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Ho conosciuto Nino per caso
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Titolo: Ho conosciuto Nino per caso
Autore: Moram
Contatto:
Racconto n° 636
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Ho conosciuto Nino per un vero caso, o forse per scontro..
Ero ferma all'incrocio in attesa che scattasse il verde per partire ed ero assorta nei miei pensieri soliti. Ero appena uscita da un matrimonio che era stato un fallimento e mi sentivo la testa e la mente pesante.
Non riuscivo a pensare non riuscivo a reagire.. eppure nello stesso tempo mi sentivo così leggera che non mi sembrava vero che finalmente avevo raggiunto la mia libertà.
Assorta dal nulla aspettavo il verde con il piede premuto sul freno nell'attimo esatto in cui scattò il verde lo tolsi e feci per pigiare sull'acceleratore dopo aver inserito la marcia. Stavo per rilasciare la frizione quando sentii un botto da dietro e la macchina sobbalzò facendomi ondeggiare col busto avanti e indietro..
Realizzai in un attimo di esser stata tamponata e mi accinsi a scendere infuriata come un animale decisa a dirne 4 a chi mi si sarebbe presentato davanti.. cacciai gli artigli dalle dita e scesi infuriata!
Mi si presentò una situazione abbastanza comica davanti agli occhi: a terra dietro alla mia macchina praticamente rovinosamente ingarbugliato in quello che era un motorino o forse una vespa c'era un bellissimo ragazzo moro coi capelli leggermente lunghi, carnagione olivastra, che borbottava come un pazzo scatenato.. frasi incomprensibili..
La cosa che mi fece più sorridere e sorvolare sul danno fatto era che su tutta la situazione aveva solo da dire che aveva detto allo zio che i freni non funzionavano e che avrebbe dovuto ripararli e bla.. bla.. bla.. lo guardavo esterrefatta dal fatto che non si curasse proprio che io ero lì che lo guardavo in attesa per lo meno di scuse. Niente..
Si accorse di me che ormai ero quasi piegata su me stessa con le mani a pugno sui fianchi in attesa delle famose scuse, forse dopo la terza telefonata, e disse "Mi dispiace"... quasi svenni.
Non mi venne altro in mente che dire "Prego", aveva una bella voce calda e rilassante nonostante la situazione.
Visto che nessuno si preoccupava della mia macchina mi affacciai sola per vedere il danno e quando vidi il paraurti rientrato vistosamente mi misi le mani nei capelli..
Intanto intorno a noi s'era fatta una piccola folla che si preoccupava più per la salute del ragazzo che della mia macchina. Come al solito la mente mi andò altrove ed iniziai a pensare che ero in una città che non conoscevo e non conoscevo assolutamente nessun essere umano in quel posto.. a chi mi sarei rivolta? Come avrei potuto fidarmi di chicchessia per risolvere il problema senza il timore di essere fregata..? Insomma ero arrivata già dal carrozziere!
Sbuffavo girando nervosamente intorno alla macchina, mi grattavo in testa quando una voce dall'aldilà mi distrasse da tutto il mio futuro rovinato da un tamponamento dicendomi: "Signorina, salve, sono lo zio di Nino.. mi spiace per l'incidente.. ripareremo il danno!"
Mi girai a guardarlo e mi apparve davanti un uomo molto affascinante sui 40 anni forse, sempre carnagione olivastra, occhi bellissimi, il mento graziosamente pronunciato.. una pelle bellissima.. Balbettai qualcosa senza coerenza.. affascinata nell'osservare la pelle liscia evidentemente rasata di fresco.. il naso irregolare.. e quegli occhi così profondi ed espressivi.. un po' stempiato e con gli occhiali.. un bel fisico rivestito da un elegante vestito grigio..
Balbettavo frasi del tipo -non si preoccupi- non ce n'è bisogno-faccio da sola!........ mi sentii pizzicare gli occhi in modo odioso perché sentivo che stavo per mettermi a piangere e non volevo!
Ma accadde e non potei farci nulla.. continuando a balbettare le lacrime dovute al nervoso e alla paura iniziarono a scendere copiose.
