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Anticamera del piacere
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Titolo:
Anticamera del piacere |
Autore:
Lunadinverno |
Contatto:
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Racconto
n° 782 |
Altri
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10 mesi... ad immaginarti vicino. Le tue mani, le tue fantasie al telefono. 10 mesi senza poterti guardare, senza poterti toccare. 10 mesi.. l'assurdità per due amanti. Eppure talvolta la vita ti costringe. Succede anche a te? Ti rivedo in una giornata di pioggia, nella mia città. L'agitazione mi paralizza e un vortice di calore m'investe quando mi baci appena salita sulla tua auto. La conversazione nervosa che ci accompagna all'hotel somiglia ad un preludio contemporaneamente necessario ed inutile. Non dev'esserlo questa lettura. Perché vedi, amor mio, questo racconto di cui già conosci ogni gesto non è per chi lo leggerà. O meglio, non solo. E' per te. Ma tu.. tu che stai leggendo.. gioca con noi. Puoi fermarti ora perché hai deciso che non ti riguarda, oppure puoi entrare in questa nostra piccola storia.. e sorridere di piacere davanti a quest'uomo che sa condurre una donna all'estasi del piacere... e lasciar rispondere il tuo corpo, rispondere con il tuo corpo alle mie parole, alle parole di una donna che si sottomette alla passione imperativa. Sto posando il tuo PC portatile sulla scrivania, quello dal quale stai leggendo... e le tue mani sfilano già il mio trench.. mi slacciano i pantaloni. Mi stringi i glutei e sento la tua erezione prepotente contro il mio pube. Mi baci con foga, mi spingi sul letto. "Sei già bagnata.?"...sei già bagnata?... e le tue dita giocano con la stoffa fradicia delle mutandine. Devo fare pipì e mi vergogno. Non so come dirtelo, ma mentre una parte di me già gode di quella masturbazione, l'altra è ancorata all'urgenza meno opportuna del momento. "Devo fare pipì".. te lo dico mentre stai scendendo con le labbra, pronto a leccare quel piacere che ha inondato le tue dita. Tortura di staccarci. "Appena finisci chiamami". Obbediente e vergognosa chiudo dietro di me la porta del bagno lussuoso. Passi muti sul parquet, luce soffusa. Prima di chiamarti mi lavo velocemente (è questo l'unico particolare che non sapevi) e le mie dita incontrano l'umore vischioso del calore che mi induci. Mi specchio.. una maglietta bianca e null'altro. "Ho finito" In silenzio mi sospingi indietro ed entri, un braccio intorno alla vita e dopo un bacio che mi toglie il respiro sussurri: "Se hai fatto ora devo lavarti." Stordita dal profumo della tua pelle mi lascio guidare verso il bidet, dove mi fai sedere rivolta verso il miscelatore, le gambe divaricate. L'acqua sulle tue dita. "Se hai fatto ora bisogna lavarsi." Provare a lavarsi. Gocce azzurre sulle tue dita.. il mio pube rasato... le tue dita scivolose... le mie grandi labbra aperte... le tue dita insaponate.. il mio sesso spalancato.. le tue dite schiumose.. il mio clitoride ritto... le tue dita voluttuose, la mia michetta eccitata.. Le tue dita si muovono curiose, giocose, danzano vogliose anche tra i miei glutei. La tua lingua sulla mia schiena che s'irrigidisce di piacere. Mi piego in avanti per lasciarti muovere meglio, sottomessa al tuo gioco. Mi penetri con le dita, m'inarco per il godimento. Mai pensato ad un bidet così? Il mio secondo orgasmo mescolato a schiuma azzurrina. Mi farei toccare da te per ore.. Poi mi sollevi velocemente e mi sfili la maglietta. La stoffa dei tuoi pantaloni è tesa al massimo, il tuo sesso è grandissimo e la tua erezione deve farti male in quest'istante. La tua erezione dolorosa ancora contenuta. Le tue mani dovunque, la passione che mi accende, mi gira la testa, ti sfilo la maglietta e la cintura, ma non riesco a far altro, perché mi hai già afferrata con le tue braccia forti per depormi sul marmo del lavabo. La prima volta che ti vidi nudo mi chiesi come avrebbe fatto la tua virilità esplosiva a penetrare me... tutta così piccola. Gli specchi riflettono il mio corpo, le mie braccia tese, i seni piccoli e i capezzoli protesi verso di te, i miei capelli lunghi a lambire le spalle, il busto eretto e le mie gambe che hai spalancato. Riesci a visualizzarmi? Riesci a visualizzarmi.? Ti inginocchi davanti a me e la tua lingua avida penetra la mia fessura, gioca con il clitoride, succhia. Ancora la mia schiena s'inarca, il tuo respiro caldo e la tua bocca mi fanno godere fino a perdere ogni pudore, ogni controllo. "E' così che mi hai immaginato in questi mesi quando avevi voglia di leccarmi?... in questa posizione da.. puttanella?".. "La mia puttanella privata, il mio amore... sì." - sussurri. Poi le tue dita entrano nel gioco, mi penetri e mi lecchi, godi della vista e del contatto del mio sesso.. del mio corpo a tua disposizione.. sottomessa per il mio e per il tuo piacere. Godi del mio godimento. Quando ti sollevi per baciarmi e sento il sapore della mia eccitazione sulle tue labbra mai sazie di me, ti abbasso gli slip e mi ritrovo fra le mani il tuo sesso enorme. "Ricordavi così il mio cazzo.?" Il tuo linguaggio è diventato aggressivo e volgare, come quando vuoi fare sesso. Chi potrebbe dimenticarlo? Grande, durissimo, un'erezione prepotente e la pelle delicata, rosata come quella di un bambino. Ho già voglia di assaggiarlo.. (io che prima di te detestavo il sesso orale) e mi leggi nella mente. Ti scosti quel che basta a lasciarmi scivolare giù dal lavabo e appena poso i piedi al suolo, la tua mano fra i capelli mi spinge verso il basso. Ora m'inginocchio io, stringendo l'asta fra le dita e iniziando a baciartelo... a leccarlo dalla radice alla punta. Lo prendo in bocca quanto riesco, invero non tanto, non come vorrei, ma anche la mia bocca è troppo piccola per la tua mascolinità. Sei eccitatissimo e stai per venire, ma non vuoi farlo sulle mie labbra. Vuoi che io veda.. tocchi.. usi il tuo seme.. come nelle tue fantasie. Mi sollevi e mi rimetti seduta, appoggi il tuo cazzo eretto sul mio ventre, mentre la mia mano e la tua ti masturbano. Mi stai fissando. Ansimi e schizzi sul mio ventre. Latte denso ed abbondante sulle mie dita e sulla mia pelle. Lo accolgo con voluttà. Cola sul mio pube e sui miei inguini bollenti. Spalanco bene le gambe come piace a te e ti faccio guardare mentre mi tocco con le dita bagnate del tuo sperma. L'orgasmo non ha spento il tuo fuoco. Mi guardi voglioso e togli le mie dita dopo poco e mi masturbi con le tue. Freddo dello specchio alle mie spalle, il caldo della tua mano e dell'orgasmo nel mio sesso. Una corrente che mi attraversa il corpo, il cuore, la mente. Ti vengo ancora sulle dita, con un grido sommesso e le gambe allacciate ai tuoi fianchi. Ti voglio dentro. Mi prenderai più tardi, sul letto. Questo bagno è stato solo l'anticamera del piacere, l'assaggio... eppure continuo a pensarci. E mi eccito.. e mi bagno.. come adesso. Succede anche a te?... Succede anche a te?
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