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Un pomeriggio
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Titolo:
Un pomeriggio |
Autore:
Joe |
Contatto:
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Racconto
n° 634 |
Altri
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"Vuoi vedere meglio ?" mi chiede. "Oh si mi piacerebbe" "Vieni guarda ora che metto anche l'altra" Mi piego verso di lei puntando lo sguardo sulla sua passera bagnata e seguo i movimenti delle sue dita mentre anche l'altra pallina sparisce al suo interno. "Però, già così si sentono" dice spingendo con la mano su tutta la passera per assestarle bene. Si ricompone, mi guarda, ride sonoramente e dice: "Hai voglia di portarmi a fare una passeggiata ?" Lì per lì non capisco cosa intenda ma rispondo "certo". "Visto che sei stato così carino a farmi questo regalo ti farò esprimere un desiderio". "Grazie, vediamo... si ci sono, fammi scegliere i collant e le scarpe che indosserai per uscire oggi" "Va bene, libero accesso ai miei cassetti e al portascarpe, io ti aspetto qui" Mi alzo, la guardo ancora una volta per vedere il suo sorriso malizioso e vado in camera da letto aprendo il cassetto dove so che tiene la biancheria. Ci ho già guardato dentro insieme a lei altre volte, ma essere lì solo a frugare mi eccita ancora di più, sfoglio fra le confezioni di collant nuovi e ne trovo un paio che mi attira. Color grigio chiaro, 30 denari, setificati, verifico sulla confezione che non abbiano il tassello in cotone e li prendo. Scelti i collant apro la scarpiera, oltre alla biancheria Sara ha una vera passione per i tacchi molto alti, non li mette spesso ma ha una collezione di scarpe da far invidia ad un negozio. Il mio sguardo percorre tutte le scarpe finchè non vede un paio di decoltee nere, scollate con tanto di laccetto alla caviglia, le prendo e vedendo che il tacco è almeno 12 cm decido che sono quello che cerco. Rientro in soggiorno portando collant e scarpe e Sara è ancora sul divano che muove le gambe. "Le sento sai ! ogni volta che mi muovo le sento muoversi e vibrare dentro, divertente." "Ecco questi sono i collant e queste le scarpe" "Lo immaginavo, ormai conosco i tuoi gusti" Si china in avanti per raccogliere le mutandine, ma io dico "No oggi quelle non servono" "avevo detto un desiderio non due" "fa sempre parte dell'abbigliamento sia quello che metti sia quello che non metti" replico "va bene" Appoggio le scarpe e apro la confezione dei collant, stendendoli per bene. "Ecco". Sara prende i collant, arrotola una gamba su un braccio e comincia ad indossarli mentre io mi gusto la scena, infilati fino al ginocchio, si alza, tiene sollevata la gonna e li distribuisce sulle cosce aggiustandoli, ma il mio sguardo è sulla passera che viene coperta dal velo del collant in trasparenza e dal quel filo che fuoriesce e mi ricorda il giocattolino. Piano con calma indossa le scarpe sapendo quanto adoro vederlo fare da lei. "Sono a posto così?" "Girati" Sara si gira. "Alza la gonna" Sara solleva la gonna mostrandomi il suo morbido sedere coperto dal collant, allungo una mano e la passo sulle natiche assaporandone la morbidezza. "Si mi piaci così, andiamo ?" Ci dirigiamo fuori città dove non corriamo il rischio che qualcuno ci riconosca e facciamo 4 passi nel giardino di una villa d'epoca, mentre camminiamo e parliamo del più e del meno Sara si gira mi guarda e dice "Lo sapevi vero ?" Io: "Cosa?" "Mettendo questi tacchi altissimi devo ancheggiare e le palline continuano a vibrare... mmmm proprio come diceva il giornale" "mmm interessante e che effetto fa ?" "Curioso." mi sorride e poi continua a camminare, io la osservo da dietro, guardo quei tacchi ed i suoi fianchi che ondeggiano da una parte all'altra. L'eccitazione che si era sopita torna prepotentemente nelle mie parti basse. Il sole tramonta e risaliti in macchina torniamo verso casa sua. Ogni tanto il mio sguardo si posa sull'apertura del cappotto per vedere i collant di Sara e scende ad osservare quelle scarpe che adoro. Ad un certo punto Sara mi dice: "Vuoi proprio sapere che effetto fanno le palline ?" "Si, te le ho regalate e vorrei sapere se ci ho azzeccato" Sara sbottona il cappotto, solleva la gonna, si sposta in avanti sul sedile per sdraiarsi un po', apre