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La cena è servita
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Titolo:
La cena è servita |
Autore:
Fab |
Contatto:
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Racconto
n° 668 |
Altri
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Il ristorante era locato in mezzo alle campagne, circondato da vigneti a venti minuti di macchina dalla cittadina più vicina. Ero di chiusura, quella sera. Erano solamente le dieci ed avrei dovuto aspettare che l'ultimo tavolo pagasse il conto prima di poter chiudere ed avviarmi verso casa. Tutto il personale se n'era andato da più di mezz'ora e le ultime due clienti sembravano non volersi degnare di farmi chiudere prima del previsto. Le osservavo dallo sgabello al bancone del bar, mentre le due si scambiavano e condividevano idee. La più giovane delle due, una bionda dalla carnagione abbronzata, avrebbe potuto tranquillamente essere una ventenne. Era una ragazza di alta statura, e con i tacchi a spillo che vestiva quella sera superava la statura dell'amica di un bel pezzo. Indossava elegantemente un vestito di colore turchese, colore che quell'estate era entrato di moda, e lasciava intravedere tutte le curve di quel corpo snello, dal portamento sensuale. La seconda un'affascinante donna dalla carnagione bianco pallida e dai capelli nero corvini, sembrava una delle donne vampiro uscite dai fumetti. Il trucco, di colore scuro, risaltava il pallido blu degli occhi, mentre il nero vestito attillato la cui scollatura non lasciava spazio a nessuna fantasia la faceva esotica ed eccitante al solo sguardo. Mi recai dietro al bar ed afferrai una bottiglia di Chivas Regal. Versai una generosa porzione su del ghiaccio e la allungai con della Coca Cola. Ritornai al mio sgabello notando che una delle due ragazze mancava dal tavolo. -"Un'altra che non regge Alcool" sussurrai tra me, e ripensando al fatto che durante la serata quella particolare cliente si era alzata per andare in bagno ben cinque volte. Aprii la rivista che avevo comprato in mattinata e che non ero riuscito a sfogliare sino ad ora. La mia testa non connetteva ed alla seconda pagina mi trovai a fantasticare. Tutto d'un tratto, sentii degli strani lamenti provenire dal ristorante, e non appena mi voltai vidi le due avvinghiate in un caldo ed appassionato bacio. Le mani della bionda iniziavano a sollevare il vestito della bruna, quand'essa si precipitava a succhiare il collo dell'amica. Imbarazzato mi girai, ma dopo qualche momento, sentii il mio pene erigersi e l'eccitazione prese il sopravvento e mi trovai a sbirciarle. Le lingue delle due tornarono ad intrecciarsi in un caloroso ed appassionato bacio. Le mani della bruna scivolarono verso la scollatura, per andare a liberare i seni che la bionda prese a succhiare con stimolante passione, mentre le sue mani massaggiavano la bruna tra le gambe. Sentii la mia erezione farsi più intensa fino a rigonfiare i miei pantaloni in maniera imbarazzante... diciamocelo, non avrei mai osato camminare per il ristorante in quella maniera, era oramai troppo visibile. Ora la bruna spostava le spalline del vestito della bionda, per poi farlo scivolare lungo i suoi fianchi snelli da modella. La bionda si alzò in piedi facendo cadere il vestito a terra e notai immediatamente che essa non portava nessun tipo di slip. Se ne stava di fronte alla bruna, con le spalle rivolte verso il bar e dopo un momento di pausa la vidi sollevare la gamba destra, fino ad appoggiarla sul bracciolo del divanetto ove le due erano precedentemente sedute, per facilitare la bruna a stimolarle il clitoride mentre si inginocchiava al suolo. Quell'angelo biondo incominciava a fremere mentre la vampira procedeva a mangiarla dal basso verso l'alto facendola gemere di piacere. Quell'angelo nero della morte si arrampicò su di essa sempre tenendo una mano tra le gambe della bionda e si portò di nuovo a succhiarle il seno. Quella bionda visione sussurrò qualche parola all'orecchio della satanica. La bruna si sedette e mentre la bionda si inginocchiò di fronte, procedendo a massaggiare ed a giocherellare tra le gambe di essa, mentre era ancora avvolta dai bianchi slip di pizzo. La mano sinistra della bionda giocherellava con il seno destro della bruna mentre la mano destra procedeva a sfilare quella trappola ricamata qual erano quei tanga. Iniziai a massaggiarmi il pupe avvolto nei miei pantaloni, quando notai che la bruna si inarcava tenendo lo sguardo fisso verso di me, tenendo una mano ben ferma sulla testa dell'amica guidandola lievemente in quell'atto di piacere, mentre con l'altra mi faceva segno di avvicinarmi. Chi lo avrebbe mai aspettato di terminare una dura serata di lavoro in questo modo? Mi alzai a fatica perchè il mio pene in erezione, dentro quei pantaloni oramai stretti, mi faceva camminare in maniera goffa. Mi avvicinai senza dire una parola, mentre le sentivo gemere sempre più forte. La bruna mi chiese, tra i vari gemiti, di avvicinarmi e di baciarla sul seno; cosi feci mentre senti la mano della bionda percorrere i miei pantaloni fino a raggiungere il punto più rigonfio. La sentii faticare con la cintura, quindi decisi di darle una mano e procedetti ad aprire i pantaloni, mente la bruna miagolava ininterrottamente dal piacere. Mentre mi calavo i pantaloni la bruna mi sussurrò all'orecchio: "Ei, sveglia" Mi svegliai di soprassalto. Mi guardai intorno confuso. Ero ancora lì seduto al bar e le due Gatte erano di fianco a me ancora vestite di tutto punto. "Devi essere veramente stanco" - la bionda sussurrò - "è giunta l'ora di pagare e lasciarti andare a casa". Ancora confuso mi recai dietro al bar per prendere il pagamento. Augurandole una buona notte le accompagnai alla porta di ingresso, e notando che la bruna mi osservava i pantaloni ove il rigonfiamento era quasi visibile mi imbarazzai. Nell'uscire mi sussurrò, abbassando gli occhi verso i miei pantaloni come a voler indicare il mio pene ancora eretto: "Spero ti sia divertito quanto ci siamo divertite noi."
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