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Titolo: Intrusione
Autore: Harris
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Racconto n° 578
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Sono passati alcuni mesi, ed ora ho la forza di raccontarlo.

Vivo sola in un appartamento al primo piano di un piccolo condominio.
Una notte di luglio ero a letto tranquilla coperta solo da un leggero lenzuolo per mitigare la frescura del climatizzatore: faceva molto caldo e non lo spegnevo mai.
Ho sentito alcuni rumori in sala, feci per alzarmi, ma non ci riuscii e dopo pochi istanti caddi in un sonno profondo.
Dopo non so quanto tempo iniziai a riavermi, sentivo solo dei rumori, e non capivo cosa stesse accadendo, la luce era accesa e per quanto mi sforzassi non riuscivo ad aprire gli occhi; anche muovermi era impossibile, non avevo forza, sentivo gli impulsi partire dal cervello e dirigersi verso i muscoli, ma poi questi non reagivano.
Trascorse ancora un po' di tempo, i sensi si stavano riavendo; non riuscivo ancora a riaprire gli occhi, vedevo solo il rosso della luce attraverso le palpebre serrate, sentivo delle voci surrurrare attorno, ma non capivo cosa stessero dicendo, ne cosa stessero facendo, ma dentro di me cresceva la paura.
Sembrava aprissero i cassetti, e le ante dell'armadio... cosa cercavano? In casa non c'era niente, arrivo a malapena alla fine del mese col mio stipendio, e a parte scarpe e vestiti non ho più nulla di valore: mi è stato rubato tutto un paio di anni fa; la tv è troppo grande per portarla via, ma se la vogliono che se la prendano.
Paralizzata dal terrore non cercavo nemmeno più di muovermi, speravo che tutto finisse in fretta e senza conseguenze, se ne sentono di tutti i colori sulle rapine nelle case, e se si accorgono che sono sveglia, e se li vedo in faccia.
Si facevano largo mille pensieri, e molti erano così spaventosi che li allontanavo senza nemmeno prenderli in considerazione.
Passarono alcuni minuti che mi sembravano ore, li sentivo andare e venire per la casa...

