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Sogni di un innocente
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Titolo:
Sogni di un innocente |
Autore:
Dado |
Contatto:
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Racconto
n° 66 |
Altri
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I sogni erano sempre stati una valvola di sicurezza nelle notti adolescenti in cui piangeva sognando l'amore. Era giovane, aveva tutto ciò che voleva ma sentiva dentro se un grande vuoto. In quelle interminabili notti insonni sognava di uomini che l'amassero che la prendessero per mano e le insegnassero a vivere. A volte piangeva singhiozzando disperatamente, lontana da tutti sola al mondo senza nessuno che l'avrebbe capita nè qualcuno con cui confidarsi. Il mondo corre troppo velocemente -- pensava -- e le mie amiche sono tutte troppo belle per capire il mio dolore. Così in quelle notti, poco più che bambina, sentiva il bisogno di qualcuno che l'amasse per quello che era.
Era quasi Natale e come tutti gli anni sarebbe andata in montagna con la sua famiglia. Avevano una piccola villetta con le pareti si legno disposta su due piani. Un piccolo rustico che la madre aveva arredato con molta grazia. Al piano di sotto si trovavano la cucina e la sala da pranzo che dava sul piccolo giardino ricoperto di neve. Il fuoco sempre acceso nel camino scaldava l'ambiente ed il suo crepitio creava un'atmosfera di pace e tranquillità. Salendo le scale si intravedevano le due camere da letto e il bagno. In ogni camera c'erano grandi finestre dalle quali si dominava la valle e si potevano ammirare le cime innevate.
Laura adorava quella casa, quei bellissimi paesaggi, lontani dalla frenesia delle città, li trovava incredibilmente romantici. Si sentiva il cuore in gola quando sola nella notte sognava di favolose notti d'amore. Piano piano quelle storie penetravano nella sua mente, si facevano strada ed impotente si lasciava andare, abbandonava la realtà per rifugiarsi in un mondo tutto suo. Quei pensieri non l'abbandonavano un attimo, cenava di fretta e scappava in camera per godersi nell'intimità della sua camera le sue fantasie.
Il ragazzo dei sogni era bello, alto, magro e con braccia forti e spalle larghe; aveva jeans e una maglietta che lasciava intravedere un corpo muscoloso. Erano nella camera silenziosa e rischiarata dalla luna, fuori tutto sembrava immobile. Si baciavano appassionatamente abbracciandosi, le sue braccia la avvolgevano completamente facendola sentire protetta. Piano lui le sbottonava la camicetta partendo dall'alto, lentamente, solo i primi due bottoni lasciando che si intravedessero i seni. Il pensiero che qualcuno la vedesse senza vestiti le faceva battere forte il cuore. Le mani di lei sfilavano lentamente la maglietta scoprendo un torace di marmo. Le mani iniziavano ad accarezzare la sua schiena con desiderio, toccava ogni centimetro della pelle vellutata. Poi si discostava un attimo e gli accarezzava il petto mentre si sentiva invadere dal fuoco della passione. Avvicinava la bocca e lentamente con dolcezza lo baciava sul collo, poi scendeva sfiorando la pelle con la lingua fino ad arrivare ai pantaloni. Lui l'abbracciava premendola contro il suoi petto, le sbottonava gli altri bottoni della camicetta e la stringeva, sentiva i suoi seni premuti contro quel corpo magnifico.
Era sola nella stanza, sotto le coperte si sfilava il pigiama, si accarezzava i seni, indugiando sui capezzoli mentre l'altra con l'altra mano si sfilava le mutandine. Iniziava sempre accarezzandosi il clitoride delicatamente, allargava le gambe per trovare una posizione più comoda, la sua mano poi accarezzava il suo sesso. Con l'indice ne seguiva il contorno eccitata pregustando il piacere. Faceva tutto molto lentamente era quasi un rituale. Si stava bagnando, era sempre più eccitata, continuando ad accarezzarsi riprendeva a sognare.
Il ragazzo lentamente, con dolcezza le sbottonava i pantaloni, la mano veloce andava ad accarezzare con forza il sedere, sentiva l'eccitazione crescere in lui, il respiro affannoso mentre la accarezzava. Il gioco continuava e le sfilava i pantaloni, il reggiseno e le mutandine. Ormai era nuda, senza più difese, eccitata si lasciva trasportare, lui la conduceva sul letto dove lei si distendeva in attesa. Iniziava a baciarle il collo poi senza fermasi cominciava a leccarle i capezzoli, intanto la sua mano si infilava tra le sue gambe. Le sue dita penetravano facilmente, lei apriva le gambe sospirando di piacere, le faceva scorrere su e giù tenendo il pollice in modo da stimolare anche il clitoride. La guardò negli occhi fiero del piacere che le stava provocando e si tuffò tra le sue gambe, prese a leccarla tenendo la lingua dura e appuntita, la solleticava facendola impazzire di piacere, mentre con le dita continuava instancabile. Finalmente si tirò su si tolse i pantaloni mostrando tutta la sua virilità, il suo pene era lungo e durissimo. Lui si avvicinò mentre lei lo afferrava avida. Era strano tenerlo tra le mani, lo sentiva pulsare, iniziò a masturbarlo guardandolo piena di desiderio. La sua pelle era tutta tirata e la punta gonfia e pronta per farla impazzire.
Faceva attenzione a non fare troppo rumore per paure che i suoi genitori entrassero in camera. La mano correva veloce e le dita instancabili solleticavano, accarezzavano, penetravano dandole mille scariche di piacere, era vicina all'orgasmo.
Lui si sdraiò su di lei, quando il pene si appoggiò al suo sesso lo sentì caldo, allargò di più le gambe e si lasciò penetrare. Entrò tutto riempiendola completamente, non aveva mai provato una sensazione così. Si muoveva veloce su di lei togliendole il fiato penetrandola e ritirandosi senza fermarsi. Si sentiva piena, felice, completa. Il corpo si irrigidiva formando un arco, tutti i muscoli erano tesi, l'orgasmo arrivò riempiendole la testa di sensazioni magiche. Repentino anche l'orgasmo del ragazzo arrivò liberando dentro di lei il suo piacere.
Stremata, si addormentava contenta.
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