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Vedi Napoli e poi...
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Titolo: Vedi Napoli e poi...
Autore: Jafaar_el_zenawi
Contatto:
Racconto n° 597
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Hai passato tutto il pomeriggio e la serata con G.
E' venuto a prenderti alla stazione in perfetto orario, e ti ha fatto visitare le principali bellezze della sua città, Piazza Plebiscito, Santa Lucia, Mergellina, Posillipo, competente come un vero accompagnatore turistico ma mai pedante, anzi decisamente spiritoso, assolutamente al di sopra di ogni tua più rosea speranza.
Sapevi già che quell'uomo ti piaceva, come minimo dalla cena di Anzio, ma non credevi di trovarlo così simpatico, attraente, intrigante. Ti sei accorta che non è solo un bell'uomo. E' anche elegante, affascinante, interessante, gentile, affettuoso. Un vero gentleman napoletano. E con grande gioia, preceduta da immotivata trepidazione, hai avuto la conferma di quello che G. ti ripeteva da tempo in chat o per telefono: che non gli sei affatto indifferente.
Te ne sei accorta degli sguardi che ti ha lanciato per tutto il pomeriggio e soprattutto la sera, hai sempre cercato di far finta di niente, ma ogni volta, specialmente a tavola, complice forse il vino che generosamente ti ha versato, hai sentito quel famoso brivido sulla pelle, quella ben nota vampata di eccitazione dentro.
Quanto hai bevuto amore mio! Fino al punto di domandarti se te ne stai innamorando.
La domanda ti imbarazza, provi un leggero capogiro. Esistono i colpi di fulmine? Non te la senti di escluderlo, ma neanche di ammetterlo...
Le fregature, quelle sì che esistono, e lo sai bene. Ma tant'è, quello che è certo è che ti senti terribilmente attratta da G. e già pregusti una serata di sesso con lui. Ma succederà? Te lo chiedi con apprensione, in fondo G. per non smentire la sua fama di gentleman e per non rischiare di perdere la faccia con te facendo la magra figura dell'assatanato, sarebbe capacissimo di accompagnarti in hotel prima di mezzanotte, e di salutarti con un bacio sulla guancia nella hall... forse neanche ci entrerebbe nella hall...
Sei in macchina con lui, guida badando alla strada, tace, l'aria sorniona, e tu non sai dove ti sta portando, non conosci per niente Napoli. Accosta davanti al portone di un antico palazzo e, senza guardarti in viso, ti chiede di salire "da lui" per un ultimo bicchiere.
"Da lui" ? Ora sai che G., rispettabile padre di famiglia, ha un pied-à-terre, ti viene da sorridere, sei chiaramente molto su di giri, ma glielo nascondi abilmente.
Lo osservi con la coda nell'occhio, maliziosamente, e ti godi quello che sembra un intenso rossore sul suo volto. Naturalmente accetti, "Perchè no?" gli dici con la tua voce squillante, appena una frazione di secondo prima che lui commetta l'errore di manifestare la purezza delle sue intenzioni. No caro G. se l'amica D. sale nel tuo buen retiro non è per il bicchiere della staffa, e lo sapete bene tutti e due!
Ora sei nel suo letto, nuda, tra le braccia di lui, altrettanto nudo.
Come prevedevi, non c'è stato nessun bicchiere della staffa: vi siete letteralmente strappati gli abiti di dosso. Ma dopo quell'inizio furibondo, adesso siete stranamente quieti. Ti stai godendo la forte sensazione del suo abbraccio ed il calore che emana dal suo grande corpo virile.
Siete quasi al buio, la stanza è fiocamente illuminata dalle luci dei lampioni e delle insegne che filtrano dalla finestra. Come ti piace questa penombra, come sa di buono il suo petto villoso, come ti piace l'atmosfera che si è creata tra voi due!
