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Titolo: Insegnamenti culturali
Autore: Shaara
Contatto:
Racconto n° 709
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Non mi piacciono i centri commerciali, ma ogni tanto un salto ce lo faccio, ma solamente un reparto alla volta, altrimenti non reggo proprio la calca e le casse iper affollate.
La scala mobile porta i clienti sino al piano ed al reparto desiderato senza muovere un solo muscolo.. forse per questo non mi piacciono e scelgo sempre le care vecchie scale.
Il piano che mi interessa è il terzo, lingerie. Ho voglia di qualche cosa di nuovo, qualche cosa di colorato e intrigante.
A quest'ora vi sono poche persone, le commesse stanno sistemando i nuovi arrivi. La scelta è alquanto vasta e mi giro un poco attorno alla ricerca di qualche cosa che attiri la mia attenzione... ho un paio di ore di relax e le passerò spendendo qualche soldo.
Mi soffermo di fronte ad un campionario di delicate coulotte morbide che danno alla pelle una piacevole sensazione di freschezza e poi sono belle, talune ricamate con merletti di pizzo altre a tinta unita, di seta. Non amo il tanga, non veste bene. Le coulotte invece si fanno notare e adornano il colore omogeneo della pelle di raffinate fatture. Il perizoma invece, è utile solo per stare sotto ad un abbigliamento aderente.
Un uomo si avvicina, dai capelli brizzolati deduco la sua età, sulla cinquantina; si guarda attorno mentre avanza.
Timidamente mi guarda con i suoi begli occhi azzurri, tentenna.
< Ehmm... mi perdoni signorina, dovrei chiederle una cortesia, se non sono troppo indiscreto! >
Annuisco e lo lascio parlare.
< Scusi! ..dovrei regalare qualche cosa di adatto ad una donna, molto bella. Pensavo ad un abbigliamento intimo, mi potrebbe consigliare qualche cosa?.......Si, lo so che sono indiscreto ma non regalo spesso biancheria intima.. >
< Non saprei.. come potrei darle dei suggerimenti, neanche conosco la destinata...? >
< Ho notato che è già da un po' che osserva attentamente tutti i capi quindi credo che lei se ne intenda e sicuramente sceglierà meglio di me.... e poi fisicamente le assomiglia molto. >
Prendo in mano una coulotte che mi è piaciuta molto, di seta, raffinata, rosso bordò... poi uno slip che fascia i fianchi con un morbido pizzo, abbastanza sottile sotto, giallo senape; li porgo all'uomo dicendo che questi sono i miei preferiti.
< Ottima scelta, sono entrambi bellissimi... anche queste qua, a fiori, e questo tanga... mi piacerebbe prenderli tutti ma poi scambierei un semplice regalo per una fornitura di corredo, credo che non stia bene. >
Sorrido e annuisco ancora.
< Senta, lei è molto gentile e assai più giovane di me, quasi una figlia, potrei chiederle un'ulteriore cortesia?...... Che ne direbbe di indossarli per rendere la mia scelta più semplice!?...... l'assicuro che non penserò a null'altro che alla visione del capo.. in fondo non vi è nulla di male, le strade sono ricolme di foto di biancheria intima indossata da bellissime ragazze, come lei... e al solo scopo pubblicitario. >
Gli schiaffo gli indumenti in mano e mostro il mio risentimento, anche se contemporaneamente mi viene da pensare che in fondo ha ragione e non v'è nulla di male e addirittura ne trarrei un sottile piacere. Ma proprio, non posso dargli la soddisfazione di una risposta favorevole, cosi su due piedi, l'insegnamento morale che attingiamo dalla nostra cultura, dall'insegnamento nelle nostre chiese, dai nostri preti, anche se spesso incrinato da contrastanti realtà, non me lo permette.
< Mi perdoni ancora una volta della mia sfrontatezza, ma proprio le mie intenzioni non sono mirate a secondi fini e lo scopo è solamente quello di non errare in una scelta che so, importante. Sono disposto ad offrirle da bere non appena fuori di qua. ..la prego. >
I suoi modi gentili, curiosi e, la sua richiesta assurda quanto semplice, mi attirano.
