|
|
|
Un pomeriggio come tanti
|
|
|
Titolo:
Un pomeriggio come tanti |
Autore:
Assassina |
Contatto:
|
Racconto
n° 603 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
|
|
Era un freddo pomeriggio d'inverno come tanti e io come spesso accade ero seduta un pò annoiata davanti al PC.. la casa era vuota, solo io e il rumore del vento che scuoteva gli alberi davanti casa. Non avevo nulla d'importante da fare e così passavo il tempo a curiosare tra uno stupido sito e l'altro. Mentre il tempo passava mi venne voglia di visitare uno di quei siti dove ci sono gli annunci di quelle persone che vogliono avere degli incontri particolari.. e così dopo una breve ricerca trovai dei siti dove le persone attraverso poche parole e immagini dei propri attributi più o meno esplicite cercavano un attimo di evasione da una storia piatta o un modo di conoscere altre persone. Più andavo avanti nella navigazione e più la cosa si fece eccitante fino la momento in cui non vidi una foto il cui contenuto era molto familiare... era la foto del mio ragazzo con il proprio attributo in bella mostra che con parole esplicite e quasi volgari cercava uomini per assaporare i piaceri del sesso orale. Lì per lì rimasi molto sorpresa e amareggiata... mi sentivo umiliata e le convinzioni che fino ad allora avevo avuto sulla nostra intesa di coppia mi crollarono come un macigno tutte addosso... Il tempo era passato velocemente e prima che me ne rendessi conto si stava avvicinando l'ora in cui lui sarebbe rincasato, da lì a poco fu così. Mi affrettai a spegnere il PC e alla meno peggio cercai qualcosa da fare mentre lui stava arrivando affinchè non vedesse quello che avevo scoperto... Decisi di non dirgli niente, di non chiedergli spiegazioni su ciò che avevo visto, ma dentro di me saliva la rabbia del non capire cosa potesse mancare al nostro rapporto per fargli venire in mente altre fantasie sessuali. Il giorno finì, arrivò la sera e dopo una sterile cena, decisi di fare un bagno prima di dormire pensando forse inconsciamente che servisse a lavare via la vergogna che provavo... fu tutto inutile, andai a letto.. ma davanti a me c'era solo quell'anonima immagine del suo pene eretto in piena eccitazione e quelle poche righe di richieste oscene rivolte ad un pubblico maschile. Nei giorni seguenti divenne un'ossessione; guardavo quell'immagine e leggevo quelle parole che ormai erano diventate un'impronta nella mia mente e nella vita di tutti i giorni, cercavo e ricercavo su altri siti simili se potessero esserci altri annunci e altre richieste da parte di lui dello stesso tipo.. non trovai nulla del genere ma in compenso scoprii che aveva una casella di posta elettronica segreta piena di foto di uomini e dei loro attributi che lo invitavano dopo una dettagliata descrizione a incontri segreti e a momenti fuori dalla normalità... fu allora che persi ogni forza e che mi sentii davvero morire, pensavo ai suoi possibili incontri e pensavo a che cosa avrebbe trovato nel buio di una macchina in un vicolo o peggio in qualche fumoso e grigio locale di qualche anonimo posto. Passò ancora qualche giorno ma sentivo che non riuscivo più a tenere nascosto ciò che avevo scoperto. Gli telefonai e fra i singhiozzi di un pianto isterico gli urlai tutto ciò che sapevo... il silenzio che ne seguì durò meno di un secondo ma sentii che forse avevo sbagliato tutto che dovevo tenermi dentro quell'orribile segreto.. lui però cercò con parole confuse che si trattava di uno scherzo che era tutta una finzione... non percepii nessuna delle sue parole e riuscivo solo ad odiarlo e a urlagli tutto il mio odio.. un attimo dopo lui riagganciò il telefono e in quel momento pensavo che veramente tutto era finito con il suono del telefono muto... Preparai alla rinfusa le mie cose, volevo andarmene non sapevo dove, ma volevo solo scappare via da ciò che mi faceva cosi male.. Mentre svuotavo gli armadi alla rinfusa, prima che potessi accorgermi sentii il rumore della porta che si chiudeva alle spalle di lui che era rincasato. Alla sua vista per un attimo avevo avuto l'impressione che il mio sangue avesse smesso di circolare e che il mio cuore si fosse fermato.. non capivo se quello che provavo era la gioia di vederlo lì da me o l'odio per ciò che sapevo.. Non proferì parola, mi tolse con eccitante violenza le cose che avevo fra le mani.. dopodichè mi afferrò per un polso.. sentivo dolore ma non riuscivo a parlare, l'eccitazione che provavo