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Muro bianco
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Titolo: Muro bianco
Autore: Lolly
Contatto:
Racconto n° 755
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Mi aspettava lì, appoggiato, con le sue spalle nude, al muro bianco della mia camera da letto... contemplando il blu delle lenzuola ancora intrecciate dal sonno.
Non so perchè non volle accompagnarmi all'incontro con il padrone di casa, un bell'uomo sulla quarantina, per decidere come sistemare il giardino. Rimase ad osservare le mie cose sparse sulla sedia, qualche foto dimenticata sul comodino, il cappello che profumava ancora di mio nonno, e tutta quella roba da stirare...... ma non ne avevo mai voglia!
Era bello, il colore scuro della sua pelle faceva contrasto con il mio accappatoio bianco latte troppo corto per lui, un metro e novantaquattro di beatitudine!
Non fumava più e mi aspettava solo con i suoi pensieri e gli sguardi sul disordine che conosceva bene. Mentre parlavo con il padrone di casa, avevo davanti agli occhi la sua immagine, fiera e dolce, ed il suono delle sua voce profonda mi ripeteva ansimando.... ti voglio....
Forse il padrone di casa non avrà capito il mio sorridere imbarazzato mentre mi spiegava il progetto del giardino.... Rivedevo il mio lui in piedi davanti all'aiuola un tempo ricca di girasoli, con i suoi boxer che lasciavano intravedere qualcosa, e io, dietro di lui, nascosta dalla sua ombra, che allungavo le mani, abbracciandola con tutta me stessa, raggiungendo la meta.
Sento ancora il suo sesso tra le mie dita, cambiare... ed il boxer diventare stretto... troppo stretto... ed imbarazzante per lui così timoroso e timido!
Si girò di scatto, tenendomi stretta a sè per nascondere l'evidente erezione, mi sollevò con estrema facilità ed entrò in casa, appoggiandomi su quello stesso muro bianco dove ora aspettava il mio ritorno. La sua forza mi permise di restare con le spalle al muro, e cercare di riprendermi ciò che era mio, mentre il mio ventre cominciava ad ansimare.. ansimare e fremere... e all'improvviso l'ho sentito!
Dentro.... dentro e pieno di sè.... e mi sembrava di impazzire.... la mia pelle iniziava a bruciare contro la parete, ma non volevo smettere!
Con le mie piccole mani lo tirai ancora di più verso di me posandole sul suo sedere nero e sodo, mentre lui continuava a sussurrare frasi indecifrabili... e a provocarmi.... fino a venire, una, due volte, fino a perdere il controllo, fino a perdere i sensi!
La sua lingua indugiava sul mio collo mentre io urlavo tutto il mio piacere... il mio seno contro il suo petto.... e ancora la sua lingua sulla vena blu bagnata dal sudore, urlando... lui non mi fece mai tacere!
Poi mi lasciai andare alla sua forza, alle sue braccia che continuavano a reggere tutto il peso del mio piacere, e sentii il suo sesso, ancora turgido dentro di me che mi voleva, mi cercava.
Iniziai a muovermi piano piano, con la sensualità di un ventre in calore, e guardare i suoi occhi, per capire.....
Leccai la sua pelle sudata, uniti in un unico fuoco di sensi. Iniziò ad aumentare il ritmo della danza, e socchiuse gli occhi implorando Dio.... fu in quel momento che gli dissi prendimi! con tenerezza, con forza... ma lui si fermò, uscì dal mio corpo ancora caldo, mi posò, e allargò le mie gambe.
Piegò le sue fino ad arrivare con la bocca a sfiorare il mio ventre umido. Con le dita aprì le mie labbra e la lingua iniziò il suo cammino....
Le mie spalle iniziarono a premere contro il muro sempre più forte mentre il mio ventre si offriva a lui in maniera prepotente, e quasi svenni quando il piacere invase il mio corpo, e l'anima....
Si rialzò di scatto e col sesso sempre più duro, mi penetrò sollevandomi ancora da terra per l'ultima volta, fino a sentirlo urlare, ed io con lui, con le lacrime agli occhi...
Rimanemmo così, addosso a quel muro, l'uno nell'altra, aspettando che il tempo si fermasse, mentre stava riprendendo a scorrere lentamente... bagnato dall'esplosione dei nostri sensi.
Solo allora mi resi conto che la porta e le finestre erano rimaste aperte.... ecco perchè il padrone di casa, quel pomeriggio, mentre illustrava il progetto per il giardino, ricambiò il mio sorriso...! ..e non si mosse quando la mia mano cominciò a scendermi lungo i fianchi e ad entrare nei jeans blu aderenti, fino a sentirmi implorante di desiderio, senza staccare mai i miei occhi dai suoi, scuri, ancora giovani.
Rimase a guardare, mentre aprivo la cerniera ed allargavo le gambe.
Poi venne verso di me..