|
|
|
La rampa
|
|
|
Titolo:
La rampa |
Autore:
Shaara e Bijorn |
Contatto:
|
Racconto
n° 613 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
|
|
Bijorn
Shaara era annoiata quella sera di settembre inoltrato, mentre le ultime vampate di calore estivo rendevano ancor più nostalgico il ricordo della bella stagione ormai trascorsa. Quando si decise ad uscire i suoi passi si diressero quasi automaticamente verso un localino ubicato nei quartieri alti che le aveva dato modo gia' in passato di fare incontri interessanti. L'atmosfera del locale era intima come al solito e le luci soffuse; il pianista lasciava che le sue abili mani scorressero sulla tastiera con discrezione. Shaara adocchio' subito la sua preda: una bionda Valchiria che sorseggiava solitaria il suo ennesimo drink seduta al banco. Dopo aver tentato l'approccio, Shaara si rese subito conto che la bionda era persa tra i fumi dell'alcool e se ne beava; non sembrava assolutamente intenzionata a farsi strappare dal mondo incantato che si era costruita attorno. Due belta' di quel genere non sfuggirono all'attenzione di Bijorn, anche lui solo ed annoiato, anche lui alla ricerca di qualcosa che desse un senso a quella giornata cominciata all'insegna della piu' monotona quotidianita'. Il tentativo di approccio gli riusci' solo a meta', dopo aver recitato il ruolo del terzo incomodo senza che se ne rendesse conto. Il moderato interesse che Shaara gli concesse era piu' dovuto alla delusione da lei provata dopo essersi resa conto dell'abulia della valchiria, che non alla attrazione per quell'individuo che sembrava incapace di esprimere frasi che non fossero intrise di prevedibile banalita'. Per elevare un po' il tono del dialogo con Bijorn, Shaara decise di rivelargli di essere una scrittrice di racconti erotici, di averne pubblicati diversi, e forni' all'uomo i dati che gli avrebbero permesso di poterli individuare in rete, non dimenticandosi di fornirgli anche il suo indirizzo di posta elettronica, che lui avrebbe potuto utilizzare se avesse voluto farle sapere cosa ne pensava. Dopo aver suscitato lo stupore del suo interlocutore, Shaara si senti' abbastanza appagata e decise di dileguarsi, accontentandosi del piccolo sentimento di rivincita fornitele dalla consapevolezza che quella sera non sarebbe stata l'unica a sentirsi terribilmente delusa dall'evolversi di situazioni che sembravano promettenti. Dopo un paio di giorni Shaara ricevette una e-mail di Bijorn, il quale si dichiaro' entusiasta dei racconti appena letti. Sembrava sinceramente attratto da quel tipo di letteratura, e pareva essere anche in grado di esprimersi con proprieta' di linguaggio, per cui Shaara gli propose di cimentarsi in un racconto erotico, dichiarandosi nel contempo disponibile a valutare il suo scritto e a fornirgli il sostegno della propria esperienza. Il racconto inaspettatamente le arrivo' dopo alcuni giorni, e riusci' ad impressionarla positivamente, cosi' i due decisero di rivedersi per poterne discutere. Bijorn propose di prenotare un tavolo per due nel localino nel quale si erano conosciuti, e lei accetto'. Seduti al tavolo, immersi nell'intima atmosfera tipica del locale, dopo i primi convenevoli, i due si immersero subito nell'argomento letterario, e scoprirono di essere concordi su molti punti. Ma Bijorn si rende ben presto conto che non è facile discutere su argomenti di quel genere senza venirne intimamente coinvolti, se a farlo sono due persone di sesso opposto, e se la natura ha fornito lei di un'avvenenza straordinaria. Shaara comprende bene i pensieri che passano attraverso la mente di Bijorn, ma prima di concedersi vorrebbe conoscerlo meglio, ed essere certa che dietro la facciata, peraltro non priva di fascino, ci sia qualcosa di consistente. Esperienze con uomini di bell'aspetto poi rivelatisi vacui ne aveva avute abbastanza. Cosi' dichiaro' di essere disposta a portarlo a casa sua per mostrargli la sua collezione di francobolli, ma solo a condizione che lui fosse disposto a fare esattamente quanto lei gli avrebbe ordinato di fare. Bijorn che aveva letto i racconti di Shaara era ben conscio della creativa immaginazione della scrittrice, per cui accetto' di buon grado, gia' pregustando il sapore di situazioni piccanti mai vissute