Mi sentii dire: "Signorina non faccia così, risolviamo il tutto, non si preoccupi!!"
Mi venne di mandarlo al diavolo..!
Intanto Nino si era avvicinato ed ora avendo lasciato stare la vespa che era evidente fosse del tizio che cercava di consolarmi e iniziò a chiedere scusa anche lui.. il che peggiorò le cose..
Mi lasciai andare in un rovinoso e lamentoso pianto che mi fece vergognare non poco.

La questione fu risolta molto in fretta l'affascinante uomo nonché zio di Nino si preoccupò di tutte le faccende, macchina compresa, senza lasciarmi dire né fare.. si occupò della riparazione presso un suo carrozziere di fiducia.. e addirittura si offrirono di prestarmi un mezzo in quanto li avevo informati che non avevo altri mezzi e che ero da poco in quella città per un nuovo lavoro.
Le cose si susseguirono così velocemente che neanche me ne accorsi.. feci amicizia con entrambi, Nino in particolare me lo trovavo fuori dall'ufficio pronto per darmi passaggi a casa anche se non abitavo molto lontano; mi chiamava la domenica per sapere se volevo uscire.. avevo strenuamente declinato finché una domenica sera mentre passeggiavo sul lungomare me lo trovai davanti con altri 4 o 5 ragazzi, mi salutò allegramente chiedendomi cosa facessi tutta sola e se volevo unirmi a loro.. dissi di no, che stavo per rientrare e lui colse al volo l'occasione dicendomi che mi avrebbe accompagnata.
Ero troppo presa dai miei problemi per notare che fondamentalmente mi stava facendo una corte spietata e accettai tranquillamente.
Faceva freddo e camminando fianco a fianco mi sentii infilare il suo braccio sotto al mio con una tale naturalezza che non mi diede fastidio anzi, mi scaldò il cuore.
Avevo giurato a me stessa mai più uomini ma in fondo Nino non era un uomo.. non lo vedevo sotto quell'aspetto.. era più piccolo di me di 2 anni e lo vedevo più come fratello che come altro.
Aveva sempre qualcosa da dire e presa da quell'allegro chiacchierio mi feci accompagnare a casa.
Era quasi ora di cena e quando arrivammo sotto casa gli proposi di salire a cena se non aveva altri impegni, sorrise a 45 denti e mi disse di aspettare solo un attimo che doveva avvisare che non rientrava a casa per cena.
Mi accorsi solo allora che forse non era il caso e me ne sarei potuta pentire.. sentivo una fondamentale diversità tra noi.. non mi sarei mai sognata io di avvisare che non rientravo.. i miei non erano abituati.
Ormai era fatta.. mi sembrava scortese ora dirgli che avevo cambiato idea.. lo feci salire.
Era così allegro, chiacchierava molto e coinvolgeva in una maniera impressionante.. organizzai una cena veloce e tirai fuori un prosecco da bere per aperitivo.. mentre la cena cucinava sui fornelli ci sedemmo sul divano a sorseggiare il prosecco e mi raccontò di tutta la sua famiglia, cugini grandi, piccoli, medi.. madre padre sorelle e fratelli.. zii.. zie.. mi parlò di Igor lo zio che mi aveva aiutata per la questione della macchina, una persona davvero speciale a suo dire e sicuramente lo era per tutto quello che aveva fatto con me.. anche se non lo avevo più visto.
Continuammo a bevicchiare scendendo sempre più nell'ilarità coi suoi racconti sugli aneddoti della famiglia. Ci trovammo a ridere uno di fronte all'altra con i visi così vicini che finimmo con le bocche unite in un bacio..
Era molto dolce, un modo di baciare da ragazzo.. che non aveva nulla a che fare con un bacio di un uomo.. si sentiva il sapore acerbo di uomo.. l'insicurezza.. eppure avevamo solo 2 anni di differenza.. ed io a sesso non è che avessi molta pratica.. un solo matrimonio per giunta andato a male..
Iniziò ad accarezzarmi le cosce passando nervosamente alle spalle e sul collo.. mi presero dei brividi forti e scoprii per la prima volta che avevo un gran desiderio di fare sesso con un uomo dopo tanto tempo..
