|
|
|
Chiamami...
|
|
|
Titolo:
Chiamami... |
Autore:
Deda |
Contatto:
|
Racconto
n° 629 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
|
|
"Chiamami più tardi. Ti amo" Mi aveva lasciato un bel messaggio in segreteria, ma sapevo che forse sarebbe stato meglio non vederci, né sentirci più. Il perché è molto semplice da spiegare. Lui, uomo d'affari ultraquarantenne (44 precisamente), sposato con una dottoressa insopportabile e morbosamente attaccata al lavoro, padre di una ragazza a cui io voglio bene come ad una sorella, ma ancora troppo piccola per affrontare una separazione tra i suoi. Io, ragazza ventitreenne, studentessa (non proprio modello) di legge con la passione per il teatro e per la musica, single, libera, indipendente e un po' ribelle. Due mondi opposti, due facce della società moderna che non hanno nulla in comune, se non.loro stessi. Ma quando era accaduto tutto? Da quanto tempo andava avanti questa follia? Il disastro era cominciato sei mesi prima, in vacanza al mare. Lo chiamo disastro anche se è una storia bellissima e passionale, ma che ci sta portando alla deriva. La prima volta che lo vidi eravamo ad un corso di vela e io, paurosa come al solito, stavo per andarmene prima della dimostrazione pratica. Lui, già esperto, ascoltava i consigli dell'istruttore e tentava di fargli capire quanto fosse bravo. La prima mossa fu sua, ovviamente, anche perché io non l'avevo notato tra tutta quella gente. Ma appena accennai la mia fuga paurosa lui mi prese per un braccio e mi portò fino all'imbarcazione che gli avevano assegnato. "Ho bisogno di una compagna. Non vorrai tirarti indietro proprio adesso? Non è carino lasciare un uomo da solo in barca." E mi convinse a salire. Le vacanze passarono in fretta, tra giri in barca o in canoa, passeggiate sulla spiaggia a notte fonda e bottiglie di birra gelata e dissetante divise dopo una chiacchierata lunghissima. Un sogno che purtroppo si doveva interrompere lì, visto le vite diverse e le diverse città. Questo pensavo, ma ero ingenua. Io, milanese d'origine non avrei mai pensato di frequentare l'università a Roma, che, caso vuole, era proprio la città dove Luca, l'uomo delle vacanze, lavorava per tutta la settimana. Tornava a Bologna solo nei week-end per vedere la figlia. Sono stati sei mesi di passione, litigi, gelosie, ma soprattutto di amore. Amore... non avevo mai pensato all'amante come una donna innamorata, ma adesso che IO sono l'amante capisco molte cose... e forse sono meno intransigente sotto alcuni aspetti. Sopraffatta dai ricordi mi stavo addormentando nella vasca, quando avrei già dovuto chiamarlo. Era sabato sera e lui era a Bologna.. con la moglie. All'alba delle 23 faccio il numero del cellulare, sperando non sia già spento.. Ma fortunatamente non è così ed una voce calda mi risponde. "Pronto?" "E' abbastanza tardi? O stavi forse tentando di convincere tua moglie ad andare a dormire?" Dissi io con il tono da bimba arrabbiata che lo fa impazzire. "E' abbastanza tardi per dirti che vorrei essere lì da te per baciarti il collo, la schiena, il petto e poi." "E poi? dimmi cosa vorresti fare se fossimo vicini. Continua.. ti prego.." La sua richiesta aveva un non so che di supplichevole e di maliardo al tempo stesso. Era eccitante, molto eccitante. Continuai: "Beh, ti spoglierei e poi inizierei a baciarti sempre più in basso fino a raggiungere l'oggetto dei miei desideri... e giunta fin lì lo leccherei fino a farlo scoppiare." Sentivo il suo respiro aumentare ad ogni mia parola.. Sentivo la mia micina bagnata dai miei umori. Era come se fossimo vicini, come se stesse eccitando ogni mio muscolo. "Mi fai eccitare, bambina. Rischi grosso quando torno a Roma. Potrei non farti uscire dalla camera da letto per una settimana intera. Ho voglia di scoparti.." "Come corri... sei lontano, ricordati, non puoi. Anche io ho voglia di scoparti. Buonanotte." Misi giù il telefono e iniziai a fantasticare. La mano che prima teneva la cornetta scese verso la mia micina calda e impaziente, che desiderava solo godere. Mi accarezzai piano il clitoride per poi scendere verso il buchino che già fremeva pronto ad accogliere le mie dita. Ero talmente eccitata che ne entrarono tre. Mi masturbavo pensando al suo membro enorme che entrava e usciva da me... mi stavo masturbando in assenza di lui. L'orgasmo esplose quasi subito e fu davvero intenso. Da quella volta quando gli telefono spesso ci ritroviamo a fare sesso a distanza in attesa che arrivi Lunedì. Ma questa è un'altra storia.
|
|
|
|