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20 giugno 2004
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Titolo:
20 giugno 2004 |
Autore:
Doroty Patt |
Contatto:
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Racconto
n° 759 |
Altri
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Non c'è titolo migliore che questo, la data del fatidico giorno in cui è accaduto. Mentre il mio adorato fidanzato scorazzava tra Parigi e Londra per definire alcuni progetti di lavoro, io apportavo modifiche ai disegni degli ultimi due flaconi da presentare alla Fiera del Profumo a Montecarlo. Un caldo che non resistevo, nuda e gioiosa mi dedicai ad una doccia tiepida mentre i miei due gatti stavano sonnecchiando sul tappetino rosa del bagno. Una doccia di alghe marine e sandalo, morbida schiuma sulla pelle che vibrava di desiderio, nella sottile atmosfera di Mother Rose (CD 'Trampin by Patti Smith - Columbia 2004) uno di quei brani che ti scaldano il cuore e ti annullano l'anima. All'improvviso fui colta dal suono del citofono, andai a rispondere disseminando in ogni dove gocce d'acqua e chiesi chi fosse... dall'altra parte la voce di un ragazzo che si identificò come il figlio di Carmela Sandiago la mia dirimpettaia, che mi chiedeva se poteva salire che doveva darmi una lettera la quale fu recapitata al suo indirizzo piuttosto che al mio per sbaglio. Il fato provvede a quanto pare a mettere sulla mia strada giovani discreti ed educati da quando mi sono fidanzata ed io ovviamente, innocentemente, aprii il portoncino. Il giovane salì di fretta, arrivò alla porta ansimante, splendido nella sua altezza e muscolatura asciutta, io già lo aspettavo appoggiata allo stipite, nel mio accappatoio rosa e scalza, con la mano tesa per prendere la mia lettera che il giovane mi porse senza battere ciglio, mani lunghe e agili le sue. Quando stava per andarsene dopo averlo ringraziato, lo fermai e gli chiesi quanti anni avesse e come si chiamasse, lui fu perplesso nel rispondermi ma quando vide uno dei miei seni che maliziosamente si era fatto intravedere da sotto la scollatura non ci pensò due volte a mentirmi: "20 anni e mi chiamo Pedro" un nome insolito, ma indubbiamente in uso, in quanto all'età ho dei dubbi comunque Pedro volli che si avvicinasse e gli chiesi se voleva toccare il mio seno (so che è un'istigazione, ma la carne è carne)... Lui pose la sua mano bruna sul mio seno candido, come poi le sue labbra rosa e spinto dentro sul pavimento si cibò inesperto ma pratico di ogni spazio a lui offerto... la sua pelle e i suoi capelli crespi, teneramente selvaggio, dall'acre aroma di sporco si impadronì dei miei sensori, accesi al massimo e feci man bassa del giovane ardito, che tutto eccitato nei suoi effettivi 17 anni e diciassette centimetri di piacere mi inorgoglì della sua abile lingua di serpente, lasciandomi stordita a terra in preda a sussulti irrefrenabili... Quando finì il suo dolce ansimare, quando fiotti d'amore bianco inondarono il mio ventre lui si accasciò di fianco a me e mi disse: "Tra due giorni compirò diciotto anni e questo è il regalo più bello che mai potessi desiderare!" Io espressi la mia felicità per lui, ma credo che il regalo più bello l'abbia ricevuto io... e mentre lui discese le scale per rientrare a casa nell'aria silente mi dedicai nuovamente ad una doccia rigenerante, con la speranza di non dover riaprire la porta. Ah, quella lettera poi era di mio marito e ancora è chiusa sopra il suo comodino con la data 20 Giugno 2004...chissà cosa c'è scritto?
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