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Un bacio sul cuore
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Titolo: Un bacio sul cuore
Autore: Allia
Contatto:
Racconto n° 744
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"Un bacio sul cuore"
Ci saremmo dovuti incontrare il giorno dopo il suo arrivo, ma io non avevo resistito alla consapevolezza di saperlo a poca distanza da me senza poterlo vedere. Erano anni, per me secoli, che aspettavo questo incontro ed ero emozionata e agitata, così decisi di aspettarlo nella camera dell'albergo dove mi aveva detto di aver prenotato per il suo pernottamento.
Così entrai in quella che sarebbe stata la sua camera per quei due brevi giorni, e mi sedetti sul letto in attesa di vederlo comparire.
Il suo treno doveva essere in ritardo o forse era successo qualche imprevisto, iniziavo ad agitarmi ancora di più, a pormi mille domande a fare ipotesi assurde fin quando un'ora e mezza dopo finalmente la porta della camera si era aperta e lui, il mio sogno, il mio amore, era entrato.
Lo guardavo imbambolata seduta sul letto come se fosse stato un miraggio; lui, sorpreso, mi fissava a sua volta.
Ci eravamo conosciuti due anni fa in una chat, in verità ci eravamo scambiati solo pochissime parole, tra cui di sfuggita un indirizzo mail, tutto qua.
Ma da allora, dalle prime mail scambiate per gioco, era diventata una corrispondenza giornaliera. Parlavamo poco della nostra vita personale in quelle mail, non sapevamo nulla di noi: di dove fossimo, l'età, gli studi o il lavoro.... però era come se sapessimo tutto l'essenziale, i pensieri, i sogni, le riflessioni e le opinioni.
Era uno sfogo che serviva ad entrambi per evadere dalle nostre vite e dalle regole convenzionali della società; poi erano iniziate le telefonate, ore al telefono, di notte di giorno, ad ogni momento libero, e allora avevamo davvero saputo tutto l'uno dell'altra.
Lasciò cadere le sue valigie ed io mi alzai dal letto, gli andai incontro e l'abbracciai con l'intensità di tutti gli abbracci mancati in quei due anni.
Mi misi a piangere, la felicità era stata troppo per contenerla ed ora mi usciva in forma di lacrime.
Lui me le asciugò prima con le dita, dolcemente sfiorandomi il viso, poi con le labbra in teneri baci umidi.
"Sono così brutto da farti piangere?" sorridendo mi guardò negli occhi... no, non era brutto per niente, era bellissimo per me.
"Tu sei così stupenda... non mi fai certo piangere" ancora un sorriso dalle sue morbide labbra.
Soffocai un singhiozzo nella sua spalla, e cercai di mostrargli che anch'io riuscivo a sorridere, ma forse il mio tentativo non riuscì bene e lui rise ancora: "Che faccino buffo, sembri un pulcino inzuppato nelle proprie lacrime... basta ora..."
Mi prese in braccio e facilmente mi alzò da terra e mi portò a sedere selle morbide coperte del letto, si mise a fianco a me e sciolse l'abbraccio.
In due anni non c'eravamo mai incontrati, un po' per la lontananza, un po' per gli impegni, un po' per le mie ansie e paure...
Finalmente smisi di lacrimare: "E' stato faticoso il viaggio?"
Lui mi regalò un altro dei suoi splendidi sorrisi: "Un po' ma il pensiero di te qui ad attendermi mi ha fatto dimenticare ogni stanchezza"
Mi baciò gli occhi ancora umidi, poi la fronte e le guance tenere e rosee.
Poi mi prese il viso tra due dita e mi baciò le labbra, un bacio dolce e casto, mi sentivo letteralmente sciogliere, ero felice, poi giocando con la lingua mi inumidì le labbra con una leccatina, io mi scostai sorridendo; anche lui sorrise per un attimo, ma subito i nostri sguardi tornarono seri.
Quando mi baciò di nuovo fu come un esplodere di colori nella testa, giallo, blu. verde, rosso... mi strinse forte a se, lasciandomi senza fiato, io feci altrettanto; con le mani iniziò ad accarezzarmi i capelli, il collo, la schiena, il sedere, mi tolse la maglietta e io tolsi la sua, mi guardò per un attimo: "Sei bellissima, non ho altre parole"
Io arrossii, non gli dissi che anche lui era un sogno, ma glielo feci capire.
