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Artisti
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Titolo:
Artisti |
Autore:
Dando68 |
Contatto:
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Racconto
n° 602 |
Altri
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L'atmosfera era calda, le luci erano soffuse, la musica classica si disperdeva nell'aria imponendo a tutti un senso di rilassatezza, i profumi di tempere e olii rendevano l'ambiente unico e collocato al di fuori da ogni tempo e spazio. Il tempo trascorreva lento e rilassato al corso di pittura. Eravamo circa 10 allievi, i soli giunti ormai al 5° anno di specializzazione, seguiti costantemente da Alessandra, la professoressa, pittrice ormai già abbastanza nota. Era una donna più o meno della mia età, intorno ai 40 anni, una donna piacevole sia caratterialmente che fisicamente. Uscita psicologicamente indenne da un recente divorzio, aveva deciso di buttarsi anima e corpo sul lavoro cercando cosi di dimenticare le recenti brutte vicende personali. Fra noi si era instaurata una certa amicizia, forse per affinità caratteriale o forse perché ero l'unico studente uomo del corso del 5° anno. Ero concentrato su un dipinto che ormai mi portavo dietro da diverse lezioni e malgrado vari tentativi non ero mai riuscito a dare pienezza e concretizzare il lavoro come realmente lo volevo io. Era un nudo di donna parzialmente coperta da un drappeggio trasparente, realizzato in olio su tela, che avevo iniziato alcune lezioni prima quando era presente una modella. Ero rimasto molto colpito dalla bellezza di quella donna, malgrado il suo corpo non fosse più giovanissimo, era molto armonioso e luminoso con un fantastico, perfetto seno e una pelle che al tatto doveva essere liscia come la seta. Avevo cosi deciso di provare a continuare il dipinto malgrado non avessi più la modella davanti e basandomi sulla sola memoria e sulla mia fantasia. Preso dal lavoro, non mi accorsi della presenza di Alessandra alle mie spalle che osservando pensierosa il mio dipinto mi appoggiò una mano sulla spalla e con il pollice e l'indice iniziò a giocherellare con il lobo del mio orecchio causandomi dapprima un sussulto e poi un inizio di eccitazione. Immaginai immediatamente che al posto del lobo dell'orecchio ci fosse stato qualcos'altro e che le attenzioni delle dita della professoressa fossero incentrate su ben altra parte del mio corpo. "Caro Alessandro, non credo che tu potrai finire decentemente questo quadro... come fai a terminarlo soltanto basandoti sulla memoria? Vedi, le luci, le ombre non si possono improvvisare, dovresti saperlo" Ebbi un sussulto perchè non l'avevo sentita arrivare... ero già abbastanza deluso dai risultati e stanco dal lavoro ravvicinato alla tela, appoggiai la tavolozza dei colori al tavolo e girandomi verso di lei stropicciandomi gli occhi per la stanchezza mi appoggiai esausto alla sedia. Stizzito e deluso risposi: "Si, lo so ..hai ragione ma come posso fare? Anche tu.. scusa, fai venire la modella soltanto 2 volte, lo so che è solo per studio e che costa ma quella modella mi sarebbe piaciuto dipingerla per bene!" "Hei rilassati.. giovanotto" disse ridendo "ti sei sporcato tutto il viso di rosso" disse strofinandomi teneramente il sopraciglio "e comunque se proprio vuoi finirlo quel quadro basta che tu me lo dica, posso sentire la modella se può posare solo per te, in fondo è una mia amica" Strofinandomi ulteriormente le mani sporche di tempera al grembiule cercai di nascondere la mia soddisfazione dicendo che se non costava troppo mi sarebbe piaciuto molto. "Sentirò lei ma non credo che pretenda più di una bella cena a casa mia... tu vieni da me venerdì pomeriggio e oltre alla tela e ai colori porti anche qualcosa da cucinare. Tu porti gli ingredienti e io ti offro la casa e la modella ..ti va bene???" Ridacchiando risposi: "Se tutte le maestre fossero come te sarei alunno a vita" Il Venerdì mi presentai con la tela e il sacchetto della spesa. "Hei ciao Alessandro ..vieni vieni