prima. Arrivati a destinazione Bijorn scopri' che Shaara viveva in un appartamento situato al piano rialzato di una villetta di periferia, arredato sobriamente ma con gusto. La donna lo condusse, con fare misterioso, in una piccola camera disadorna che aveva come unico pezzo di arredamento una potroncina da ufficio con le rotelle montata su una rampa discendente che terminava in corrispondenza di una porta chiusa. La poltroncina, rivolta verso un piccolo palco illuminato da un paio di faretti, era assicurata alla cima della rampa per mezzo di una corda. Quando Shaara invito' l'uomo a sedersi e a lasciarsi fissare mani e piedi ai braccioli ed alle gambe della poltroncina, Bijorn cerco' di individuare nello sguardo di lei una traccia di follia pericolosa. Non la trovo', per cui accetto' di venir legato a quel modo, mentre un sentimento di preoccupazione comincio' a minare la sicurezza che lui è abituato ad ostentare. La scrittrice quindi monto' sul palco illuminato ad effetto, guardo' compiaciuta la sua preda messa nell'impossibilita' di nuocere, e comincio' con il suo spettacolo. La donna inizio' a muoversi con sapiente maestria mentre si liberava degli abiti, e parlava, parlava... parlava come se stessero ancora al tavolo, parlo' di argomenti futili, poi parlo' del racconto che non le avevano voluto pubblicare, quindi di piccole divergenze con colleghi di lavoro, parlo' di se stessa e della sua passione per i viaggi, e mentre i temi che affrontava si facevano via via piu' seri, parlo' di musica, di danza, di storia contemporanea, di politica, di ingiustizia sociale, di soprusi, di miserie umane. Ma non si limitava a parlare, mentre i capi di abbigliamento continuavano a cadere sul pavimento del palco... durante le sue pause dava modo all'uomo legato di rispondere e di commentare, valutando con attenzione ogni sua risposta e classificandolo con fredda lucidita'.
Shaara
"Spogliarmi davanti a quell'individuo mi eccitava.... il gioco che gli prospettavo forse non era quello che lui si era auspicato, ma tant'è..... ci si era ficcato da solo nel vortice e seppure dapprima lo assecondavo, adesso avevo voglia di farlo ....morire. Grondavo dei miei umori e vedere l'uomo soffrire mi eccitava sempre di più. Dovevo fare una gran faticaccia per tentare di distoglierlo dai suoi pensieri voluttuosi con discorsi e ragionamenti che generalizzavano sui problemi del mondo..... i suoi timori venivano poi a galla quando, di volta in volta, guardava con preoccupazione quella porticina in fondo alla rampa. Il sudore alla sua fronte che luccicava come le brillanti paiettes del pizzo sulle mie mutandine, tradivano la sua paura, la sua eccitazione, il suo sforzo di mantenere il controllo sulla patta dei pantaloni...... e mentre mi rispondeva sull'equilibrio dinamico di un ipotetico pensiero culturale, mi scoprii ciò che un uomo vede sempre come l'araba fenix. Mentre facevo scivolare l'indumento, lo guardavo intensamente negli occhi per cercare un cenno di cedimento, una titubanza nel suo parlare. La battaglia si faceva aspra, lui non poteva sapere cosa ci fosse dietro quella porticina e riusciva a mantenere il controllo..... oramai nuda, con solo pochissimi superflui indumenti agli arti, iniziai a toccarmi, languidamente, fervidamente... le dita scorrevano sulla mia pelle, sui punti erogeni, roteavo la mia lingua e la spingevo sin sui seni, sui capezzoli... D'un tratto, tra un gemito e l'altro, lo sguardo di Lui si fisso'... mi fermai, non parlo'... socchiuse gli occhi e una chiazza di tessuto bagnato si allargo' sui suoi pantaloni, in mezzo alle gambe... riapri' gli occhi e lentamente tento' di riprendere il discorso facendo finta di nulla ma si accorse che io mi ero fermata, ora il mio sguardo divenne beffardo, un ghigno apparve sulle mie labbra. Esausta, mi avvicinai alla sedia, allargai le gambe e mi posizionai al di sopra delle sue, senza toccarlo, guardai in basso e tra i miei turgidi capezzoli notai il suo viso, sapeva di aver perso quella mano ed era in attesa della punizione..... tento' un sorriso accattivante per suscitare la mia compassione, ma il "clack!" del moschettone che lo teneva ancorato alla ringhiera d'acciaio lo fece sobbalzare prima di voltarsi verso la porticina in basso..."