Vi siete baciati ed accarezzati a lungo. Lui ha giocato sapientemente con la sua lingua sul tuo corpo, ha lavorato a lungo il tuo seno, mordicchiando i tuoi capezzoli, si è immerso con la testa tra le tue cosce, regalandoti un intenso piacere con la bocca, le labbra, la lingua, i denti, accompagnandoti subito ad un primo violento orgasmo.
Sei entusiasta di lui, ci sa fare, ci sa fare, decisamente ci sa fare. Potevi non ricambiarlo?
Curiosa come sei, volevi constatare al più presto, quasi con ansia, l'effetto che potevi fargli. Ti sei impossessata del suo membro, lo hai baciato e leccato con delicatezza, esplorandone tutta la lunghezza, fino ad affondare il naso nei suoi peli, inebriandoti del suo intenso odore di maschio sudato. Ne hai preso in bocca la punta e l'hai succhiata pian piano, giocandoci delicatamente con le labbra e con i denti, gustando il suo sapore forte, ascoltando quasi incredula i suoi ansiti di piacere.
Ma non l'hai lasciato venire: hai voglia di ben altro, e il solito tuo giochetto eccitante funziona meravigliosamente sempre, anche con la tua nuova conquista. Ora sei di nuovo tra le sue braccia forti e calde, e te ne stai lì mentre la tua lingua assapora la sua, ancora imbevuta dei tuoi umori, mentre lui riceve da te il suo sapore umido, eccitato.
Le sue mani percorrono lievemente la tua schiena, indugiando piacevolmente sulla rotondità delle tue natiche, pressandoti con maggiore decisione i tuoi fianchi generosi. Le sue manone non sono delicate come le mie, ma le sensazioni che ti regalano sono decisamente piacevoli.
Con una mano gli accarezzi la nuca, con l'altra afferri con orgoglio la sua rigida erezione. Quel miracoloso oggetto del tuo desiderio ormai ti spetta di diritto, è merito tuo se gli è cresciuto in quel modo. Il suo cazzo è strano, fuori della norma, enorme, di certo non il più lungo che hai toccato in vita tua, ma sicuramente il più grosso, il più tozzo. E' questo il tronchetto della felicità?
Ora è il momento del coraggio per G.: avvicina la sua bocca al tuo orecchio e ti sussurra che vuole farlo... anche tu vuoi farlo, certo, ma lui è chiarissimo, non ci sono dubbi, vuole farlo nell'altro modo. vuole sodomizzarti.
E' imbarazzato, si capisce, te lo chiede con un filo di voce, ma il suo nodoso bastone, tra le tue mani, è ancora più duro. Vibra di desiderio.
Sei invasa da mille emozioni diverse. Sei sorpresa (una simile richiesta da un simile gentiluomo!), forse un po' offesa (con chi crede di avere a che fare?), forse anche lusingata per questa richiesta (il mio famoso culetto ha fatto un'altra vittima!). Non sai se la prospettiva ti annoia (che monotonia! Anche lui è fissato con il culo come J!), o se sei maliziosamente solleticata all'idea di una serata alquanto trasgressiva.
G. non aspetta la tua risposta, e gentilmente ti chiede: "Forse non l'hai mai fatto?"
Tu rispondi di sì, decisa, che l'hai fatto. Primo perché è vero. Secondo perché non vuoi passare per inesperta o pudica o bacchettona.
"E ti piace farlo?" La sua voce è un sussurro impercettibile, una forte emozione si è impadronita di lui. Tu continui a giocare con il suo cazzo spaventosamente inturgidito, masturbandolo lievemente, facendo scorrere piano le tue mani, su e giù.
"Dipende con chi..." gli rispondi sorridendo, guardandolo maliziosamente negli occhi, tra un bacio e l'altro. L'idea di farti sodomizzare da G. si è già impadronita del tuo corpo e della tua mente. Vuoi farlo, certo che vuoi farlo, e lui non ha più dubbi, ha capito.