Forse il fatto che fosse più piccolo di me, la sua insicurezza.. o forse il prosecco che entrava in circolo... tutte queste cose mi fecero lasciare e abbandonare tutte le difese.
Presi la sua mano decisa e la poggiai sui miei prosperosi seni e trasalii ne sentire il calore, lo stesso accadde a lui che iniziò a palpare in modo maldestro.
A dispetto di ciò non mi scese l'adrenalina anzi.. mi eccitò ancor di più sentirlo sotto di me così maldestro e mi lasciai andare totalmente.. scivolai leggermente sul divano aprendo le gambe e portandogli l'altra mano all'interno dei pantaloni sotto il perizoma.. restò per un attimo ad accarezzare la peluria sul monte di venere e dopo un po' scesa all'interno della mia intimità trasalendo nel sentirmi cosi eccitata.. il clitoride gonfio e le labbra inumidite dal miele del desiderio.. continuò ad affondare la mano sempre di più, sempre di più ed io respiravo a tratti tra gemiti e sospiri.. sembrava una vita che non facevo sesso e mi sentivo così eccitata che non ci capii più nulla lasciandomi andare all'orgasmo urlando forte il mio desiderio.. rimasi un attimo con gli occhi chiusi ancora sul divano con le gambe aperte e la sua mano ancora dentro che continuava ad accarezzarmi.. la sua testa era poggiata sulla mia.. mi girai e lo baciai piano sulla bocca..
Gli sfilai la mano da dentro i pantaloni e iniziai decisa ad accarezzarlo sui pantaloni.. scivolai giù dal divano e mi inginocchiai davanti a lui.. gli sbottonai i pantaloni e glie li sfilai giù fin sulle ginocchia insieme agli slip mi avvicinai affamata alla sua verga giovane che svettava dritta verso l'alto, la presi in bocca con forza e gustai i primi sapori del sesso dopo mesi e mesi di astinenza.. mi sentivo esplodere e presi a masturbarlo con forza leccando e toccando ovunque.. la mano sotto i testicoli che li accarezzava la bocca che incessantemente succhiava ogni goccia di sesso.. e mi piaceva sentirlo in bocca che mi entrava dentro e fuori come se mi stesse penetrando, sentivo il sangue scorrergli dentro..
Lui mi afferrò la testa e la alzò dicendomi che stava per venire ed io gli dissi di lasciarsi andare gli ripresi la verga in bocca e continuai vorace a succhiare.. sentendo che stava per esplodere.. finché non la sentii nella mia bocca l'esplosione..
Mi venne in bocca urlando e gettando la testa all'indietro.. ansimava forte.. raccolsi tutto il suo prezioso succo e lo ingoiai leccando piano tutto il resto.. asciugandolo e baciandolo.
Mi rialzai e lo baciai sulle labbra piano.. era senza parole.. evidentemente era la sua prima volta in quel senso..
Naturalmente il fine serata fu un po' imbarazzate tanto che senza neanche finire di cenare.. se ne andò con la scusa che fosse tardi..
Nei giorni successivi mi sentii uno schifo.. non avevo il coraggio di guardarmi allo specchio e non mi sentivo a posto con me stessa perche' sentivo di aver fatto qualcosa di sbagliato.. di enormemente sbagliato..
Nino non lo vidi per più di qualche giorno e questo mi fece andare ancor più in depressione perche' sentivo che questa sua assenza era appunto una dimostrazione che ciò che avevamo fatto non era giusto.
Giustificavo il tutto con la scusa dell'alcool che avevamo ingerito entrambi dell'euforia della novità.. finché un giorno.. Bussarono alla porta...
Ero in bagno che mi lavavo e sentii bussare forte, evidentemente avevano prima suonato per bussare ora in quel modo così energico.. uscii di corsa dalla doccia coi capelli bagnati grondante di acqua, infilai l'accappatoio al volo, corsi in cucina strofinando i capelli per far assorbire l'acqua.