Bijorn
La porticina alla base della rampa si avvicinava lentamente ma inesorabile: cosa si celava dietro di essa? Bijorn scaccio' dalla sua mente il senso di fastidio che gli procurava il ricordo dell'incidente appena occorsogli e si concentro' sul da farsi. Essendo legato saldamente mani e piedi mediante quelle strane fasce, non avrebbe comunque avuto modo di far granché. Non gli restava che far appello a tutto lo spirito di osservazione di cui era dotato per poter analizzare al meglio la situazione. Dietro la porta avrebbero potuto esserci insidie neutralizzabili se lui le avesse riconosciute per tempo. Ma quando la poltroncina sulla quale si trovava colpi' la porta, questa si apri' sul buio. Gli occhi di Bijorn avrebbero dovuto prima abituarsi alla scarsa luce irradiata dalla luna semicoperta di nubi, perché lui si rendesse conto di dove sarebbe andato a cadere. Prima di vederlo, "senti' " di cosa si trattava, e poi si ricordo' di aver notato uno specchio d'acqua in giardino appena erano giunti: dopo un breve volo di un paio di metri cadde con tutta la poltroncina nella piscina della villetta. Dopo essersi inabissato torno' ad emergere grazie alla spugna che imbottiva il sedile al quale continuava ad essere fissato, ma non avrebbe galleggiato a lungo: infatti la spugna imbevuta di acqua si appesanti' e lui torno' a immergersi lentamente verso il fondo per rimanervi. Nel frattempo Shaara si era affacciata alla porticina rimasta aperta per godersi la scena dell'umiliazione finale. Dopo al massimo due minuti avrebbe visto riemergere la sua vittima ansante tra spruzzi e imprecazioni colorite, come avevano fatto tutti gli altri che avevano fallito la prova. Il particolare tessuto di cui era composta la fascia utilizzata per legarli aveva la caratteristica di essere molto rigida all'asciutto, e di diventare straordinariamente elastica se immersa in grandi quantita' di acqua. Bijorn che aveva il fisico di un nuotatore olimpionico, non avrebbe avuto difficolta' a venir fuori prima che che la sua riserva d'aria fosse terminata. La completa assenza di movimenti concitati in acqua comincio' pero' a metterla in allarme, quando si rese conto che il tempo passava senza che nulla riaffiorasse. Quanto poteva essere trascorso? Due minuti, tre? Non era possibile! Perfino quell'imbranato di Alex era riuscito a venir fuori da quella maledetta piscina per gridarle contro tutto il suo risentimento prima di allontanarsi con i suoi abiti maleodoranti appesantiti dai propri escrementi. "Qualcosa è andato storto" si disse la donna, "avra' perso i sensi dopo aver battuto la testa, gli sara' preso un colpo." Non c'era un attimo da perdere. Shaara si tuffo' percorrendo lo stesso tratto aereo coperto da Bijorn nella sua caduta, e raggiunse la poltroncina inabissata e il suo contenuto. Come previsto, liberarlo dai legami non fu un problema. Il problema era costituito piuttosto dal fatto che lui non dava segni di vita. Con la forza della disperazione lo porto' in superficie e tenendogli la testa fuori dall'acqua nuoto' con vigore in direzione del punto in cui l'acqua della piscina diventava piu' bassa. Durante il tragitto le scene piu' inquietanti si affacciavano alla sua mente. Gia' vedeva se stessa tentare senza successo di far rinvenire l'uomo. Gia' vedeva il "tenente Colombo " di turno girare per la sua proprieta', profanare la sua privacy, mettere a nudo tutta la sua realta' alla ricerca della prova di un assassinio. La poltroncina, la rampa... Oddio! Arrivata al margine piu' abbordabile della piscina Shaara tiro' con gran fatica Bijorn fuori della vasca e scossa da un