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Nuove sensazioni... secondo Shaara
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Titolo:
Nuove sensazioni... secondo Shaara |
Autore:
Shaara |
Contatto:
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Racconto
n° 598 |
Altri
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La taverna recava ormai aria consumata e rimanemmo in tre a parlare del più e del meno.... io, l'amazzone e l'esploratore. La donna, da eccellente amazzone quale era, mi affascinava moltissimo con il suo corpo fiero e statuario. In verità, avevo un debole per quelle femmine feline e maschie. L'esploratore gettava occhiate e battute che erano per me.... prevedibili: in fondo, era rimasto insieme a due belle fanciulle, seppur molto diverse tra loro e, forse proprio per questo i suoi discorsi rimanevano sul vago facendo presagire solo la sua evidente natura di....maschio. Lei era sdraiata sul divano con un buon boccale in mano e, quella sera, ero presa da una morbosa voglia di strusciarmi alle sue grazie, ma la presenza di lui disturbava i miei piani. Tentai anche di colpire verbalmente l'uomo sperando che se ne andasse e rimanere da sola con la ragazza. L'esploratore era un bellissimo rappresentante del sesso "forte" e sarebbe stato senza dubbio interessante convergere con lui, ma oggi mi sentivo attratta irresistibilmente dalla bella amazzone. Mentre parlavo con l'uomo, lanciavo occhiate verso il divano ma gli occhi della guerriera erano perennemente chiusi e la sua bocca continuava a ingurgitare birra. Decisi mestamente che era giunto il momento di andare, salutai l'amazzone e mi avviai alla porta. L'esploratore si propose di accompagnarmi e accettai. La strada non era lunghissima ma avere un accompagnatore accanto mi faceva stare più tranquilla, in fondo io le armi bianche non so neanche cosa siano. Parlando, ci rendemmo conto che avremmo dovuto fare i conti con un acquazzone, alle prime gocce ci rifugiammo in un fienile poco lontano che lui conosceva, entrammo aprendo il pesante portone di legno e al suo interno il profumo di fieno già riscaldava le narici. La situazione inattesa portava a conclusioni a dir poco ovvie, ma, le sue parole sulle difficoltà del suo rapporto di coppia dette in precedenza fecero si che ciò che è ovvio, a volte è anche fuori luogo. Ci preparammo ad aspettare la fine di quella pioggia in silenzio. La mia mente corse alla bella amazzone.... che pazza sono stata, eccitarmi così per una donna che non conoscevo a fondo. Eppure quel suo corpo perfetto era riuscito a colpirmi profondamente tanto che la mia pelle, al solo pensiero, rabbrividì di colpo; rabbrividì tanto che sentii una fitta lancinante alla schiena. L'uomo si accorse subito e spiegò tra le mie smorfie di dolore che si trattava di una cosa che lui conosceva bene e sapeva cosa fare. Lo sapevo bene anche io cosa era, il colpo della strega. Altre volte mi aveva afflitta e non ho mai capito il perché mi accadesse; ogni volta ero costretta a passare la notte in bianco a meno che qualcuno mi avesse fatto un bel massaggio. Egli era lì e probabilmente non vedeva l'ora di mettermi le mani addosso, lo lasciai fare opportunamente e dopo poco i dolori erano già svaniti. Le sue mani erano delicate e calde, le mie voglie respinte dalla ragazza erano solamente sopite, quei bell'esploratore le stava facendo riaffiorare e con uno spudorato stratagemma mi fece fare dei movimenti sinuosi mirati alla ripresa delle funzioni... dorsali. Lo assecondai e cercai di mettere nei movimenti tutta l'eroticità che potevo. Guardando i suoi occhi vidi i desideri repressi troppo a lungo da quel giovane e usando lo stratagemma del ringraziamento mi donai a lui. Mentre mi prendeva e aumentava il ritmo dei suoi colpi, riuscii a pensare anche a Lei, in fondo era evidente che anche l'esploratore pensasse ad un'altra. Quell'altra. Godevo nell'esser scopata ed in fondo era ciò che avevo desiderato per tutta la sera. La violenza che usava nel prendermi raggiunse un apice oltre il quale non mi sentivo di andare quindi mi tolsi dalla sua presa e lo colpii chiedendogli di calmarsi. Dispiaciuto di aver abusato della situazione si scusò e si tirò indietro. Lo vidi veramente rattristato, gli sorrisi e lo feci distendere.... strusciandomi su di lui lo rassicurai e iniziai a baciarlo, poi scesi sino a quel membro che fino ad un attimo prima mi aveva provocato piacere e dolore ed ora quasi giaceva affranto, alzai gli occhi verso quelli dell'esploratore e iniziai a scivolare con la lingua lungo il fallo poi lo presi in bocca e lo costrinsi a riprendersi, adesso toccava a me cavalcare il puledro. Passarono le nuvole e smise di piovere..... sull'uscio di casa, ancora una domanda prevedibile affiorò dalle sue labbra. Non era mia intenzione illuderlo ma neanche ferirlo e mi esonerai da lui con un flebile....."chissà!" Non credevo che un esploratore di sentieri angusti e appunto inesplorati fosse cosi stimolato dal ripercorrere sentieri noti. Comunque, il fatto di avergli fatto tornare in mente la sua amata, lungi dal dispiacermi, mi aveva fatto capire quanto si possa trarre piacere anche dai pensieri e dai ricordi altrui.
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