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Tornato a casa...
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Titolo:
Tornato a casa... |
Autore:
Broken Toy |
Contatto:
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Racconto
n° 700 |
Altri
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INTRODUZIONE. Sono tornato a casa. Ma quale casa? Da anni ormai non mi sento più a casa da nessuna parte: quando stavo con la mia ex era come essere un intruso; sono stato quasi 2 mesi a 1600 km dalla "mia" città e ovviamente mi sentivo un ospite (anche perchè lo ero); adesso che sono tornato... non è cambiato nulla, mi sento fuori posto anche a casa dei miei vecchi... Vorrei abitare da solo, tanto sono sempre solo ovunque io mi trovi.
INCONTRO Appena tornato la mia testa, ma soprattutto il mio cuore, vorrebbe una boccata di ossigeno visto che sto sempre in apnea (ci sono talmente abituato ormai che la paura di soffocare non mi sfiora neanche) ma mi è impossibile farlo subito. Passano un paio di giorni, finalmente io e S. riusciamo ad organizzare un aperitivo dopo cena, almeno ci potremo rivedere per un paio d'ore dopo chissà quanto tempo e tanti guai... Il posto e l'orario dell'incontro sono quelli, mi sento strano e non riesco a capire perchè... mentre sono sotto la doccia cerco di capire... capire... capire... l'unica cosa di cui sono certo, almeno credo, e che quest'ultima esperienza mi ha cambiato per l'ennesima volta. Chissà. Non mi sento neanche tanto emozionato e conoscendomi la cosa mi preoccupa un attimino. Mentre mi preparo, sono più complicato di una donna in queste cose, mi sforzo di ricordare com'è stato l'ultima volta in cui siamo stati insieme, ma la mente si ritrae perchè quella è stata sicuramente l'unica volta in cui abbia provato delle sensazioni assolutamente non piacevoli. S. mortificata, mi aveva detto che stava facendo una cura e tra le tante controindicazioni dei farmaci c'era anche quella... ma a me era rimasto sempre il dubbio, Lei non era mai stata così prima... Arrivo in anticipo come al solito (non posso farci niente, sono sempre in anticipo). Dopo un pò la vedo arrivare, evito di guardarla prima che salga in macchina. Apre la portiera ed entra in macchina come solo lei sa fare... sembra una pantera che si raggomitola su di un caldo giaciglio pigramente... Nella penombra (è notte) vedo che indossa un completo gessato che non lascia proprio nulla agli occhi... sembra fatto apposta per nascondere tutto. Ma anche se avesse addosso una scatola di cartone S. riesce ad essere sensuale da morire in ogni caso: dalla scollatura della giacca si vede il top che ha sotto (molto poco appariscente). Ma bastano 2 secondi appena, il tempo che l'odore della sua pelle e il suo profumo raggiungano le mie narici: il mio cuore accelera bruscamente i battiti, i miei occhi vengono "agganciati" dai suoi... è più splendida ancora di prima, avrà perso 2/3 kg ma riesco a vederla solo più bella, più Donna che mai. Riusciamo a malapena a dirci un languidissimo "ciao", poi le nostre bocche si trovano in un automatismo rapido quanto incontrollabile. Mi sento improvvisamente esplodere dentro, il contatto delle sue labbra, della sua lingua, il suo calore, il suo sapore... perdo immediatamente contatto con la realtà. E' incredibile che sia così, eppure lo è. Incuranti dei fari delle auto, delle luci della strada, non riusciamo a staccarci l'uno dall'altra, riesco solo a percepire vagamente quanto sia inutile, inesistente tutto il mondo che ci circonda... Devo fare uno sforzo sovrumano per tornare in me. Sappiamo entrambi che dobbiamo toglierci da lì, finalmente metto in moto e andiamo via. Giriamo 3 o 4 locali... uno è chiuso, l'altro è pieno, nel terzo c'è una festa privata... uff... ci rompiamo le scatole e alla fine decidiamo per un posto affatto intimo (addirittura al posto dei muri ci sono solo vetri... cioè ti vede anche la gente dall'esterno). Prendiamo io un Negroni (stasera vado sul leggero, sono stufo anche di bere) S. un Martini bianco con ghiaccio. Siamo a disagio, ce lo diciamo subito, perchè non riusciamo neanche a parlare in mezzo a quel casino. Ma non abbiamo neanche un posto dove andare... E' una di quelle sere "a rischio" per entrambi. Comunque fuggiamo dal locale e mentre comincia a piovere ci infiliamo nella mia macchina. Metto in moto, ci guardiamo negli occhi un attimo e svolto a destra