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Dune
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Titolo: Dune
Autore: Rofos
Contatto:
Racconto n° 649
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Giunsi alla spiaggia che era quasi l'imbrunire di una magnifica giornata di settembre.
La vidi subito. Camminava da sola sul bagnasciuga avvolta in un lungo pareo dai colori e disegni esotici.
La leggera brezza le scarmigliava i capelli. Il sole calante ne rendeva imprecisi i margini della figura, stagliata sull'orizzonte.
Corsi giù dalle dune. Gli ultimi gruppi di bagnanti abbandonavano la spiaggia.
La inseguii lungo il bagnasciuga. Mi sentivo un ragazzo.
Quando fui a pochi metri chiamai il suo nome - Emanuela-.
Lei si girò, il suo volto si illuminò di un sorriso felice -Sei arrivato?- e si tese al mio abbraccio.
La strinsi. Mi porse le labbra. Le colsi con impeto. Un bacio profondo, dato e preso. Con ardore. Oltre il gusto. Oltre il tatto.
L'emozione viva del desiderio a lungo represso. Forza esplosiva e ormai incontenibile. Gioia e dolore. Provavo la gioia di stringerla a me, il dolore di sapere di poterle dare così poco.
Mi sentivo un ragazzino. La invitai a correre con me sul bagnasciuga, a giocare con le basse onde del mare. Gli schizzi bagnarono i miei bermuda e il suo pareo.
Ci abbracciammo ancora. Le mie mani la cercano ovunque. Sulla pelle delle spalle, delle braccia, dei fianchi. Stringendola forte a me. Sentendo i suoi seni compressi sul mio torace.
Ancora le labbra, donate, ricevute. Il gusto fortissimo del desiderio reciproco.
Lei che mi dice - Dio che gioia, finalmente posso stringerti a me -
E' quasi buio. Lentamente ci avviamo.
Scivoliamo su una duna. L'abbraccio più forte. Si stringe a me.
Il mio sguardo segue le sue meravigliose, morbide curve. Le mie mani sui suoi fianchi.
Le tolgo il reggiseno. Contengo tra le mani quella deliziosa morbidezza.
Le bacio i capezzoli con dolcezza e passione. Il mio viso tra i suoi seni. Perduto, disperso dalle emozioni.
L'amo anche per ciò che mi dona.
La possibilità di essere finalmente libero d'essere io.
Questo tenerissimo maschio bambino.