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Sogno
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Titolo:
Sogno |
Autore:
Andromeda |
Contatto:
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Racconto
n° 580 |
Altri
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Dopo l'ennesimo 4 in chimica,mi rassegnai al fatto che la prof.ssa Doria ce l'avesse a morte con me; era un'ipotesi più che comprensibile la mia, giacchè non ricordo giorno in cui io non abbia studiato tutto ciò che la distinta insegnante ci assegnava per casa, incluse le paginette facoltative di approfondimento, contenute in un libercolo introvabile, che pur mi ero fatta carico di cercare in tutte le librerie della città. Mi sfuggiva, però, il motivo della sua ostilità nei miei confronti: ero sempre preparata e non solo: il mio comportamento era ineccepibile, forse anzi fin troppo stucchevole ed educato. Non ho mai risposto alla rispettabile donna in maniera indisponente, nè sono mai caduta in fallo dinanzi alle sue temibilissime Interrogazioni: solo che lei cercava in tutti i modi di farmi capire che non avrei avuto scampo, e si ingegnava a trovare il pelo nell'uovo in ogni mia risposta. "Vuoi capirlo o no che mi stai sulle scatole?" più o meno era questo ciò che la prof. sembrava trasmettermi.. Un giorno, come vi dicevo, ne ebbi abbastanza, e dopo una estenuante interrogazione, terminata con un 4, chiesi all'insegnante, controllando a malapena la mia ira, un colloquio privato nel pomeriggio. Lei accettò, sorridendo tra i denti. Vorrei anticiparvi che la prof.ssa in questione era (è!!) una donna di 35 anni, che veste con grande eleganza, ma non solo; ha occhi verdi e capelli lunghi scuri.. ed un fisico abbondante e morbido, ma nel complesso niente male. Alle 5 in punto mi presentai di fronte alla sala-professori, con una voglia tremenda di far valere le mie ragioni; il brutto voto della mattina bruciava ancora nel mio ricordo, e mi sentivo, nel contempo, terribilmente adirata con me stessa per non aver mai detto nulla in tutti quei mesi di soprusi e prepotenza.. basta, dovevo bussare velocemente alla porta ed entrare! Toc-toc..."Entra, Paola" mi rispose una voce da dietro il vetro pesante della porta. Dunque era sicura che fossi proprio io? Entrai con molta disinvoltura, con uno sguardo freddo e imperturbabile preparato ad arte, borbottando un "Buona sera", poi mi girai. E vidi, seduta su di una cattedra, tra fascicoli e registri varii, la mia professoressa di chimica. Era vestita di nero, con un vestito lungo all'altezza del ginocchio, che si apriva lateralmente in uno spacco, e i suoi capelli neri che di solito portava legati in uno chignon austero, ora erano sciolti e sparsi sulle spalle.. Le parole stavano quasi per morirmi in gola dinanzi a quella visione, ma feci violenza ai miei sensi e mi portai dinanzi alla prof., impassibile. "Immagino che vorrai sapere come mai sono tanto cattiva con te, giusto.." mi apostrofò la prof. "Professoressa, sembra quasi che lei voglia prendermi in giro! Si rende conto che rischio un debito formativo in chimica per le sue antipatie personali!" quasi gridai. La professoressa, dalla calma serafica di prima passò di botto ad un'ira funesta: "Non ti permetto di parlare in questo modo! Adesso, hai ulteriormente compromesso la tua posizione.." "Quale posizione? Allora vuole spiegarmi perchè.." La prof. scattò in piedi rossa in viso: "IO non sono tenuta a spiegarti niente, capito? Sei tu l'alunna, e io l'insegnante. E ora fuori di qui!" Nel dire queste parole, notai la spallina del vestito della prof. cadere pericolosamente e mostrare metà del suo seno bianchissimo e prorompente.. Non so cosa me ne diede l'idea, so solo che, un po' per la rabbia di chi si sente offeso, un po' per l'eccitazione che mi provocava il suo bel corpo, mi feci in avanti e afferrai la prof per la vita, appioppandole un sonoro schiaffo sulla faccia. La rispettabile insegnante, che sempre mi aveva fatto tanta paura, si sciolse letteralmente tra le mie mani e, in silenzio, le sue labbra si disegnarono lentamente in un sorriso... Tesi le labbra caldissime verso le sue e le spinsi il viso contro il mio, baciando quelle labbra con passione, assaporando la sua bocca con soddisfazione, mentre lei opponeva una debole resistenza. Poi non so come avvenne che, mentre io già cercavo una scusa plausibile per giustificare quel comportamento sconsiderato, la professoressa Doria si sollevò l'orlo del vestito con le mani e lo tirò su, fin sopra la testa, rimanendo praticamente in calze, scarpette nere e mutande di fronte a me! Aveva delle tette dalla forma tonda, ancor più grandi di quanto sembrava dal di fuori, ma soprattutto, come constatai, soffici come il latte, e un po' sproporzionate rispetto al resto del corpo, il che conferiva un certo qual fascino osceno alla sua figura; la vita sottilissima e snella si apriva in due