Quando aprii la porta rimasi a bocca aperta col "Buongiorno" che mi morì in gola. Davanti a me affascinante più che mai c'era Igor lo zio di Nino!
Lo squadrai dalla testa ai piedi con un insolito entusiasmo ed un'impertinenza che non mi era solita..
Portava un completo grigio molto raffinato con una con camicia e cravatta, giocherellava con indolenza con le chiavi della macchina e mi guardava dall'alto in basso forse un po' stranito dal mio abbigliamento poco adatto al ricevimento di una persona.
Mi resi conto solo alla vista del suo sguardo critico che avevo allacciato alla bene e meglio l'accappatoio senza curarmi più di tanto se gli incroci erano al posto giusto e allora abbassai lo sguardo e vidi che si era paurosamente aperto lasciando intravedere la piega del seno prosperoso, mi affrettai a richiudere stretti i lembi dell'accappatoio biascicando finalmente il "buongiorno" e facendomi da parte lo invitai ad entrare..
All'inizio rimase un po' sulle sue manifestando un po' di freddezza. Mi disse che era venuto per parlarmi di Nino che da qualche giorno aveva un atteggiamento che non era dei suoi.
Mi sentivo in dovere di dire la verità vista tutta la sua gentilezza e la disponibilità che mi aveva offerto. L'invitai a sedersi e gli offrii qualcosa da bere, che gentilmente declinò, mi accinsi quindi a spiegare ciò che era successo con Nino senza scendere nei particolari.
Rimase in silenzio ad ascoltare fissando le punte delle sue scarpe. Mi fece finire il discorso dopo di che si girò a fissarmi in silenzio.
Rimasi interdetta perché credevo di risolvere raccontando ciò che era successo ma nell'istante esatto in cui mi guardò capii d'aver sbagliato tutto. Era evidente che la cosa gli dava enormemente fastidio.
Iniziò con fare calmo a spiegarmi come vedeva lui la cosa ovvero.. Gli avevo violentato il nipote!!!
Non concepivo ogni singola parola e iniziai a montare su tutte le furie controbattendo con veemenza ad ogni suo insulto (perché tali erano diventati ai miei occhi).
Nella discussione non mi resi conto di ciò che portavo addosso ed iniziai a gesticolare per cercare di fargli capire che la cosa era stata voluta da entrambi e che non avevamo fatto nulla di male.. ero talmente presa dalla foga che mi resi troppo tardi conto del suo sguardo che stranamente non si fissava più nei miei occhi ma più in basso.. più giù del collo.. rimasi con le mai a mezz'aria e osservai la mia posizione.
Mi ero seduta al suo fianco sul divano in una posizione confidenziale leggermente di lato con un braccio appoggiato sul divano e l'altro impegnato a volteggiare per amplificare il senso di ciò che dicevo, mi sentivo arrossata in viso per la foga della discussione e all'improvviso sentii anche un leggero fresco sul collo al che abbassai lo sguardo e mi accorsi troppo tardi che l'accappatoio si era paurosamente aperto sui seni lasciando intravedere una piccola parte dei capezzoli e le curve generose.
Lui mi fissava ed io non riuscii a muovere più un singolo muscolo.
Pian piano alzò la mano destra e la posò sulla piccola vena che mi pulsava sulla tempia per l'animo della discussione.. scese pian piano lungo il collo e mi sembrava di sentirmi ustionare lì dove il dito era passato.. dal collo finì al centro del petto e la cosa mi fece enormemente eccitare..
Cercai di riprendermi ripetendomi che quell'uomo era venuto per insultarmi ma non riuscii a scostarmi.. desideravo fortemente che mi toccasse.. desideravo sentirlo.. e stavolta non per i fumi dell'alcool.. ma per desiderio puro..
Rimasi in silenzio quasi terrorizzata che ciò che stesse facendo fosse solo una riprova che ciò che aveva appena detto ma mi sbagliavo di grosso.. solo un attimo abbassai lo sguardo al di là del suo braccio fissandolo tra le gambe e notando un evidente gonfiore sotto la patta dei pantaloni..
Mi feci forza e desiderosa di sentirlo contro il mio corpo inarcai la schiena lasciando uscire ancor di più i seni.
