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In ritardo in ufficio
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Titolo: In ritardo in ufficio
Autore: Assassina
Contatto:
Racconto n° 612
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Quella mattina sembrava che fosse iniziato proprio tutto storto, la sveglia aveva deciso di non suonare e così mi ero alzata con un mega ritardo, per di più affacciandomi alla finestra, vidi che il diluvio della notte prima non era ancora terminato. Così mi vestii in fretta e furia presi le mie cose cercando di non dimenticare nulla.
Arrivai in ufficio e usai la pioggia e il traffico come scusa per il ritardo. Ad allietare l'inizio mattina ci mancava solo l'arrivo della mia segretaria, una ragazza sulla ventina, tutta gambe, che passava da un ufficio all'altro mostrando le sue nuove minigonne (ogni giorno una diversa), e mostrando le sue fresche carni agli uomini presenti intristiti dal pensiero delle loro vecchie e tristi mogli.
Entrò nel mio ufficio fresca come una rosa portandomi il solito caffè amaro e bruciacchiato, e la solita lista degli appuntamenti della giornata...
La giornata era iniziata male, ma ciò che vidi nei fogli degli appuntamenti fu il peggio che mi poteva capitare quella mattina: mega riunione aziendale con direttore, dirigenti, capi e capetti tanto per intenderci.. e io ovviamente l'avevo completamente dimenticata, per di più il mio aspetto dovuto alla fretta del risveglio era a dir poco pessimo per l'occasione.
E così puntuale come un orologio svizzero alle 10.00 andai in sala riunioni, peccato che l'inizio della riunione era previsto per le 9.30. Entrai meravigliandomi che tutti fossero già seduti con le loro belle cartelline davanti, non arrivò tardi il commento del direttore a farmi capire che avevo sbagliato l'orario.. "Signorina .. questa non è una festa dove uno arriva quando gli pare.."
Mi scusai, inventando che ero stata trattenuta al telefono dai colleghi di New York.. mi sedetti e da allora non ebbi più nemmeno il coraggio di alzare la testa nè tantomeno di fare commenti...!
Durante la riunione però avevo notato più volte il direttore che mi guardava con un'aria intrigata dovuta forse allo spacco vertiginoso del mio tubino nero che lasciava intravedere quando accavallavo le gambe il pizzo delle autoreggenti.
A fine riunione ci fu quello che credevo sarebbe stato il momento peggiore della mia vita.. Il direttore disse che la riunione era finita e che ognuno poteva tornare ai suoi doveri, tutti .. tranne me ovviamente...
Il direttore, contrariamente a quanto di potrebbe pensare, era un ragazzo giovane sui 30 anni salito a capo dell'azienda per la prematura scomparsa di suo padre. Il suo aspetto era molto curato, corporatura magra ma soda e muscolosa .. insomma un tipino niente male visto in ogni altra situazione che non fosse quella di essere ripresa per il mio ritardo..
E cosi dopo che tutti furono usciti si avvicinò a me con aria molto intrigante mi fissò a lungo e i suoi occhi verdi brillavano di una luce diversa in quel momento.
"Signorina.. ha visto un fantasma, o ha avuto un incontro con i marziani stamane? Glielo chiedo perchè il suo aspetto oggi è veramente terribile!!".
Non riuscivo a credere che quell'uomo potesse essere cosi scortese e villano.. ok che ero veramente giù di tono ma insomma un pò di tatto...
Ad ogni modo cominciai ad irritarmi per quel suo atteggiamento da strafottente.. mi avvicinai a lui e cominciai a elencargli una serie di scuse un pò frivole per tutto ciò che poteva essere accaduto quella mattina..
"..e poi cosa voleva fare ? La star della situazione arrivando in ritardo?"..
Stavo per iniziare a dirgli di tutto dopo quell'affermazione quando lui prendendomi in contropiede disse: "Non lo sa che non passa inosservata anche se non è al centro della situazione?"
..Capito il direttoruncolo... e così non perdeva occasione per osservarmi attentamente..
Fiera di quel complimento presi le mie difese e cominciai a provocarlo, mi sedetti sul tavolo della sala conferenze e accavallai di nuovo le gambe per vedere di nuovo i suoi occhi su di me e infatti fu così.. pian piano mi venne vicino e ben eretto davanti a me disse: "..non dovrebbe provocarmi, in fin dei conti sono sempre il suo direttore, non le pare? Non ha paura di un provvedimento disciplinare nei suoi confronti da parte mia?"..
Continuava a parlare ma sentivo sempre meno ciò che diceva per via di tutti i pensieri sconci che mi passavano per la testa in quel momento e sentivo che in effetti non m'importava più di tanto ciò che poteva pensare di me.
Seduta sul tavolo cominciai a passare le mie mani fra i suoi capelli biondi perfettamente curati , nel frattempo aveva smesso di parlare riusciva solo a guardarmi intensamente negli occhi.. capii subito ciò che stava pensando..
Pian piano allentai il nodo della sua cravatta e gliela sfilai.. sbottonai i primi due bottoni della camicia, la carnagione del suo petto era chiara e liscia come la seta, poteva vantare una pelle sinuosa come una donna.. mi avvicinai a lui cominciai a passare la mia lingua intorno al suo collo, e pian piano gli succhiai i lobi delle orecchie... continuai a baciarlo a lungo, non oppose mai resistenza e nemmeno cercò di ricambiare i miei baci.. e la cosa mi piaceva alquanto.. mentre continuavo a baciarlo, con le mani ripresi a sbottonargli la camicia e dopo avergliela tolta presi ad accarezzarlo su tutto il suo petto liscio e morbido.
