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Diario di una via di mezzo
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Titolo: Diario di una via di mezzo
Autore: Mina
Contatto:
Racconto n° 710
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Novembre
A G.G.
che si prende amorevolmente cura della mia clitoride.
Vi scrivero' di questi fatti senza provarne vergogna.
In vita mia non ho mai pensato, non ho mai nemmeno ritenuto possibile amare o semplicemente avere una relazione puramente sessuale con una donna, Saffo non e' mai stata per me dolce attrattiva, in questo quella che io ho sempre considerato "la mia normalita'" ha sempre trovato il suo naturale sfogo.
Fino ad ora.

Sono in ritardo di nuovo, maledizione... litigo allo specchio con i capelli come tutte le mattine, non mi piacciono lisci, me lo dico sempre: "un giorno o l'altro mi faro' la permanente", sistemo la giacca, cerco freneticamente nel cassetto una sciarpa di seta che dia colore al mio fin troppo sobrio tailleur, voglio uno spruzzo di vita su tutto questo grigio. Mi infilo di corsa i collant, infilo scarpe e cappotto, prendo al volo la borsa e sono gia' fuori casa.
Il tempo e' impietoso stamattina, dovro' truccarmi in macchina. Come sempre.
Ho 27 anni, famiglia alto borghese, vivo ancora con i miei genitori in una villetta bifamiliare in un paesino di provincia, da buona diplomata in ragioneria sono impiegata in uno studio commercialista, amo viaggiare, i miei genitori hanno sempre voluto il meglio per me, molta vita sociale, un compagno da due anni che mi ama e che amo, non ho avuto molti uomini ma non ho rinunciato alle mie esperienze, non fumo, non mi drogo (anche se una volta alle superiori provai a dare un tiro ad uno spinello ma aspirai il fumo e finii quasi per svenire negli spogliatoi della palestra della scuola e da allora non ho piu' provato nulla, anzi, il sapore che mi lascio' in bocca ricordo fu terribile) e leggo moltissimo.
La sola cosa illegale che ho fatto in vita mia e' stata rubare un reggiseno in un grande magazzino di Milano per scommessa con la mia migliore amica. Avevo 12 anni ed ho ancora quel reggiseno.
Poi...
E' cominciato tutto per caso. Una sensazione, una voglia, la rimembranza di un'immagine di me, 12nne con la mia migliore amica di allora: una ragazza mora con due grandi occhi nocciola, carnagione chiara, persona decisamente troppo timida ed impacciata, fisico asciutto ed un seno splendido, un tipo "tutto casa e chiesa", un'amicizia che nel corso degli anni ho perso quando si e' trasferita con i familiari all'estero, per via degli impegni di lavoro del padre.
Mi ricordo di un pomeriggio d'estate, di noi due innocenti, giocare al dottore e all'infermiera. Lei stesa seminuda sul dondolo nel suo giardino ed io accovacciata ai suoi piedi ad ammirare la sua giovane, acerba e sensuale femminilita'. La mia voglia di toccare, di vedere, incuriosita da tanta morbidezza.

15 anni dopo.
Sto proprio pensando a lei in questa sera fredda e piovosa di Novembre, sono di ritorno da una festa di addio al celibato di una mia vecchia compagna di universita' ed entrata in casa di corsa, mi siedo un minuto sul divano di pelle rosa antico del mio soggiorno, al buio, rilassandomi un poco togliendomi scarpe e cappotto con questo pensiero nella mente: "Perche' non assecondare quella curiosita'?".
Ma come posso fare? Non posso fare una inserzione sul giornale o chiedere ai miei amici quali sono i migliori locali gay di Milano.
Come posso avvicinare un mondo che mi appare tanto nascosto e sommerso, tanto lontano, diverso da come sono io e farlo nel piu' totale anonimato?
Certo, internet!
Accendo il mio portatile, mi connetto ad un motore di ricerca e trovo un sito gay, provo subito ad entrare nella chat, non lo avevo mai fatto prima e all'atto pratico non so nemmeno cos'e' una chat.
Improvvisamente mi sento in imbarazzo anche se so che nessuno mi conosce, nessuno puo' sapere chi sono se non sono io a volerlo.
Questo mondo notturno non ha mai suscitato la mia curiosita', pero' ora mi sorprendo divertita, l'anonimato mi concede slanci di proposte di incontro davvero molto azzardati.
Chiacchiero del piu' e del meno con le ragazze o presunte tali, fino a quando una di loro mi invita in privato, mi parla di se' ed io le dico che per me e' la prima volta, lei mi chiede se sono lesbica o bisex,
io le dico che per ora non le so rispondere, sono anche io curiosa di scoprirlo.
Le chiedo sfacciatamente se le va di uscire a cena con me, magari in un ristorante giapponese di cui ho sentito parlare.
Lei esita, ma alla fine la curiosita' ha la meglio ed accetta, anche se mi dice che per la prima volta e' meglio se ci troviamo fuori dal ristorante, la possibilita' che io la vada a prendere la mette in agitazione ed imbarazzo e francamente nell'istante in cui realizzo che cosa sto facendo quasi mi vorrei prendere a schiaffi da sola, devo essere impazzita ma ormai non posso tirarmi indietro.
La saluto, ci scambiamo i numeri di cellulare, chiudo la chat e resto qualche minuto sola con i miei pensieri.
Avro' fatto bene? Non so nemmeno chi e', non la conosco, mi sto cacciando in un guaio, lo sento... accidenti a me, la mia ostinata curiosita' mi uccidera' un giorno... pero' mi vergogno di quello che ho fatto, che diro' a Giacomo il mio compagno?
Certo lui se la godrebbe nel vedermi glabra e gaudente fra le braccia di una donna... io forse un po' meno.
Alla fine decido di non pensarci e vado a dormire.
L'indomani la giornata scorre senza intoppi, il molto lavoro mi tiene la mente occupata ed impedisce di concentrarmi sul mio appuntamento, viene sera quasi senza che me ne renda conto e mi ritrovo per strada diretta alla volta di Milano, assolutamente tranquilla e libera da pensieri, come se stessi uscendo con le mie amiche, quasi non riesco ancora a realizzare cio' che sta per accadere.
Sono arrivata fuori dal locale, lei e' gia' li' che mi aspetta, la saluto con dolcezza anche se, sono certa, il mio volto tradisce lo sconcertante imbarazzo in cui mi trovo, lei sembra piu' rilassata, mi sorride ed entriamo.
Eccoci a cena in uno dei locali che preferisco di Milano, intimo, accogliente, sobrio, ricavato da una vecchia corte, tavoli e sedie in ferro battuto, lume di candela ovunque, nel locale interno arredamento in stile giapponese post moderno, discreto ed intellettuale. Infatti cosi' mi appare la gente, l'eta' media dei presenti supera la trentina.
