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Titolo: Lividi
Autore: Moemi
Contatto:
Racconto n° 681
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Mi piace togliermi l'accappatoio davanti allo specchio.
Farlo scivolare dolcemente sulle spalle ancora arrossate, fino a scoprirmi i seni; e poi restare lì, a guardarmi, con l'accappatoio di spugna aperto come un sipario.
La pelle è ancora lucida per l'olio idratante con cui l'ho cosparsa dopo la doccia, e dai capelli appena lavati sfuggono gocce d'acqua ribelli che mi solcano il corpo, unendo casualmente i nei come un gioco, fino a frenare la loro corsa sulla diga scura dei miei peli pubici.
I capezzoli si sono induriti per la frizione con la spugna e quell'umidore lì, tra le cosce, è davvero soltanto acqua? O è la traccia evidente dei pensieri proibiti che ho fatto sotto il getto scrosciante?
Senza togliermi gli occhi di dosso, mi chino ad aprire il cassetto della biancheria.
Ne tiro fuori un reggiseno e un paio di slip, ma li abbandono sulla sedia accanto a me.
Indosso per prime un paio di calze autoreggenti nere, e l'essere ancora nuda, con solo le calze addosso, mi fa sentire bella, provocante. M'invento una posa per un immaginario scatto fotografico e penso: questa sì, la esporrei sul mio sito.
E ad un tratto li vedo. Non so come ho fatto a non notarli prima: spiccano come piccole ombre irregolari sul mio seno sinistro, poco più in basso del capezzolo.
Lividi. Uno che sembra estendere l'aureola, l'altro proprio all'attaccatura della mammella, dove poggerà il ferretto del reggiseno... sentirò dolore.
Non lo stesso dolore che ho avvertito quando sono stati realizzati, no. Non sarà la sensazione dei suoi denti che si appropriano della mia carne. Né avrà il sapore ferroso del sangue tra le labbra, che mordevo per placare l'eccitazione.
Sarà un dolore piccolo, discreto. Un dolore trasparente.
Sobbalzerò appena ad ogni sfioramento, ricordandomi all'improvviso che sono lì.
Lividi. Che non andranno via per giorni, mi ingialliranno sul seno, sempre lo stesso seno: il suo preferito.
Dirigo rapidamente lo sguardo sul ventre, sul quadratino di pelle appena sopra il cespuglietto. Ma a quanto pare, in quel punto, i suoi assalti non hanno lasciato tracce. Solo sul seno.
Sorrido, pensando ai giorni in cui il mio petto era latteo, immacolato.
Mi stringo il seno gemendo al contatto con i lividi, felice di sentire dolore.
E' tornato da me.
E' tornato.