follie trasgressive di quel genere. Le abbondanti libagioni ci avevano fatto perdere il senso della misura, ci sentivamo totalmente prive d'inibizioni e ci siamo comportate, tutte quante, io compreso, da vere sgualdrine. Mio fratello Saverio, che è un maschilista convinto, dice sempre "Ad eccezione di mia madre, mia moglie e le mie sorelle, tutte le donne sono delle puttane." Io mi scandalizzavo e ribattevo "Sei un maledetto maschilista, esistono un sacco di donne perbene." Ora so con certezza che Saverio ha torto, è troppo ottimista quando esclude dal numero delle puttane, sia la moglie, sia le sorelle. Avevo invitato mia sorella Allegra, mia cognata Giovanna, e le mie amiche più intime, per passare assieme una serata divertente e diversa dai soliti incontri al tennis, al maneggio od in piscina, ma le cose ci sono sfuggite di mano. Le donne non sono come i maschi, i quali riescono benissimo a divertirsi fra di loro, senza sentire la necessità di una compagnia femminile, e se la cercano, non è per dividere il divertimento, ma è solo per divertirsi essi stessi. Da sempre celebrano quella specie di rito chiamato l'addio al celibato, invece le ragazze hanno iniziato a scimmiottarli solo dopo l'avvento del femminismo. Per farla breve, eravamo in sei, stipate nella mia Fiat Ulysse, siamo andate in campagna, una trattoria isolata, fra Treviso e Mestre, abbiamo mangiato benissimo, vuotate diverse bottiglie di prosecco e, per finire, bevuto l'immancabile sorbetto, tutto bene! ma alle undici di sera, era già finito e nessuna di noi aveva voglia di tornarsene a casa. Eravamo tutte quante alticce, ridevamo sguaiatamente, ci raccontavamo delle storielle spinte, alcune addirittura oscene, le quali ovviamente avevano per argomento la prima notte di nozze, e ci confidavamo le nostre fantasie erotiche. A quel punto Allegra ha proposto di andare a ballare. Allegra ha soltanto quindici mesi più di me, e siamo sempre state molto legate. Prima che si sposasse dormivamo nella stessa camera e, da quando avevamo raggiunto l'età della pubertà, prima di dormire, ci spogliavamo e confrontavamo la crescita delle nostre tette e dei peli sotto le ascelle e sulla passerina. Mi ricordo ancora, quando alle medie, la mia compagna di banco, mi aveva raccontato che i ragazzi baciano mettendoti la lingua in bocca, la sera stessa l'ho detto ad Allegra, è rimasta pensierosa per un attimo, poi mi ha proposto di provare e ci siamo baciate, era una cosa nuova ed eccitante e ci abbiamo subito preso gusto. Poi è stata lei a parlarmi delle sue compagne, che durante l'intervallo, andavano a chiudersi in bagno per dedicarsi al piacere solitario. Abbiamo voluto provare anche questo, ci sdraiavamo vicine ed ognuna metteva la mano sulla fighetta dell'altra, frugavamo le tenere pieghe e spingevamo le dita nelle passerine. I primi tentativi non furono molto appaganti, mancavamo d'esperienza, ma non abbiamo tardato a trovare il piccolo nodulo nervoso posto in alto fra le labbra, ed è stata una vera scoperta, tanto che riuscivamo a sfinirci. Ma volevamo di più, ed approfittando della sua assenza, avendo cura di non essere scoperte, ci siamo intrufolate nella camera di Saverio, alla ricerca delle riviste pornografiche, che egli vi teneva nascoste. Erano una miniera d'informazioni, ed imitando quelle fotografie abbiamo imparato tutto sul sesso fra donne. C'erano anche tutta una serie di libri da leggere "Le età di Lulù", "La storia d'O", "Il delta di Venere", "Emmanuelle", "Fanny Hill" ed altri ancora, stavamo lì, sedute a gambe larghe con le mutandine abbassate, con una mano tenevamo il libro e con l'altra ci toccavamo la passerina, e godevamo, li abbiamo letti tutti. La conclusione era ovvia, avvinghiate, con le lingue intrecciate, ci rotolavamo sul letto e facevamo l'amore. Ci raccontavamo tutto, lei quello che faceva con Paolo, il quale non aveva aspettato il matrimonio per portarsi Allegra a letto, ed io quello che facevo con Alvise, non era comunque molto, perché egli combatteva i propri impulsi, e s'impegnava a preservare la mia verginità fino al giorno del matrimonio. Sin dall'adolescenza, all'epoca dei primi turbamenti giovanili, quando