Ci sediamo in un angolo del ristorante al coperto, i camerieri in divisa, tutti giovanissimi, passeggiano senza fretta fra i tavoli, una musica soft accompagna il mormorio di sottofondo, una coppia accanto a noi beve del sake', un'altra poco distante sta amoreggiando con un cucchiaio di gelato al cioccolato, in fondo alla sala un gruppo di giapponesi commenta evidentemente compiaciuta due modelle che siedono non lontano da loro.
Io, dal canto mio, sono cosi' maledettamente imbarazzata che stento a parlare per qualche minuto, riesco solo a pensare che e' il mio primo appuntamento con una lesbica.
Dopo il primo impatto pero' all'imbarazzo prendono posto eccitazione ed euforia, mi sento a meta' fra la bambina piu' o meno innocente che ricordavo e la donna sessualmente matura e disinibita di oggi.
Lei mi piace.
Io la guardo, la scruto, credo di metterla persino in imbarazzo dal tanto che la sto fissando; cerco di smetterla ma non ci riesco, ho sempre erroneamente immaginato le lesbiche come donne dall'aspetto molto mascolino, invece lei non lo e' per niente, un gran cespuglio di capelli ricci, castano chiari, le cadono morbidi sulle spalle, lineamenti del viso dolci, due bellissimi occhi azzurri ed un sorriso accattivante, pero' si mangia le unghie, cosa che di solito mi irrita al solo pensiero ma non stasera.
E' vestita in lungo completamente di nero, il suo abito non fa trasparire un solo centimetro della sua pelle.
I suoi occhi guizzano velocissimi sul mio corpo, nell'incavo messo bene in mostra del mio seno, sulla mia bocca, fisso negli occhi, ora sono io in imbarazzo!
Mi sussurra all'orecchio complimenti per il mio profumo.
Sono felice ma imbarazzata.
Parliamo di noi, lei e' una musicista, suona il pianoforte da quando aveva sei anni, io le racconto del mio lavoro, dei miei viaggi studio, mi affretto a dirle che ho un compagno che amo e che mi rende felice, voglio darle da intendere chiaramente che non sono lesbica, mi metto un poco sulla difensiva, voglio evitare equivoci, voglio che creda che sono solo curiosa rispetto a questa nuova flessione che potrebbero prendere le mie preferenze sessuali.
Con malizia lei mi racconta delle sue esperienze, senza mai entrare troppo in dettaglio per non mettermi troppo in difficolta', sa che mi sta eccitando.
Mi sembra che tutti nel locale abbiano gli occhi fissi su di noi, temo per un secondo il giudizio della gente, mi guardo nervosamente intorno per scorgere visi familiari, sguardi conosciuti, per essere pronta al minimo segnale ad interrompere questo nuovo, strano, eccitantissimo corteggiamento.
Continuo ad accavallare e scavallare le gambe con insistenza imbarazzante.
E' lampante maledizione, sono eccitata, mi sento come una bambina che sta per rubare le caramelle che la mamma le ha severamente proibito di mangiare.
Mi sento come ubriaca, eppure ho bevuto solo un succo di frutta, anche lei ha qualcosa nel suo sorriso e nel suo sguardo che non so ancora ben definire, quello scintillio che normalmente in un uomo mi fa capire che ha voglia di sesso, che e' eccitato... pero' e' la prima volta che mi capita di notare una cosa simile in una donna, penso che forse mi sto sbagliando, forse le donne fra donne comunicano in modo differente i loro appetiti e non azzardo nessuna mossa.
E' una vertigine, mi sento mancare la terra sotto i piedi, non ho mai provato nulla di simile, ho lo stomaco tanto contratto da non riuscire a deglutire nemmeno la mia saliva, penso: "Ma gli uomini devono fare tutta sta fatica con noi ? Io non ne ho mai fatta tanta con un uomo!"
Vorrei provare un approccio diverso, ma mi sento terribilmente maldestra ed impacciata e la serata si conclude innocentemente.
Persona adorabile Marta musicista 28nne di Milano, prima di lasciarci mi invita in un locale frequentato unicamente da donne lesbiche e bisex nel quale suona abitualmente il "Triciclo" dove mi dice sorridendo maliziosa: "Sai, agli uomini non e' permesso entrare".
Io accetto, la saluto e mi avvio verso casa.
Mentre sono in macchina, mi sovviene l'immagine di me in un locale lesbico, che non so perche' la fantasia mi fa immaginare promiscuo, luci basse alla stessa stregua del club di scambisti dove tempo addietro ero stata, per mio enorme dispiacere, con un mio ex.
La cosa mi pare divertente, ma dopo un secondo "vedo" insinuarsi in questa splendida visione di orge lesbiche quella di mia nonna, in ginocchio, pregando per la salvezza della mia anima e la redenzione da questa vita dissoluta.
Un angolino della bocca mi si inarca disegnando un sorriso malizioso, illuminandomi il volto e penso: "Povera nonna, ha scopato 3 volte in 76 anni con le conseguenti figlie e non deve neanche esserle piaciuto molto, per avercela tanto col sesso, il suo motto e' sempre stato: due cose hanno rovinato il mondo: i soldi e il sesso!".
Rido.
Come sono blasfema!
Arrivata a casa l'emozione non regge, non dormo, maledizione non riesco a chiudere occhio, mi giro e rigiro di continuo nel letto, sono nervosa, agitata, e' come essere in paranoia ma senza provare paura.
Appena chiudo gli occhi mi appaiono immagini di donne nude, volti stravolti dal piacere, lingue che si incrociano, si succhiano, capezzoli duri, labbra che si chiudono attorno a clitoridi gonfi ..ed io mi bagno, il calore scende fra le mie cosce.
Corro a prendere il vibratore che mi ha regalato Giorgio, nascosto sotto la pila di maglioni nei cassetti del mio armadio a muro, ci infilo un profilattico per farlo scorrere meglio, odio quando Giorgio se lo dimentica, perche' e' troppo grosso ed il lattice non scivola bene nemmeno quando sono molto bagnata e mi si irritano le piccole labbra dallo sfregamento... non ce la faccio piu', mi rinfilo sotto le coperte, spalanco le cosce, le dita corrono subito fra le labbra, ora tengo tutto il mio sesso nel palmo della mano destra, ondeggio con insistenza il bacino avanti ed indietro, in quel crogiolo di umori scappuccio la clitoride e comincio a masturbarla con la punta del vibratore, ci giro intorno, la bagno con la saliva, la sento crescere, indurirsi, mi mordo le labbra, devo cercare di non fare rumore, a stento trattengo i gemiti, l'altra mano e' sul capezzolo sinistro lo tira lo tortura, mi porto il seno alla bocca e lo titillo con la punta della lingua.