A quel punto spostai la mia attenzione e presi a baciarlo su ogni parte nuda sul suo corpo. La sua eccitazione saliva ad ogni mio bacio e il suo corpo diveniva sempre più caldo.
Fu lui che dopo tutti i miei baci accarezzò dolcemente le mie mani, le prese fra le sue.. e cominciò a sua volta a baciarmi.
I suoi gesti erano appassionati ma non violenti, e ora mi ritrovavo con la testa riversa all'indietro e la sua lingua sul mio collo, mi tolse la camicetta e mi strinse a sè con un braccio intorno alla mia vita: "..ho immaginato questo momento dalla prima volta che ti ho visto.. e ora mi sembra un sogno poterti avere fra le mie braccia.."..
Quelle parole mi giunsero del tutto inaspettate, in tre anni di lavoro presso di lui non mi ero mai accorta delle sue attenzioni... ad ogni modo ripresi a baciarlo anch'io e lui si dedicò affettuosamente a tutto ciò che potevo offrirgli.. prese i miei abbondanti e sodi seni fra le sue mani, li accarezzò con cura, le sue dita ci scivolavano sopra come le dita di un pianista sui tasti di un pianoforte.. prese a baciarli e leccarli con foga, li pizzicava e li mordeva ma senza farmi male.
Eravamo sempre piu vicino fino al momento in cui prendendomi dai fianchi mi fece scivolare un po' sul tavolo e si mise sopra di me.
Eravamo incuranti del fatto che qualcuno sarebbe potuto entrare, ormai riuscivamo solo a pensare all'eccitazione che avevamo l'uno dell'altro..
Quando si stese sopra di me sentii attraverso i suoi pantaloni la sua eccitazione, il suo fallo duro premeva contro le mie gambe e non aspettavo altro che accoglierlo dentro di me ...
Mi sbottonò la gonna e me la sfilò dolcemente.. non sembrava meravigliato vedendo che non portavo biancheria intima ma sentii un sibilo di piacere quando guardò il mio sesso bianco e completamente senza peli.
Quel suono, indice del suo godimento a quella vista, mi provocò un'eccitazione notevole ma prima che potessi pensare qualsiasi cosa lo vidi di nuovo sopra il mio corpo, tenendo i miei seni fra le mani cominciò a scendere con la sua bocca, ora era sul mio ventre passava la lingua intorno al mio ombelico e pian piano sempre più giù fin quando non fu sul mio sesso.
A quel punto mi tirai su e levai il resto dell'abbigliamento che lui aveva ancora addosso.. vidi la sua verga dritta davanti a me, le sue vene erano gonfie, mi avvicinai a lui e cominciai a leccare la punta del suo pene... mi limitavo a piccoli baci, poi pian piano presi a leccarglielo, la mia lingua era diventata ingorda di tutto quel piacere e mi sentivo ogni momento più eccitata.. fu a quel punto che si mise sopra di me e in men che non si dica eravamo presi in un bel 69.. la sua lingua attraversava bene il mio sesso caldo e sempre più bagnato, passava dalle labbra al clitoride succhiandomi e leccandomi sempre più velocemente mentre io ormai avevo preso a succhiarglielo sempre di più.
L'eccitazione che mi provocava era tale che presi a masturbarlo e succhiarlo così intensamente da rischiare che potesse godere troppo in fretta.
Mi alzai e mi misi sopra di lui girata di schiena.. mi infilai il suo membro dentro il mio sesso che ormai era come una coppa piena di nettare, grondavo di piacere e sentii anche i suoi gemiti mentre da quella posizione avevo iniziato ad andare dolcemente su e giù sopra il suo fallo, continuai a scoparlo per un pò.
Mi girai di nuovo e questa volta ero ancora sopra di lui ma potevamo vedere i nostri volti... continuai a gestire ancora io la situazione da quella posizione, andavo su e giù sul suo fallo ora pian piano ora più veloce per non rischiare che godesse, avevo voglia che durasse ancora quel momento di puro godimento.
In effetti mi fece continuare ancora un pò in quella posizione, potevo vedere i suoi occhi che si schiudevano pian piano ad ogni mio movimento.. e sentire i suoi gemiti di piacere..
All'improvviso tenendomi sempre dentro di lui si girò ..ora era lui ad essere sopra di me, prese a penetrami sempre più forte tanto che non riuscivo a trattenere i miei forti gemiti, il suo membro entrava e usciva dentro di me sempre più forte e più lo faceva e più gridavo ancora.... mi teneva per i fianchi e sbatteva forte il suo sesso contro il mio, eravamo al limite tutti e due .. infatti da lì a poco si stese su di me e con la sua suadente voce mi disse: "...fallo con me ora..."..
Venimmo insieme e fu un'emozione fortissima tanto che rimanemmo in quella posizione per un pò, eravamo esausti e continuavamo a sospirare affannosamente tutti e due..
Dopo un pò ci rivestimmo,cercammo di risistemare le cose al meglio mentre ogni volta che i nostri sguardi si incrociavano non potevamo fare a meno di sorridere buffamente per cio che era successo.
Quando finimmo feci per andare verso la porta ma prima che la aprissi mi diede un lungo bacio sulla bocca... senza dire una parola.
Aprì la porta e mentre mi allontanavo davanti agli sguardi sopiti dei miei colleghi, mi disse: "...siamo intesi allora signorina, niente più ritardi se no ha capito quale sarà la punizione....".
Gli accennai un mezzo sorriso affinchè gli altri non capissero ciò che voleva significare.. girai le spalle e ritornai al mio ufficio pensando già al ritardo con cui sarei arrivata il giorno seguente....