Mi baciò sul collo, alternando i baci a dolci carezze della sua lingua, mi abbassò una spallina del reggiseno, poi l'altra e mi baciò sul petto, un bacio sul cuore: "Sento il tuo cuore battere forte"
Mi abbassò del tutto il reggiseno: "Il cuore ha la punta a sinistra" e seguendo questa direzione immaginaria i suo baci scesero fino all'apice, prima soffice poi indurito, del mio seno sinistro.
"Ma non vorrei fare una mancanza alla parte destra" un sorriso malizioso, irresistibile, passò così sulla destra, disegnandomi una piccola corona intorno al capezzolo con i suoi candidi denti.
Le sue mani guidarono lentamente le mie verso i suoi jeans, me li fecero sbottonare, ero creta modellata dalla sua volontà, poi se li tolse ed io lo accarezzai partendo la petto liscio, la pancia piatta e scattante, e poi più giù sopra i suoi boxer stretti; percepii immediatamente la sua voglia di me, lui mi guardò forse un po' preoccupato, quasi in ansia....
"Io ti amo" gli dissi, e questo bastò per spazzare via ogni dubbio dal suo viso come il vento spazza via le nuvole che minacciano un temporale....
Mi tolse i pantaloni e mi fece sdraiare sul letto. Mi accarezzò, mi baciò di nuovo i seni, poi scese fino ai miei slip... erano umidi a confermare quanto anche io lo volessi.
Li baciò e poi me li tolse. E mi baciò di nuovo nello stesso punto, poi con un dito mi esplorò; quando lo fece uscire era bagnato, me lo portò alla bocca ed io lo succhiai, lui mi baciò sulle labbra come volendosi riprendere ciò che aspettava a lui.
Perchè io ero sua per quel giorno, sua per sempre.

"La danza degli amanti."
Mi svegliai, di nuovo mattino, come sempre il mondo andava avanti incurante della vita delle persone, la sua vita era eterna, da sempre era stato "vivo" e quindi non si poteva curare di quelle migliaia di meteore che erano le vite degli esseri umani, erano meno di un lampo.
Così nonostante avessi ardentemente sperato che quella notte durasse in eterno, avevo aperto gli occhi e avevo guardato un nuovo sole che sorgeva, un nuovo giorno e lo maledissi.
Lui sarebbe ripartito tra poche ore, ma ancora era avvolto dai suoi sogni. Decisi che era meglio lasciarlo dormire ancora un po'.
Abbracciata a lui, lo guardavo con occhi tristi, ripensai.... solo la sera prima mi aveva baciato sulle labbra, poi si era sfilato i boxer, mi aveva fatto adagiare meglio sul letto e con agilità si era messo sopra di me; con una mano mi aveva accarezzato una guancia, il collo, il petto, il seno, la pancia e poi più giù allargandomi le gambe senza incontrare la minima opposizione da parte mia.
Non avevo immaginato che sarebbe successo subito, appena incontrato, che idea si poteva fare di una ragazza che ci stava subito? Ma non potevo sottrarmi, ogni più piccola particella del mio corpo, della mia pelle gridava disperatamente il bisogno di sentirlo, di sentire il suo calore.
Un leggero strato di sudore gli imperlava la fronte e il petto, anche quello era stupendo.
La sua mano non si fermò finche non raggiunse la sua meta, un piccolo grido mi scappò dalle labbra quando senti le sue dita muoversi dentro di me, ormai lo desideravo, tutto sembrava così naturale, così ovvio.
Finalmente si decise ad accogliere il mio muto richiamo, sfilò anche l'ultimo dito esploratore e mi allargò ancora un poco le gambe accarezzandomi l'interno cosce... con le mani mi prese i fianchi e mi tenne ferma.... iniziò a penetrare dentro di me, piano senza fretta, ogni tanto fermandosi ad ascoltare il mio respiro sempre più affannato, poi entrò tutto dentro di me e iniziò a muoversi prima lentamente poi acquistando velocità.
Come potrebbe descriverla un poeta romantico: la danza degli amanti...
Venni quasi subito, un piacere intenso, un piacere remoto che si perdeva nell'alba dei tempi...
Accortosi del mio orgasmo si compiacque, come ogni buon uomo che sente di aver compiuto il suo dovere... pensai... e questo mi fece ridere....