Adesso lo baci a lungo, profondamente, la tua lingua esplora e scava la sua bocca. Il suo cazzo pulsa dolorosamente tra le tue dita. G. ti restituisce il bacio con passione, le sue mani si impadroniscono del tuo culo con grande decisione, ti afferra, quasi ti fa male.
Il bacio dura a lungo. Ti aspettavi che ti avrebbe messo immediatamente alla pecorina e, dopo un secondo, immolata sull'altare di Sodoma. Invece G. sembra non aver fretta. Durante il bacio hai il tempo di riflettere su quello che ti aspetta, e pensi alle tue esperienze precedenti. Niente di particolarmente sconvolgente, ma che palle!. J. voleva fare sempre e (quasi) soltanto quella cosa lì, possibile che gli uomini siano tutti uguali? Non che ti manchi la tua bella esperienza di sesso anale, anzi, una sera, dopo una festa particolarmente alcoolica, complici due canne, hai sperimentato perfino la doppia penetrazione, ma forse quel tipo di rapporto ultimamente ti stava venendo a noia. o forse era J. che ti era venuto a noia?
Tuttavia stasera hai voglia di immaginare che con G. potrebbe essere diverso, anzi, ti convinci che con lui sarà decisamente molto eccitante. Lui ti piace, è bello, atletico, grande e grosso ma straordinariamente delicato. Ci sa fare, Dio come ci sa fare!
Ti stringi ancora di più contro di lui, intrecci la tua lingua con passione con la sua. Soppesi con un briciolo di preoccupazione il turgido, tozzo membro che sta per invaderti. G. ha portato la punta delle dita a solleticarti con dolcezza il buchetto. Senti la patatina bagnatissima, ed hai voglia di essere sua, di sentirlo penetrare in te, di regalargli tutta la gioia del mondo mentre si prende piacere dal tuo corpo. Anche nel modo che vuole lui, soprattutto in quel modo. Non puoi fare a meno di dirglielo. "Sarò felice se lo farai..." Sussurri. Il suo cazzo ha una scossa tra le tue mani. "Ti adoro." ti risponde. "Sodomizzami, dai!" lo inviti, sussurrando affannosamente, infoiata al massimo grado.
Lui si allontana da te, si allunga verso il comodino. Avverti dolorosamente la mancanza del contatto del suo corpo, è una sgradevole sensazione di freddo. Lo senti frugare nel buio dentro un cassetto. Cercherà un preservativo? Mio Dio, no, non hai di queste squallide abitudini, hai voglia di sentirlo dentro carne contro carne... Ma per fortuna forse ha preso della vaselina, o qualche cremina del genere... meno male che anche lui è attrezzato come J!
"Girati..." ti sussurra. "Di fianco?" chiedi. "Sì" Ubbidisci.
Si avvicina. Torni a sentire il contatto ed il calore del suo corpo, il suo torace contro la tua schiena. La sua mano scende. Un dito unto inizia a massaggiarti delicatamente il piccolo buco. Ti sfugge un ansito. Lui tenta una penetrazione iniziale con la punta dell'indice. Lo muove lentamente, con circospezione. Tutta la tua attenzione è concentrata su quella falange. Poi inizia a spingere con decisione e penetra tutto. Fino in fondo. Tu cominci ad ansimare più forte. Il tuo buchetto cede subito, come se non aspettasse altro. Tra le cosce sei un lago. Lui estrae il dito. Ora prova con due, l'indice e il medio, con una certa irruenza. Si ferma all'altezza delle nocche. Poi, con decisione spinge più a fondo. Senti l'orifizio tendersi, e ti sfugge un piccolo lamento. "Ti faccio male?" Un po' sì, ma non vuoi dirglielo. "No... continua...". Le sue dita si agitano convulse dentro di te. Lui le spinge, le piega, le ruota. Ti senti sciogliere dalla sensazione non nuova che senti dentro. La conosci bene, non è completamente piacere, è anche un po' di dolore... ma è soprattutto piacere, piacere fisico e piacere mentale: sia pure con le dita, ti sta già sodomizzando.