Poi con un mano mi allargo le piccole labbra, ci appoggio la punta ed infilo di colpo il vibratore nel mio sesso glabro.
Una frustata elettrica percorre la mia schiena facendomi balzare. Mi piace sentirmi "piena". Contrazioni vaginali... il mio corpo si sta adattando all'ospite, sento le pareti aderire perfettamente al nerbo di lattice.
Le mie dita nel frattempo continuano a sfrugugliare la clitoride furiosamente, con rabbia, sono vicina, non voglio fermarmi, voglio godere.
Vorrei gridare, lasciarmi andare ma devo trattenere il fiato, la mia camera e' attigua a quella dei miei genitori, non posso svegliarli.
.Ecco .
Vampate di calore improvvise, le dita dei piedi si inarcano, una sensazione come di pipi'... godo o sii vengo. Se mi concentro abbastanza riesco persino a sentire Giorgio, quella splendida magnifica sensazione di rigidita' e calore, nessuno mi ha mai scopata come lui, sento quasi il suo peso sul mio corpo, il suo fiato caldo sul collo, e' una sensazione cosi' reale da farmi girare la testa.
Orgasmo magnifico.
Ho il fiato corto, tremo ed ho i capezzoli duri come chiodi, sembrano voler bucare le lenzuola.
Con i muscoli della vagina "partorisco" il vibratore madido di umori, sfilo il profilattico, lo avvolgo in un paio di fazzoletti di carta e lo butto nel mio cestino poi sgattaiolo in bagno per lavare il fallo di gomma, "allungo le orecchie" in anticamera e resto un secondo in silenzio. Tutto tace, i miei genitori russano, non hanno sentito nulla.
Per un secondo la mente mi torna a quando ho fatto l'amore per la prima volta con Giorgio nella camera dei miei genitori.
Mi presentai sulla porta di casa ad accoglierlo con l'abito da sposa di mia madre addosso, ne reggevo un lembo con una mano per non inciampare, non era completamente allacciato ed una spallina era scesa impertinente sul braccio, i capelli semi raccolti, un velo di trucco, scalza, unghie di mani e piedi laccate di un bel rosso fuoco e senza mutandine, non gli ho dato nemmeno il tempo di togliersi la giacca, gli ho preso la mano e l'ho infilata sotto l'ampia gonna fra le cosce e gli ho sussurrato all'orecchio: "Ho bisogno di essere sbattuta".
Lui mi ha sorriso, ha chiuso la porta alle sue spalle, siamo andati in camera e mi ha scopata tutta la notte... proprio come volevo esserlo.
Quella notte ho perso anche l'ultima "verginita'" rimastami.
Ritiro il vibratore e torno a letto, ora posso dormire, ma prima ho bisogno di dirlo a qualcuno, ho bisogno di confidarmi, sto pensando seriamente di fare sesso con una donna, ma e' un universo che non conosco, anche se mio parallelo, non so cosa fare ed i condizionamenti culturali fanno la loro parte, mi sento improvvisamente in colpa verso Giorgio, mi sento anormale, "sporca".
Ho bisogno di una persona di cui fidarmi, perche' fino a che non lo diro' a qualcuno tutto questo non sara' mai reale. Ma chi?... Andrea!!
Si Andrea e' la persona giusta.
Ho fede in lui, si e' guadagnato la mia fiducia ed il mio rispetto.
A modo mio lo amo, come amo le pochissime altre persone, familiari compresi, che fanno davvero la differenza nella mia vita, che conto sulle dita di una mano e che non arrivano ad essere cinque e perche' anche lui, come me, in tempi scolastici tempi per noi difficili, non e' mai stato compreso ed al suo reale genio creativo, sono sempre state preferite le mediocrita' perche' controllabili in quanto tali.
Ma come faccio a dirglielo?
Che reazione potra' avere?
Un'infinita' di domande mi si accalcano nella mente, la possibilita' di una sua reazione negativa mi ossessiona, mi angoscia e se dovesse accadere ne sarei davvero profondamente ferita.
Il suo affetto mi e' necessario, e' uno dei punti fermi della mia vita ed io, concepita in un bagno di valium, vivo nel perenne atto di annegare, ho le braccia tese in avanti in cerca di equilibrio... ed Andrea e' parte di questo equilibrio.
Alla fine decido di rischiare e mando un messaggio.
La risposta non tarda ad arrivare, e' dolcissima, seria e rassicurante, ne sono felice.. mi sento molto meglio ed il silenzio che gli chiedo insistentemente e che lui naturalmente mi garantisce mi fa sentire al sicuro.
So che non usera' mai queste confidenze per farmi del male e so che qualsiasi cosa io possa fare nella vita, Andrea sara' sempre dalla mia parte, magari senza condividere le mie posizioni, ma certamente senza mai giudicarmi.
E' proprio lui che mi consiglia di mettere su carta queste esperienze ed e' per questo che ora scrivo, per concedere a me stessa una analisi obbiettiva, per quanto mi e' possibile, di tutto quanto sta accadendo, per potermi capire, per sapere insomma, se sono la persona che ho sempre creduto di essere.

Qualche giorno dopo.
Ho deciso di accettare l'invito di Marta, la settimana lavorativa mi ha stroncata, oggi ho voglia di divertirmi, mento spudoratamente a Giorgio (pero' mi sento una carogna.) mi preparo e senza dire niente a nessuno vado al "Triciclo".
Arrivata li' scopro che e' nato anni fa come circolo culturale, gestito da due donne, compagne nella vita, che comprarono questo enorme quadri locale mansardato in un palazzo assolutamente anonimo, infiltrato in una piccola via del centro di Milano, con soli altri uffici e percio' vuoto di sera e lo trasformarono in locale notturno per sole lesbiche e bisex.
Entrata non riesco a credere a cio' che vedo, ci sono solo divanetti tutt'intorno al perimetro delle stanze, luci soffuse, sento della musica, mi addentro sempre piu' nel locale, vedo decine di donne di ogni eta' e classe sociale abbracciate, divertite, sparse ovunque.
E' una sensazione strana ma e' un bel posto ed io mi diverto.
Entro in una nuova stanza e vedo Marta sul palco, accompagna alle tastiere una cantante, sono bravissime.
Mi sento molto a mio agio qui, sara' forse per via della forte identita' femminile.
Appena conclusa la performance tra lo scroscio di applausi generale, Marta mi viene incontro sorridente, mi abbraccia e mi trascina a ballare, mi presenta le sue amiche, sono tutte gentili ed accoglienti, mi sento "a casa".
Nel locale gira anche qualche "scaricatore di porto", sono allibita nel vedere in queste donne la totale mancanza di femminilita', al contrario, tutto il loro essere esasperato in abbigliamento e comportamenti maschili.