iniziavamo ad esplorare timidamente gli aspetti più intimi dei nostri corpi, Alvise non perdeva mai totalmente il controllo delle proprie azioni, nonostante i baci e le carezze sempre più audaci, egli non ha mai tentato di scoparmi. Mi aspettavo sempre che egli si sarebbe finalmente deciso a prendersi la mia verginità, ma egli resisteva alle tentazioni, lasciandomi con le mutandine inzuppate, ed io non osavo incoraggiarlo a decidersi, perché temevo d'essere considerata troppo sfacciata. Alvise mi lasciava delusa ed in preda al desiderio, tanto che, di solito, mi abbandonavo a fantasie erotiche, spinte al punto da essere inconfessabili, m'immaginavo al centro di scene di sesso di gruppo, facendo l'amore indifferentemente con uomini e donne, oppure di essere denudata e stuprata da uno sconosciuto in mezzo ad una folla di spettatori plaudenti, od anche di essere chiusa in un bordello a prostituirmi ed altre cose del genere, e pensavo "Fiammetta sei una troia, più troia di una qualsiasi puttana.se lo sapesse Alvise non mi lascerebbe con le mie voglie. chissà come è fare la puttana.farsi scopare da tanti uomini.mi piacerebbe provare almeno una volta.", ma non provavo né vergogna né rimorso per quei pensieri peccaminosi e finivo col masturbarmi prima di addormentarmi. C'è ancora una cosa da dire, Allegra ed io, ed anche le nostre sorelle minori, le gemelle Azzurra e Verdiana, siamo afflitte (cosi dicono i ginecologi) o gratificate (come dice Allegra) da una lieve anomalia, abbiamo il clitoride dalle dimensioni di un pisello (Allegra lo chiama la sua perla) che si gonfia e si allunga al minimo contatto, ed invece di rimanere nascosto fra le pieghe del sesso si erge fieramente a richiamare l'attenzione. Questa particolarità ci rende molto sensibili, facilmente eccitabili ed incapaci di resistere al desiderio. Oltre a questo, ho anche un altro problema (se così lo vogliamo chiamare). I glutei ed il seno sono le parti più erogene del mio corpo. Come tutte le donne sanno, nei luoghi affollati, c'è sempre qualche porco che, approfittando della situazione, ti palpa il fondoschiena, quando mi capita, cerco di scansare quelle mani e di solito ci riesco, ma nonostante il fastidio che mi provocano quei palpeggiamenti, non posso evitare di avere una reazione fisica, sento un languore insopportabile pervadermi tutta e provo delle pulsazioni all'inguine che mi fanno quasi venire voglia di rimanere ferma per assaporare meglio quelle carezze indesiderate. Sono molto fiera del mio seno, è sodo, prosperoso nella giusta misura (una terza abbondante) ed attira sempre gli sguardi degli uomini, però se, da una parte la mia vanità è appagata, dall'altra, molte volte è motivo di disagio e, ve né spiego la ragione. Se m'accorgo di uno sguardo posato con insistenza sul mio petto, sento le tette gonfiarsi ed indurirsi, i capezzoli si ergono e premono sulla leggera stoffa del reggiseno, e quasi contemporaneamente la mia fighetta si scioglie e rilascia il suo miele, bagnandomi le mutandine. E' una sensazione molto erotica, ma anche estremamente imbarazzante, perché ho sempre paura che il mio interlocutore si accorga delle protuberanze che si possono notare sulla camicetta od il maglioncino. Ad ogni modo, cerco sempre di evitare di farmi coinvolgere in situazione di questo genere. Ma torniamo alla nostra notte brava, la proposta di Allegra è stata subito accolta con entusiasmo e ci siamo recate in una balera di periferia, frequentata soprattutto da extracomunitari, dove suonano musica latinoamericana. L'ingresso del nostro gruppo ha immediatamente succitato l'interesse degli uomini presenti, per un po', si sono limitati ad osservarci mentre brindavamo alle mie nozze e ci divertivamo fra di noi, ma quando Allegra mi ha sbottonato la camicetta, mettendo cosi ben in vista il mio seno, appena coperto dal reggiseno di pizzo, e mi ha appeso al collo un cartello con scritto un mucchio d'amenità riguardanti il mio stato di futura sposa, si sono fatti avanti. Quel cartello attirava gli uomini come un vasetto di miele attira le mosche, in meno di un paio d'ore avevo cambiato cavaliere una dozzina di volte. Ero stata stretta fra le