tremito violento tento' di riorganizzare le idee. "Dunque... come si faceva... Si! Il capo va inclinato all'indietro, poi... riattivare il battito cardiaco... cinque compressioni sullo sterno e poi soffiare con forza nella sua bocca. Porca miseria, quanto tempo è che non respira? Dopo che non arriva ossigeno al cervello per cinque minuti cominciano a generarsi lesioni irreversibili." L'agitazione si stava trasformando in panico. "Respira, per la miseria, Respira!!!" gli gridava mentre continuava con le compressioni sul suo torace possente intercalate da tentativi di respirazione bocca-a-bocca. Al momento di un ennesimo accostamento delle sue labbra tramanti a quelle di Bijorn accadde l'incredibile: questi le afferro' delicatamente il capo e la attiro' a se rubandole un bacio appassionato, mentre si alzava su un fianco costringendo il corpo di lei a giacere al di sotto del proprio. "Adesso non mi scappi piu' piccola strega" disse dopo aver respirato profondamente. "Cosa... Come??" Shaara non sapeva piu' se piangere, ridere, urlare dalla gioia o dalla rabbia per quello scherzo infame, ma si ripromise sinceramente di non riprovare piu' il gioco della rampa, mai piu! "Bijorn, mondo cane, stavi per farmi morire di paura! Ma come diav..." "Ancora non ti è passata la voglia di parlare" la interruppe lui "Dammi giusto il tempo di raggiungere la tua camera da letto e ti garantisco che il mio membro riacquistera' dimensioni e rigidita' tali da riuscire a tapparti quella bocca cosi' ciarliera per un bel po di tempo!" "D'accordo caro, tutto quello che vuoi... ti faro' una fellatio magistrale, peraltro nella speranza che tu non mi venga in bocca... sai mi piacerebbe cavalcarti un po', dopo." "Non ti preoccupare cara, dopo la prima eiaculazione la mia resistenza diventa almeno cinque volte maggiore: avrai modo di cavalcarmi e di farti cavalcare prima che noi due si raggiunga insieme le piu' alte vette e ci si possa poi abbandonare alla pace dei sensi." Bijorn si alzo' sollevando il corpo della donna ancora incredula, e si diresse verso l'entrata dell'appartamento. "Sembravi morto! Come hai fatto?" chiese abbandonata tra le braccia di lui. "Non c'è nulla di soprannaturale in cio', credimi. Ti ricordi di quei due apneisti che si alternarono per un periodo nella conquista di profondita' sempre piu' estreme? Uno era italiano, l'altro francese. Mentre l'italiano faceva allenamento di tipo occidentale, il francese si era affidato allo joga, precisamente a quella branca dello joga denominato Pranajama, che si occupa della respirazione. La cosa mi ha talmente incuriosito che ho fatto dei corsi e mi sono reso conto che con un po' di allenamento si puo' inibire il bisogno di respirare, influenzare il battito cardiaco e veicolare il sangue nelle zone di vitale importanza, ossia il cervello e il cuore. I delfini lo fanno continuamente, infatti resistono anche trenta minuti senza respirare. Naturalmente io non riesco a superare i cinque minuti, cosi' quando mi hai recuperato ho ripreso a respirare con molta discrezione, e tu non te ne sei resa conto a causa della tua estrema agitazione. Tutto qui !" "Sei un bruto!" replico' Shaara fingendo risentimento, mentre la sua considerazione per quell'uomo quanto meno singolare continuava a crescere. "Puo' darsi, ma ho l'impressione che una piccola lezione di buona creanza te la meritassi proprio" concluse Bijorn mentre Shaara non resistendo alla voglia di piantargli un pugno tra le coste lo colpi', senza peraltro produrgli gran dolore. Arrivati in cima alle scale Bijorn poso' la donna a terra e si lascio' condurre verso l'alcova.