Di certo la semplice presenza non mi crea problemi, ci sediamo tutte ad un tavolo al bar, in un'altra stanza che ancora non avevo visto, chiacchieriamo liberamente, la serata scorre veloce ed io mi ritrovo alle 5 del mattino nel mio letto a ridere divertita.

II
Sono soddisfatta di questa incursione nel mondo lesbico/bisex ed ora che ho cominciato non voglio piu' fermarmi, ho sete di conoscenza e soprattutto voglio fare sesso con una donna, voglio provare, sapere cosa significa, voglio sapere cosa prova Giorgio ad entrare dentro di me, voglio sapere come si fa a far godere una donna.
In verita' mi sembrano domande un poco senza senso essendo io stessa una donna, dovrei gia' avere le risposte che cerco, ma la realta' e' piu' complicata della fantasia ed io sinceramente non saprei che fare di fronte al corpo femminile, non mi sentivo cosi' a disagio prima di perdere la verginita' con gli uomini, e' una sensazione che mi da molto fastidio.
Anche perche' il sesso non e' mai stato un problema per me, ho sempre avuto la fortuna di viverlo serenamente, divertendomi, ma stavolta e' diverso.
E se poi mi innamoro?
Non posso nemmeno pensarci, succederebbe un casino di proporzioni bibliche in casa mia.
Comunque non ho ancora riflettuto su questa possibilita' e non voglio farlo ora, senza contare Giorgio, prima o poi dovro' dirglielo.
Sono tentata di chiedere ad Andrea una specie di lezione sull'argomento, lui e' sempre stato uno sciupa femmine al liceo e secondo me e' uno di quei pochi uomini che le donne le sa far godere davvero!
O per lo meno cosi' l'ho sempre visto io, solo che l'idea di chiedergli una cosa simile mi fa ridere e mi imbarazza a morte, forse e' meglio che le cose seguano naturalmente il loro corso.
Ho deciso, rientro nella chat e lancio un'idea, organizzo una cena per le nuove arrivate come me perche' ho voglia di conoscere gente e propongo il ristorante dove ci incontrammo io e Marta e con mio non poco stupore l'iniziativa sembra piacere e dieci ragazze mi confermano la loro adesione, ci scambiamo i numeri di cellulare e ci salutiamo.
Il giorno dopo in ufficio non riesco a combinare niente, sento solo una voce dentro di me che mi da della maledetta pazza, incosciente e forse a ragion veduta, ma non voglio incedere nei soliti blocchi mental-cultirali, penso persino di telefonare alle ragazze e disdire tutto ma alla fine la curiosita' prevale (ed anche l'eccitamento) mi faccio coraggio e prenoto un tavolo.
Le giornate scorrono velocemente o forse e' solo una mia impressione ed arriva venerdi' sera.
Niente riesce a catturare la mia attenzione, aspetto solo il momento in cui saro' a quel tavolo, tutte le mie energie sono dirette a quell'istante, non mi importa piu' di nulla, nemmeno di Giorgio che comincia a risentirsi della mia latitanza.
E' venerdi' finalmente.
Stavolta sono molto nervosa, mi faccio una lunga doccia calda per rilassarmi ma non funziona, mi aggiro sbuffante per la stanza non so cosa mettermi e non so come pettinarmi.
Mi sento morire di vergogna, mi sento osservata, scrutata, mi sembra di avere la scritta "lesbica" sul culo e che tutti la notino, specialmente i miei genitori.
Alla fine mi metto in lungo, scelgo il blu ed esco facendo finta di niente.
Ci troviamo tutte fuori dal locale, io sono la prima ad arrivare, nessuna di noi conosce le altre, mi sembrano tutte simpatiche, comunque tutte gentili.
Entriamo e prendiamo posto al tavolo, nessuna di loro era mai stata in questo posto tranne me.
Stasera "gioco in casa".
Si chiacchiera di arte, musica, teatro, lavoro, sottovoce persino di sesso, ci conosciamo e ci presentiamo a turno.
Nessuna di noi, me compresa, e' minimamente in imbarazzo... al contrario ci si diverte.
Quando ecco arrivare lei.
E' in ritardo, non la conosco, sono la prima che saluta, non sono la prima che vede, ma sono la prima che guarda ed anche io la guardo. Per me e' semplicemente bellissima, fasciata nei suoi jeans elasticizzati e in quel maglione nero che disegna magnificamente i contorni del suo corpo.
Sono letteralmente senza fiato, i suoi occhi fissano incessantemente i miei e sembrano volermi arrivare dentro fin nei visceri, mai visto uno sguardo tanto penetrante in una donna.
I suoi capelli corvini incorniciano perfettamente il suo pallido volto, mi guarda seduta dall'altro capo del tavolo, maledizione la vorrei al mio fianco!
Mi spoglia con gli occhi, mi fa l'occhiolino senza farsi vedere dalle altre, mi sorride, mi corteggia, mi parla.
Mio dio adoro come pronuncia il mio nome .
Io mi infiammo, tento di non darlo a vedere ma sotto la mia camicetta di seta, sotto il reggiseno a balconcino di pizzo bianco, i capezzoli mi fanno gia' un male cane, mi eccita da impazzire, la voglio, devo averla ad ogni costo, la desidero in modo abominevole!
Tutte al tavolo si sono accorte di quanta elettricita' c'e' fra noi, io non lo nascondo piu', anzi voglio che tutti lo notino... santo cielo, mi sorprendo esibizionista!
Ci scambiamo i numeri di telefono.
Per me esiste solo lei in quel locale, tutto sparisce e la mia attenzione e' per i particolari del suo viso, dei suoi abiti e del suo splendido corpo, e' una pugilista professionista.
Ci corteggiamo tutta sera, parliamo da un capo all'altro del tavolo, fra una portata e l'altra.
E' cosi' seducente.
Purtroppo pero' lei deve portare a casa una sua amica ed io l'indomani ho la sveglia alle sei, appena fuori dal locale ci baciamo teneramente sulle guance davanti agli occhi curiosi e divertiti di tutte le altre e ci avviamo verso casa.
In macchina tutti i pensieri si accaniscono su lei, immagino come possa essere un bacio fra donne, come possa essere il sesso, me lo chiedo da giorni..
E' come se avessi di fronte un bellissimo giocattolo, che mi appartiene in quanto appartenente io stessa alla sua stessa natura, ma che non so far funzionare, sono impaziente di scoprirlo, ma resto per ora con la mia voglia insoddisfatta.

III
Sono trascorsi alcuni giorni dalla cena durante i quali sono ritornata alla vita di sempre, un po' per dovere e un po' perche' non sono abituata a scossoni emotivi di tale portata e devo assolutamente prendermi cura di Giorgio, l'ho trascurato molto e ormai sono a corto di scuse, non so piu' che dire per poter uscire sola ne cosa inventarmi quando mi chiede con chi sono stata e cosa ho fatto.
