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Buonanotte
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Titolo: Buonanotte
Autore: Armonico
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Racconto n° 746
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Ti solletico il clitoride con la punta della lingua. La tua recente abitudine a dormire nuda, la momentanea apertura che mi offrono le tue gambe e il mio desiderio si dimostrano una miscela esplosiva.
Il tuo inconscio non sembra particolarmente felice della mia manifestazione d'affetto, a sentire i mugugni e la stretta delle tue gambe, ma la mia faccia resta lì e non ti do la possibilità di chiuderti del tutto.
Infilo subito la lingua nel tuo sesso: sei calda, ma ovviamente poco più che umida. Non me ne faccio un problema e ti penetro ripetutamente con la lingua: questo sembri apprezzarlo, sospiri piano e riapri le gambe.
Continuo, hai un ottimo sapore di pulito mischiato al liquido che lentamente il tuo corpo produce in maniera autonoma.
Il tuo non è mai stato un sonno leggero, ma l'aver esagerato con i cocktail ti ha spinto verso un torpore innaturale. Allontano la mia testa ma ti sento chiedermi con voce impastata di non smettere, il che mi eccita da matti e mi rigetto tra le tue gambe leccandoti l'interno coscia e godendo del tuo odore. Ho troppa voglia di te, quindi sollevo il corpo e ti penetro, ti sono dentro e spingo con forza, vado avanti e indietro con pochi movimenti talmente intensi da farmi sentire di essere già vicino al culmine.
Ho l'impressione che ti stia arrendendo ad una mia violenza, ma la mano che mi poggi sul sedere a tastare la veridicità di ciò che credevi fosse un sogno mi rende esplicito il tuo desiderio.
Non voglio arrivare dentro di te, così esco e ti passo il membro umido sul ventre, sul seno, sul collo. Lecco il liquido che ho sparso sul tuo corpo prima di sedermi sul tuo viso ancora con gli occhi serrati spingendoti il pene nella bocca semichiusa.
Apri gli occhi all'improvviso, sembri sorpresa e spaventata. Mi ritorna alla mente l'immagine di una violenza, ma non smetto di scoparmi la tua bocca. Non puoi impedirmelo, anche volendo, ma forse nemmeno lo vuoi, visto che cominci a succhiare, carezzandomi le natiche con una mano e masturbandoti con l'altra.
Succede tutto talmente in fretta che quasi non si riesce a raccontarlo: mi mordi con forza e non molli, se solo provo a muovermi mi fai ancora più male. In un attimo sei passata alla conduzione del gioco e capisco di non aver capito. Non mi stavi accarezzando, né ti masturbavi: ti eri semplicemente lubrificata un dito mentre con l'altra mano mi aprivi le natiche.
Mi sodomizzi violentemente e l'uscita del dito umido è solo il preludio al rapido ingresso di due dita asciutte. Il centro del mio dolore si sposta così sul movimento che tanto gentilmente offri al mio intestino scatenando in me l'immagine di un ferro rovente che mi si muove nel didietro.
Intanto sposti avanti e indietro la bocca ancora serrata sul mio membro (sento che vuoi staccarmelo a morsi) regalandomi un dolore lancinante, aggravato dalla consapevolezza di non poter fare nulla per impedirti di continuare.
Hai vinto, e solo ora che lo sappiamo entrambi puoi smettere, perciò le tue dita escono da me con la stessa rapidità con cui mi avevano penetrato e la tua bocca si apre dandomi la possibilità di scappare.
Mi stendo al tuo fianco, distrutto e dolorante in tutto il bassoventre.
"Fammi arrivare", mi chiedi con una dolcezza che nulla ha a che vedere con quanto successo finora. Il torpore ora sembra passato e ti vedo addirittura iperattiva. Devo sforzarmi per parlare.
"Non ce la faccio, (brutta stronza ora vuoi anche avere un orgasmo) mi hai tolto le forze."
Non mi rispondi nemmeno, ti siedi sulla mia faccia avvicinando la tua al mio sesso decisamente meno in forma di poco fa. "Usa solo la bocca", sono le ultime parole che ti sento dire prima di iniziare a leccarmi il glande ancora gonfio.
La tua bocca mi fa paura, ormai. So che può diventare un'arma, e comincio a leccarti quasi senza voglia. Non sei più violenta, però, anzi sembri dolcissima e sensuale e avvolgi tutto il pene nel tuo calore. Ora inizio a leccarti con desiderio crescente, immerso come sono nell'odore acido eppure terribilmente eccitante del sudore che ti bagna. La mia lingua entra ed esce di continuo passando dal clitoride all'ano e viceversa.
Muovi freneticamente il bacino lasciandomi diverse scie di umore mischiato a saliva mentre tu mi succhi con calma, interrompendo il gesto solo di tanto in tanto per masturbarmi, sempre con infinita ed inspiegabile dolcezza.
Cerco di trattenermi, non voglio arrivare adesso anche perché ho il sospetto che non mi lascerai andare fino a che non sarai appagata anche tu, ma non ce la faccio più ed esplodo. Apri la bocca per non restare soffocata e mi sento all'improvviso invischiato dal ventre alle gambe in un'enorme quantità di sperma che non sembra voler smettere di riprodursi.
Come sospettavo non dai segno di voler smettere, anzi riprendi con vigore a succhiarmi il pene ormai scarico.
Sono al limite, non provo alcun desiderio se non quello di provocarti un orgasmo per concludere la nottata, seppure immaginare la tua lingua che mi pulisce provochi ancora ben più di un fremito nella zona inguinale. Ti sento deglutire spesso mentre ansimi, rendendomi conto che stai ingoiando tutto quello che ho prodotto come non hai mai fatto prima, peraltro dimostrando solerzia e avidità.
Finalmente esplodi anche tu, spingi ripetutamente il bacino contro la mia faccia con forza e per un attimo il mio naso ti sodomizza superficialmente, mentre hai ancora il mio membro in bocca, e succhi, e lecchi tutto il liquido rimasto sul mio corpo.
Ti alzi in fretta, mostrandomi lo stato di pulizia in cui mi hai lasciato.
Ti passi un fazzoletto sul pube e tra le natiche, poi lo annusi e mi dai un bacio passionale facendomi bere parte dello sperma che ti riempiva la bocca.
Ingoi il resto, ti stendi accanto a me e mi dici solo "buonanotte".