Shaara
"Pensai che quell'uomo peccasse di presunzione più di quanto ne potessi soffrire io, ed essendo la partita ancora aperta mi ripromisi di farlo soffrire ancora una volta proprio dove lui amava di più avventurarsi. Lo feci spogliare completamente e ci sdraiammo sull'enorme letto quadrato, mi avvicinai al suo membro provato e bagnato ed iniziai a baciare l'inguine e tutto attorno ad esso, senza mai toccare il fallo... con la lingua scesi sino a lambire i testicoli mentre il poderoso uccello iniziò di nuovo a volare, man mano che la mia lingua scivolava attorno ad esso... presi a soffiare sotto la sua punta, e sembrò che il suo volo procedesse ondulando, mi divertiva vedere quel movimento ed il viso di Bijorn che riprese a sudare e mostrare espressioni varie. Lo fissai negli occhi un attimo prima di prendere con la mano l'asta ed infilarmi il glande nella bocca... scivolavo con la lingua attorno a quella pelle lucida e tirata, vorticosamente, di continuo, per svariati minuti, Bijorn prese ad ansimare sempre di più, sempre più, finché sentii quel sussulto tipico che precede l'eiaculazione. L'orgasmo era all'apice e spinsi le labbra sino a prendere quel grosso fallo completamente in bocca, sino in gola, sino a che il mento tocco' i suoi testicoli. Sentii sgorgare il seme a fiotti intensissimi, ingoiai a più riprese tentando di non venire soffocata sino a che dovetti per forza mollare la presa e con la bocca piena sfilai il pene per poter riprendere fiato, alzai lo sguardo verso Bijorn che mi guardava esterrefatto mentre con un ultimo spruzzo mi annaffiò il viso. Dopo aver deglutito l'ultima quantità di liquido, mi leccai le labbra e guardai nuovamente Lui... mi ringraziò con un sorriso soave poi esausto declinò il capo sul cuscino.
Bijorn
Quando quella sensazione di beatitudine estrema fu sostituita gradualmente da un benessere diffuso, Bijorn ritrovo' la forza di parlare. "Sei stata grande, Shaara... ho un solo rammarico: avrei desiderato essere un po' piu' attivo." "Sara' per la prossima volta, caro, non te ne fare un cruccio." Rispose lei conciliante. "Tu lo sapevi !" replico' lui con un lieve tono d'accusa, "lo sapevi, ed hai lasciato che accadesse!" "Sapevo cosa?" chiese lei con espressione maliziosa. "Sapevi che l'epilogo sarebbe stato scontato stimolandomi a quel modo. Per me è stato meraviglioso, ma tu cosa ne hai ricavato?" Shaara si sollevo' sul gomito e fisso' Bijorn con una espressione intensa, poi rispose: "l'appagamento che mi deriva dalla consapevolezza di essere stata irresistibile". Bijorn non pote' fare a meno di sorridere . "Sei unica, ed io non dovrei essere critico nei tuoi confronti.. Anzi, per farmi perdonare ti racconto una storia" "Una storia? Di che si tratta?" fece lei inarcando le sopracciglia. "Ti raccontero' di quando ero bambino." comincio' lui. "Avrei dovuto aspettarmelo" ribatte' la donna "quando un uomo si sente temporaneamente impossibilitato di comportarsi da uomo, magicamente fa riaffiorare il bambino che dorme in lui.." "Un'altra battutaccia del genere, e ti sculaccio fino a fartelo diventare nero!" esclamo' Bijorn assumendo una espressione torva. "Non sono certa che una sculacciata si rivelerebbe meno stimolante della tua "storia" !"concluse lei con una espressione di sfida. Bijorn la guardo' con dolcezza: "vedrai che la mia storia ti piacera'... adesso frena quella linguaccia impertinente e ascolta." Obbediente Shaara si accoccolo' al fianco dell'uomo e lascio' che lui la abbracciasse teneramente, mentre comincio' a parlare. "Quando ero bambino avevo un unico grande sogno, quello di diventare esploratore. L'ambiente nel quale ero cresciuto non presentava