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Titolo: Parole mute
Autore: Fantedicuori
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Racconto n° 625
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Dedicato agli amanti che si donano l'anima, il più prezioso dei regali

La radio snocciola le sue canzonette serali, programmate per chi legge e per chi si rilassa, il suo corpo è steso sull'asciugamano messo sul letto. Ho sempre amato osservare il suo corpo, la sinuosità delle curve, la pelle chiara e stupendamente disegnata da lentiggini e nei, alcune zone sembrano costellazioni, altre sono mappe di un tesoro che io conosco, di cui ne seguo lentamente il percorso per goderne della vista.
Mi avvicino al letto con la nivea in mano agitandola per fluidificarla, godendo di quella particolare sensazione che mi da il suo culo, rotondo e affascinante, perfetto nelle sue forme, sinuoso pilastro da cui si sviluppano due gambe stupefacenti per la loro bellezza che ti riempie il cuore di gioia e appaga la vista. Ma quando sono ormai su di lei si gira, sorridendo mi chiede di iniziare davanti.
Sorrido malizioso a mia volta e verso nel palmo della mano una giusta quantità. Le mie dita scorrono sul suo collo, le braccia, fino alle dita e poi giù sul seno, lentamente, non ho fretta, niente mi impedirà di donarle quel piacere che la rilassa e voglio che sia perfetto, desidero che sia felice tra le mie mani.
Non cerco un massaggio erotico, non serve, è molto più intrigante creare quel solleticante gioco fatto di mani che sfiorano e lambiscono le zone del piacere senza però toccarle, donarle il puro e semplice godimento di un massaggio reale, tonificante, rilassante e stimolante.
Il ventre, cosi dolce e perverso, su cui forse troppo spesso sono tornato bambino per addormentarmi sereno, lisciato e reso lucido dalla crema che scorre sotto le mie dita forti e grandi. Lentamente, seguendo una nenia che mi frulla in testa come il dolce ninnarsi di un bimbo provo piacere nel sentire la sua pelle reagire allo stimolo del massaggio.
Le gambe, levigate e proporzionate, morbide e ben conformate con quei muscoletti che si agitano al passaggio delle mani, giù fino ai piedi, divini strumenti ed oggetto del piacere di pochi, incremati e deliziosamente massaggiati seguendo lo schema della riflessologia per donarle il massimo che posso.
Ho finito, sorrido attendendo che si giri, il premio è un movimento sinuoso e deliziosamente femminile, che sveglia i miei bassi istinti, ma non è tempo... riprendo a massaggiarla, il collo, lentamente, usando la punta delle dita per rigenerarle la colonna, dalla prima vertebra giù fino al coccige, senza tralasciare le scapole e i fianchi e poi ancora fino ai talloni, lasciando i glutei per ultimi, dove metto una dose massiccia di crema e mi dedico miscelando forza e delicatezza.
I minuti passano, non importa, posso anche metterci tutta notte. Ho finito e le sue gambe lentamente e sensualmente si aprono e leggermente la schiena si inarca per offrirmi il fiore.
Adesso è il momento, avvicino lentamente il viso e alterno leggeri soffi a piccole leccatine che indistintamente si prendono cura di entrambi i buchi. Sempre meno soffi e sempre più spesso la mia lingua affonda nel suo fiore, maliziosa e intrigante dandole il piacere che ama.
Improvvisamente si muove, si scosta e mi fa sdraiare, lascio che sia lei a dirigere ora e mi affido alle sue cure.
Si riempie le mani di crema e immediatamente le posiziona sul mio sesso, seduta sul mio ventre, dandomi le spalle inizia a massaggiare e stuzzicare, reazione ovvia, è pronto e disponibile al piacere, il nuovo gioco lo intriga al punto che svetta pretendendo il premio.
Non tarda a diventare realtà, lei si gira e guardandomi negli occhi prende possesso del mio corpo, "dentro di te, dentro di me" una frase che ci siamo detti mille volte ma questa sera basta lo sguardo e la sua testa è subito rapita dal piacere, incastrati come solo noi due riusciamo ad essere, mugola, sospira ed il suo corpo è preda della migliore danza antica.
Arriva subito il piacere supremo, si contrae in lei, l'irrigidimento dei muscoli lo conosco bene e l'assecondo, lascio che abbia tutto ciò che più le dona l'abbandono totale, la "morte apparente", quella che ti toglie il fiato, quella che ti rende unica e che ti fa spuntare le ali per volare oltre le nuvole.
Il mio piacere è essere l'artefice, lo strumento perfetto per il suo corpo e la sua anima. Poi lentamente si riprende, la bacio ed un piccolo rivolo di saliva è sulle sue labbra, mi affretto a farlo mio, complice di quel sottile gioco fatto di abbandono totale e di reale libertà di pensiero e vincolo, nessun tabù tra di noi, nulla è vietato, nulla precluso.
Si alza, si accoccola con la faccia tra le lenzuola offrendomi lo spettacolo superbo del suo culo, a gattoni sul letto si avvicina offrendosi con complicità. La sua schiena, cosi bella, arcuata nella posizione ideale per ricevermi, non ci sono vincitori e vinti ma solo due amanti, "il tuo piacere è il mio piacere" sono di nuovo in lei, questa volta sono io che orchestro definendo la melodia che entra nel nostro cervello passando da corpi nudi ed uniti nell'amplesso.
Lentamente scorre il corpo in lei, poi aumentando il ritmo provando quel sottile piacere "sentendo" ogni singolo movimento tra i due sessi. Ha leggeri sussulti e i suoi mugolii sono dolcissimo sottofondo di approvazione ed abbandono al godimento.
Il tempo scorre e ogni singolo colpo potrebbe essere descritto a parte ma il gioco deve proseguire e contemporaneamente le mie dita insalivate stuzzicano, ispezionano, predispongono il suo buchetto. Poi arriva il momento, punto lentamente il mio sesso al suo culo, dopo averlo fatto scorrere nel solco, entro.
Piano, dolcemente fino in fondo, quando il ventre è completamente contro i suoi glutei, il respiro cambia, si fa sconnesso, i mugolii diventano rochi e le dita si aggrappano forti alle lenzuola.
Lascio che il suo corpo si adatti al nuovo piacevole intruso, poi danzo in lei, un ritmo blues dolce e morbido, quasi sussurrato, da fine serata fumosa in un locale del Queens.
Ma non dura molto, il crescendo è necessario, come in ""if you love someone set them free"" di Sting, il ritmo sincopato e sinuoso rende oltremodo piacevole il momento e lei gradisce, me lo comunica con i movimenti dei suoi fianchi, con i mugolii che aumentano e si fanno coro alla mia canzone.
Aumento ancora e poi ancora, adesso cerco il mio piacere e lei con me, rispondendo colpo su colpo, spingendo indietro i fianchi per favorire la massima penetrazione. Insieme, per me, il nostro unisono movimento mi porta a godere della sua carne fisicamente e della sua mente con la mia.
È un orgasmo lungo, cerebrale prima che fisico, dura minuti interminabili assaporati ogni secondo come assaggiando un piatto unico e raro, le mie mani stringono i suoi fianchi, i muscoli delle gambe si contraggono, la mente è persa nel volo, gli occhi socchiusi ed il cuore impazzito di piacere.
Mi accascio su di lei, fino a cercare la sua bocca per scambiarci un bacio, un morbidissimo bacio, il bacio degli amanti.
Sono passate due ore abbondanti e non ci siamo parlati, ma i nostri sguardi, i nostri gesti, i nostri movimenti hanno parlato per noi.
Sei dentro di me... ed io in te.