Pero' le mie nuove amiche mi mancano.
Oggi' e' stata una giornata storta, non me ne andava bene una in ufficio, maledizione, mi tornano in mente le mie amiche... mi torna in mente lei.
Squilla il telefono.
E' lei, non posso crederci, mi sta chiedendo di uscire a cena ed io prima di aver sentito lei finire la domanda gia' odo la mia voce dirle di si.
Decidiamo per una pizza.
Mi preparo al volo come mai ho fatto, sono in camera mia e mentre mi pettino urlo ai miei genitori che esco per cena, mi infilo di corsa in macchina, sono in estasi, aspettavo questo momento da giorni, sono felice, eccitata.
Per strada non c'e' traffico, arrivo subito alla pizzeria, lei mi sta aspettando fuori, e' appena arrivata, io parcheggio al volo, ci salutiamo con un innocente bacio sulla guancia ed entriamo.
Sono gia' stata in quel locale diverse volte, mi piace ma tutta la mia attenzione e' per lei solo per lei, comunque, di certo dopo questa sera non potro' tornarci per un pezzo.
Ridiamo divertite, lei e' in pantaloni neri e camicia di seta bianca, le si intravede il reggiseno a balconcino bianco, entriamo.
Ci imbocchiamo e ci succhiamo le dita a vicenda, facciamo battute pesantissime sul sesso, i camerieri arrossiscono, non riescono a trattenere le risa, i vicini di tavolo ci guardano con la coda dell'occhio, imbarazzati ma incuriositi, io non mi sono mai divertita tanto, anche se Sara parla talmente ad alta voce che imbarazza persino me.
Ci somigliamo molto fisicamente, tranne per il fatto che lei e' mora ed ha 8 anni piu' di me !
E' un avvocato penalista ed e' lesbica da sempre, l'idea di avere per le mani me, "verginella" la eccita molto e si vede, lei si definisce filo americana perche' dice di essere una: "fottuta esibizionista, proprio come quelle checche che si esibiscono durante la parata a N.Y. ogni anno" e visto come sta andando la serata le credo sulla parola.
Questo tipo di esibizionismo non mi appartiene, anzi quasi mi infastidisce, mi mette terribilmente in imbarazzo, forse perche' ancora non ho familiarita' con le donne come lei, ma non glielo dico, non voglio farne un problema.
Poi una scena da film (Herry ti presento Selly), la coppia accanto a noi dopo averci studiate a lungo chiede per dolce: "lo stesso che hanno preso loro" e noi ce ne andiamo ridendo, questa notte scoperanno a non finire.
Siamo ferme in macchina, lei ammicca, si struscia su di me ed io raccolgo tutto il mio coraggio e le chiedo: "o mi baci o la smetti di fare quello che stai facendo" (non riesco a credere a cio' che sto dicendo.) e lei: "fermati e dammi la lingua" .
Accosto nel primo buco che riesco a trovare con una manovra da ritiro patente che grazie a dio nessun vigile vede, lei mi si getta addosso ed incolla le sue labbra alle mie.
Sto baciando una donna!
No... non la sto solo baciando, la succhio, la lecco, le mordo le labbra, mi infila le mani sotto la camicetta, mi afferra un seno e comincia a titillare il capezzolo, mi lecca le mani, mi morde i polsi ed il collo, come fanno gli animali quando devono montare le femmine, mi infila la lingua nelle orecchie, io guaisco come un cagnolino di piacere... mi bagno.
Pensavo in tutta onesta' che mi sarei ritratta, che in qualche modo avrei sentito imbarazzo o forse un minimo, anche solo una punta di repulsione, ma sbagliavo.
Mi piace io... non posso crederci ma mi piace!
Ora sono io ad afferrarle un seno e sento.. sento una sensazione stranissima, ma piacevole, ho un seno di donna nella mia mano, e' mostruosamente morbido, caldo, il capezzolo e' molto piu' grosso di quello di un uomo e duro al tatto, passo insistentemente i polpastrelli delle mie dita attorno l'aureola e sento che si rimpicciolisce, si indurisce.
Ora e' lei a mugolare.
Continuiamo a baciarci appassionatamente, mi viene in mente un termine che si usavo quando ero alle medie: "slinguare" rende bene cio' che sta accadendo fra noi fino a che in un attimo di fiato ci accorgiamo che non lontano da noi si e' fermato un uomo, di colore, che ci sta probabilmente osservando da ore, guardando meglio vediamo che ha il membro in mano, si sta facendo una sega colossale e ci guarda con l'aria di invito a continuare.
I miei sensi sono un po' confusi, e' una sensazione di vertigine, mista a orgasmo, un capogiro, una spirale di sensazioni che mi inchioda al sedile della mia Punto rossa.
Lei se ne rende conto e mi accarezza dolcemente sulla testa, mi dice di stare tranquilla, mi dice che la prima volta e' normale, mi sorride ed io adesso vedo solo dolcezza nei suoi occhi, non piu' tutta la foga di pochi attimi prima.
Sono ormai le 4 e decidiamo di tornare a casa, l'uomo se ne e' andato e noi svestite sudate ed appagate ci lasciamo sorridendo con un bacio.
Arrivo a casa, mi siedo qualche istante sul divano in soggiorno, in silenzio, al buio mi sento assolutamente tranquilla, non riesco a pensare a niente, ho la mente libera, un'immagine sola la riempie...
lei che mi lecca!

IV
Il giorno dopo mi chiama, vuole sapere come sto, come mi e' sembrato il mio primo bacio, io le dico che sto una meraviglia ed e' vero, lei quasi non mi fa finire di parlare e mi invita a casa sua per cena.
Io accetto, mi preparo con calma ed esco.
Arrivo nel tardo pomeriggio, la casa e' un grande bilocale in uno di quei vecchi palazzi di Milano, con i soffitti molto alti, il corrimano interno della scala in ferro battuto e l'ascensore a vista.
Mi offre un aperitivo e per rompere il ghiaccio mi fa vedere la casa, lei e' sempre in lungo fasciata in un abito di lana blu notte, le chiedo della giornata, ma non riesco a finire la domanda.
Mi bacia e mi spinge dolcemente sul divano, si getta sopra di me sbottonandomi furiosamente la camicetta di seta, poi mi afferra con dolcezza un seno, sa che per me e' la prima volta, si mette in bocca il capezzolo lo succhia, lo mordicchia, lo lecca, ci fa colare sopra la saliva.
