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Il mio miglior amico
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Titolo:
Il mio miglior amico |
Autore:
Dierna |
Contatto:
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Racconto
n° 571 |
Altri
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Suonai. Dopo cinque minuti passati a fissare timorosa la porta lui mi aprì, grondante d'acqua, profumato di sandalo, con solo un accappatoio addosso. "Cazzo, sei in anticipo! Non stare lì imbambolata, entra." Silenziosamente mi diressi verso il divano rosso sul quale avevo trascorso numerose ore a parlare di nulla. "Arrivo subito, fatti un tè nel frattempo." Stavo ancora cercando del tè verde quando sentii: "Cretina, il tè è qui, ora lo preparo io." Sepolto da scatole di cacao, caffè, zucchero e preservativi giaceva un barattolino verde. "Fa proprio schifo!" dissi sorseggiando la bevanda troppo dolce. Lui mi guardò, puntando i suoi occhi verdi contro i miei. Scrutava nei meandri più nascosti dei miei pensieri quello sguardo; faceva vibrare il mio corpo, turbava la parte più intima di me. "Ho lasciato Dorothy" la sua voce calda ruppe il silenzio. "E perché, non era una cosa seria?" chiesi con finto stupore. "Sì, fin quando non me la sono portata a letto!" "Si può sapere perché finisce così con tutte?" ero inspiegabilmente rossa in viso. Da qualche parte bruciava dell'incenso, ne percepivo l'odore avvolgente. "Con tutte meno che con te!" Il suo sguardo freddo fisso su di me sembrava aggiungere: "Perché non ho alcuna voglia di scoparti." L'odore dell'incenso era diventato soffocante. Mi diressi verso la finestra, la spalancai e fui investita dall'aria fredda delle notti invernali. Quell'odore insopportabile sembrava essersi impregnato nei miei vestiti in maniera così insistente che assecondai l'impulso di spogliarmi. Ero nuda, affacciata ad una finestra, con alle spalle il migliore amico e la mente ovattata. Improvvisamente due braccia mi cinsero la vita e avvertii il suo sesso duro contro il mio sedere. Mi ritrovai distesa sul divano, mentre lui mi allargava le gambe per leccare la parte più segreta del mio corpo. Sentivo un torrente scendere dal mio corpo, la sua lingua con colpi dolci, ma decisi, faceva vibrare il mio corpo. Proprio quando la mia eccitazione stava per raggiungere il suo apice si staccò da me e mi buttò giù dal divano. Non ebbi il tempo di protestare che avvicinò la mia testa al suo membro. Lo presi in bocca e lo succhiai avidamente finché il prodotto della sua eccitazione non mi invase. Emise un lungo e affannoso sospiro di piacere e poi mi sorrise, un sorriso di circostanza, privo d'amore. Ormai non importava più, sarei in ogni caso stata una tra le tante; tanto valeva prendersi tutto il piacere possibile. Lo spinsi in modo che si distendesse supino e poi gli montai addosso. L'orgasmo arrivò per entrambi nello stesso momento. Mi distesi al suo fianco ad ascoltare i nostri respiri soddisfatti, ma ancora affannati. Mentre le sue mani affusolate si affaccendavano sul mio seno pensai: " Finisce tutto qui, ora fai parte di quella massa indistinta formata dalle ragazze che ha avuto senza provare nulla. Sei sola!" Una lacrima stava già scendendo lungo la mia guancia quando con voce sicura mi sussurrò: "Resta qui per sempre."
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