braccia di giganteschi negri, che non si facevano scrupoli di stringermi forte e di strusciare il loro enorme membro su di me, mi palpeggiavano il fondoschiena e il seno, mi sussurravano all'orecchio le loro proposte oscene, ed i più audaci mi avevano spinto la lingua in bocca per baciarmi. Dopo alcuni balli, fatti in quelle condizioni, la burrasca si era scatenata nelle mie mutandine, la mia fighetta si scioglieva ed ero inzuppate, tanto che non potendo più resistere, sono corsa in toilette per masturbarmi. Veramente, neanche le mie compagne rimanevano con le mani in mano, le ho viste ballare in modo cosi sensuale che, si sarebbe potuto credere che da un momento all'altro si sarebbero messe a fare l'amore in pubblico. Ho visto Allegra e Giovanna, avvinghiate ad uomini, che palpavano il seno ed il sedere mentre ballavano, sono sicura che morivano dalla voglia di scopare. Ho visto un paio delle mie compagne, delle quali non voglio rivelare i nomi, uscire in compagnia d'uomini, e tornare dopo un quarto d'ora, scapigliate, rosse in viso e con i vestiti in disordine. Le porche erano andate a fare una sveltina in un angolo buio del parcheggio. Non che abbia visto tutto quello che facevano, ero troppo occupata a tenere a bada i più scalmanati fra i ballerini, e sicuramente anche le altre sono uscite senza che me ne accorgessi. Insomma, nessuna ha resistito alle tentazioni, tutti i mariti ed i fidanzati sono stati traditi tranquillamente e senza rimorso. Quando abbiamo lasciato quel locale era quasi l'una di notte, eravamo accaldate e decisamente ubriache, avevamo perso ogni ritegno ed eravamo pronte a qualsiasi trasgressione, tanto avevamo già oltrepassato il segno, e sospetto di essere stata l'unica a non aver ceduto alle proposte degli uomini. Non mi ricordo chi è stata a proporre di andare a vedere uno spogliarello maschile, ma non ha importanza, era un'idea allettante, non avevamo mai visto niente di simile e tutte quante hanno accettato la proposta con gran curiosità. Siamo partite alla volta di un paese, al limite tra le province di Venezia e di Padova dove c'è un locale che propone questo tipo di spettacolo. Strada facendo cantavamo, in coro, quelle canzoni goliardiche, piene d'oscenità e di doppi sensi, udite quando frequentavamo l'università. Il locale era semi buio, c'era una pedana, sopra la quale si alternavano alcuni giovanotti che si muovevano al suono di una musica da discoteca, spogliandosi fino a rimanere con addosso soltanto un tanga che lasciava scoperto i glutei muscolosi e non riusciva a mascherare le virilità. Era affollato di donne, di tutte le età, dalle ragazzine in cerca d'emozioni, alle donne mature alla ricerca di ricordi. Il rumore era assordante, urli e gridolini, sembravano tutte in fregola. I camerieri che giravano in fretta fra i tavoli, con addosso soltanto i jeans e dei giubbini senza maniche, mettevano in mostra i petti villosi e le braccia muscolose, mentre i minuscoli grembiuli non riuscivano a nascondere i gonfiori all'inguine. Ci hanno trovato un tavolo vicino alla pedana ed abbiamo ordinato un paio di bottiglie di vino bianco fresco. Il fumo delle sigarette ed il caldo rendevano l'atmosfera irrespirabile, ed in meno di cinque minute eravamo già sudate, dopo un po' non resistevamo più. L'una dopo l'altra, ci toglievamo le giacche, i golfini ed aprivamo le camicette, mettendo in mostra le nostre grazie, ma nessuno ci faceva caso, solo i maschi sulla pedana erano oggetti d'attenzione. Eravamo lì da mezz'ora, a ridere, a gridare ed a fare i nostri commenti, piuttosto salaci, sugli spogliarellisti, quando Allegra ha bisbigliato qualche parola all'orecchio di un cameriere, il quale ha annuito sorridendo. E' cessata la musica, il ballerino ha lasciato la pedana e vi è salito un uomo col microfono in mano, immediatamente si è fatto il silenzio. "Gentili Signore e Signorine, questa notte, abbiamo fra di noi una Signorina che fra qualche giorno si sposerà, e festeggia l'avvenimento con le sue amiche, la vorrei invitare a salire sulla pedana, di modo che tutte voi possiate vederla ed applaudirla." Applausi, urli e gridi d'incoraggiamento, mentre le mie compagne mi