Io sono senza fiato, meravigliata e paralizzata al tempo stesso, poi passa all'altro seno, lo fa sgusciare fuori dal reggiseno, ora sento il suo schiacciato contro di me, la abbraccio, le infilo le mani sotto la maglietta e sento il rigonfiamento morbido e caldo sotto al mio. Mi rilasso, mi sciolgo, ci giriamo su di un fianco ed ora sono io ad andare in esplorazione, le tolgo la maglietta, sotto e' nuda, mi prendo fra le mani un seno ed in bocca il capezzolo.
E' strano sentirlo sotto i colpi della mia lingua, succhio ed in bocca faccio entrare anche parte della mammella, invece quando lo faccio ad un uomo ha la pelle tesa e subito sotto il capezzolo sento il muscolo del pettorale duro.
Sono eccitata, bagnata, passo piano la punta della lingua sul bordo dell'aureola e poi ancora tutto in bocca. Lei si rigira sopra di me, si mette a cavalcioni della mia gamba destra e comincia a strusciarsi sopra il ginocchio che tengo leggermente piegato simulando l'atto sessuale.
La sento... poi ci fermiamo di scatto e lei :" andiamo a letto staremo piu' comode."
Ci stendiamo sul letto matrimoniale, la stanza e' in penombra, la luce filtra appena dalla porta, quel tanto che basta per vedere i nostri corpi nudi, tento di smorzare l'imbarazzo parlando a vanvera per circa 4 minuti, nel mentre lei si gira su di un fianco e mi bacia, ci spogliamo di fretta, restiamo nude, io ho solo un filo di perle bianche che mi tengo fra le labbra e sorrido. Lei si avventa su di me, mi infila di botto due dita nella vagina, io ho un sussulto da bomba nucleare e lei: "rilassati, lasciami fare ..." ma non riesco, mi sento impacciata, non sono sicura di quello che devo fare ma voglio partecipare anche io e mentre ho le sue dita dentro io mi tocco la clitoride, ho la mente completamente vuota, di proposito non voglio pensare a nulla, solo al mio piacere ed al suo; la guardo, mi eccita. Mi tornano in mente immagini erotiche... sento le sue dita lavorarmi dentro, sento la sua voce sussurrarmi all'orecchio ma non capisco bene cosa, sento il suo fiato caldo sul collo e poi... godo e ancora grido.. mi lascio andare, mi sciolgo, per la prima volta davanti ad una donna ... lei mi sorride e dice: "brava.".
Per qualche secondo sono incapace di pensare di realizzare l'accaduto non riesco a provare niente, assolutamente niente.
Poi ci abbracciamo, il contatto mi scuote e ridiamo, scherziamo e poi mi bacia, ora e' lei ad avere voglia lo sento, le metto la mano sugli slip e la accarezzo, e' la prima volta che accarezzo il monte di venere di una donna che non sono io!
Le tengo tutto il suo essere donna nella mia mano, mentre la bacio le sfilo gli slip, la sento bagnata, calda, i peli un poco crespi, neri, formano un bel triangolo. Poi esitando le infilo un dito fra le piccole labbra, sono bollenti, piccole e bagnate, direi appiccicaticce; lei ha un sussulto, cerco di penetrarla ma sono maledettamente insicura, indugio sull'apertura anche se a lei non sembra affatto dispiacere, glielo metto dentro di colpo.. il medio. Un'altra frustata elettrica mi colpisce sulla schiena, sono dentro una donna!
Non sono sicura di quello che devo fare, mi lascio guidare dall'istinto, lo muovo, come vorrei fosse mosso dentro di me, sento i suoi muscoli stringersi, contrarsi attorno al mio dito, hanno una forza spaventosa, la sua vagina e' flessuosa, caldissima e sembra non avere mai fine, sento che potrei infilarci anche tutta la mano se volessi, si dilata, si dischiude, si apre e mi accoglie e' una sensazione che mi toglie il fiato!
"Allora e' questo che provano gli uomini dentro me" penso.
Sento di nuovo i muscoli contrarsi, sento bene tutte le pareti, sento la sua carne cedere, arrendersi a me ed inumidirsi molto di piu', sembra forte e vulnerabile al tempo stesso, lei si dimena, ansima, si contorce ed io vado veloce, aumento il ritmo, vorrei tanto provare con due dita ma ho paura che la mia inesperienza le possa fare male e mi trattengo, ci provo.. cerco di accennare un'altra penetrazione all'entrata, ma non oso di piu'... continuo sempre piu' veloce e lei gode.
Io sono affascinata, meravigliata, estasiata da quello che sto vedendo, sento le sue contrazioni vaginali, coi suoi muscoli mi stringe forte il dito in un modo come dire... come se a stringerlo fosse la mia mano e non la sua vagina.
Ci rilassiamo, poi ci rivestiamo e andiamo a cena.
Ho perso la verginita'.

V
Sono passati alcuni giorni da quella sera, io mi sono un po' isolata con tutti.
I miei genitori, Giorgio e le mie nuove e vecchie amiche, spero solo che il mio disagio non traspaia troppo perche' non saprei come giustificarlo.
Una parte di me non riesce a credere a cio' che ho fatto ed ho bisogno di rifletterci sopra di stare senza uomini o donne intorno.
Parlo solo con Andrea.
Mi sento confusa, avevo sempre potuto contare sul mio corpo sulla mia definita identita' sessuale, ora questa certezza e' caduta .
Non mi riconosco piu'.
Eppure sono felice.
Alla fine decido di uscire di divertirmi e lasciare i pensieri pesanti per un altro giorno, chiamo Sara ed organizziamo una serata al "GENESI", mi preparo e mi dirigo verso il locale, non ci sono mai stata prima d'ora sono curiosa.
Arrivata all'entrata io e Veronica, la compagna di una cugina di Sara, ci fermiamo per aspettare le altre, nel frattempo vedo arrivare della gente incredibilmente strana: moltissimi travestiti, ragazzi visibilmente ubriachi, uomini molto piu' maturi di me e per circa 5 minuti ho paura, mi sento terribilmente a disagio, immagino l'interno come un ambiente promiscuo, pericoloso, esattamente come il club di scambisti nel quale sono stata molto tempo addietro, quando ancora ero etero, e mi riscopro a provare lo stesso disagio e lo stesso senso di nausea di allora.
Quasi non ho voglia di entrare e' una sensazione di pericolo, di disgusto, ma quando finalmente arrivano tutte mi faccio coraggio, quasi violenza, ed entro.
Percorriamo un lungo corridoio ed arriviamo in una saletta piena di gente che sta pagando per l'entrata, posso gia' sentire la musica e scorgo fra le persone alcuni travestiti.
Sono maledettamente alti su quelle zeppe argentate che mi sembrano tanto trampoli, stretti in quegli abiti trasparenti, visibilmente di almeno due taglie piu' piccoli, hanno corpi sfatti sformati, non sono ne uomini ne donne, sono volgari, esibizionisti, sfrontatissimi, approcciano i loro primi clienti li' davanti a tutti, la mia moralita' piu' o meno incorruttibile si fa sentire.
