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L'autobus per Praga
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Titolo: L'autobus per Praga
Autore: Doroty Patt
Contatto:
Racconto n° 795
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Undici Luglio, pelle imbalsamata e plasmata da un delicato profumo di glicine e viola del Cairo.
Tacchi a spillo e un vestito estivo di seta stampato di fiori rosa, capelli legati a treccia, senza un filo di trucco, salgo sull'autobus che mi porterà a Praga... con me una piccola valigia di YSL e un libro di Rilke.
Appena salita l'occhio mi cade sul bellissimo, quanto insolito autista, che subito si prende la libertà di lanciarmi un'occhiata che sembrava un invito ad un orgasmo... gli sorrisi con tutti i miei trentadue denti, lasciando cadere il biglietto nelle sue mani grandi e callose, per troppe ore, passate ad un volante di finto cuoio.
Mi disse con voce roca, tipica del fumatore incallito: "la inviterei a sedersi, il viaggio sarà lungo!" Io annuii girando il mio posteriore verso di lui che ebbe un sussulto.
Avevo gli occhi di tutti addosso, ma con molta indifferenza mi sedetti al mio posto, accanto a me un ragazzo di sedici anni che appena mi guardò ebbe quasi un spasmo.
Mi sedetti e mi presentai con delicatezza, lui fece altrettanto poi conversammo di molte cose durante il viaggio, ma mai di noi.
Appena arrivati a Praga, l'autista una volta scesi tutti, mi pose la sua grossa mano e mi invitò a scendere... galante ma anche aitante visto in piedi.
Il mio compagno di viaggio, Romero era un ragazzo senza eccitanti pretese, ma questo Giò era veramente un maschio.
Colpito in pieno "pene" ebbe da che ridere, ma poi mi feci perdonare, galeotta fu la valigia e ci ritrovammo in un albergo cinti uno all'altra come un'edera al tronco di un albero, ci cibammo delle nostre salive, dei nostri umori senza parlare ma con altre cose per la testa.
Mi chinai tra le sue cosce da calciatore consumato e lo servii del mio appetito, cadde quasi svenuto al contatto delle mie labbra tumide al peccato.
Lui mi prese più volte da dietro, sfondandomi con tutta la sua forza io a quei colpi raggiunsi orgasmi multipli, ma quando lui raggiunse il suo unico e denso, lo volli tra i seni che ancora infuocati lo invitarono ad un replay... ma non lo concessi anzi feci di tutto perchè uscisse dalla stanza lasciandomi sola.
La mia permanenza a Praga fu veramente divertente e tra Giò e le meravigliose architetture potei solleticare i miei istinti con la sua inguaribile disponibilità.
E' ovvio che al ritorno non pagai nessun biglietto, ma ebbi un posto in prima fila tutto per me, mentre leggendo Rilke, lui mi spiava dallo specchietto retrovisore, sorridendomi continuamente e innamorato perso.