spingevano ad alzarmi ed a raggiungere l'uomo sulla pedana. Di buon grado mi sono alzata e con passi, resi incerti dall'ebbrezza, mi sono avviata e sono salita sulla pedana. L'uomo ha ripreso a parlare. "Gentile Signorina, un avvenimento cosi importante, va celebrato in modo adeguato, ritengo che ci dovrebbe fare vedere come si spoglierà per il futuro sposo." Sono rimasta sbigottita dalla richiesta ed ho mormorato "Dovrei spogliarmi in pubblico? è questo che intende?" "Signorina non faccia la vergognosa, ci faccia vedere un bello spogliarello, meglio se integrale, vedrà che non è poi tanto difficile, e poi ci sono le sue amiche lì ad incoraggiarla, forza! un po' di coraggio." Ho lanciato uno sguardo verso il nostro tavolo, ed ho ricevuto soltanto segni d'incoraggiamento. Dunque volevano vedermi nuda! Un pensiero malizioso si è fatto strada nella mia mente, è troppo comodo cosi! se mi spoglio io, si devono spogliare tutte! "Va bene, mi spoglierò, ma non voglio farlo da sola, che vengono anche le mie amiche." "Signorina, è lei la futura sposa, ci faccia vedere di che cosa è capace, se poi le sue amiche vogliono raggiungerla, sono libere di farlo." L'orchestra ha iniziato a suonare la celebre musica di nove settimane e mezzo, ed io ho incominciato a muovermi seguendo il ritmo. Ho chiuso gli occhi, l'ebbrezza mi faceva sentire leggera, euforica, assolutamente priva d'inibizioni e pronta a fare qualsiasi cosa senza provare vergogna, improvvisamente tutto questo mi sembrava molto divertente ed eccitante. Con mosse sensuali mi sono levata la camicetta ed il reggiseno, poi lentamente ho sganciato la gonna, facendola scivolare piano verso il basso, con un calcio mi sono liberata dalle scarpe e piano mi sono sfilate le calze autoreggenti, infine molto lentamente ho abbassato le mutandine e sono rimasta nuda, ho alzato le braccia e, ballando al ritmo della musica, ho fatto alcuni giri su me stessa, dando così a tutti l'opportunità di ammirare il mio corpo per bene, poi con finto pudore, mi sono coperta la fighetta con le mani. Ero in preda all'euforia, era la cosa più eccitante e divertente che avessi mai fatto. L'esempio è contagioso, perché non mi ero neanche levato il reggiseno che Allegra saliva sulla pedana, subito seguita da Giovanna e poi una ad una da tutte le altre, ed anche loro iniziavano a spogliarsi. Stavamo ancora ballando, che l'uomo si faceva strada fra noi ed urlava nel microfono "Un bell'applauso a queste graziose Signorine che ci hanno allietato col loro bellissimo spogliarello integrale, non è uno spettacolo che si vede spesso." Ma egli aveva perso il controllo della situazione, alcune ragazze erano salite sui tavoli ed improvvisavano il loro spogliarello personale. L'uomo era preoccupato, era sudato, e chiamato i camerieri, li mandava in giro per la sala per ristabilire una parvenza d'ordine, ci si è rivolto, quasi supplichevole "Raccogliete le vostre cose ed andate a rivestirvi in fretta, se dovesse arrivare la polizia, sarebbero guai per tutti." Ci siamo affrettate a raccogliere i nostri indumenti sparsi sulla pedana, e seguendo le indicazioni del presentatore, ci siamo infiliate dietro una tenda. Abbiamo trovato una sorpresa, dietro la tenda c'era un locale che serviva da camerino agli spogliarellisti, erano tutti lì, una dozzina circa, ci hanno accolte con applausi e grida d'entusiasmo, in un attimo siamo state circondate ed afferrate da maschi vogliosi, che sembravano bene decisi ad approfittare dell'occasione, e noi, anziché respingerli, ridevamo e protestavamo senza grande convinzione, consegnandoci cosi alle brame degli uomini. Ero la preda più ambita ed in un attimo mi sono ritrovata in balia di cinque, o forse sei, ragazzotti ben decisi a scoparmi. Questi ridevano, mi palpeggiavano, strusciavano i loro membri su di me e mi dicevano "Forza bellezza, apri le gambe che ti facciamo divertire." La voglia era tanta, ma mi sono spaventata, un conto sono le fantasie ma la realtà è tutto un'altra cosa, e poi Alvise si sarebbe accorto che non ero più vergine; ho pianto e supplicato "Vi prego non fattelo, sono ancora vergine." Essi mi sbeffeggiavano e ridendo rispondevano "Ci credi