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Non raccontarlo a nessuno
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Titolo:
Non raccontarlo a nessuno |
Autore:
Lettrin |
Contatto:
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Racconto
n° 586 |
Altri
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La mia ragazza non avrebbe mai immaginato. Parlava spesso della madre della sua migliore amica ma non poteva sapere quello che pensavo. Credeva che le donne sui 50 anni mi facessero schifo. Che fossero troppo vecchie. E così, quando mi raccontava qualcosa che riguardasse la madre della sua migliore amica, lo faceva con superficialità. Senza badare troppo al mio sguardo. Che, Stefania, la fantastica 50enne avrebbe subito intuito. Era una donna bellissima. Mora, con gli occhi scuri e una rotondità fisica sorprendente. Avrebbe fatto girare la testa a chiunque. Compreso me, quando quella sera, passeggiando la incontrai vicino casa sua. Mi mancò il respiro. Vestitino mozzafiato al ginocchio. Sandali aperti a tacco alto. Mi salutò e, dal suo tono di voce, avrei scommesso un milione di euro che aveva capito quanto fossi rapito dal suo fascino. Il fatto che fosse divorziata la rendeva ancora più attraente. Forse perché terrenamente raggiungibile. Parlammo del più e del meno. Del lavoro. Della figlia. E, senza farci caso, ci avviammo nel suo appartamento. Appena entrati non perse altro tempo e disse: - Si vede lontano un miglio che mi desideri. Tentai di dimostrare il contrario ma il suo sandalo si era già posizionato sui miei jeans. - Scommettiamo che vieni solo se ti accarezzo con un piede? Mi aveva quasi offeso ma il pensiero che avrebbe messo in atto quell'invito aveva opportunamente contribuito alla mia erezione. - Visto? Ti è bastato pensarci - aggiunse Si tolse il sandalo e mi accarezzò il viso con il piede. Lo strusciava sul naso, me lo metteva in bocca, sul collo, sul petto. Era visibilmente convinta del suo potere. Mi prese con violenza la testa e la mise tra le sue gambe. Non persi tempo e, sfilatele le mutandine rosa, cominciai a baciare la sua rosa come se stessi dando il bacio più romantico del mondo. Si contorceva sotto le mie labbra e quei gemiti, quelli di una 50enne, mi stavano facendo scoppiare di desiderio. Non voleva fermarsi, e non lo fece. I tremiti dell'orgasmo la percorsero lungo tutto il corpo e trattandomi come un pupazzo disse: - Bravo, ti meriti un premio. Mi spogliò e la sua arte colpì la mia immaginazione. Proprio quello che avrei sempre sognato. Un amante dei piedi femminili come me stava per essere masturbato, con le estremità, da una donna bellissima e molto più grande. Si sedette di fronte a me. Aveva ancora un sandalo e non lo tolse. Prese il pene tra il piede nudo e la scarpa e cominciò un movimento regolare. Vedevo i suoi piedi bellissimi muoversi su di me. La cosa che mi faceva eccitare di più era quel suo sguardo di superiorità. Si accorse che stavo per finire e aumentò l'intensità del movimento. Esplosi in tutto il piacere che avevo accumulato. Dopo pochi istanti mi diede uno schiaffo e disse: - Non so neanche come sia capitato. Non raccontarlo a nessuno. Morirei di vergogna.
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