Ma sua mano si chiuse a coppa su uno dei seni iniziando a tormentare il capezzolo che si era fatto piccolo e duro.. mi agitai sul divano..
Volevo strapparmi l'accappatoio di dosso e salirgli sopra a cavalcioni..
Si avvicinò piano al mio collo ed iniziò a leccare piano lasciando una scia di saliva che mi fece immergere in un mare di brividi.. intanto con la mano continuava a tormentarmi il capezzolo.. non avevo il coraggio di allungare la mano temendo che potessi spezzare quell'attimo che mi pareva infinito.. finalmente prese l'iniziativa totalmente girandosi verso di me e allungando l'altra mano.. mi accarezzava tutti e due i seni in maniera favolosa li sentivo come macigni dall'eccitazione.. all'improvviso tolse una mano e aprì la patta dei pantaloni tirando fuori una verga eccitata e dura.
Iniziò a toccarsi e questa cosa mi fece tremendamente eccitare vederlo come se si stesse masturbando e contemporaneamente essere toccata.. ero senza forze.. mi sentivo in balia delle mie sensazioni e non riuscivo a reagire se non lasciandolo fare e lasciandomi andare ad interminabili sospiri..
Ci fissavamo negli occhi come due animali e non smettevamo di respirare sempre più velocemente..
Mi aprì l'accappatoio definitivamente e totalmente lasciando scoperto tutto il corpo ed iniziò a frugare ovunque quasi alla ricerca di un tesoro.. mi sentivo bruciare e sciogliermi allo stesso tempo..
Tra le gambe sentivo il liquido dell'eccitazione che ormai era ovunque..
Si alzò e in un attimo s'inginocchiò davanti a me e mi fece scivolare leggermente sul divano aprendomi le gambe.. iniziò a leccare avidamente tra le labbra.. il clitoride. una lingua divina.. che si muoveva ovunque e sapientemente in ogni angolo della mia intimità con maestria.. iniziai a mugolare e rantolare aprendo le braccia completamente..
In un attimo si denudò totalmente lasciandomi davanti ad una scena formidabile.. delle gambe molto muscolose tenevano ben stretta una verga invitante e lubrificata.. rimasi affascinata.. ritornò sul divano e si sedette.. sembrava mi avesse letto nel pensiero.. mi prese per una mano e mi fece alzare e adagiare su di lui..
I capelli erano ancora bagnati e mi ricadevano sul viso..
Mi piegai su di lui prendendogli l'asta dei miei desideri in mano e incontrai anche la sua di mano.. insieme la dirigemmo nel mio fiore.. sfiorandoci le dita leggermente.. mentre sentivamo entrambi che la carne trafiggeva la carne.. l'uno preso dalle sensazioni dell'altra.. accompagnandoci per mano alla vetta del piacere.
Mi sembrava di volare..
Mi afferrai al divano con le mani ed iniziai a cavalcare quel fantastico stallone che mi reggeva per i fianchi e mi guidava in una danza poetica senza fine..
Eravamo entrambi tesi a sentirci l'un l'altro.. e mai mi era successo d'aver un simile trasporto verso una persona nel fare l'amore..
I movimenti erano lenti e studiati.. leggeri e forti.. ascoltavamo ogni pulsazione.. ogni soffio.. poi successe tutto precipitosamente..
Non ressi più quella tortura e pian piano aumentai il ritmo guidata comunque da lui. iniziai a cavalcare sempre più forte sentendo l'asta che mi infilzava con violenza.. che scorreva libera dentro e fuori di me.. lubrificata dagli umori dell'eccitazione.
Lui mi allargava le natiche con forza sempre più intensa.. si aggrappava allo spasmo.. finchè non esplodemmo in un attimo eterno.. urlando di piacere e gettandoci liberi a braccia aperte l'uno nell'altra.. senza confini..
Fu bellissimo..
Fu bellissimo anche nei momenti successivi.. non c'era imbarazzo.. rimase con me.. nella doccia insieme insaponandoci e lasciandoci andare ancora.. infinite volte.. per i giorni successivi.
Per tutta la vita..