le gambe con un fare da troia dice: "guarda" Vedo il collant che proprio davanti alla sua passera è coperto da una macchia scura, segno evidente della sua eccitazione. "Cavolo deve essere proprio bello" "girati che altrimenti andiamo a sbattere" dice ridendo. Rimetto per un attimo lo sguardo sulla strada e quando la rivedo purtroppo si sta sistemando celando quello spettacolo. Arriviamo a casa e salendo uno alla volta per evitare problemi con i vicini, ci ritroviamo in salotto, Sara ha tolto il cappotto è sul divano che muove le cosce e mugola, io appena entro sono colto da desiderio di saltarle addosso e la mangio con gli occhi. "Vieni siediti" Mi accomodo al suo fianco come qualche ora prima. "Ti sei eccitato ?" "Sono eccitato da quando mi hai telefonato questa mattina Sara". Si alza si mette di fronte a me, lentamente si toglie la maglia e scopre un seno prorompente costretto in un reggiseno di pizzo dove intravedo i capezzoli dritti che vorrebbero farlo scoppiare. Si gira e dice "abbassa la lampo" Prima di prendere la lampo afferro il bordo del collant che sporge dalla gonna e lo alzo percorrendo tutto il perimetro fino a davanti, accompagnato da un sospiro godurioso di Sara. Abbasso la cerniera e lentamente la gonna scivola a terra. Ho il suo magnifico culo davanti alla mia faccia fino a quando Sara non si gira nuovamente. Ora vedo la sua passera attraverso il collant che brilla per gli umori che l'hanno bagnato, arrivano fino cosce bagnandole fino a metà gamba. "Sara sei bagnatissima" "mmm lo so, asciugami" dice mentre indietreggia e divarica le gambe. Mi metto in ginocchio per terra con le mani inizio ad accarezzarle le gambe mentre la mia lingua inizia a percorrere il suo interno cosce. Assaporo ogni centimetro del nylon intriso del suo sapore mentre l'uccello mi scoppia nei pantaloni. Risalendo arrivo alla sua passera che odora e sa di sesso, ormai non lecco più succhio, bacio, annuso e con le mani stringo forte il suo sedere. La sento gemere quando spingo con le labbra sul suo bottoncino. Sara alza una gamba ed inizia a strofinare la punta delle sue scarpe proprio contro il mio uccello. "Senti qui che roba, ho voglia di vedere che effetto ti fa leccarmi così" Sara si stacca e si rimette sul divano, io mi alzo, mi giro e sbottonandomi i pantaloni li lascio cadere mostrando il rigonfiamento dei miei boxer, "vai avanti" mi dice, tolgo maglia, scarpe, calzini ed i pantaloni. Sara alza una gamba, e con la scarpa sfiora il pacco passando dai testicoli all'asta, non resisto e prendo la sua caviglia spingendo forte la suola contro il mio uccello ormai gonfio. "Toglili" finalmente libero l'uccello che è in preda ad una erezione poderosa. Sara si alza, "non ce la faccio più" dice rovistando in un cassetto, estrae delle forbici e, abbassati i collant li taglia proprio in mezzo dividendoli in due e mostrandomi quel cordino che fuoriesce dalla sua passera bagnata. Si siede sul divano divarica le gambe e con le dita di una mano solletica il bottoncino gonfio mentre con l'altra tira il cordino facendo fuoriuscire la pallina per poi spingerla dentro nuovamente. Io sono in ginocchio la mia mano stringe l'uccello andando su e giù, strofinandolo un po' sui collant ed un po' sulla scarpa di Sara. Sara ansima fino a quando dalla sua bocca non esce un "siiiiii godoooooo siiiiiii", la guardo mentre viene accelerando il movimento della mia mano. Continua ad ansimare ma riesce a dirmi "vieni sui miei collant", io continuo a masturbarmi e mentre Sara è scossa da un violento secondo orgasmo sento il calore che avvolge l'uccello ed un fiotto di sperma inonda le scarpe e la caviglia di Sara che continuo a premere contro il mio sesso. Rilassata Sara continua ad accarezzarsi in maniera sinuosa mentre estrae le palline, sorride "mamma mia che consigli danno sul quel giornale", io rido, lei continua "anche tu ti sei divertito, guarda lì che roba" dice guardando lo sperma che cola dalle sue scarpe. Dopo circa mezzora sono sulla porta di casa che sto uscendo, vengo fermato dalla voce di Sara: "aspetta, dimentichi una cosa", mi porge ciò che resta dei collant imbrattati del mio sperma e dei suoi umori, li annusa, "così ti puoi ricordare meglio di questo pomeriggio, ciao"
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