accomodati". Alessandra mi fece vedere la casa, abitava in un casolare sulle colline intorno a Firenze e la casa era molto accogliente e i dipinti appesi alle pareti erano fantastici, realizzati da lei e da suoi amici artisti. Mi complimentai per la casa e poco dopo mi misi al lavoro in cucina, lei sbrigò del lavoro rimasto e successivamente accese il fuoco nel caminetto. L'atmosfera era fantastica e mentre io e Alessandra stavamo degustando rilassati, parlando di arte, un bicchiere di vino davanti al focolare, suonò il campanello Adriana la modella e notai che il saluto fra Adriana e Alessandra fu molto affettuoso. Distolsi lo sguardo e la mia mente incominciò a fare voli pindarici.. Pensai divertito a tutti quei pensieri che mi passavano per la testa e decisi di trascorrere la serata vedendo come andava senza troppe aspettative. La cena fu squisita, io cucinai la carne sulla brace e il calore del fuoco e qualche bicchiere di vino sciolsero le timidezze e i timori. La cena fu veramente divertente e arrivati al termine, Alessandra ci richiamò all'ordine.. heiii ma sbaglio o siamo qui per un motivo? Ok tu Adriana preparati e tu Ale tira fuori ..hem .il pennello ..tutti quanti scoppiammo a ridere e iniziammo realmente a prepararci. Io iniziai a tirare fuori il necessario per dipingere e Adriana iniziò a spogliarsi e si mise accanto al caminetto in posa come lo era allo studio. Iniziai a dipingere, versai molto colore sulla tavolozza ma forse il vino, forse l'eccitazione di quella situazione non riusciva a farmi concludere niente. Il corpo di quella ragazza era fantastico, la scostante luce del fuoco metteva ancor più in risalto i fantastici capelli rosso scuri, i seni piccoli e sodi sembravano muoversi come indipendentemente dal corpo mossi dalle ombre del fuoco, il corpo minuto, il sesso ben curato, coperto da una sottilissima e trasparente velatura. Un'immagine fantastica. Ero li impacciato con il pennello in mano quando Alessandra venne nuovamente dietro di me sedendosi e cercando di darmi dei consigli. Lo fece però in modo diverso dal solito. Mi mise le braccia sulle spalle e mi sussurrava nell'orecchio i particolari che avrei dovuto mettere in risalto: "Mmm.. Ale. metti in risalto i seni, i capezzoli sono bellissimi no?" Il tutto sussurrato a voce bassa nell'orecchio. Ormai arreso all'eccitazione crescente buttai la testa indietro come per dimostrare la mia impotenza quella sera a dipingere. Era un gioco e a quel punto volevo giocare. Passai un dito sulla tempera della tavolozza e senza guardare indietro lo sfregai al viso di Alessandra provocandogli un grosso frego rossastro sulla guancia. Lei reagì con una grossa risata e volle fare altrettanto, prese il tubetto a lei più vicino e mi riempì la schiena di colore. Premendo sulla maglietta in modo che la tempera si spandesse su tutte le mie spalle. Ormai l'ilarità era diffusa, Adriana abbandonò la posizione, venne verso di noi per partecipare al gioco. Alessandra ridendo mi afferrò le braccia da dietro, Adriana si alzò, fece scivolare a terra il velo trasparente e venendo verso di me completamente nuda si piegò per raccogliere la tavolozza che avevo appoggiato sul pavimento. Strofinò la mano sulla tavolozza e ridendo mi infilò la mano resa fredda e umidiccia dalla tempera dentro la maglietta massaggiandomi e sporcandomi prima il petto, poi la pancia. Ero completamente abbandonato fra le due donne ma non potevo essere cosi passivo e allora non avendo l'uso delle mani inzuppai il naso, la bocca e il pizzo sulla tavolozza in mano ad Adriana e con un movimento repentino, mentre lei era ancora intenta a massaggiarmi la pancia con una mistura color viola le infilai la faccia in mezzo ai seni e successivamente sul collo creandole delle striature di blu. Adriana rimase sorpresa dalla mia mossa ma anziché ritrarsi, ridendo si avvicinò ancora maggiormente a me, mettendomi i seni davanti alla faccia. Erano cosi ravvicinati che non potevo vedere l'espressione di Adriana ma intravidi che le mie amiche si stavano