I migliori Racconti di RossoScarlatto
Racconto del mese
Autore del mese
RossoScarlatto Community
Nicolas
Biblioteca
Titolo: Nicolas
Autore: Rosy
Contatto:
Racconto n° 75
Altri racconti dello stesso Autore:
Sono sul tapis roulant da più di mezzora ma la mia frequenza cardiaca comincia ad aumentare solo quando lo vedo avvicinarsi a me.
Nicolas così poco macho intorno a tutti questi palestrati ma con un carisma particolare, sempre con una parola gentile, con un sorriso rassicurante.
Nicolas così magro e dinoccolato, con quel suo sguardo da cucciolo triste.
Sono sicura che si scopa mezza palestra e questo m'infastidisce e m'intriga al tempo stesso.
Ma perché con me non si fa avanti? L'ho anche invitato a casa mia per l'ultimo dell'anno ma....evidentemente non sono il suo tipo.

Poi inaspettatamente in piena notte un messaggio sul telefonino:
-"Buon anno Mary B., cosa vorresti di nuovo?"-
E' proprio lui? Non me lo aspettavo. Rispondo emozionata:
-" Buon anno anche a te. Vorrei...vorrei laurearmi, sarebbe ora! E tu?"-
-" Vorrei solo un po' di tranquillità e...vorrei uscire con te"-
Woaoh!!! Sono felicissima.
Mi abbraccio il telefonino mi rannicchio tutta e chiudo gli occhi sperando di sognarlo.

Una letterina sul computer mi distoglie dal lavoro:
-" Ti va un tè con due pasticcini?"-
Mi butto: -" Siii.... ti aspetto a casa mia!"-.
Cerco di aggiustarmi come meglio posso. Faccio un bagno veloce.
Mi metto l'intimo più sexy che ho.
Il cuore mi batte forte quando sento il citofono trillare.
Mi sento un pochino in imbarazzo di fronte a lui ma tra noi c'è un feeling particolare.
Il te' ci riscalda e ci rassicura.
Parliamo del nostro passato, dei nostri problemi, delle nostre aspirazioni.
Ci guardiamo, ci sorridiamo, ci sfioriamo, ci annusiamo e infine ci baciamo.
In un attimo siamo sul divano.
-Che figlio di puttana- c'è riuscito al primo appuntamento. Cerco di resistere con qualche no poco convinto ma sono tutta bagnata e ho una voglia pazzesca.
Anche lui sembra averne ma è stranamente timido, maldestro, sembra a disagio. Possibile?
E quando finalmente nuda lo invito a prendermi:
-"Scusami ma non ci riesco"- e mi bacia con dolcezza.
Sta per andarsene ma io non resisto, il mio sesso è madido e gonfio di voglia
-"Prendimi da dietro" - gli dico per eccitarlo mentre comincio a toccarmi.
Esita qualche secondo. mi guarda imbarazzato -"Non l'ho mai fatto!"- risponde con l'innocenza di un bambino.
- "E' meglio che vada, scusami." -
Mi lascia li, sola, come non mi era mai capitato, come una scema, nuda sul letto a pensare...a sognare.
Sarà la sua tattica? Possibile sia così figlio di puttana?
Dovrei essere arrabbiata e invece provo tanta tenerezza. Sembra un adolescente. Forse mi sono sbagliata su di lui. Non è quello che sembra. Non è quello che si dice.

-"Aiuto c'è un geco che si è appropriato della mia casa" - gli scrivo via
e-mail qualche giorno dopo sperando di rivederlo.
Gentile e premuroso corre in mio aiuto e in cinque minuti mi libera della povera bestia che con tanta fatica avevo fatto accomodare in salotto.
Sento ancora l'eccitazione della volta scorsa.
Cerco di "ringraziarlo" a modo mio, lo bacio, lo accarezzo lo tocco fino a quando sento il suo desiderio crescere.
Lo accolgo dolcemente nella mia bocca per portarlo al massimo del piacere.
Ma, ancora una volta, lui non prende l'iniziativa: - "Scopami ti prego" - mi ritrovo a miagolare mentre gocce di piacere continuano a bagnarmi.
- " Non te la prendere ma io non voglio scoparti.... io voglio fare l'amore con te. ma ancora non ci conosciamo bene"- mi dice prendendomi la mano e guardandomi negli occhi.
Quelle parole sussurrate con la sua voce calda e profonda m'inebriano la mente e mi sconvolgono più di un orgasmo.

No non è possibile mi sto innamorando. Sto perdendo la testa per quello stronzo.
Non sono mica una delle sue ragazzine. Non voglio. Mi farebbe solo soffrire.
Non voglio più vederlo...ma chi si crede di essere.

