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Il monte delle Veneri
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Titolo: Il monte delle Veneri
Autore: Lhya
Contatto:
Racconto n° 791
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La tua giornata é ravvivata dal mio sms: "Ti aspetto sabato pomeriggio alle 15,00 sul Montecanto".
Si tratta di una montagna vicino a casa mia; ti fornisco le indicazioni per arrivarci e tu ti chiedi cosa ti ho preparato, guidi impaziente, con la curiosità che ti monta nella testa; sono già riuscita a sorprenderti e ti domandi se ti ho preparato qualcosa di sensazionale.
Appena arrivato, sai che dovrai percorrere una tratto di strada a piedi; il posto è molto bello, con il sole che illumina la collina e i dolci pendii così simili al seno di una donna, la calura appena accennata, un morbido vento solleva spirali di sollievo dal tuo corpo accaldato.
Lungo il percorso, trovi dei cartelli con una scrittura elegante, tipicamente femminile, che ti chiedono di spogliarti un capo d'abbigliamento. Ogni cartello indica un capo diverso così ti togli prima la maglia, poi i pantaloni e immagini che io ti stia guardando, osservando, seguendo i tuoi gesti e attendendo il tuo arrivo.
Infine resti completamente nudo; chiunque potrebbe giungere dalla strada, potrebbe vederti ma non arriva anima ad indicarti cosa devi fare così prosegui sempre dritto davanti a te e giungi all'ombra di un albero imponente.
Un canto proviene dall'alto ma non si tratta del canto di un usignolo o di un passerotto. Alzi lo sguardo e seduta sul ramo, dipinta con mille colori a disegnare la livrea di un bellissimo pavone, siede una donna bellissima, mora, corpo perfetto, occhi verdissimi, ti sorride e appena sotto di lei un cartello che indica "Inizia la caccia"
Tu ancora non capisci cosa stia capitando; la ragazza ti raggiunge a terra, tu la desideri già talmente è bella e appetibile ma lei ferma con dolcezza le tue mani che si protendono verso i suoi fianchi; inaspettatamente ti lega all'albero dove sedeva poco prima.
Già ti aspetti che lei si approfitti di te, te lo auguri; invece lei prende dei contenitori pieni di liquidi colorati che tiene in una borsa; ne apre uno dal quale si sprigiona un buonissimo profumo di ananas e comincia a disegnare delle curve sul tuo corpo nudo servendosi di alcuni pennelli.
Quel tocco così delicato che ti sfiora in ogni tua parte ti dona brividi particolari; cerchi di seguire con gli occhi il disegno che lei sta componendo su di te e per te ma non capisci quali siano le sue intenzioni né perché lei sia travestita da pavone, vuoi solo leccarla, toccarla, possederla, già le immagini di ciò che le vuoi fare ti appaiono nitide e il tuo membro risponde agli stimoli del tuo cervello ergendosi verso di lei.
Lei mostra di apprezzare il tuo turgore con uno sguardo goloso ma procede nel suo compito finché non ha terminato e poi, con tuo grande disappunto, si volta e corre via, le sue splendide forme che ondeggiano al vento, la coda di pavone composta da piume segue i movimenti del suo delizioso fondoschiena; la vuoi più che mai ma sei obbligato dalle corde a rimanere fermo finché la vista della fanciulla scompare per cedere il posto al silenzio della collina.
Una volta solo, mille pensieri ti assalgono poiché non riesci a capacitarti di cosa stai facendo lì legato e solo, di come abbia potuto chiederti di venire da me per poi non concludere nulla.
Il flusso della tua mente viene interrotto da un rumore alle tue spalle, ti volti e ti ritrovi libero dalle corde che ti tenevano, una freccia è stata scagliata a rilasciarti e una donna rossa di capelli con il corpo nudo, colorato proprio come la donna pavone ma dalle sembianze di cacciatrice, ti guarda dall'alto della collina e una serie di donne tutte nude, tutte con il corpo tatuato con i colori della gazzella, della farfalla, della pantera, della sirena, dell'aquila appaiono in ogni angolo del bosco, una più bella dell'altra.
Si toccano tra loro, ti provocano con lo sguardo, con i gesti, alcune si avvicinano, altre si allontanano intimandoti di seguirle, di prenderle.
Così tu ti lanci sulla più vicina, la accarezzi, il suo corpo scivola tra le tue mani a causa dei colori di cui è ricoperta, lui rifugge ancora da te ma tu la insegui, la afferri, la assaggi e scopri che quei colori sono tutti aromi naturali; ogni colore ha il sapore di un frutto o di un fiore, sono commestibili... quelle donne sono tutte da mangiare, da inseguire, da avere come più ti piace; basta solo prenderle e così ti butti in una caccia veloce, prendi e dai piacere da ognuna di loro.
I loro seni, i loro ventri e i loro fiori sono disponibili per te; le penetri in ogni posizione possibile, le assapori in tuta la loro bellezza, la loro carica sensuale; mentre stai montando una di loro, le altre si pongono sempre intorno a te, mostrandoti che si toccano a vicenda; alcune hanno anche dei falli finti legati intorno al bacino e penetrano un'altra donna davanti a te oppure si donano orgasmo con la lingua lasciando che tu le ammiri mentre ti stai infilando dentro la vulva di un'altra e un'altra ancora, senza smettere.
Quelle visioni ti stanno facendo impazzire e la tua eccitazione cresce invece di diminuire finché non mi scorgi arrivare dalla collina e mi vedi giungere vicino ad un laghetto limpido vicino ad un prato; sono una tigre, biondissima, gli occhi azzurri che spiccano nel viso, i colori tipici delle tigri e con uno sguardo inequivocabile: ho visto tutto (tu sai che è così, lo senti) e mi sono anche masturbata mentre guardavo, ho già goduto più volte nel vederti con quelle donne.
I tuoi occhi cadono dal tuo corpo al laghetto: tu sei il leone, il re della foresta, l'unico e solo indomato possessore di quella riserva di caccia.