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Emozioni
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Titolo:
Emozioni |
Autore:
Luna |
Contatto:
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Racconto
n° 732 |
Altri
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Si erano conosciuti per caso, lei lo aveva giudicato freddo e presuntuoso con uno sguardo di ghiaccio che non lasciava passare emozione, e lei che sembrava un libro aperto dove emozioni e sentimenti pareva si leggessero dentro gli occhi, avida di emozioni e di vita. Per diverse volte si erano rivisti per poi scoprire di lavorare nello stesso edificio, nella stessa ditta, ma lui lavorava ai piani alti dove, dicevano gli impiegati, c'erano i capi. S'incontravano per un caffè, per uno spuntino, avevano iniziato a frequentare lo stesso bar scambiando qualche battuta ed era nata un'amicizia fatta di strani sottintesi che dicevano tutto e niente, lei aveva scoperto che dietro lo sguardo non c'era solo ghiaccio, non era freddo né presuntuoso, ma avido di emozioni, come lei attratto e spaventato da ogni nuova sensazione, e come lei aveva paura di ogni sentimento forte, e non voleva mai perdere il completo controllo di se stesso. Passavano il tempo a parlare del lavoro poi delle loro famiglie, dei figli, cose che entrambi consideravano sacre, intoccabili capisaldi della loro vita, per i quali avevano sempre rinunciato anche alle emozioni più forti ed a tutti i piaceri personali. Non potevano fare a meno però di sentire quell'attrazione che li portava uno verso l'altra, sapevano che sarebbe accaduto, volevano che accadesse, si desideravano, le loro menti avevano un disperato bisogno di essere nutrite con emozioni forti, forse sarebbe successo per caso, per una coincidenza, poi si sarebbero di nuovo trovati a bere il caffè come due amici, con altre persone per nutrire di nuovo la loro mente con il piacere di un segreto ben nascosto dietro due occhi di ghiaccio ed un viso che sembrava aperto ma in realtà teneva ben nascosto tutto ciò che di importante aveva dentro. Poi un giorno si erano incontrati, come di solito per un caffè e l'aveva invitata a vedere quello che lui chiamava - il mio rifugio - due stanze con angolo cottura in una soffitta del centro dove aveva cominciato a vivere dal lunedì al venerdì quando il lavoro lo costringeva a vivere in quella città, il venerdì sera tornava a Genova dove viveva con la sua famiglia. Lei aveva accettato, a poche centinaia di metri in uno di quei vicoli dove gli odori ti pungono la gola e ti tolgono il respiro, erano entrati in un vecchio palazzo. Si aspettava uno di quelle case vecchie e fatiscenti e invece si trovò in un palazzo completamente ristrutturato con un cortile interno curato e pulito e persino una piccola fontana, era proprio una di quelle case che ricordavano splendori e antica nobiltà di quella città che amava tanto. Unica cosa orribile e stonata una cabina tutta in vetro per l'ascensore, concessione alla moderna comodità. Salirono al quarto piano, era un appartamentino veramente lillipuziano, vi si accedeva attraverso una piccola terrazza, composto di due sole stanze illuminate da grandi abbaini che oltre a permettere di vedere il cielo rendevano l'ambiente molto luminoso. Nella prima stanza vi era un angolo cottura minuscolo, un divano, un tavolo, tre sedie e una gran quantità di mensole stracolme di libri di ogni genere; nella seconda c'era un letto enorme, forse non era enorme il letto, era minuscola la stanza, ed un piccolo armadio. - Eccoti nel mio regno - disse ridendo e le si avvicinò. Si desideravano da molto tempo, non si erano mai chiesti se fosse solo desiderio o amore, nessuno dei due lo voleva sapere. Le si era avvicinato ad aveva iniziato a slacciarle i bottoni della camicetta, tentare di fermarlo sarebbe stato stupido, lo desiderava quanto lui. Lasciò che la spogliasse e le accarezzasse ogni angolo del suo corpo, erano completamente nudi su quello strano letto. Il desiderio che avevano uno dell'altra era esploso, lo sentiva entrare ed uscire dal suo corpo con una forza ed un vigore che non si sarebbe mai aspettata. Il piacere la lasciò completamente senza fiato; non era una ragazzina e qualche esperienza l'aveva vissuta, poche per dire la verità, ma non aveva mai provato niente di simile. Dopo un po' di tempo si alzò e si rivestì senza parlare, lui la accompagnò alla porta, prima di lasciarla uscire la baciò, vide il desiderio di lui risvegliarsi. - E' tardi, devo andare- I giorni seguenti si rividero nel solito bar per il solito caffè; tutto era come prima, solo gli occhi di lui le sembravano un poco meno freddi e quelli di lei nascondevano molto bene il suo piccolo grande segreto. Uscendo dal locale lui le aprì la porta, come sempre, e con aria seria e indifferente le disse: - Quando - - Se vuoi, quando vuoi.