fianchi tondeggianti e carnosi, per niente "atletici", ma assolutamente eccitanti. Mi gettai sopra quella carne desiderosa di me.. e mentre divoravo la pelle liscia del collo e del seno della prof, la sentii sussurrare al mio orecchio: "Solo se mi farai godere i tuoi 4 passeranno ad 8..." Incredibile! Un ricatto bello e buono, e per lo più fatto da una professoressa ninfomane e lesbica! Se volete proprio saperlo, però, accettai.. e a dir la verità, neanche m'importava cos'avrei ricevuto in cambio, volevo scoparmi la prof. per il puro piacere di farlo. In fondo, non era ciò che avevo sempre sognato? A chi pensavo, ogni sera, nel mio letto, durante le mie masturbazioni infinite? Ma alla prof.ssa Doria, ovviamente... Leccai tutto il corpo della prof., sentendola gemere mentre avevo le sue tettone in bocca.. i capezzoli durissimi mi finivano sempre sotto la lingua, e succhiarli per me era un piacere pazzesco, quasi volessi staccarglieli. Intanto le mie mani scorrevano lungo le gambe, le cosce e infine il culo della prof.. lo tenni tra le mani per un bel po', stringendo la carne morbida che trabordava quasi dalle mie dita.. era un culo grande e di una bellezza abbacinante, e il suo biancore marmoreo mi allucinava gli occhi. Con le mani giunsi nella piega soffice delle natiche, all'interno succoso che si nascondeva alla vista.. Con le dita scoprii una fica liscissima e priva di peli, gocciolante di umori, bagnata oltre misura. Con la lingua calda iniziai a leccare il clitoride teso e pulsante che si nascondeva all'interno delle labbra piene.. il mio naso e il mio mento affondavano nella pelle abbondante della sua fica, e lei non faceva nulla per consentirmi di respirare, anzi si spingeva sempre più con il bacino dritto sulla mia faccia, cercando forse di stimolarsi da sola con movimenti selvaggi.. Ero sempre in ginocchio dinanzi a lei, e dunque mi stancai di quella posizione, mi sollevai in piedi e voltai la prof., così da poter avere di fronte la schiena e il meraviglioso culo della donna. Una volta che non vi fu più pericolo di occhiate "indiscrete" verso di me, avvolsi con le mie braccia la prof. da dietro, e persi ogni residuo di pudore. Mi sarebbe piaciuto permetterle di far godere anche me in qualche modo, ma la mia voglia di possederla era fin troppo forte. Immersi un dito nella sua bocca calda, e glielo feci succhiare e leccare fino a renderlo lucido di saliva.. Quel dito lo appoggiai sul suo clitoride che stava per scoppiare e continuai a masturbarla.. Ogni tanto quel dito veniva riportato alle labbra della prof., ora bagnato dei suoi stessi liquidi e profumato della sua fica eccitata.. Allargai le natiche della professoressa.. e vedendo che tutto lì giù -fica, culo, ma proprio tutto- era ormai luccicante di umori, spinsi un altro dito nel suo ano stretto e caldo.. il dito entrò con facilità grazie all'abbondante lubrificazione, accompagnato da un grido di piacere moolto sentito della donna, che ormai si era piegata in avanti, sulla cattedra, offrendomi il suo culo come una posseduta.. Non ci capii più nulla.. abbandonai lo strofinio del clitoride, e la penetrai con due dita, nella fica grondante, che si contrasse per il godimento al mio ingresso. La prof., ormai partita del tutto, mi incitò (o forse mi sembrò di udirlo..) a scoparla con tutta la mia energia.. ed io presi ad andare avanti ed indietro con le dita nella sua fica, lentamente ma a fondo, uscendo pian piano e poi spingendomi dentro di lei di scatto, fino in fondo, con uno schiocco sonoro di pelle contro pelle.. Un po' di sudore mi colava dalla fronte per la fatica ma anche per l'estrema tensione del momento.. Ecco la tua punizione brutta stronza, e via! le lasciavo lunghi graffi sulla schiena, lei sembrava non accorgersene nemmeno.. presa nella sua voglia di farsi scopare... "Continua, continua, ancora un po' ti prego! Sto venendo, sto per godere, ti pregooo" La professoressa mi urlò queste parole che sembravano non dare altro scampo che l'accontentarla.. Ma così avrebbe vinto ancora una volta lei! Non doveva avere la meglio anche ora, la stronza; avrebbe goduto, da porca quale è, e mi avrebbe avuta per l'ennesima volta ai suoi piedi... capii che era quel momento di debolezza che dovevo sfruttare per punire quella pazza ninfomane. Mi staccai da lei di scatto, e le sogghignai malignamente dietro.. Presi un grosso e pesante registro di classe, abbandonato sulla cattedra della sala, e con forza glielo sbattei piu e più volte sulla testa.. Sangue, sangue dappertutto ooOOhhh........ "DRiNnnnnnnnnnnnn!!!!!" La sveglia, maledetta sveglia delle 7 del mattino! Avevo interrogazione con la prof.ssa Doria quel giorno, ma decisi di non andare la scuola, non m'importava. Allungai il braccio e spensi la sveglia infastidita. Poi mi tirai le coperte calde addosso, e m'infilai ridendo la mano negli slip.
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