La loro presenza mi mette un po' a disagio, non ci sono abituata, nel pensare cio' che penso mi sento un po' razzista e una grandissima bacchettona moralista, so bene che non dovrei generalizzare tanto, so bene che non tutti sono cosi', ma al momento non mi riesce di elaborare un solo misero pensiero che abbia un senso logico, sono solo stupita di me stessa, stupita di essere li' e la cosa che mi piace di meno e' che di certo, tutte queste sensazioni traspaiono chiaramente dall'espressione sconcertata del mio volto.
Finalmente paghiamo ed entriamo percorrendo un altro lungo corridoio, mentre la musica si fa piu' forte arriviamo in cima ad una scalinata, che da su di una grande sala stracolma di gente di ogni tipo, eta' e colore, il tutto e' in penombra e per qualche istante i miei occhi si devono adattare alle sole luci stroboscopiche.
Non riesco a distinguere bene cosa c'e' nella sala, vedo solo la gente, le luci e le enormi casse stereo.
Camminiamo per un po' in circolo fino a che non troviamo un divanetto libero e ci buttiamo i nostri cappotti, Sabrina e Manuela, altre due nostre amiche, si siedono noi invece andiamo a ballare.
Comincio a divertirmi, mi sembra di essere nel centro di un enorme bordello.
Mi piace molto la musica, in realta' questo posto non e' affatto come la mia fantasia aveva immaginato fino a pochi istanti prima, se non fosse per il fatto che gli uomini ti MANGIANO con gli occhi ed anche le donne.
Il disagio sparisce quasi subito e mi ritrovo divertita ad osservare quella sfilata di corpi maschili e femminili e di sesso non ben definito portati, e' evidente, chirurgicamente all'estremo, una pioggia di seni enormi, deformati da improbabili corsetti pseudo contenitivi, sederi di tutte le forme e colori, messi ben in evidenza da microscopici tanga leopardati o di pizzo, che lasciano molto ben intravedere sessi piu' o meno minuscoli .
Sembra una sfilata di carnevale ed io sono ai bordi della sala, seduta comodamente a godermela.
Ballo con Veronica. Ci baciamo ma innocentemente sulle guance o sfiorando appena le labbra ed io noto gli sguardi degli uomini intorno a noi e comincio a giocare con lei la abbraccio, la bacio, mi struscio addosso seno contro seno (lei capisce al volo il gioco che voglio fare) e con la scollatura da infarto che ho e' tutto molto, troppo in mostra, ma stasera va bene cosi', stuzzichiamo tutti quegli occhi e la cosa mi eccita da morire!
Mentre sto ballando fra la confusione delle linee e delle forme imposta dalle luci stroboscopiche, i miei occhi si fermano affascinati su di una coppia di uomini, esteticamente perfetti, che si bacia avvinghiati, sudati ed appagati (lo si nota chiaramente) in mezzo alla gente.. e' una visione magnifica!
Posso vedere chiaramente le loro lingue che si intrecciano, le bocche che si succhiano, si mordono, le mani che cercano ed affannose si stringono a pugno, i loro occhi infiammati di desiderio si guardano e si sorridono... e' la prima volta che vedo due uomini baciarsi.
Mi eccitano.. e se ne accorgono ..si voltano verso noi due e ci sorridono.
Il mio sguardo continua a vagare fra la gente poi si fissa su di un ragazzo, avra' avuto circa 30/35 anni, mi dirigo sicura verso di lui; e' da un po' che mi fissa, ha voglia di sesso, glielo si legge in viso. Mi dice di essere un pugilista, fisico asciutto e muscoloso, poco piu' alto di me, testa rasata, molto elegante, un bel viso, occhi neri, e' molto sexy.
Io mi sono dimenata come una lasciva giumenta in calore.
E mi ci sono davvero divertita, anche se non mi comporto abitualmente cosi', non mi riconosco piu', questo posto, queste persone e l'anonimato portano a galla i miei istinti, vedevo la sua eccitazione crescere ed anche il suo nerbo, pur se nascosto dai pantaloni, fino a che ha ceduto, mi ha presa e baciata senza dire nulla e senza lasciarmi il tempo di dire nulla .
Hoo... che lingua.. calda, morbida ed enormemente larga. Mi sembra un fiume in piena che confluisce rabbioso nella mia bocca.
Dopo mesi avevo ancora la lingua di un uomo nella mia bocca, sul mio collo, nel mio orecchio. Ansimavo e ricambiavo con passione i suoi baci, succhiavo, mordevo, leccavo ..mi eccitava l'idea di avere gli occhi di Veronica puntati su di me, mentre io avevo la mano sinistra sul suo culo, la destra sul suo pene eretto e la sua lingua lungo il mio collo.
Siamo avvinghiati, schiacciati in un angolo della sala e pur in quella semi oscurita' non sembra toccarci il fatto di essere in mezzo a centinaia di persone che possono vederci, che possono scorgere i contorni, le linee dei nostri corpi.
Sono tentata di fargli un pompino li' davanti a tutti, l'idea di un sano esibizionismo, che magari potrebbe sfociare in una grandissima orgia, mi eccita in modo indicibilmente lurido e vergognoso.
Mi dice il suo nome (che non ricordo nemmeno) e' stranamente sobrio, stiamo insieme a lungo, ma non beve e non fuma, mi dice che tra poche settimane ha un incontro percio' si diverte, ma con moderazione.
Mi dice che ho un buon profumo, io gli dico che dovrebbe sentire il mio sapore!
Ammicca, mi sorride e mi chiede quali sono le mie preferenze sessuali, io gli rispondo che preferisco le donne (anche se ancora non l'ho mai avuto un rapporto completo con una donna, insomma non so che sapore ha) ma non disdegno gli uomini, dipende da come mi sento, mi chiede di fare sesso con lui,
(sesso sicuro specifica, perche' ovviamente non vuole problemi e nemmeno io, non ho mai avuto un rapporto non protetto in vita mia e non mi sembra questo il momento di cominciare ad averne), mi dice che mi stava osservando da un po' e che vedermi con Veronica, lo ha fatto eccitare da impazzire,
mi chiede cosa preferisco che mi si faccia a letto... io gli dico sesso orale, ci baciamo, succhiamo, morsichiamo a lungo... mi chiede cosa preferisco fare a letto, gli dico far mettere comodo il mio uomo e succhiarglielo fino a che non e' piu' in grado di camminare, per quanto riguarda le donne non mi esprimo (anche perche' non saprei cosa dire, non ho ancora abbastanza esperienza). Lo scintillio del suo sguardo mi trapana il cervello.