In fondo sono venuta per provare dei capi di abbigliamento e l'unica cosa che cambia è il fatto di avere anche il parere di un uomo.. pensandoci bene la cosa è divertente. Mi riprendo in mano le mutande che teneva ancora protese e mi avvio verso un camerino, scelgo quello più defilato.
Appendo la borsetta al gancio e le mutandine da provare le appoggio alla mensola, guardo fuori dal camerino, lui è li, in attesa, richiudo la tendina e dopo un tenue sospiro, mi sfilo le mie mutandine, ci ripenso un attimo prima di attaccarle al gancio vicino la borsa, mi guardo allo specchio e mi scappa un sorriso.
La prima è una coulotte che ha scelto lui, di cotone morbido, azzurrina con fiorellini delicati, la indosso, poi chiamo il tipo e quando sposta la tenda per guardare, alzo lentamente il mio vestito a gonna sino alla vita, guardandolo negli occhi. Il suo sguardo rimane fisso sui miei fianchi, non gli esce una parola, faccio un giro intorno poi lascio cadere il vestito. Mi guarda per un attimo poi deglutendo, esce.
Tolgo il capo d'abbigliamento e lo sistemo accanto alle altre mutandine, ne prendo un altro, un tanga che aveva scelto lui, a me non piace per nulla, ma lo indosso lo stesso.
Allungo una mano fuori e faccio cenno di venire.. lo stesso sguardo, la stessa operazione, alzo la gonna e sento il suo sguardo sulla mia pelle; questa volta, con le natiche scoperte, noto che il suo viso accenna ad una moina, giro e di nuovo faccio cadere la gonna, di nuovo lui esce da quel pertugio senza una parola.
Così per altri due capi.. rimangono le coulotte che scelsi per me, quelle bordò, questa volta però, tolgo completamente il vestito poi lo chiamo.
Appena entra, il suo sguardo non riesce a scendere al di sotto dei seni, nudi ed eccitati... con un dito gli faccio cenno di scendere, lo segue, guarda il capo di abbigliamento, oppure neanche lo nota, i suoi occhi non riescono a star fermi.. aggrappato alla tenda non riesce che a mordersi le labbra... sento i miei umori scendere e faccio appena in tempo a togliermi le mutandine, lo prendo per il bavero e lo tiro dentro, si inginocchia davanti a me e spingo la sua testa tra le mie gambe, la sua lingua raccoglie la mia linfa, la sento entrare......
D'un tratto, un gran vociare di bambini e donne si avvicinano, lo tiro su e dopo esserci guardati, lui si gira ed esce dal ripostiglio.
Mi prendo un secondo di tempo per riprendere fiato e riportare i battiti cardiaci alla normalità.. mi rivesto, raccolgo le mutandine dalla mensola controllando prima che non le abbia bagnate, poi esco. Alzo lo sguardo, lui non c'è, solo una masnada di mamme e bambini.. un bimbo mi guarda serio, poi sorride e corre da sua madre.
Spaesata mi avvicino ad un bancone ove lascio cadere tutte quelle mutande, un senso di disappunto mi sale dentro, misto alla rabbia di essere stata presa in giro o forse per non aver potuto terminare una cosa per cui un attimo prima avrei ceduto completamente al desiderio.
Una commessa si avvicina, mi chiede se sto bene. Poi mi invita a seguirla alla cassa. Mi porge un pacco regalo, sottile, tipico di un capo di abbigliamento, accompagnato da un foglio scritto in fretta e ripiegato.
< Lo ha lasciato quel signore che era con lei prima! >.
Guardo ancora in giro per vedere il suo viso, invano, poi apro il biglietto allontanandomi verso le scale.
(Carissima ragazza di cui non so il nome, grazie per avermi donato un momento di incredibile passione. Ovviamente il regalo che dovevo fare, l'ho fatto.. e la bella ragazza a cui era destinato sei tu. Spero di incontrarti ancora. Don Franco)