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Oasi di felicità
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Titolo: Oasi di felicità
Autore: VentoDiFollia
Contatto:
Racconto n° 767
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Era una notte di luna piena. Dalla finestra vedevo una lunga distesa di sabbia morbida, bianca, delicata come la mia pelle, e i riflessi dorati della luna illuminavano quel mare calmo e ne esaltavano tutto il suo infinito splendore. Sentivo il suo profumo intenso e il rumore delle onde, che a ritmo lento e cadenzato giungevano a riva.
Questo panorama splendido procurava emozioni indescrivibili e sconosciute a tutto il mio corpo.
Decisi di uscire. Aprii la porta. Di fronte a me, quell'angolo di paradiso incontaminato.
Provai una sensazione di completa libertà! Non avevo paura di restare in questo posto sola, senza nessuno. Anzi, per la prima volta in vita mia, mi sentivo libera.
Libera. Libera da problemi, inibizioni, pudori, vani scrupoli, tabù. Libera da tutto ciò che, durante il giorno, bombardava la mia mente e mi impediva di sentirmi in pace con il corpo e con l'ambiente in cui vivo. Libera di essere, di esistere.
Sentii l'ardente desiderio di liberarmi anche dagli indumenti che indossavo, per riscoprire il contatto con la mia Terra, per sentirmi parte integrante di questo magnifico paesaggio.
Tolsi prima la maglietta, poi i pantaloncini e per ultimi, reggiseno e perizoma neri. Mi distesi sulla sabbia e abbandonai il mio corpo alle sensazioni che essa mi procurava.
Provavo un piacere fortissimo quando rotolavo su di essa o ci giocherellavo prendendone una manciata e distribuendola gradatamente sul collo, sul seno prosperoso, e via via sempre più giù, su tutto il corpo.
Quella pioggerellina di sabbia morbidissima, facendomi quasi un dolce solletico, mi regalava sussulti e brividi irrefrenabili via via sempre più intensi che mi portavano alla scoperta di un mondo libidinoso che mi era sempre stato negato.
Mi sentivo ladra, ladra di emozioni di cui non avevo mai potuto godere. Ladra di pochi istanti di felicità, che l'arrivo dell'alba avrebbe portato via...
Come un assetato che viaggia nel deserto e alla fine, dopo mille tragitti, trova un'oasi e può soddisfare la sua sete... io mi sentivo ingorda di emozioni irresistibili e, finalmente, avevo trovato la fonte della mia felicità.
Sapevo che non sarebbe durata a lungo quella sensazione di benessere ma non mi preoccupavo di quando potesse finire. Pensavo solo a godere quei momenti.
La felicità, si sa, è breve ma molto intensa. Risiede nelle piccole cose di tutti i giorni e va colta al volo. Io l'avevo trovata quella notte, per la prima volta. E l'ho assaporata sorso dopo sorso.
Avrei dovuto lasciarla scappare? Sarei stata pazza... magari non l'avrei più incontrata...
Così, continuai quel gioco proibito massaggiandomi dolcemente il seno a piene mani.... e poi pian piano scivolavo con esse sempre più giù fino ad affiorare nella mia oasi, centro focale di tutta la mia libido, vagina umidissima, eccitatissima, vogliosa di coccole, di carezze sensuali, di sospiri, di miagolii dolci che esultassero nel silenzio di quel paradiso idilliaco.
Con la mano cominciai a massaggiare, massaggiare, massaggiare, quella zona delicatamente, in modo circolare, poi su e giù, a destra e a sinistra, fino a sentire una sensazione fortissima pervadere tutto il mio corpo e la mia mente, fino a perdere completamente ogni frammento di razionalità, fino a sentirmi appagata, soddisfatta, felice, gioiosa.
Questa era stata per me una grande scoperta... Mi sentivo come una ragazzina che si apprestava a diventare donna.
Per la prima volta, toccai la felicità e la feci scivolare fra le dita... come granelli di sabbia... morbidissima... che solleticavano la mia vita!