Oddio perché nessuno li sente, stanno facendo un casino infernale, cosa stanno facendo, ora sono in bagno, li sento urinare, l'acqua scorre nel lavandino, che succede, li sento tornare in camera, stanno bisbigliando, se ne fregano se sono sveglia oppure pensano che il gas che mi hanno dato mi tenga ancora incosciente, si stanno avvicinando, sono sopra di me, sento il lenzuolo scivolare via dal mio corpo...
Mi afferrano le mani, le stanno legando con qualcosa di morbido, me le portano sopra la testa e le fissano alla testiera del letto, poi sento le mani di uno di loro corrermi sulla pancia, afferrare la maglietta che indosso e tirarla su...
Ora è completamente ribaltata sul viso, sono quasi nuda, non porto il reggiseno, ed ora mi trovo immobilizzata, e coperta solo dal perizoma, in balia di due o più sconosciuti... il terrore mi paralizza, non posso muovermi, non posso gridare.
Sento dei movimenti consulti, mi afferrano le caviglie, le stanno legando con qualcosa: il lenzuolo, forse... ma non le stanno solo legando, me le stanno divaricando, cosa vogliono fare, tutti i pensieri più tremendi che prima avevo cercato di scacciare tornano violenti dentro di me, non hanno trovato niente e ora prendono me.
Ora sono immobilizzata con le mani sopra la testa e le gambe aperte legate in fondo al letto.
Sento le mani di uno di loro che mi scorrono sul corpo lente, partono dal collo e corrono sul seno, si soffermano sui capezzoli, li accarezzano, poi li afferrano con forza, li tirano e poi li rilasciano... e torna a far correre le sue mani sul mio corpo, sulla pancia, sui fianchi, arriva al perizoma, lo accarezza, e poi corre via lungo le gambe fino ai piedi, poi riprende la sua strada e torna su, si sofferma ancora un attimo sul perizoma, e poi di nuovo sul seno...
Il suo tocco è gentile, è assurdo, ma anche se è una violenza, è gentile, non mi fa male, mi sento quasi eccitata, possibile che pensino che sia ancora priva di sensi.
O forse lo fanno apposta, questo gioco perverso li eccita, prego che facciano quello che devono in fretta e che poi se ne vadano.
Sento ancora che bisbigliano, ma stavolta è tutto più chiaro, sono così vicini, stanno decidendo a chi tocca, quello che è seduto accanto a me vorrebbe fare lui, ma l'altro insiste perché tocca a lui.
Quello sul letto insiste e dice all'altro di andare a prendere tutto il necessario tanto che lui verifica se sono ancora in coma... così non lo sanno, pensano che sia ancora priva di sensi: ecco perché tanta calma...
Decido che è meglio stare al gioco finchè posso... e cosa deve andare a prendere l'altro... mentre penso questo, ecco che mi arriva un'altra strizzata hai capezzoli.
Sento ancora rumori in bagno, l'acqua scorre di nuovo, si aprono i cassetti del mobiletto e dopo poco sento tornare l'altro, si avvicina e posa alcuni oggetti sul comodino; quello sul letto afferra qualcosa dal comodino e torna su di me, cosa avrà preso...
Qualcosa di freddo si infila sotto l'elastico del perizoma: sono le forbici, ecco cosa cercava in bagno.
Taglio netto, e sento l'elastico sul lato destro scorrere via, poi la forbice scorre ed ecco che anche il lato sinistro è libero.
Sento quel brandello di stoffa che viene sfilato, e sono totalmente nuda, posa la forbice e sento che afferra qualcos'altro, sento un sibilo e capisco: un forte profumo di menta si sparge nell'aria, e la schiuma da barba, che viene spalmata sul mio ventre, è gelata.
Lui la spalma con accuratezza, mi accarezza con gentilezza, la spalma dappertutto, poi sento che si pulisce le dita nel lenzuolo, e afferra il rasoio sul comodino, appoggia due dita sulla mia pelle, la tende e con l'altra mano inizia a rasare il mio pelo.
Lo fa con accuratezza, prima tutta la parte superiore, poi si sposta al centro delle cosce, mi sposta le grandi labbra a destra e mi rasa, poi le sposta a sinistra e anche lì taglia tutto.
Ormai ha rasato tutto, posa la lametta, e inizia a pulirmi con un asciugamano bagnato; toglie tutta la schiuma rimasta, la sensazione del panno umido che corre sulla mia pelle rasata di fresco è molto piacevole.
Posa il panno, si alza, e si siede l'altro... ecco, ora tocca a lui e se questo è stato gentile sicuramente l'altro farà il resto.
Inizia ad accarezzarmi, fa scorrere le sue dita sul mio sesso, si ferma un secondo e poi... Freddo, qualcosa di gelato mi tocca, è crema: appoggia una noce di crema ed inizia a spalmarla, con grande passione, mi accarezza le cosce e poi torna ad accarezzarmi le labbra.
Poi l'altro lo richiama alla realtà e lui smette, si rialza, mi dà un bacio su un seno, sento la maglietta scendere e tornare al suo posto.
Ci metto meno di un nanosecondo a decidere che è meglio restare ferma e con gli occhi chiusi, la tensione ai polsi sparisce e dopo poco anche le caviglie tornano libere, il lenzuolo torna a posarsi su di me, sento ancora un sibilo e poco dopo svengo di nuovo.

Mi svegliai verso le 10 di quel mattino con un leggero mal di testa, e con una strana sensazione, come di aver vissuto una brutta esperienza; divenni cosciente in pochi secondi, mi guardai attorno: tutto era pulito, sul comodino non c'era niente...
Forse era stato un sogno, ma qualcosa non andava.
Con un gesto feci volare via il lenzuolo, e... ero senza perizoma e soprattutto la mia peluria pubica era sparita. Ero pulita e liscia come una bambina.
Mi alzai, tolsi le lenzuola dal letto, cercai dappertutto, in camera e nel bagno, niente, tutto in ordine e pulito, ma il perizoma non c'era: era sparito.
Mi feci una doccia per togliermi la sensazione di quelle mani addosso, tolsi tutto dal letto e lo infilai in lavatrice.
Uscii di casa, presi la macchina e andai a fare un lungo giro: avevo bisogno di pensare.
Non denunciai il fatto e non lo raccontai mai a nessuno, quel ricordo mi destava sensazioni discordanti: da una parte c'erano la paura e l'indignazione per la violenza, dall'altra restava l'eccitazione provata durante quei minuti passati in balia di due uomini totalmente sconosciuti, e alla fine cosa avevano preso... solo un perizoma e un po' di pelo.