G. ha già capito che sei pronta, e ritira le dita, delicatamente. Dalle vibrazioni del letto intuisci che si sta lubrificando con la crema. Ma è un attimo, e subito senti la sua carne calda appoggiarsi al tuo orifizio palpitante. Sei eccitatissima, il cuore ti batte a mille, questo per te è il momento più eccitante, quando vivi l'emozione più grande: quella di cedergli, di sentirti finalmente e completamente sua.
Lui appare stranamente calmo, quasi professionale: con la mano libera spinge sulla tua nuca, forse con un pizzico di irruenza di troppo, per indurti a chinarti un po' in avanti, e tu lo assecondi docile, mentre porti una mano dietro per allargarti le natiche. Lui inizia a spingere con decisione, il tuo buco si allarga docilmente intorno alla sua cappella.
Ti sfugge un gemito, che cerchi di reprimere. E' così grosso! Ma ormai è dentro, è già dentro, è incredibile, c'è riuscito. Il dolore è ancora forte, ma sai che il peggio è passato. Ora ti aspetta solo il piacere, e questo pensiero ti eccita e ti esalta. "Fa male?" sussurra lui. "No, amore... è bellissimo..." la tua risposta.
Lui è rinfrancato. Spinge con decisione. Il cazzo si fa strada nelle tue viscere, si muove lentamente ma sempre più agevolmente. Lo senti enorme, ti sembra che arrivi in gola. E lui continua a spingere ancora. Ma quanto ne ha? Alla fine senti il solletico dei sui peli sulle natiche, senti le sue palle che ti sbattono contro il culo... è emozionante, entusiasmante!
"Sono tutto dentro..." ansima lui. "Lo so... ti sento... è stupendo..." La tua voce è stranamente strozzata... come se veramente ti fosse arrivato in gola. Ora sì che è tutto tuo, ora sì che ti senti in tutto e per tutto la sua spudorata puttana!
Lui ti abbraccia e torna ad avvicinare il suo torace alla tua schiena. Le mani si impadroniscono delle tue tette, ti pizzica i capezzoli. Senti sulle sue dita l'odore del tuo buchetto, e lo trovi decisamente eccitante, come sempre. Tenendoti per il seno lui continua con colpi lenti, brevi, cadenzati ma creano un vero sconvolgente terremoto dentro di te. Cominci a non capire più niente.
Senza accorgertene hai cominciato ad emettere mugolii strozzati mentre G. con il suo bastone ti rimesta le viscere. Riconosci una sensazione che ti sconvolge, bellissima, entusiasmante... Ti senti troia, completamente troia amore mio, e nella tua testa questo provoca una eccitazione inaudita.
Ora il membro mostruoso si muove liberamente. Il tuo buco elastico ha ceduto e si è perfettamente adattato al suo diametro, veramente inconsueto. E' accaduto il miracolo: la spaventosa mazza di G. scivola dentro e fuori di te che è un piacere, dandoti mille brividi caldi.
E non ti basta, sei vergognosamente ingorda amore mio, ne vuoi di più, sempre di più.
"Più forte, amore... più forte..." Lui ci prova. Ma di fianco è difficile. Si ferma.
"Girati a pancia sotto..." Non aspettavi altro. G. ha indovinato qual è la tua posizione preferita e tu, con la sua spada confitta fino all'elsa, lentamente, ti giri. Lui segue i tuoi movimenti, da esperto amante. Ora sei stesa a pancia in giù, a gambe divaricate. Lui ti è sopra con tutto il suo peso. Il suo cazzo è ancora tutto dentro di te.
Lui appoggia le mani ai fianchi del tuo corpo e riprende a pomparti in questa nuova posizione. Prima piano, poi più veloce, poi ancora più veloce, con irruenza.
