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Dedicato
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Titolo:
Dedicato |
Autore:
Lady Chatterley |
Contatto:
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Racconto
n° 587 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
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Fu per caso che arrivai in un sito di racconti erotici e dopo averne letto qualcuno decisi che potevo provare anch'io. Chissà, magari me lo avrebbero pubblicato! Così feci; cominciando a scrivere il mio primo racconto mi accorsi che le parole mi scorrevano veloci fra le dita, la mia mente era una fonte inesauribile di idee, pensieri, trame, tanto che dopo il primo racconto ne scrissi un secondo, e poi un terzo e poi un quarto. Fui piacevolmente sorpresa di vederli pubblicati, non era certo come vincere che so... il premio "Strega" ma era sicuramente una soddisfazione. E maggiore soddisfazione mi fece ricevere un e-mail da una visitatrice del sito che aveva letto i miei racconti e li aveva trovati eccitanti, soprattutto perché toccavano un argomento che era una sua fantasia sessuale. Le scrissi per ringraziarla e le chiesi se ne avesse scritti anche lei, mi piacque il modo in cui mi rispose descrivendosi tutta presa tra lavoro casa e tempo libero, e non so per quale motivo cominciai a pensare ogni tanto a lei. Era ormai un mese che ci eravamo scambiate quei due messaggi, lei non aveva più scritto ed anch'io facevo altrettanto, tuttavia non avevo cancellato il suo indirizzo ed ogni volta che aprivo la posta chissà perché la prima cosa che controllavo era se appariva il suo nome. Erano in arrivo le feste di Natale e trovai che quella poteva essere l'occasione giusta, in fondo che male c'è a mandarle degli auguri? Cercai su Internet una cartolina d'auguri appropriata e gliela mandai con dei saluti forse un po' troppo formali ma non volevo che potesse equivocare anche perché in realtà non ero consapevole di cosa mi spingeva a cercarla, forse il fatto di averla eccitata ispirandosi ai miei racconti, o il fatto che le mie fantasie potevano trovare concretezza con lei... non so, ma fui felice quando lei mi rispose: mi chiese se avevo scritto dell'altro, che le sarebbe piaciuto leggere ancora qualcosa perché i miei racconti le erano piaciuti molto. Mi sentii gratificata e stranamente esaltata... fu lei a prendere l'iniziativa, e con la scusa dello shopping mi chiese se volevo incontrarla ed accompagnarla in giro per negozi. Tentennai un poco ma poi accettai l'invito e ci demmo appuntamento per il sabato successivo in centro. Un po' intimorita mi recai all'appuntamento volutamente in ritardo e la vidi nel luogo prefisso ad aspettarmi: rimasi un attimo in disparte ad osservarla; non era come me l'ero immaginata ma una cosa era certa: era il tipo di donna che nei film hard che a volte guardavo mi intrigava e mi portava la mente a pensieri per me inusuali.. Quel calore ben noto in mezzo alle gambe si fece sentire ed io entrai in una confusione mentale che mi paralizzò per un attimo; non ero mai stata attratta da nessuna donna se non nelle mie fantasie! Cosa era adesso quella eccitazione che si stava impossessando di me? Mi feci coraggio e mi avvicinai, appena mi vide capì che ero io e sfoggiò un largo e sincero sorriso che mi tranquillizzò un poco, mi strinse la mano trattenendola forse un po' più del dovuto nella sua e a quel contatto oltre al calore sentii i miei umori bagnarmi lo slip. Iniziammo il nostro giro chiacchierando e ridendo come due amiche che si conoscono da sempre entrando ed uscendo da negozi di ogni genere finchè ci trovammo di fronte ad un negozio, che io conoscevo bene, il quale era specializzato in abbigliamento ed accessori particolari. Lei guardava ammirata le vetrine e l'interno: era veramente uno stupendo negozio sontuosamente arredato con tendoni rosso porpora e imponenti lampadari di cristallo, mobili in stile barocco ed enormi specchi completavano l'arredamento dando l'idea di entrare in uno di quei bordelli di lusso d'altri tempi. Mi chiese se