grandi rilievi , per cui dovevo accontentarmi delle colline che si stagliavano all'orizzonte costellando l'ambiente di cuve delicate e sinuose. Ma il ricordo di quelle colline talmente armoniose mi avrebbe comunque accompagnato per tutta la mia esistenza." Mentre parlava le mani di Bijorn cominciarono lentamente a sfiorare i glutei prorompenti della donna con un movimento rotatorio che cresceva gradualmente di intensita'. "Ben presto le colline non mi bastarono piu', per cui il mio occhio sognante comincio' a spingersi piu' lontano, oltre le pianure." L'uomo si era poi inginocchiato accanto alla donna che giaceva ora supina, e le sue mani avevano cominciato a percorrere il ventre piatto di lei. "...oltre quelle pianure che con la loro grande fertilita' assicuravano la sopravvivenza di tutta la vallata." Bijorn indugio' ancora sul ventre accogliente di Shaara baciandola delicatamente intorno all'ombelico, e continuando a percorrerla con le labbra semichiuse fino a raggiungere il suo torace. " .oltre la pianura torreggiavano monti dalle cime imponenti." Le mani di lui avevano ormai raggiunto le coppe di quel paio di seni perfetti mentre comincio' a sfiorare i capezzoli gia' turgidi con la lingua, imprigionandoli di tanto in tanto tra i denti per assaporarne la consistenza sempre piu' dura. Shaara comincio' a respirare sempre piu' profondamente, mentre le sue labbra rosse si schiudevano, testimoniando tutta la sua partecipazione emotiva. Bijorn le fece delicatamente cambiare posizione, e la pose a pancia in giu' . "Ora che abbiamo voltato pagina ti raccontero' di quando, piu' grandicello, studiai la conformazione del territorio americano.Cosi' cominciai a sognare di percorrere in tutta la sua lunghezza la cordigliera delle Ande." Dopo aver mordicchiato leggermente i lobi dell'orecchi di lei, Bijorn comincio' a baciarla al collo a a picchettarle con la punta della lingua la spina dorsale dapprima al livello cervicale, poi dorsale, mentre le mani massaggiavano ritmicamente le spalle ed i fianchi della donna, continuando poi a umettare le vertebre lombari come un fiume in piena che scende impetuoso. Quindi riprese il racconto dicendo: ".ed oltre alle maestose cime andine sognavo di visitare la zona dei deserti, come quella del Gran Canyon, magari a bordo di una piroga scossa dalle rapide del Colorado." Le dita dell'uomo cominciarono a insinuarsi tra i sodi glutei di lei, oltrepassare il coccige, attardarsi in corrispondenza dello sfintere anale, e raggiungere infine la sensibile zona perineale. Quando Bijorn la volto' ancora una volta e le divarico' le gambe, aggiunse: " .quel Colorado le cui vorticose acque sfociano nel Lake Mead, nel quale avrei voluto immergermi beandomi del suo calore." Shaara, già grondante di umore, lascio' che lui ne bevesse avidamente, e lascio' che lui le stimolasse il clitoride con la lingua sempre piu' invadente, mentre il dito di lui inserito nella vagina scorreva sulla faccia addominale di quest'ultima alla ricerca del Punto G. L'orgasmo di lei fu violento, mentre si lascio' sfuggire dalla labbra una supplica : "Non fermarti, ti prego!" Quando le ondate di piacere si fecero via via meno intense, Bijorn fece capolino per osservare l'espressione incredula ed affranta di lei, quindi si dispose sulla donna come se volesse mettersi a cavalcioni, ma lascio' che i testicoli sfiorassero semplicemente il ventre ancora ansante di lei, mentre sentiva che il membro tornava a farsi lentamente piu' duro. Quando Shaara si fu ripresa un po', Bijorn continuo' dicendo: "E guardando i tuoi occhi brillare come stelle mi torna alla mente quando, desideroso di allargare ancora le mie vedute, ormai