proprio scemi? Vuoi farci credere che una puttanella come te, che si spoglia come una professionista dello striptease sia ancora vergine? non ce l'ha il cazzo il tuo fidanzato? Ma ora lo controlleremo subito e sapremo se sei vergine come dici." Mi hanno aperto le gambe tenendomi ferma, sentiva la punta di un cazzo spingere, spingeva.e spingeva ancora..penetrava faticosamente, entrava.entrava sempre più. si muoveva dentro di me, entrava ed usciva, ed ogni volta andava più a fondo fino a riempirmi completamente la passerina. Mi scopava ed io avevo perso ogni voglia di resistere, anzi, volevo essere scopata, sollevavo il bacino, iniziavo a godere ed ho perso la testa, finalmente era un cazzo a farmi godere, quando è venuto, inondando la mia figa, ho provato una sensazione fantastica e sono venuta anch'io. "Porca miseria ragazzi! Questa era vergine, ci aveva detto la verità, ed ora se ci denuncia, che faremo?" Ma un altro disse "Non ci denuncerà, le è piaciuto troppo, levati piuttosto che me la scopo io!" Uno alla volta mi hanno scopata tutti, ero sfinita, avevo avuto troppi orgasmi, ma non era finito, sono stata inculata ed ho dovuto succhiare chissà quanti cazzi. Intanto, le mie compagne si davano da fare, tutt'attorno si svolgeva un'orgia indescrivibile, con delle scene degne degli affreschi di Pompei, tutte sembravano impazzite e si abbandonavano al sesso più sfrenato. Gli uomini erano scatenati, sembrava che il loro unico pensiero fosse di scopare il maggior numero di donne possibile. L'ammucchiata ha avuto fine soltanto quando, dopo aver soddisfatto tutte le loro voglie, i maschi avevano esaurito le loro forze e non ce la facevano più a risvegliare le loro virilità, ma alcune di noi non erano ancora stanche di sesso e si sono abbandonate ad abbracci saffici. La notte volgeva al termine quando abbiamo lasciato quel posto e ci siamo avviate verso casa, eravamo silenziose, ancora frastornate dalle nostre avventure erotiche, quasi malinconiche; passata la sbornia, incominciavamo a renderci conto della gravità delle nostre azioni ed anche delle possibili conseguenze. Eravamo sporche, ci portavamo addosso l'odore del sesso, gli abiti erano sgualciti e macchiati, senza più biancheria intima, che era stata trattenuta come trofei dagli uomini, il trucco era sfatto ed i capelli erano arruffati ed invischiato d'umori e di sperma. Al momento della separazione, tutte quante mi hanno baciato, ringraziandomi, con aria complice, per la bella serata, senza fare altri commenti. Solo Allegra e Giovanna hanno aggiunto qualche parole. Giovanna mi ha sussurrato " Fiammetta, tesoro, sei proprio una gran puttana, non sapevo che eri troia a questo punto, faresti carriera in un bordello." Allegra invece, mi ha bisbigliato all'orecchio "Fiammetta, mi hai sorpresa, sei ancora più porca di quanto credessi, sono certa che Alvise si divertirà un mondo con te, ma anche che avrà più corna di un cervo reale." Probabilmente, senza saperlo, avevano dato un giudizio azzeccato su di me e pronunciato delle parole profetiche. Quest'avventura è un segreto fra di noi e tale deve rimanere per sempre E' strano, non avrei mai pensato d'essere capace di fare quelle cose, sapevo già di non essere una santa, ma ho scoperto che non sono capace di resistere alle tentazioni ed anche d'essere davvero una porca, ma sono in buona compagnia, perché Allegra, Giovanna e le mie care amiche sono tutte delle gran puttane. Sarà stata colpa del vino o dell'ambiente, ma è inutile cercare scuse, è stata una notte di follia. Tutti questi ricordi, mischiati al pensiero della prossima notte con Alvise, mi eccitano, ho voglia di sentire un bel cazzo, lungo, grosso e duro, colmare la mia fighetta. Lentamente, ma inesorabilmente, le mie mani scendono, si fermano ad accarezzare le tette, a vezzeggiare i capezzoli che ho turgidi, poi proseguono sul ventre soffice e raggiungono il morbido monte del sesso. Non resisto, il dito cerca il clitoride, lo trova, sussulto di piacere e sprofondo nell'estasi del godimento. Sento l'orgasmo giungere prepotentemente e dopo un ultimo spasmo, m'addormento sfinita ed appagata.
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