- Continuarono a vedersi ogni giorno da quasi amici e s'incontravano ogni tanto come amanti, il loro desiderio si accendeva non appena chiudevano la porta di quel piccolo appartamento e riuscivano a vivere quel poco tempo che avevano a disposizione con un'intensità straordinaria, i loro corpi erano fatti per stare insieme, per toccarsi, per provare piacere. Ogni volta che lui l'accarezzava, la baciava sapeva dar piacere ad ogni centimetro del suo corpo, non sapeva se era lui un amante eccezionale o se erano semplicemente due corpi fatti per unirsi che, come spesso succede nella vita, si erano incontrati troppo tardi. Bastava che lui l'accarezzasse per portarla quasi immediatamente al massimo livello del piacere, bastava che lo sentisse dentro di lei per meravigliarsi ogni volta del piacere che riusciva a darle, ma soprattutto la dolcezza che sapeva mettere nelle sue carezze. Lei lo ricambiava dando tutta se stessa incondizionatamente, non aveva per lui nessuna riserva, quell'uomo sapeva prendere il meglio di lei e contemporaneamente le dava un'energia ed una vitalità che non aveva mai provato. Il tempo passava e loro continuavano ad incontrarsi, non troppo spesso, ma ogni volta con rinnovata intensità e desiderio, e forse anche qualche cosa in più, che nessuno dei due avrebbe mai confessato all'altro perché sapeva bene che l'altro non voleva sentirlo dire; nessuno dei due voleva parlare di un sentimento che poteva complicare tutto e creare non pochi problemi a quelle istituzioni intoccabili che erano le loro famiglie, ma soprattutto avrebbe messo in pericolo quello che entrambi consideravano l'equilibrio dei loro figli, ed anche in questo erano perfettamente all'unisono. Avrebbero continuato a rubare un poco di tempo alla vita per stare insieme ed era forse l'unica cosa che si concedevano; la vita non era stata molto generosa, e forse per questo aveva loro concesso questa valvola di sicurezza. Ogni volta che s'incontravano e che si ritrovavano in quella stanza era come se togliendosi gli abiti si spogliassero di ogni inibizione, ogni apparenza ogni falso pudore e diventavano improvvisamente due corpi che vibravano all'unisono che godevano contemporaneamente, ma soprattutto godevano ognuno del piacere dell'altro come sa fare solo chi vive una grande passione, per poi dimenticare ogni cosa. Carezze, parole dolci, dichiarazioni d'amore venivano puntualmente messe in un angolo nascosto della loro mente nel preciso momento in cui uscivano da quella porta. Ogni volta che incontrava quell'uomo sentiva che lui sapeva portarsi via una parte della sua anima e metteva dentro di lei qualche cosa di se, erano diventati una specie di droga uno per l'altra... stare insieme ed unire i loro corpi era una cosa che portava entrambi al massimo del piacere ed i loro incontri diventavano sempre più intensi ed appassionati. La dolcezza e l'intensità che lui sapeva mettere nel far l'amore erano qualche cosa di nuovo e sorprendente ad ogni incontro, anche quando erano attimi rubati agli impegni della giornata erano sempre di una intensità da capogiro. I loro incontri duravano oramai da più di un anno e non erano mai stanchi, facevano sempre attenzione ad ogni gesto ogni frase, nessuno doveva rovinare quella cosa eccezionale che esisteva fra di loro. Dopo tanti incontri ogni volta era un'emozione nuova ed infinita, un desiderio che si rinnovava e ingigantiva ad ogni momento che stavano vicini, ogni scusa era valida per potersi toccare o sfiorare anche solo le mani ma questo bastava a riscaldarli e eccitarli. Lei spesso si chiedeva perché non avesse incontrato prima quell'uomo stupendo che sapeva far provare al suo corpo e alla sua mente piaceri ed emozioni mai provate, non le era mai accaduto che un uomo riuscisse a farle raggiungere il massimo del piacere anche solo pensando alle sue carezze, al suo modo di penetrarla, di toccarla, quel suo modo di guardarla che in certi momenti la sconvolgeva come una ragazzina al primo appuntamento. Che cosa li univa tanto profondamente? C'erano momenti in cui le loro menti pensavano all'unisono come si fossero conosciuti da sempre, come se avessero vissuto intere vite in comune, ma questa non era un spiegazione logica ed entrambi la rifiutavano ridendo, ma forse in fondo alle loro menti sapevano che era proprio così.
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