"Perché ridi?"
Soddisfatta ma non del tutto appagata gli risposi: "Te lo racconto un'altra volta ok? Ora abbiamo altro da fare..."
Lo baciai, lo strinsi a me mentre ancora lo sentivo dentro il mio corpo... poi con un gesto deciso e veloce mi girò e ci scambiammo i posti, ora ero io sopra di lui..
"Vuoi far qualcosa per me?" ridendo mi guardò negli occhi, persi nel desiderio..... quanto era stupendo vederlo sorridere felice e pieno di passione mentre facevamo l'amore.....
"Con piacere" dissi....
Si stava svegliando ora, vedevo i suoi occhi muoversi sotto le palpebre chiuse, era possibile? A me sembrava di si, un mio leggero bacio lo svegliò del tutto....
"Buon giorno"......
"Uno dei risvegli migliori della mia vita" lo disse con voce assonnata, solo queste poche parole bastarono per riaccendere in me il desiderio..... ma ora era mattina e lui sarebbe ripartito tra poche ore....
"E' stato un sogno stanotte?" mi chiese stupendomi..... si, forse era vero, era solo un sogno.... lo desiderai, se così era avrei voluto dormire per l'eternità..... ma il mondo andava avanti, non si curava di noi.

"Una, due, tre lacrime."
"Mio caro"... cancellai le parole appena scritte, "Mio amore caro"... di nuovo cancellai.
"Amore"... ecco, così andava bene...
"Amore... sono passate più di tre settimane da quando ci siamo salutati in stazione, e mi manchi, moltissimo... pensavo che dopo averti visto e aver passato del tempo con te finalmente sarebbe stato tutto più facile, ma ora con tutti questi chilometri che ci separano, le mie sicurezze sono diventate solo stupide illusioni.
Ora che ho potuto abbracciarti, guardarti negli occhi e baciarti, mi diventa insopportabile vivere senza di te, la consapevolezza che tu esisti davvero e non sei solo frutto della mia fantasia accresce maggiormente il mio senso di solitudine, cerco di non pensare al passato ma di guardare al nostro prossimo incontro, ma ieri è più vicino del nostro domani e la mia mente scivola facilmente nei dolci ricordi.
Quando quella mattina ci svegliammo, non ti dissi che desideravo chiudere a chiave l'hotel e tenerti in ostaggio a mio piacimento, no, semplicemente ci baciammo e fui io a trovarmi prigioniera di te.
Se chiudo gli occhi sento ancora il calore della tua pelle mentre mi accarezzavi, la schiuma che ci massaggiava dolcemente il corpo, noi due soli in quella vasca da bagno, come per purificarci da tutto il male che avremmo dovuto subire in seguito.
Con la spugna dolcemente pulivi ogni parte del mio corpo, con i tuoi baci rinfrescavi la mia anima, poi ti abbandonasti a me, con la schiena appoggiata ai miei morbidi seni... ti sei lasciato cullare, massaggiare dolcemente dalle mie mani."
Mentre scrivevo con la mente stavo rivivendo attimo per attimo quello che era successo... quando eravamo usciti dal bagno, ancora bagnati, avevamo fatto l'amore, i nostri corpi bagnati ma roventi, scivolavano uno sopra l'altro, le nostre mani ancora un po' insaponate rendevano ogni carezza più sensuale.
Presa dal ricordo con una mano iniziai ad accarezzarmi, iniziando a creare quel piacere di cui avevo tanto goduto tre settimane fa... poi mi fermai e continuai la lettera.
"Tutti questi ricordi io li porterò per sempre dentro di me, sarà come averti sempre con me, i miei ricordi ti renderanno immortale come la mia anima."
Una, due, tre lacrime andarono a bagnare il foglio su cui la mia penna si muoveva sinuosa come l'andamento della mia calligrafia.
"Ora mentre sono qui sola a ricordarti, piango, ma sono felice, felice perché con te mi sono sentita viva, anche se troppo poco tempo c'è stato concesso.
Ma ora, che so cosa vuol dire Vivere, non permetterò più che i miei nuovi sensi si assopiscano, ora che so cosa vuol dire amare non tornerò come prima in una non-vita, io ti amerò sempre, ma il destino ci ha separato di nuovo... io ti amerò per sempre, ma so che potrò amare di nuovo."