sul lungo mare. Nella strada semi-buia ci sono tante macchine parcheggiate e... non sono vuote. Parcheggio anch'io. Malgrado non stia in macchina con una donna da tanti anni. Ne avevo 21 mi pare quando ci ritrovammo 2 coltelli sotto le rispettive gole... da allora non l'ho fatto più, mai stato più in macchina appartato con una donna... preferisco qualsiasi altra cosa ma non la macchina. Però ora è diverso. Non sono io a decidere. Avverto solamente un sottofondo di tensione dovuto alla situazione... ma il desiderio che abbiamo è incontrollabile. Senza che me ne renda conto mi ritrovo nella "sua dimensione"... sento il suo dolcissimo sapore in bocca, la sua mano che si insinua dentro la mia camicia... sento sotto le mie mani i suoi fianchi, la sua schiena (ho perso come sempre avviene quando sono con S. il contatto con la realtà) le sue natiche... le mie mani hanno una contrazione involontaria, le sfugge un gemito di piacere... Una remota parte del mio cervello mi ricorda che siamo in macchina, ma tutto il resto del mio essere la zittisce brutalmente. E' come sognare una cosa bellissima, una cosa che sai non potrà mai accaderti realmente... con una sola differenza: che quando sono con S. la realtà è talmente superiore al sogno stesso da essere difficilmente paragonabile. Il mio desiderio fa male ormai, i suoi gemiti, il suo odore, il suo calore mi stordisce ancora di più... la sento sussurrare "...ho bisogno di sentire il tuo sapore, di prendertelo in bocca...". Credo di aver detto qualcosa come "non farlo, sono talmente eccitato che verrei subito"... infatti S. mi si mette cavalcioni e sento immediatamente il suo calore attraverso i suoi pantaloni ed i miei jeans... preme contro il mio membro ormai indolenzito, le sfugge un urlo di piacere, non riesco più a farla stare zitta, anzi, le sue urla ed i suoi gemiti mi fanno impazzire ancora di più, come sempre d'altronde... Improvvisamente sento che sta spostandosi, in pochi attimi le sue mani mi tirano giù i jeans e la sua bocca finisce su quello che cercava... stavolta sono io ad urlare! Il piacere è talmente forte, malgrado sappia benissimo cosa è capace di farmi provare, che per un attimo sono certo di perdere i sensi. Sono senza fiato... e anche S lo è... riesco solo a percepire vagamente spezzoni di frasi "...è buonissimo...più del solito..." - "...dio mio è talmente duro che ti sta scoppiando..." - "...non riesco neanche a prenderlo tutto...". Non resisto che pochi minuti, la giro su se stessa e mentre le lecco i seni, il collo (mmmm...) le tiro giù i pantaloni e il perizoma. E' un piacere spaventoso gustarla ancora. Lei sa cosa la aspetta. Malgrado si morda il braccio per non urlare, penso che ci abbiano sentiti su tutto il lungomare. La mia bocca la brama... la lecco avidamente come so fare, mentre le mie mani scorrono l'interno delle cosce fino ad arrivare in quel paradiso che sto divorando. Mi sento come uno che ha vagato nel deserto senz'acqua dandosi per morto, e trova all'ultimo istante una pozza d'acqua per dissetarsi. La mia lingua e le mie labbra sembrano vivere di vita propria... il suo sapore, il suo odore sono qualcosa che non riesco a spiegarmi. La testa mi gira, ma non mi fermo, il suo piacere mi inonda e io bevo alla sua fonte inesauribile di piacere. I suoi orgasmi sono delle tempeste, il suo corpo vibra talmente forte da fare scuotere anche la macchina... non ce la faccio più. "Ti voglio" le dico "so che durerò 30 secondi ma ti voglio, voglio che tu mi senta". Stava per dirmi che mi voleva dentro... Entro in Lei e questa volta il suo urlo sembra davvero interminabile, quasi di rabbia. Senza fiato riesce solo a balbettare tra un gemito e un'altro con voce strozzata ".. mi stai arrivando al cervello, non fermarti, non fermarti...". Le miei mani le stringono con forza le natiche, il suo piacere esplode ancora una volta... non ho più nemmeno percezione temporale... ricordo solo che quando sto per venire Lei capisce immediatamente e scende con la bocca su di me per farmi venire come solo Lei sa fare. Poi un momento di black-out.
E' passata più di mezz'ora dal mio orgasmo. Siamo avvinghiati l'uno all'altra. Il mio membro è duro come prima, praticamente come se non avessimo fatto nulla. La sua mano lo stringe con tenerezza e nello stesso tempo con fermezza, come se avesse paura di perdermi ancora...
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