giovinetto sognavo di poter fare viaggi interplanetari... Luna, Marte, Venere." al pensiero del pianeta che porta il nome della dea della bellezza, lui non pote' trattenersi dal baciare appassionatamente le rosse labbra dell'amante, prima di continuare dicendo: ".e sognavo di volare ancor piu' oltre alla scoperta dei misteri dell'universo. Proxima Centauri, e via via tutte le stelle piu' lontane, per scoprire i segreti di quelle nane, quelle gigantesche, le Super Novae e quelle esplose generanti i buchi neri." Shaara ascoltava rapita quella esplosione di entusiasmo e guardava affascinata lo scintillio che traspariva dagli occhi di lui, fino a che un timore si fece strada nella sua mente. "Tesoro, sei stato fantastico, davvero! Ma..." disse lei esitante. "Ma?" chiese lui stupito dal mutato atteggiamento di lei. "Ma." La donna considerando la passione di Bijorn ad esprimersi con le metafore, e pensando all'azione dirompente che avrebbe potuto produrre il membro iperdimensionato di lui concluse dicendo: "Ma il Buco Nero te lo lascio esplorare in un'altra occasione!!!"
Shaara
La storiella che Bijorn aveva raccontata a Shaara, mista alle manipolazioni ed effusioni varie, aveva creato nella mente della donna il desiderio profondo di donarsi completamente al partner; aveva tentato in tutte le maniere, come sempre era accaduto, di tenersi distaccata sino a quel tanto che bastava a passare una bella serata erotica senza venirne troppo coinvolta sentimentalmente. Nella sua lucidità, appannata dal desiderio, in quel momento era riuscita solamente a temporeggiare e solo la gentilezza di lui aveva fatto si che non soccombesse definitivamente al destino. Passarono la notte abbracciati in quell'alcova che li aveva visti protagonisti, teneramente lui la stringeva a se e Shaara sentiva dentro una cosa nuova, un fuoco che la riscaldava, il piacere di sentirsi protetta e al sicuro da sorprese tra le sue braccia. Ricordava che solamente da ragazzina, aveva provato quel brivido che velocissimo percorreva il suo corpo congiungendo più volte mente cuore ed eros... una esplosione di colpi bassi che l'aveva portata a vivere storie d'amore che l'avevano coinvolta oltre le sue possibilità e da cui aveva giurato fermamente che ne sarebbe rimasta lontana per molti e molti anni. La paura di rimanere.... incastrata ancora una volta, le fece passare alcune ore della notte in bianco a pensare e pensare, senza un filo logico, senza capo ne coda, a cose di tutti i giorni svolte spensieratamente senza render conto a nessuno, la sua vita fatta di espedienti, la caccia agli uomini indiscriminata che via via passavano tra le sue braccia come sabbia tra le dita. Avrebbe potuto rinunciare all'effimera libertà che tanto aveva ricercata, che tanto le costava continuamente, con un giuoco di conquiste e rinunce? Ma poi.... comunque si rese conto che stava facendo i conti senza l'oste... non sapeva nulla di Bijorn, cosa le faceva sperare che Lui, sarebbe rimasto a proteggerla? Questi pensieri infine si appannarono nella stanchezza e si addormentò. Dei lievi rumori inconsueti, la svegliarono dal sonno, di solito nella sua camera gli unici rumori erano quelli che provenivano da una porta, che scendevano le scale e accompagnavano la preda o il.... cacciatore di turno, verso l'uscita dalla sua vita. Non era mai accaduto che un uomo dormisse due volte nel suo letto. Questa volta i rumori erano tintinnii di piattini, vassoi o cosa? Mentre tentava di uscire da sotto le lenzuola, si accorse che ancora una volta si era svegliata da sola senza delle braccia calde che la riscaldavano, fece in tempo a vedere una mano, furtiva che scivolava davanti alla