|
|
|
Cuore ed io
|
|
|
Titolo:
Cuore ed io |
Autore:
Morgana73 |
Contatto:
|
Racconto
n° 739 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
|
|
Ecco la mia storia. Una storia lunga, iniziata dodici anni fa e non ancora conclusa. Io e Cuore ci eravamo conosciute a casa di amici. Una conoscenza casuale, con il solito "sentiamoci" alla fine della serata, detto più per forma che per vero interesse. Poi, qualche tempo dopo, l'ultima sera di carnevale, non avevo proprio voglia di stare in casa ma non sapevo dove sbattere la testa per uscire. Infine la brillante idea (e mano male che l'ho avuta!!!!!). La chiamo e lei, con la sua solita tranquillità, mi dice che andrà in discoteca con le sue amiche e aggiunge: "Dai, vieni con noi!". Perfetto!!! Anche se andare a ballare non mi piace, prendiamo tutti gli accordi e passiamo la serata insieme. È la prima di innumerevoli serate e giornate passate quasi in simbiosi. Ci vediamo tutti i giorni, spesso rimango a dormire da lei, passiamo tutto il tempo libero insieme. Abbiamo trovato l'una nell'altra la sorella, l'amica quella con la A maiuscola, ma ancora di più. Siamo un'anima divisa in due corpi. Lei me lo dice sempre, me lo ha sempre detto e continua a farlo: "Se fossi un uomo ti sposerei!" E così passano i mesi, in un rapporto sempre più stretto, che quasi esclude il resto del mondo, o almeno è così che io lo ricordo. Fino a quella sera. Una festa come tante, nel solito circolo, con la solita gente, la solita musica e i soliti alcolici. Forse abbiamo bevuto più del solito. Via via che la serata procede iniziamo ad isolarci, a parlare fitto fitto. Dopo un po' ci mettiamo a ballare nel centro di quello stanzone. E, all'improvviso, lo choc. Non ricordo com'è successo, ho solo l'immagine di noi due, nel centro della stanza, unite nell'abbraccio di un bacio da film. Non so quanto sia durato quel bacio. Tutto il resto era sparito. Poi i ricordi si confondono, la nebbia vela tutto il resto della serata e si schiude solo quando siamo a letto. Quella sera, come mille altre, rimanevo a dormire da lei. Dormivamo sempre nel lettone, in camera di suo fratello. Ma quella notte fu totalmente diversa. Mi disse: "Ma non ti fa caldo? Togliti la maglia." La mia risposta fu: "Ma non ti da noia il reggiseno? Perché non lo togli?" "Perché non ce la faccio." Allora lo feci io. E da lì iniziò tutto. Mi trovai davanti quel seno che mi era sempre piaciuto e che avevo forse un po' invidiato, così più piccolo del mio. L'avevo visto molte volte, mentre facevamo la doccia insieme o ci preparavamo per uscire, ma trovandomelo di fronte così, a pochi centimetri, fece scattare qualcosa. Vi appoggiai le mani racchiuse a coppa e lo sentii morbido, elastico. Un altro interminabile bacio. Poi la mia bocca che scende sul collo, sul seno, a giocare sui capezzoli, e poi ancora più giù, fino al punto cruciale. Con la testa fra le sue gambe inizio a leccarla, baciarla, giocare con lei. Il suo sapore non è poi molto diverso dal mio. Gioco col suo clitoride, ci giro intorno con la lingua, lo succhio, la penetro con la lingua finché non sento il suo orgasmo. A quel punto lei mi si avvicina e nell'abbraccio di un altro bacio inizia a toccarmi. Sento le sue mani che scorrono sul mio corpo, lo percorrono, indugiano nei punti più sensibili. E quando raggiungono la mia parte più intima è come una scossa potentissima. Prima gioca un po' all'esterno, sul clitoride, poi inizia a penetrarmi, prima con un dito, poi due, tre, forse tutta la mano. Sono talmente eccitata che mi dilato a dismisura. Inizia a scoparmi con la mano proprio come farebbe un uomo. Avanti e indietro, dentro e fuori. Sempre più forte, più velocemente. Fino al mio orgasmo che arriva potentissimo. Sto urlando il mio piacere e non me ne accorgo nemmeno. Sono sfinita. Ci addormentiamo così, nude e abbracciate. È stata forse l'esperienza sessuale più soddisfacente di tutta la mia vita. Per molto tempo non ne abbiamo più riparlato. Poi è diventato uno dei tanti episodi del tipo "ti ricordi quella volta che.." Ma per tutt'e due è stata un'esperienza unica. E tutte le volte che ci vediamo ritorna in ballo, prima o poi, il "se tu fossi un uomo.." E i nostri incontri sono sempre accompagnati da abbracci da cui è difficile sciogliersi e da fugaci baci sulle labbra. E da un po' di gelosia...
|
|
|
|