Sto riposando quando il freddo suono del telefono mi riporta alla realtà:
-"Ciao tesoro, ho visto un geco brutto e cattivo che si aggira vicino casa tua posso salire a controllare?" -
Vorrei rispondergli male per allontanarlo da me ma scoppio in una risata:
-"Ti aspetto mio eroe".-
Arriva tutto trafelato come al solito con quel suo motorino mezzo rotto, la camicia di fuori e i capelli spettinati e ribelli come lui.
Gli preparo un tè e cominciamo a chiacchierare sul letto della mia cameretta mentre lo stereo del soggiorno diffonde note che nessuno ascolta.
Il nostro livello di confidenza cresce di attimo in attimo, le risate ci fanno sentire più complici, gli sguardi più intimi. I nostri sensi si comunicano piacere.
-"Preferisco che non ci frequentiamo più Nicolas"- gli dico d'un tratto girandomi dall'altra parte per non guardarlo negli occhi.
Lui non dice niente, assorto in uno dei suoi tanti silenzi, mi abbraccia dolcemente da dietro e comincia a baciarmi sul collo accarezzandomi i capelli... mordicchiandomi le orecchie.
Mi fa venire i brividi ma non voglio cedere - "Sei uno stronzo io ho bisogno di te e tu te ne freghi" - gli dico con astio.
Ma sembra non ascoltarmi. E' dolcemente assente. Le sue mani si insinuano sotto il mio maglioncino. Mi accarezza.... mi massaggia, gioca con i miei capezzoli.
Comincia a spogliarmi lentamente, con dolcezza, con amore.
Piano piano le sue dita iniziano ad esplorarmi.
Gridolini di piacere escono incontrollati dal mio corpo.
Mi tocca, mi bacia, mi assaggia, mi allarga finché lo sento tra le cosce e poi dentro di me. Il suo sesso è duro, grosso, caldo e riempie tutta la mia morbida e umida fessura finalmente aperta per lui.
I nostri movimenti sono armoniosamente sincronizzati ad offrire piacere.
Ha ragione, non stiamo facendo sesso. Stiamo facendo l'amore ed è dolcissimo.
Sono totalmente abbandonata al piacere. Mi fido di lui e mi lascio andare.
Sprofondo la faccia nel cuscino.
-"Ti amo"- mi sussurra nell'orecchio.
Un turbinio di pensieri contrastanti inondano la mia mente: la gioia del momento e la paura di perderlo, l'amore e l'odio per non averlo sempre con me, il piacere e il dolore della sodomia.
Le emozioni sono talmente forti che scoppio in un pianto prima di essere travolta dal suo liquido caldo e tramortita da un profondo orgasmo.

No Nicolas non è quello che credevo, non è quello che si scopa tutte le fichette della palestra. Non so perché dia quest'immagine di se. Forse stereotipi culturali vogliono l'uomo di successo egoista e donnaiolo.
Lui è invece un uomo sensibile. E' buono, è speciale. Nicolas mi ama. Nicolas è il mio uomo e non voglio dividerlo con nessun'altra.

I nostri rapporti si fanno sempre più intensi: ogni giorno ridiamo con entusiasmo, litighiamo con passione, ci amiamo con dolcezza.

Vorrei stare sempre con lui. Mi manca troppo quando non è con me. Lo tempesto di telefonate, ma sembra che ci siano sempre cose più importanti: il suo lavoro, la sua famiglia, i suoi amici, i suoi mille problemi.
Lo odio per questo. Ho paura di perderlo. Divento insicura, lo attacco continuamente per testare il suo amore.
Sto impazzendo.......

-"Addio Nicolas sei una nullità non voglio mai più vederti mi fai soffrire troppo, questa relazione mi sta distruggendo. Vattene tu e tutti i tuoi problemi".- Gli urlo piangendo dopo aver fatto l'amore.
- "Ti amo e amare significa anche avere la forza ed il coraggio di condividere i problemi, di manifestare le proprie debolezze, di affidare nelle mani dell'altro le proprie incertezze, di dichiarare le proprie frustrazioni, di spartire le paure... per riuscire a superarle insieme, per crescere insieme."- Risponde con quella sua fredda razionalità che tanto mi fa incazzare.
- "Sei dolcissimo ma... ma io non ci riesco Nic... fammi vivere la mia vita. Vattene e lasciami in pace."-
-"Se è questo che vuoi, vuol dire che mi sono sbagliato, che per te sono stato solo uno dei tanti. Auguri piccola mia". Risponde strafottente ma con gli occhi lucidi e la voce rotta dal pianto.
Sento sbattere la porta e in un attimo il mondo crollarmi addosso.

Sono due mesi che non vedo più Nicolas, vado in palestra tutti i giorni con la speranza di incontrarlo ma lui conosce i miei orari e mi evita.
Ci amiamo ma continuiamo a farci del male.

Sotto la doccia sento le altre che parlano di lui.
-"In questi giorni ha gli occhioni ancora più tristi, mi fa impazzire"- dice una biondina con la faccia da puttanella -"Non vedo l'ora di portarmelo al letto".
Ma che ne sanno queste stronzette del mio Nicolas.
Non sanno chi è veramente, non sanno che a lui non gliene frega niente di loro.
Non sanno della sua dolcezza, delle nostre fantasie, dei nostri segreti, delle nostre litigate, del nostro modo di fare l'amore . Non sanno che è triste perché gli ho spezzato il cuore.

Addio Nicolas non abbiamo saputo amarci ma non ho perso la speranza di averti tutto per me.

Al suo pensiero il desiderio mi assale, la mia mente vola all'ultima volta che abbiamo fatto l'amore, al primo bacio, alla prima volta che mi ha detto "Ti amo". La mia mano scende dolcemente a cercare il piacere tra le gambe mentre un nodo mi stringe forte la gola e una lacrima si confonde con l'acqua della doccia.