finestra chiusa dalle tende in fibra che trasparivano solamente una lieve penombra. Non fece in tempo a pensare, quella mano agi velocemente, un lieve strattone alla corda e..... quella penombra veniva squarciata dai raggi del sole liberati immediatamente dagli oscuranti aperti. Shaara era accecata da quella luce negli occhi, la mente confusa, qualche ricordo, un'ombra si parò davanti e la liberò della temporanea cecità... era Bijorn, aveva davanti a se un vassoio con una tazza fumante e pasticcini di grano duro che aveva trovato in qualche scansia in cucina. Lo sguardo scivolò sotto il vassoio dove pendolava il pisello di Bijorn, affiorante dietro la sottile parnanza da cucina. Lui si accostò al letto e porgendo il vassoio verso Shaara, pronunciò un "buongiorno" che le fece ritornare alla mente tutti i pensieri della notte, ora ancor più confusi. Bijorn ovviamente non sapeva o sospettava nulla di ciò che capitava nella testolina di Shaara e lasciato il vassoio accanto al letto, si alzò e ringraziò Shaara della incredibile serata. "Se mi dai ancora un po' di tempo, facciamo la doccia insieme!" disse lui e, questo la fece ritornare nelle sue paure, quelle che immancabilmente provava, quelle dell'angoscia delle cose perse. Con il pasticcino in bocca, riuscì solo ad annuire, ormai si sentiva completamente in preda a quell'individuo che l'aveva ammaliata ma che inesorabilmente le stava sfuggendo di mano. La doccia caldissima, era ampia e spaziosa, l'acqua rimbalzava sui vetri lanciata dai dodici getti dell'idromassaggio, Shaara e Bijorn, si insaponavano vicendevolmente; lei tentò un'ultima carta anche se probabilmente era quella sbagliata e comunque l'unica che sapeva avrebbe appagato lui almeno in quel momento. Senza parlare, si mise davanti a lui rivolgendogli il suo posteriore, in evidente atteggiamento, lo guardava negli occhi di riflesso sul cristallo della doccia, la sua erezione improvvisa anticipò una domanda: "sei sicura?". Lei chiuse gli occhi e si appoggiò a lui, il sapone riusciva ad aiutarne l'ingresso ma le dimensioni del suo fallo erano notevoli e seppur non era quella la prima volta.... il dolore era lancinante, lui titubava e ciò aumentava il dolore, l'ingresso era la cosa più dolorosa, poi, avrebbe almeno usufruito del piacere di essere posseduta... stringendo i capezzoli con forza, Shaara tuonò con decisione: "SPINGIIII!!!!".... Bijorn appagava il suo desiderio senza esitazioni alcune, anche dopo averla inondata del suo piacere, continuava a lasciare il suo coso in quel pertugio nascosto e lei ormai godeva di piacere insieme a lui, il dolore era scomparso. Mentre la donna si asciugava tra le lacrime consapevole di aver terminato ogni altra mossa o espediente per farlo rimanere, senti l'uscio chiudersi e l'auto di lui mettersi inesorabilmente, come ogni altra, come sempre, in moto. La finestra del bagno si affacciava verso il parcheggio, lei puli' con la mano i vetri appannati dall'umidità e lo guardo' mentre si aggiustava nel sedile, mentre si allacciava la cintura di sicurezza.... fissa, con lo sguardo perso, con gli occhi bagnati... lui si accorse della figura alla finestra, fece cenno di telefonare dando adito ad un eventuale seguito a quella notte d'amore... l'umidità del bagno era esagerata, la doccia aperta... dalle labbra di Shaara, Bijorn vide pronunciata una parola, una sola ma chiara: "Ti amo!".... poi una smorfia di dolore e la caduta a terra, Bijorn la vide scomparire dietro il vetro. L'umidità che permeava l'aria nel bagno era arrivata sin dentro l'apparecchio che Shaara teneva stretto in mano, la folgorazione improvvisa non aspettò che il salvavita scattasse.
|
|
|
|