sentendomi posseduta da lui bloccava ogni intenzione di ribellarmi.. prima che potessi realizzare ciò che stava accadendo afferrò la mia camicetta dal colletto e me la strappò.. io rimanevo immobile anche se l'attrazione che provavo era indescrivibile.. non riuscivo a fare un solo gesto che mi distaccasse da lui. A quel punto prese i miei seni fra le sue lunghe mani, li palpò forte, li stringeva, dopodichè si mise a morderli tirandomi i capezzoli e più provavo dolore più mi eccitava.. a quel punto mi strinse forte i fianchi, mi alzò da terra quel poco che bastava per scaraventarmi sul letto e, tenendomi stretta fra le sue gambe, in modo che non potessi divincolarmi dalla sua morsa, prese a spogliarsi velocemente.. continuai a non reagire ai suoi modi poichè quell'atteggiamento quasi violento era anche molto eccitante.. si tolse i pantaloni, lui non era solito portare gli slip e così vidi il suo considerevole e imponente fallo erigersi perfettamente eretto dinanzi a me. Fu allora che riaffiorò alla mia mente la stessa posa delle sue foto... in un attimo di lucidità cercai di divincolarmi, cercavo di scappare via da lui ma le sue gambe intorno ai miei fianchi me lo impedivano.. gli diedi dei pugni sul petto ma fu più veloce di me ad afferrare i miei polsi e a bloccare i miei movimenti. A quel punto mise le mie braccia sotto la mia schiena nuda bloccando ogni mio possibile movimento e si buttò addosso a me con il tuo petto. Il suo corpo era caldo e ora sentivo il suo pene duro contro le mie gambe. Mise una mano sotto la gonna e mi sfilò le mutandine, poi sfilò la gonna e mentre la sua mano scendeva verso le mie caviglie sfiorò il mio sesso con le labbra.. non si soffermò, anzi risalì subito verso i miei seni che da poco aveva abbandonato, riprese a morderli con violenza e a stringerli fra le sue mani.. fu a quel punto che io provai a parlare ma lui fu subito pronto a bloccarmi con una mano sulla bocca. Era così sopra di me, la sua mano forte sulla mia bocca e le sue gambe che bloccavano le mie. Provai ad urlare ma, in realtà, i mascherati gemiti che uscivano dalla mia bocca coperta dalla sua mano altro non erano che la reazione di una fortissima eccitazione che mi provocava il suo atteggiamento.. cominciò così con la sua forza ad allargare pian piano le mie gambe e a poco a poco iniziò a penetrarmi. Sentii pian piano che la punta del suo fallo sfiorava le labbra della mia calda vulva, lo faceva apposta, non voleva penetrarmi ancora e infatti dopo poco scese con la sua bocca sul mio ventre, baciò il mio ventre e i suoi baci ora non erano più violenti ma presero ad essere dolci e caldi, le sue labbra umide scivolavano intorno al mio ombelico e pian piano scendeva sempre piu giù, si soffermò a lungo intorno alle mie cosce dopodichè cominciò a passare la sua morbida lingua intorno alle labbra calde del mio sesso in fremente attesa di essere appagato dal desiderio.. continuò con la sua lingua intorno al mio clitoride e poi ancora baci forti su ciò che per un attimo avevo pensato non lo eccitasse e non gli bastasse più.. ma l'eccitazione ora era talmente forte da non poter pensare altro che a lui e a quanto lo potessi amare. Si accorse che quello era il momento giusto, così risalì in fretta il mio corpo e prese a penetrarmi con dei colpi a tratti forti e decisi e a tratti molto lenti, si eresse dinanzi a me e prese le mie caviglie fra le mani, si portò i miei piedi alla bocca e prese a succhiarli con una passionalità infinita.. smise senza lasciare le mie caviglie e ricominciò a penetrarmi sempre più forte. Sentii che non mi era rimasto ancora molto tempo, ma lui continuava ad un ritmo che toglieva il respiro. Fu l'orgasmo più bello e lungo che potessi immaginare e mentre esalavo gli ultimi gemiti di piacere lo vidi stendersi dolcemente su di me e sentii il mio ventre diventare caldo e riempirsi del suo seme. Ci addormentammo nudi da lì a poco in un caldo e tenero abbraccio fino al mattino seguente. Non parlammo mai più di quello che io avevo scoperto su di lui e nemmeno di quell'intensa e stupenda notte d'amore passata insieme. Nel silenzio dei suoi gesti di quella notte c'era una spiegazione che valeva molto più di mille domande che avrei potuto fargli e di mille risposte che avrebbe potuto darmi. Capii che il nostro amore e la nostra intesa amorosa andavano oltre quelle due righe fredde e anonime che oramai non avevano più senso nè valore sia per me che per lui.
|
|
|
|