|
|
|
Babysitter
|
|
|
Titolo:
Babysitter |
Autore:
Purple |
Contatto:
|
Racconto
n° 758 |
Altri
racconti dello stesso Autore:  |
|
|
Avevo cominciato a lavorare per loro non ricordo quando... forse tre anni fa... ventitreanni. Mi sono sempre piaciuti quelli più maturi perchè più esperti, e perchè io matura lo sono sempre stata, più degli altri miei coetanei. Coppia non felicemente sposata, con un bambino di cinque anni, a cui io facevo da babysitter quando loro non c'erano. Architetto lui, insegnante lei. Lui, affascinante, bello, con aria intrigante, ma non innamorato. Lei sempre occupata dal lavoro, perchè di giorno insegnava al liceo, di sera alle serali; insomma... troppo indaffarata per pensare alla famiglia. Il bambino credeva fossi io la madre... quasi. Ogni tanto il fine settimana lei stava in città dai suoi per corsi di aggiornamento, meeting vari... quindi per guadagnare qualcosa, rinunciavo alla discoteca o al locale, per passare la serata a guardare cartoni sul divano, con il mio Baby (come lo chiamo io ^_^) e talvolta il marito... Diciamo che non era proprio una condanna stare lì in compagnia di quello che pensavo fosse l'uomo dei miei sogni. Il sabato sera che sapevo ci fosse anche lui magari mi tiravo un po' di più, una scollatura più sexy, un po' di trucco in più per uno sguardo più profondo, e i capelli più curati del solito. Quella sera, l'anno scorso, era calda ma ventilata. Ho pensato che saremmo rimasti in terrazza a mangiarci l'anguria... con il Baby che guardava le stelle; mi sono messa una camicetta bianca elasticizzata senza sotto il reggiseno, con pantaloni neri. Arrivo alla loro porta e suono il campanello. Mi apre lui, splendente più che mai e mi dice, sorpreso: "Ma...?! Mia moglie non ti ha detto che si portava via anche il bimbo? ...sai, non lo vede mai... ha voluto portarlo con sè in città..!" "Si è dimenticata evidentemente, vabbè... Buona s.." Lui m'interruppe dicendomi "Ma no dai, resta qui con me, mangiamo qualcosa e poi vai a casa o dove vuoi, mi faccio perdonare per il disguido.." Io trasalivo di eccitazione ma mi venne in mente di farmi desiderare di più. "No dai... non disturbarti... non ce n'è bisogno..." "INSISTO." Era quello che volevo. Entro in casa... un po' in disordine, ma era alquanto normale. Andò ad accendere lo stereo... per alterare l'atmosfera... nell'aria si diffuse piano piano una sorta di ossigeno carico di eccitazione... "Ti aiuto dai...." dissi io. "Okay, prepariamo il sugo, intanto che l'acqua si scalda". Le cipolle. Non sono mai stata un genio in cucina, quella volta era come se le mie mani fossero immobilizzate, lui vide che io ero un po' impacciata. "Non sono tanto brava con i coltelli..." Ma non finii di parlare che già mi era dietro con le sue braccia che mi avvolgevano, le sue mani sulle mie, che mi diedero la dritta per finire di tagliare quelle cipolle. Il suo bacino sfiorava il mio di tanto in tanto, e ogni volta sentivo una scossa che dal basso risaliva lungo la mia schiena e la temperatura si alzò di colpo. Mi passò i pomodori non muovendosi di un centimetro, continuando a starmi dietro, attaccato. Li tagliammo insieme, con le mani bagnate dall'acqua fuoriuscita dai pomodori. La sua testa si fece sempre più vicina alla mia... accanto... sentivo il suo respiro sul collo. Ad un tratto la sua mano destra si staccò dalla mia e l'indice andò a toccare proprio il mio capezzolo destro. Il dito umido dai pomodori tagliati sporcò la mia camicia, ma sentii una fresca sensazione di piacere. Cominciò a fare piccoli cerchi attorno ad esso, accorgendosi così che ero senza reggiseno, ed eccitatissima. poi mi sbottonò un po' per aprire di più la scollatura e la sua mano cominciò ad accarezzarmi fra il seno... poi uno e poi l'altro, soffermandosi a stuzzicare i capezzoli, duri e ritti. Poi mi girò e cominciò a baciarmi con la sua calda lingua... baci sensuali e carichi di desiderio. le sue mani che mi toglievano la camicetta il più in fretta possibile... io lo stringevo a me, gli sussurravo "no... non possiamo", ma con quel tono voglioso era come se gli stessi dicendo "siiiii, non vedevo l'ora..." Gli tolsi la maglia... a quel punto, continuando a baciarci mi portò sul tavolo della cucina. mi slacciò i pantaloni e sfilandomeli non perse tempo, portandosi dietro anche le mutandine. Ero nuda davanti a lui, seduta sul tavolo... lui in piedi di fronte a me.. Gli slacciai i pantaloni, rimase così in boxer aderenti da cui si intravedeva una palpitante eccitazione. Mi abbracciò, e baciandomi i nostri bacini vennero a contatto.. solo i suoi boxer ci separavano. Io allora cominciai a sfregarmi, e lui mi toccava il seno. Scese poi con le mani fra le cosce e la sua lingua si andò a posare sul seno, mordendo e leccandomi i capezzoli. Le sue mani mi sfioravano l'interno coscia. Mi disse di sdraiarmi sul tavolo... mi bastò scendere con il busto. Mi baciava il ventre mentre sfiorava le labbra aperte di desiderio. Entrò quasi timidamente, e cominciò con il medio a toccarmi dal basso verso l'alto soffermandosi sul clitoride gonfio e voglioso, inondato. Sfiorandomi sempre più con decisione mi fece arrivare all'orgasmo più strabiliante avuto fino ad allora... ma non era ancora finita. Io, inondata di piacere, presi le dita bagnate di me, e me le leccai tutte... poi scesi dal tavolo per far accomodare lui. Cominciai con l'abbassare i boxer, mi misi sopra di lui e mentre lo baciavo all'impazzata mi muovevo sul suo membro eretto e palpitante. Poi mi abbassai e carezzandolo con le mani cominciai a baciarlo e giocarci con la lingua, con le labbra, fino a prenderlo in bocca. Poi ad un tratto smisi e risalii perchè volevo esser penetrata... allora mi prese in braccio e mi portò nel letto, dove facemmo l'amore fino all'alba del giorno dopo. Continuai a fare la Babysitter per loro e a vederlo privatamente, ero ormai la sua amante. Oggi siamo insieme ufficialmente, lui separato e il bimbo, ormai ragazzo, vive con la madre, ma in tre ci divertiamo un sacco.
|
|
|
|