Tu gemi, sospiri. Godi. Ti senti scuotere dentro. La tua patatina sta allagando il lenzuolo. "Sì... così... ancora..."
Lui grugnisce, ansima. E pompa come un indemoniato. Senti uno strano calore salire dal ventre. I colpi di lui ti portano a strofinarti contro il lenzuolo.
Sei vicina all'orgasmo, ma non sai se riuscirai a raggiungerlo così. G. naturalmente intuisce. Anche lui è vicino all'orgasmo, sposta una mano sotto di te e comincia a massaggiarti delicatamente il clitoride, continuando a montarti con foga.
Senti che stai per impazzire. I suoi colpi sono sempre più convulsi. Ancora. Ancora. Ancora. Ed esplodete insieme. Tu urli forte. Il suo è un gemito strozzato mentre schizza a ripetizione dentro di te. Poi ti crolla sopra con tutto il peso, sfinito. Tu emetti un ultimo gemito, mentre ti accorgi che stai mordendo il guanciale.
Restate fermi così per lunghi minuti, a respirare forte. Lui è ancora duro dentro di te. Tu sei confusa, incredula amore mio di aver provato quello che hai provato con lui, un amante nuovo, sconosciuto. Sei stravolta dal godimento.
E' tardi, è ora di andare in albergo. Ti sei fatta la doccia e rivestita mentre lui ti guardava estasiato.
Più volte ti ha chiesto lamentosamente di restare a dormire lì, magari per continuare a fare sesso per tutta la notte. Gli dici che ti sarebbe piaciuto, ma non puoi.
Capperi, pensi, come sta diventando palloso l'amico G.! E cominci a guardarlo con occhi diversi: ha indossato una vestaglia, non proprio di seta, non proprio fiammante, è spettinato, ha le occhiaie molto accentuate.
Non ti appare più così affascinante come nel pomeriggio, anzi sembra veramente un povero vecchio distrutto. Tu invece sei fresca come una rosa, anche se un certo bruciore ti ricorda la formidabile battaglia che hai appena combattuto. No, decisamente non è un colpo di fulmine.
"Bene, io vado, il taxi è qua sotto davanti al portone! " la tua voce è squillante e sicura, sorridi, sei tranquilla, decisa, hai l'aria di essere molto soddisfatta di te.
"Davvero non puoi restare?" insiste ancora una volta G., guardandoti con quegli occhi da cane bastonato.
"Te l'ho già spiegato... domani entro al lavoro alle 14, ed ho un Euro Star alle 7,40!''
Lui si alza per accompagnarti alla porta, barcolla un po', è ancora sconvolto. Tu procedi verso l'ingresso, ancheggiando provocante. Giocherelli con il cellulare, guardi se c'è qualche nuovo messaggio, ti disinteressi di lui platealmente.
E lui ti apre la porta e ti guarda. Povero G., più lo guardi e più ti sembra un vecchio. No no, ma quale colpo di fulmine?
"Tornerai?" ti chiede ansioso, sulla soglia, quasi supplicandoti.
Rispondi sorridendo maliziosa. "Va bene, forse tornerò! Però, se torno, la prossima volta..."
"La prossima volta ?" ti interrompe lui, e ti guarda interrogativo. Non capisce, è chiaro che teme di non vederti più. E' terrorizzato all'idea di sentire una di quelle frasi tremende delle donne, tipo: " E' stato bello, grazie di tutto, restiamo in contatto."
Ti avvicini al suo orecchio, e gli sussurri, piano, in maniera provocante: "La prossima volta torno a Napoli con il mio J. e lo facciamo in tre!"
Lui spalanca gli occhi per la sorpresa. Non riesce a spiccicare una parola, e allora tu infili una mano sotto la vestaglia, gli dai una strizzata al languido lumacone a mo' di saluto, e te ne vai, canticchiando allegra, giù per le scale.