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Paulo
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Titolo: Paulo
Autore: Lusitana
Contatto:
Racconto n° 615
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Caro Paulo,
oggi ti ho pensato. Ma che grande novità! E' la cosa che continuo a ripetere a me stessa. Perché ti penso quasi ogni giorno.
E oggi l'ho fatto in maniera particolare.
Finalmente stamattina mi sono goduta un sospirato giorno di ferie. Anche se avevo fissato la sveglia alle sette in punto per il mio uomo che come sempre si alzato per andare a lavorare, io sono rimasta a letto, da sola, nel caldo delle coperte invernali... tutto per me.
E quando ho chiuso gli occhi, sebbene senza dormire, con la mente sono volata da te, clandestinamente, come ogni volta.
E ti ho immaginato lì, disteso accanto a me, non nella mia camera ma nella camera di un piccolo alberghetto alla periferia di Lisbona, diventata ormai "nostra complice".
Abbiamo passato lì un'altra notte di passione sfrenata, io e te... che dormi ancora, quasi nudo, tra le coperte che ti coprono solo a metà lasciando intravedere l'unico indumento che indossi: un paio di aderentissimi boxer neri.
Sei tremendamente eccitante e anche eccitato, un po' come ogni uomo prima di svegliarsi al mattino.
Me ne accorgo dal rigonfiamento tra le tue gambe e per questo sorrido tra me e me mentre già mi balena l'idea di un bel gioco.
E così, cercando di non fare il minimo rumore, mi inginocchio a cavalcioni sopra di te, senza toccarti.
Sono mezza nuda anch'io. Potrei svegliarti e chiederti di fare l'amore. Ma non è questo che voglio.
Ti guardo per un po' poi pianissimo percorro tutto il profilo del rigonfiamento passando con un dito sopra i tuoi boxer e il brivido che ti provoco ovviamente ti sveglia.
I tuoi occhi scuri ancora assonnati mi guardano e nello stupore capisci tutto in un secondo. Poi li richiudi, con un sospiro.
Ma non dormi più.
La mia mano intanto comincia ad accarezzarti più forte, con più insistenza, e ti sento indurire sempre di più ad ogni mio passaggio.
Il tuo respiro è un po' più intenso adesso e si trasforma in un gemito quando ti spoglio completamente e stringo nella mia mano il tuo membro caldissimo.
Anche per me diventa difficile resistere alla voglia di sentirlo dentro... ma finirebbe il gioco, e allora continuo a muovere la mano su e giù... ora più forte, ora più lenta quando sento che godi troppo intensamente.
Poi ti faccio quasi urlare quando lascio che sia la mia lingua a prendere il posto della mia mano.
Tu respiri affannosamente. Sei in preda ad un piacere fortissimo che la mia lingua ti provoca leccandoti ogni centimetro senza darti tregua.
Sento che non può mancare molto al tuo orgasmo, me lo fanno capire i tuoi gemiti e i tuoi denti che mordono il tuo labbro inferiore.
E non ce la fai più.
Con una mano mi afferri forte i capelli e spingi la mia testa per lasciarlo scivolare dentro la mia bocca. E io sapevo che avresti reagito così, volevo che tu reagissi così.
"scusami." riesci a dirmi un po' a fatica mentre io continuo a succhiarti e a leccarti allontanandomi un attimo prima che il tuo corpo si contragga ripetutamente in un violento orgasmo, riversando sopra di me tutto il tuo liquido caldo, grondando sul mio seno e sui miei capelli.

Il gioco finisce ma tu accanto a me non ci sei. Perché ti ho avuto una sola volta, nella realtà. E quel fuoco dentro di me brucia ancora. E brucerà sempre. Finché non tornerai.
Paulo, io ti aspetto.