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Polaroid
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Titolo: Polaroid
Autore: Ibiscorosso
Contatto:
Racconto n° 637
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Gli aveva mandato quella Polaroid. Gliela aveva spedita per eccitarlo, come amava fare quando si allontanava da casa per qualche giorno; come anche lui amava fare con lei. Era uno dei loro giochi preferiti, alzare sempre di più la soglia del desiderio, poco a poco. Quando si rivedevano la voglia di prendersi con l'altro era tale che a volte neppure finivano di spogliarsi, attorcigliavano i loro corpi dove capitava; sul letto, sul tavolo di cucina, sul divano. Allora lui la prendeva quasi subito, il tempo di sfilarle i pantaloni e le scarpe. Lei prendeva in mano il suo cazzo gonfio e se lo infilava nella fica umida.

Gli aveva mandato quella Polaroid. e lui sognava di slacciarle il corsetto, di far esplodere all'aria il suo seno pieno, di vedere i capezzoli eretti tagliare l'aria, di odorare la sua voglia di sesso, di leccarla dietro il collo, di maciullare i lobi delle sue orecchie tra le labbra, strusciandole il membro eretto fra le natiche, a contrastare il tessuto delle mutande, per poi spostarle, e infilarla da dietro.
Sentire la resistenza iniziale della fica che cede, la punta del cazzo che spinge, i peli che lo solleticano, l'ingresso bagnato, il godimento incredibile che gli dava scivolare dentro di lei, mentre la pelle del cazzo scendeva verso il basso, per poi rialzarsi dentro di lei ed iniziare una lenta ma vigorosa scopata.

Gli aveva mandato quella Polaroid. Era eccitato, sorpreso e geloso.; chi gliela aveva scattata, gli era venuto di chiedersi? Chi aveva avuto la gioia di vedersela seminuda di fronte, mentre gli porgeva la macchina? Prese a carezzarsi mentre immaginava la scena. La mano lenta saliva sull'asta del cazzo, poi scendeva, mentre si vedeva al posto dell'improvvisato fotografo, mentre lei si sistemava le mutande, allentava e stringeva i lacci del corsetto, sistemava il seno sotto di questo... e poi cercava la posa più lasciva da assumere per soddisfarne le voglie a distanza.

Si era fermata a quella foto? O aveva proseguito... magari si era sdraiata, a cosce larghe, come le piaceva, mostrando l'umido della sua fica che imperlava il tessuto nero, una goccia di umore bianco che si intravedeva di lato.
O forse si era scoperto un seno, e aveva preso a titillarsi un capezzolo, scrutando il giocattolo del suo amante dietro l'obiettivo, che premeva imperioso sotto la stoffa tesa dei calzoni.
Magari era andata oltre, lo aveva tirato fuori, dopo una serie di profonde carezze che aveva imparato ad apprezzare nei loro giochi. Lo aveva leccato e poggiato sulla lingua, poi aveva iniziato a spompinarlo.. Mentre quello di sforzava di continuare a fotografarla. Fotografava la sua testa, i suoi capelli colorati che andavano su è giù per il cazzo dietro la sua testa.

Gli aveva mandato una Polaroid.. Uno spruzzo di luce bianca fiottò su di lei.