Metto una mano fra le sue cosce e lo sento gia' in erezione il bastardo, ci baciamo ancora come piace a me, gli struscio il seno sul petto. Nonostante il reggiseno e la camicetta di seta, i capezzoli sono troppo duri e lui li sente... li scopre, li succhia e li morde davanti a tutti.
Mi piace questo esibizionismo ed accetto la sfida.
Io muoio dalla voglia di fargli un pompino, muoio dalla voglia di sentire il suo sapore, cosi' lo trascino in un angolo buio della sala, gli slaccio i pantaloni e li abbasso quel tanto che mi basta per affondare il viso in mezzo ai suoi testicoli e cominciare a leccarli, prima con la punta e poi con tutta la lingua,
risucchiare leggermente la pelle in bocca e poi tutto, prima uno e poi l'altro, massaggiandoli delicatamente con la lingua, in un moto rotatorio uniforme.
Mentre li succhio la mia mano destra e' sul membro, lo sento caldo, duro e nerboruto, lo tocco, lo massaggio, lo accarezzo.
Con la lingua lo percorro in circolo alla base cercando di fare una leggera pressione, come un piacevole massaggio.
Poi sono sull'asta che percorro per tutta la sua lunghezza, lungo tutte le vene, tutte le pieghe.
Prima con la punta e poi con tutta la lingua, facendovi colare quanta saliva mi e' possibile.
Nel frattempo la mano non si e' fermata e l'altra tiene dolcemente, ma ben saldi i testicoli massaggiandoli di continuo, ora gli sono sulla punta violacea, la pelle e' tesa fino allo spasmo. Gli " faccio la punta" come amo dire io. La racchiudo saldamente fra le labbra la inumidisco bene e la spompino velocemente dalla base alla punta... sento le sue cosce tremare, le sue ginocchia cedere, ci guardiamo fisso negli occhi.. sono lucidi di godimento e di estasi .
In un istante lo prendo tutto in bocca e sento un grido roco scappargli dalle labbra, lo sento ansimare,
gli porto le mani sopra il mio capo, fra i miei capelli, voglio fargli capire che puo' darmi un ritmo diverso.
Lui non si fa pregare. Spinge, ansima e spinge, io mugulo e glielo succhio con piu' forza.
Poi rallento. Lui tenta invano di continuare ma non ci riesce e allora accenna un forsennato, nevrotico andirivieni col bacino, ma io lo attanaglio con una presa alla vita.
Deve godere solo quando voglio io!
Rallento e poi riprendo, in una danza che sembra non avere fine, mi guarda, vedo i suoi occhi implorarmi, supplicarmi di farlo godere, ma non cedo, fino a che sussurrando, quasi mordendosi le labbra si fa sfuggire un: "ti prego."
E' in mio potere!
Aumento il ritmo di colpo, lo lavoro dall'interno con la lingua e succhio, succhio, succhio fino a che non ho piu' fiato.
Si irrigidisce, sento le chiappe che si stringono dure come marmo, butta indietro la testa, mi afferra con violenza i capelli e mi impone un ritmo insostenibile, quasi mi soffoca, ma io lo voglio accontentare e lo sento godere ..ed io godo con lui.
Sento finalmente il suo sapore agrodolce, con getti caldi lo sento sciogliersi sulla mia lingua.
Il suo sperma mi cola copioso dalla bocca, perche' cosi' ho voluto, lo sento tremare. Lo vedo dare una ferocissima testata all'indietro al muro, sbuffare, ringhiare... l'ira e l'aria che espelle prepotente dalle narici lo fa somigliare molto ad un toro l'attimo prima della carica.
Le persone attorno a noi sono immerse nella festa e nel casino, non sembrano accorgersi di nulla o per lo meno non ci danno molto peso, il che dopotutto non mi dispiace.
Ha goduto ma io lo tengo ancora in bocca, morbido, ogni tanto gli do un colpetto con la lingua ed una poppata, lui mi guarda e sorride.
Lo faccio fuoriuscire dolcemente dalla bocca, lo rimetto negli slip, mi ripulisco la bocca ed il collo con un paio di fazzoletti di carta che avevo in tasca, mi alzo e lo bacio a lungo, voglio che senta il suo sapore e lui ricambia appagato, con passione mi abbraccia, mi stringe, quasi mi stritola, mi soffoca, fra quei muscoli.
Io gli faccio segno di stringere di meno e lui allenta la presa e mi chiede scusa.
Gli sorrido e gli chiedo se e' bisex come me, mi dice che e' stato sempre e solo con donne, eccezion fatta per una sola notte con un trans, io gli chiedo se gli e' piaciuto e lui si limita a dirmi: "un'esperienza che non rinnego."
Balliamo molto insieme, poi torniamo nel nostro angolo.
Mi porta da bere, si prende in bocca una fetta di limone e me la offre da succhiare. Io la prendo fra le dita, la infilo sotto la gonna, me la passo fra le labbra bagnate (lui mi guarda sorridente) poi ne succhio una meta' e porgo a lui l'altra..
Lui la mangia, la divora ed io rido divertita.
Lo so, mi sto comportando come una troia.
Non posso crederci ma mi piace e glielo dico senza mezzi termini.
Lui mi sorride e risponde "non credo a te piaccia fare la troia, credo a te ora piaccia fare la MIA troia. Dai lasciami fare, voglio farti godere, lasciati andare."
Ha ragione, il mio corpo mi sta gridando il desiderio che ha di questo sconosciuto, ma in un flash il mio pensiero corre a Giorgio ed il mio cuore, accidenti a lui, mi impedisce di fare cio' che sarebbe nella mia indole.
Lui insiste, vuole solo farmi stare bene, gli credo ma non cedo e senza dirgli il perche'.
Mi piace stare di nuovo tra le braccia di un uomo, anche se non e' l'uomo che amo.
Lui per tutti questi 6 mesi e' dovuto stare a S. Francisco per lavoro, la multinazionale per la quale lavora lo ha spedito lontanissimo da me, tornera' fra 10 giorni.. chissa' come faro' a dirgli quello che ho fatto.
Improvvisamente non mi diverto piu', ma non voglio pensare a Giorgio adesso.
Le mie amiche mi vedono assaporare di nuovo la lingua dello sconosciuto, lo vedono prendermi in bocca un capezzolo... ha molta voglia di scoparmi e me lo dice senza mezzi termini in un orecchio.
Io invece no, non ho voglia di scopare, ho solo voglia di giocare, come sto facendo..
Alle 5.30 mi invento una scusa, lo bacio un'ultima volta e me ne vado con le mie amiche e alle 6.20 dopo una doccia calda finalmente mi metto a dormire.
Ho deciso, non diro' nulla a Giorgio.
Mi sveglio il giorno dopo molto rilassata, e' domenica ed ho voglia di vedere Sara.