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La sera dopo la battaglia
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Titolo:
La sera dopo la battaglia |
Autore:
Ryu |
Contatto:
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Racconto
n° 656 |
Altri
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Ayumi gettò i vestiti bagnati e sporchi e le armi in un angolo della sua tenda, e si lasciò cadere seduta sulle morbide pellicce che coprivano il suolo. Era andata a lavarsi il sudiciume della battaglia di dosso ad un torrente vicino. Ora indossava soltanto una leggera tunica di lino. Era tutta indolenzita, ma si sentiva bene dopo il bagno. Chiuse gli occhi, e allungò le gambe nude, assaporando il soffice contatto delle pelli morbide sotto i suoi piedi. Si stiracchiò, rotolandosi lentamente sulle pellicce, e poi rimase lunga distesa. Sentiva le palpebre pesanti. Fuori si udivano solo i versi degli uccelli notturni e qualche vociare di soldati qua e là, attutito dal pesante tessuto della tenda. La ragazza mosse piano una mano, e lentamente, lentamente la portò a sfiorare con la punta delle dita il suo seno sinistro. Lievemente, senza muovere nessun altro muscolo, cominciò ad accarezzarlo con i polpastrelli. Si passò a lungo, delicatamente, le dita sulla piccola rotondità, poi prese a stringerla piano, con tre dita. Si sfiorò appena il piccolo capezzolo turgido e sentì un tenero brivido percorrerla. Gemette. Poi iniziò a vellicarlo dolcemente con la punta delle dita. Chiuse gli occhi e sorrise, mentre l'altra mano scivolava sinuosa tra le sue cosce bianche. Si infilò sotto la tunica e lentamente prese ad accarezzare la morbida peluria scura, giocando a tirare i piccoli riccioli, e avvicinandosi poco a poco al suo sesso. Ayumi si contorse lievemente per il piacere, e iniziò a respirare più forte, con le labbra socchiuse. Finalmente le dita della sua mano sinistra incontrarono la fessura umida e calda tra le sue gambe, mentre con l'altra mano si pizzicava voluttuosamente il capezzolo tra l'indice e il pollice. Aprì con delicatezza le labbra bagnate del suo sesso, e iniziò, dapprima pianissimo, a massaggiarlo, solamente con il dito medio della mano. Lo mosse a lungo, morbidamente, su e giù, accarezzandosi dentro e penetrandosi poco a poco. All'improvviso sentì una vampata di piacere scuoterla, e trattenne un grido di godimento. Non voleva venire subito. Estrasse delicatamente il dito dal suo fiore, e fece per portarselo alle labbra dischiuse. Poi si fermò. Le era venuta un'idea deliziosa. Si rimise a sedere, muovendosi languida e silenziosa. Si prese una caviglia tra le mani e avvicinò il piede al suo viso. Poi, lentamente si bagnò la pianta candida e le belle dita del suo umore caldo. Finito di spalmarsi delicatamente il piede, se lo portò golosamente alla bocca. Assaporò il liquido, leccandosi la pianta morbida, e godendo al contatto della sua lingua calda e delicata con il piede indolenzito. Poi, voluttuosamente, succhiò il resto del suo umore dalle sue dita, cingendole uno per uno tra le labbra carnose. Mentre accarezzava con la lingua i suoi polpastrelli, sentiva piacevolmente il lieve odore di sudore dei suoi piedi, rimasto anche dopo il bagno, mescolarsi con quello della sua eccitazione. Con un ultimo colpetto della sua lingua Ayumi si pulì accuratamente tra due dita, poi lasciò il suo piede e tornò a sdraiarsi. La ragazza si portò ancora la mano all'inguine, e prese ad accarezzarlo di nuovo, ora più decisa. Poco a poco sentì il fuoco bruciarle dentro. Infine spinse più a fondo le dita nella fessura, e un improvviso torrente di piacere la investì, la travolse, la trasportò ansimante, e poi l'adagiò di nuovo sulle pellicce morbide della tenda. Ayumi sospirò. Poi di colpo si addormentò, lì, sul pavimento della tenda.
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