baciando appassionatamente sopra la mia testa. Alessandra a quel punto mi lasciò le mani e finalmente libero potei abbracciai Adriana che era davanti a me ed apprezzare la morbidezza della sua pelle. Continuai a baciarle i seni e con le mani la cinsi e da dietro potei assaporare la rotondità delle sue natiche, risalii e riscesi dalla schiena sempre più in giu fino ad iniziare a sentire l'insorgere del solco del sedere, continuai a scendere ed arrivai in paradiso. Le massaggiai l'ano con una mano e contemporaneamente con l'altra presi a esplorare il suo caldo ed ormai bagnato sesso. Adriana stava gemendo di piacere ed andammo avanti in questa posizione per diversi secondi fino a quando Alessandra da dietro passò davanti, fece spostare Adriana ridendo disse: "liberiamo il pennello del nostro amico no?" Adriana mi tolse la maglietta mentre Alessandra mi sbottonò i pantaloni e rimasi completamente nudo con una fantastica erezione, nudo di vestiti ma coperto sul busto e sulla schiena di colori. In quel momento ci fu un attimo di smarrimento e ci guardammo interdetti su chi avesse dovuto prendere l'iniziativa, Alessandra era la sola ancora vestita e allora mi feci coraggio ed iniziai a spogliare la mia professoressa. Erano attimi di silenzio e stavamo passando dalle risate effettuate qualche istante prima all'eccitazione totale e febbrile. Pensai però che era bello continuare a portare avanti il gioco e contemporaneamente il sesso in modo giocoso ed ironico.. quindi dopo aver spogliato completamente la mia professoressa dissi: "Ale scusami ma mi sembra che un po' di colore ci stia benone.." La feci sdraiare sul tappeto davanti al focolare e presi dei tubetti di tempera, ed iniziai a spalmarle i colori sui seni e sulla pancia, continuai un pò, aiutato da Adriana che ridacchiava in continuazione vedendo i capezzoli di Alessandra indurirsi e cambiare colore ad ogni passaggio di mano, quindi lasciai lei a massaggiarle i seni e scesi giù dove iniziai a succhiare il sesso di Alessandra. La vista che avevo da li era fantastica, avevo infatti in primo piano la folta peluria della mia maestra, dietro spiccavano alti i due grossi seni che avevano assunto un colore indefinito e dietro ai seni vedevo Adriana che nel frattempo si era spostata a cavalcioni sopra la faccia di Alessandra e se la stava facendo leccare. Adriana stava godendo come una pazza, si massaggiava il seno e contemporaneamente stava guardando me che ero in apnea nel sesso di Alessandra. Era una situazione troppo bella e decisi di tirarmi su e entrare dentro ad Alessandra che stava godendo come non mai. Iniziai ad ondulare ritmicamente e contemporaneamente iniziai a baciare Adriana che era davanti a me, afferrai un tubetto di tempera che era rimasto a fianco a noi e iniziai a spalmare tempera sulle tette e sul collo di Adriana che apprezzò ed intensificò i gemiti. Alessandra nel frattempo era gia arrivata all'orgasmo e si divincolava sotto di me, sentivo il suo sesso contrarsi e risucchiare il mio dentro di se. Anch'io sentivo salire il mio sperma ma non volevo venire ed interrompere una esperienza cosi fantastica cosi uscii da Alessandra e ci sedemmo per un istante interminabile a guardarci tutti imbrattati di tempera. Adriana mi supplicò di entrare dentro di lei e si mise a pecora guardandosi indietro mugolando di entrarle dentro. Alessandra aveva già goduto ma si mise al di sotto di noi ed iniziò a leccarmi sotto mentre entravo ed uscivo da Adriana. La sensazione fu fantastica ed arrivai all'orgasmo in pochi minuti, un lungo brivido mi percorse tutta la schiena e fu il preludio ad un fantastico orgasmo che scaricai sul petto di Alessandra la quale iniziò a spalmarsi tutto il mio seme sul petto mischiandolo alla tempera. Ci fermammo un attimo e iniziammo a ridere guardandoci a vicenda tutti impastati da una miscela di tempera, sperma, e liquidi vaginali. Avevamo raggiunto la pace dei sensi .. Raggiungemmo il bagno dove facemmo un fantastico bagno caldo.
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