mi andava di entrare e di provare qualcosa così per gioco, acconsentii e mentre girovagavamo tra la moltitudine di abiti esposti mi chiese dei miei racconti: voleva sapere se erano veramente solo frutto della mia fantasia, cosa mi avesse spinto a scrivere quel genere di storie, mi confidò inoltre che leggendoli si era sentita molto eccitata, e che da allora aveva avuto delle frequenti fantasie dove io e lei eravamo le protagoniste. Le confermai che erano pura invenzione e che mai mi era capitato di vivere una sola delle situazioni che io descrivevo così bene; mi sorrise maliziosamente chiedendomi se non mi sarebbe piaciuto... sentii il fuoco invadere il mio corpo al ricordo dei miei scritti, un fiume di lava cominciava a colare tra le mie gambe, il pensiero che tutte le mie fantasie erano lì, in quella figura di fronte a me, mi eccitava e mi terrorizzava nello stesso tempo. Incapace di rispondere abbozzai un sorriso, e mi concentrai sui vestiti che avevo intorno. Scegliemmo gli abiti da provare ed entrammo nell'unico camerino del negozio che era tanto grande da ospitarci entrambe. Indossammo quanto avevamo scelto e ci guardammo allo specchio; in quei pochi metri quadri l'aria era carica di tensione, lo specchio mi mandò la visione del suo sorriso caldo, tranquillizzante e nello stesso tempo sensuale, sapevo che non avrei potuto respingerla se lei avesse si fosse fatta avanti, in cuor mio speravo non osasse farlo ma il mio corpo non era dello stessa opinione. Con la voce calda e un po' roca dovuta all'emozione mi disse di rilassarmi, di non pensare a nulla, che avrebbe pensato lei a tutto... di godermi il momento. La sua mano calda e leggera si intrufolò tra le mie cosce accarezzandomi delicatamente sopra lo slip oramai madido, chiusi gli occhi lasciandomi trasportare da quella dolce sensazione allargando le gambe in un muto segnale di resa. La sentii muoversi piano, riaprii gli occhi e la vidi inginocchiarsi davanti a me, sentivo il suo respiro caldo accarezzarmi la pelle lungo tutta la gamba risalendo fino al mio epicentro pulsante di desiderio, la mia mente, sempre così razionale, navigava nell'oblio di quelle nuove sensazioni. Mi tolse delicatamente gli slip, le sue mani mi afferrarono saldamente i glutei e affondò il viso nella mia sorgente. La sua lingua mi leccava, le sue labbra mi succhiavano, i suoi denti mi mordevano in preda ad una frenesia di desiderio che mi eccitava il corpo e la mente; senza ormai più freni presi la sua testa fra le mani spingendomela contro, incurante del posto dove ci trovavamo presi a mugolare e ad incitarla, chiedendole di sbattermi, di colmarmi quel buco vuoto che anelava piacere. Per un attimo si scostò da me, alzò il suo viso bagnato sorridendomi, rimasi ad osservarla mentre armeggiava nella sua borsetta da cui estrasse un articolo "preso in prestito dal negozio" come disse lei: un doppio fallo in lattice dalle notevoli dimensioni emerse dalle sue mani candide per poi sparire nella sua bocca fin giù alla gola. Guardavo quell'arnese turgido apparire e sparire tra le sue labbra desiderando violentemente averlo, frugarmi e sfondarmi prepotentemente; senza più nemmeno un briciolo di dignità la implorai di infilarmelo dentro, di dare un po' di pace alla bramosia che mi invadeva. Sadicamente lo avvicinò alle mie labbra gonfie e fradice sfregandole appena mentre a sua volta si accarezzava, la supplicai nuovamente di dar fine al mio tormento e finalmente sentii il fallo entrarmi in tutta la sua grandezza, nello stesso istante in cui l'altra parte spariva nella sua fessura. Iniziammo a muoverci freneticamente all'unisono, fino a sfregarci il clitoride l'un l'altro, incitandoci a vicenda fino al godimento estremo. Un silenzio assoluto scese nel camerino, in un attimo la mia mente ritornò lucida prendendo coscienza di quello che era stato e del luogo dove mi trovavo... ma invece che trovarmi imbarazzata una nuova strana euforia mi pervadeva, le mie fantasie orano erano realtà! Avrei scritto un nuovo racconto... con dedica!
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